“Hai detto bene, un anno fa ho deciso di trasferirmi in Australia essenzialmente per un motivo: ho sempre visto l’Italia, non solo ora che sono lontano, come un Paese non in grado di soddisfare le mie esigenze. Volevo diventare medico e non mi è stato concesso. L’apparenza italiana di un mondo meritocratico che premia i migliori alla fine è sempre e solo stato un involucro che invece racchiude un mondo di raccomandazioni e di corruzioni varie. Ho cercato di chiedere spiegazioni ai Ministri in carica alcuni anni fa, ma ho sempre avuto risposte vuote ed ho constatato, purtroppo, che manca la vera voglia di cambiare. Adeguarsi ad un mondo che non funziona non faceva per me. Fortunatamente, sono sempre stato molto autonomo e ho sempre preso delle decisioni pensando ad esse ed analizzandole da un punto di vista razionale. Così ho deciso di trasferirmi in Australia, anche perchè è da una Università Australiana che ho ricevuto due proposte di lavoro e soprattutto perchè l’Australia è una nazione che investe molto in ricerca scientifica, e questo è essenziale !!! Mi ritengo abbastanza coraggioso perchè ho fatto tutto da solo e credo che questo dia ancora più soddisfazione al risultato finale”.

Francesco Elia, Australia ricerca

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Dove vivevi prima di trasferirti in Australia?

Vivevo a Firenze, città dove ho studiato, ma sono nato nel Sud Italia. Ero studente di Biotecnologie Mediche. Ho lasciato l’Italia esattamente un mese dopo la Laurea specialistica.

E ora, quale attività svolgi in Australia?

Sono arrivato a Melbourne alla Monash University come Post-graduate visiting student ed ho poi lavorato per sei mesi come Casual Research Assistant. Dopo sei mesi, sono stato confermato come Research Assistant (mi è stato offerto un contratto come ricercatore in settore medico) e mi è stata offerta la sponsorizzazione da parte dell’Università (cosa essenziale per ottenere un visto di lunga durata in Australia). Ora, finalmente, posso pagare un affitto senza problemi con il mio stipendio di ricercatore. Non ho mai dato interesse ai soldi (chi ha avuto modo di conoscermi sa esattamente che non ho mai ambito a diventare una persona ricca) e sono convinto che la ricerca deve essere fatta col cuore e non con il rendiconto economico, ma poter avere una vita agiata dopo aver studiato molto tempo, permette di affrontare la ricerca con maggiore serenità.

Sei fidanzato o sposato?

Sono single o se vogliamo in una relazione con la scienza.

Francesco Elia, Australia  ricerca

Cosa ti aspettavi di trovare in Australia?

Ho abbandonato l’Italia con il desiderio di poter fare serenamente ricerca scientifica in una delle Università con alto standard di formazione e di ricerca. Nello stesso tempo desideravo trovare un Paese civile basato sul rispetto reciproco e sulla multiculturalità. L’Australia è una nazione che per prima cosa risulta essere altamente meritocratica. L’impegno viene premiato sempre e l’esempio di multiculturalità e di rispetto che ha verso tutte le persone provenienti da ogni Nazione è esemplare. L’Università per esempio, tutto è organizzato al minimo dettaglio e niente è lasciato al caso. Devo dire che, non solo tutte le mie aspettative sono state pienamente soddisfatte, ma sono rimasto sorpreso giorno dopo giorno, ed essere sorpresi nella vita è una bellissima cosa.

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Cosa puoi dirci della situazione lavorativa?

La differenza nel mio settore (non conosco gli altri settori quindi non posso esprimere una opinione) è estrema. In Italia, dopo la laurea al ricercatore non viene proposta nessuna posizione valida (e molte volte quando viene offerta è basata su compromessi) e fare ricerca in Italia diventa giorno dopo giorno una sofferenza. Un Paese che non investe nella ricerca e nella formazione è un Paese morto. L’Australia ha sempre tenuto al primo posto formazione Universitaria e ricerca scientifica. Per non parlare poi dell’accoglienza che ho avuto nel posto di lavoro. Non ho parole per descrivere come i miei colleghi e la mia Professoressa mi hanno accolto. Avrò nei loro confronti una gratitudine estrema per sempre. Sono delle persone fantastiche. (per questo sono stato estremamente fortunato).

Come hanno preso i tuoi genitori, la scelta di trasferirti così lontano da loro?

I miei inizialmente pensavano che, la mia, fosse una idea transitoria, poi quando hanno capito che facevo sul serio hanno semplicemente appoggiato la mia scelta, dicendo che alla fine la vita è mia e che avrei dovuto scegliere per quello che ritenevo opportuno. Gli amici non credevano alla mia scelta, ho sempre viaggiato molto poco per dedicarmi allo studio, e non riuscivano a credere che improvvisamente sarei andato proprio nella parte opposta del globo terrestre.

Fare Ricerca a Melbourne, Australia  ricerca

Dal punto di vista economico, che differenze noti tra l’Australia e l’Italia?

Una differenza notevole. L’economia australiana è un’ economia equa. Non esistono politici che ricevono stipendi inauditi oppure un’ istituzione come la chiesa cattolica, con ricchezze cosi estreme da rendere un paradosso i valori che cerca di diffondere/imporre.

Quali sono le feste più importanti in Australia?

Non le ricordo tutte ma diciamo che ci sono le classiche ricorrenze italiane come Natale e Pasqua e poi delle giornate festive tipiche di questa nazione come il Queen’s Birthday, Anzac Day, Melbourne Cup etc etc.

Sapresti dirmi quali sono le maggiori differenze tra la mentalità italiana e quella australiana?

L’apertura mentale e il non essere spaventosamente ancorati alle tradizione e alla religione come purtroppo avviene in Italia.

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Qualche rimpianto?

Assolutamente no, non rimpiango una sola cosa della mia vita. Non ho commesso sbagli che non rifarei, rivivrei esattamente tutto nello stesso modo. Purtroppo lo stato Italiano mi ha impedito di fare il medico e questa è una cosa che mi ha profondamente segnato, ma ho avuto la possibilità di studiare e questa è per me la cosa più bella che avessi mai potuto ricevere nella vita. L’unica cosa che mi ha lasciato l’Italia, sono solo alcuni bei ricordi: ricercatori che lavorano per 12 ore al giorno con meno di 1000 euro di salario mensile, persone che aiutano il prossimo, saldi valori d’amicizia, diciamo che il ricordo migliore dell’Italia è legato alle persone migliori che la popolano e che hanno per esempio deciso di restare (sperando e cercando di cambiare qualcosa).

Francesco ELIA  ricerca

Parlaci un po’ della nuova realtà in cui vivi.

L’Australia è probabilmente il posto più bello di tutto il mondo perchè è ancora una terra non contaminata dall’estrema demografia e dalle costruzioni architettoniche. Offre dei paesaggi fantastici e la possibilità di conoscere una fauna e flora veramente stupefacenti. In termini di produzione artistica, ovviamente l’Australia non compete con l’Italia e l’Europa che, facendo parte di un continente più “vecchio”, hanno una forte tradizione culturale, artistica, letteraria, musicale etc, etc. La società è multietnica, con molto meno razzismo di quello che è presente in Italia. Quello che non mi piace molto è il sistema sanitario e quello dell’istruzione scolastica, perchè basati sul concetto economico, nel senso che più soldi si hanno e meglio si può essere curati ed educati in termini scolastici. Per ovviare a tutto questo, l’Australia, ha iniziato da molto tempo un programma di assistenza allo studio per esempio, dove vengono forniti agli studenti degli aiuti parziali in termini economici che poi devono essere restituiti col tempo etc etc, ma mai realmente di copertura totale per assistere una persona disagiata allo studio. Questo, vista la mia idea di bene comune della scienza, del sapere e della medicina, non soddisfa pienamente i miei criteri di nazione perfetta. Tutto il resto funziona però benissimo, pulizia, onestà dei cittadini, trasporti pubblici funzionali e puntuali etc etc.

Che messaggio vorresti dare a tutti i lettori di Voglio Vivere Così ?

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Vorrei che non confondessero questa mia descrizione dell’Australia, con il paradiso terrestre. Qui, per essere premiati bisogna lavorare moltissimo. Quindi rivolgendomi a coloro i quali vedono l’Australia come un solo posto dove passare la vita in vacanza posso dire che si sbagliano profondamente. Esistono tantissime persone, anche giovani, che dopo aver passato un anno in Australia con il classico Working Holiday Visa, devono rientrare nella propria nazione di appartenenza. Quindi il messaggio che deve passare è: Paese che premia dove ci si può divertire e vivere una vita soddisfacente ma impegno e serietà devono essere alla base di ogni cosa.

Io vorrei che la mia testimonianza servisse in particolare a quelle persone, giovani soprattutto, che credono di essere bloccati in una situazione sociale dalla quale impossibile uscire. Io sono nato in una famiglia con padre operaio e madre casalinga. Studiando e con i sacrifici che i miei genitori hanno fatto per me, sono riuscito a prendere la laurea triennale e specialistica e poi semplicemente inviando il mio curriculum sono arrivato in Australia. Sono riuscito a diventare ricercatore con una posizione universitaria molto ben vista qui in Australia, grazie al sacrificio e alla mia totale dedizione allo studio. Devo ringraziare solo me stesso per questo, non ho mai accettato compromessi!!

Lo studio è importantissimo, studiando si ha la possibilità di diventare persone con mentalità aperte, si riesce a spaziare con la mente e si possono raggiungere degli obiettivi importanti. Lo studio aiuta, probabilmente non in una nazione come l’Italia, a compiere la famosa scalata sociale dove il figlio di operaio non deve per forza fare l’operaio. Quindi, non bisogna mai perdere la forza di fare quello in cui si crede, bisogna trovare e capire la passione della propria vita e cercare di fare di tutto per inseguirla. Non perdete mai di vista il vostro traguardo, l’importante non è arrivare a tutti i costi, ma fare di tutto per cercare di arrivare.

Per scrivere a Francesco:

francescoelia.marino@australia.edu

Intervista a cura di Nicole Cascione