Dar voce a tutti sotto forma di abito. È questo l’obiettivo della nuova startup “42 Creative”, fondata a Torino e formata da giovanissimi ragazzi. Un nuovo brand, un nuovo modo di comunicare le proprie emozioni attraverso una frase, un logo o una grafica che renderà uniche le nostre t-shirt. La griffe di tutti, perché tutti possono contribuire. L’idea, infatti, è offrire alle persone una sorta di megafono per esprimere il proprio messaggio. E non importa se sarà divertente, ironico o deciso, ciò che conta è che sia unico.

Nato quasi per gioco, il progetto 42Creative – il cui nome si ispira al romanzo Guida intergalattica per autostoppisti – ha alla base un semplice ma allo stesso tempo innovativo concetto: creare un sito dove le persone possano inviare la loro grafica e venderla. «Da quando per la prima volta ci abbiamo pensato – ci racconta il fondatore e responsabile Simone Barioglio – più se ne parlava più prendeva forma l’idea che ogni persona aveva qualcosa di bello e importante da dire e trasmettere. E così abbiamo pensato: perché non offrire loro una struttura che lo permetta? Vogliamo dare la possibilità alle persone di utilizzare questo progetto per veicolare e farsi ambasciatori di determinati tipi di messaggio. Piuttosto che lasciarlo ristretto soltanto all’ambito dei social network, quel messaggio sarà trasformato in una t-shirt da poter indossare tutti i giorni. Poi magari qualcuno lo legge su quel capo, gli piace e compra la maglietta. Così oltre a indossarla diventa anche portatore del mio pensiero».

Il funzionamento di 42Creative è davvero molto semplice: ogni utente potrà inviare – tramite mail, sito internet, Facebook  o contatto telefonico – una propria grafica per la realizzazione di una maglietta. Ognuno, pertanto, potrà esprimere un proprio concetto in cui crede e poi indossarlo. Insomma un brand di abbigliamento creato dalle persone, in cui il cliente è allo stesso tempo fornitore di contenuti. In che modo? Le grafiche create dagli utenti entrano a far parte del catalogo dei prodotti offerti da “42 Creative” e, a ogni acquisto di una maglietta con una determinata immagine, l’ideatore guadagna, già dal primo venduto, i suoi diritti d’autore.

«Nei negozi spesso non troviamo ciò che ci rappresenta al 100% – spiega Paola Reviglio responsabile del management e della comunicazione -. Con 42Creative vogliamo dare a tutti la possibilità di creare la sua maglietta personalizzata in base alla sua idea, a un suo concetto che vuole esprimere. Chiunque può inoltrare la propria grafica, il proprio messaggio o qualsiasi cosa voglia che venga raffigurata tramite diversi metodi. Il nostro obiettivo è costruire la rete di vendita più grande mai esistita perché vogliamo che i nostri clienti siano anche i nostri fornitori. Inviare la grafica è completamente gratuito. Nel momento in cui si vuole fare la maglietta ci sarà un costo, altrimenti sarà inserita nel catalogo e per ogni utente che poi vorrà comprare la t-shirt con quella determinata grafica il creatore riceverà i diritti d’autore. In questo modo i clienti diventano anche i nostri fornitori perché può comprare la maglietta con il suo messaggio e a sua volta, poi, può venderla».

Attualmente 42Creative si autofinanzia. «È un progetto che abbiamo sviluppato in questo modo: se tu non vendi non spendi – dice Simone -. E quindi di conseguenza è un progetto che si può definire in versione light ovvero non ci sono dei costi per avere un impianto che ti stampa le magliette o dei costi per avere un team. Il grafico o la persona che vuole mandare l’illustrazione lo può fare tranquillamente con diverse sistemi e verrà fatto tutto dal sito. Fino a che qualcuno non compra non ci sono spese e questo permette di autofinanziarci».

Il sistema di pagamento a royalty, infatti, prevede che non ci siano costi per la costruzione di un catalogo e in caso di vendita tutti incassano la loro percentuale. Per la vendita del materiale ci sarà una piattaforma online. Diversi, inoltre, i modi per inviare la propria grafica o idea a partire dal sito internet: una volta registrati sarà possibile entrare in una pagina dedicata dove ci saranno tutti gli strumenti necessari per caricare la propria creazione. Altrimenti si potrà inviare una e-mail a un indirizzo di posta specifico per entrare subito in contatto con il team dedicato, oppure chiamare un numero di telefono dove si riceveranno tutte le informazioni necessarie per inviare la propria creazione. Per i social addicted ci sarà la possibilità di inviare un messaggio su Facebook con la dicitura #catalog, il bot del social network avvertirà subito il team e si riceveranno tutte le informazioni. Infine il contatto diretto con un qualsiasi responsabile del progetto 42creative nel mondo, basterà semplicemente inviare il materiale a lui.

Tra le primissime iniziative a cui è possibile partecipare con una propria frase o grafica, quella rivolta ad Amatrice. Si tratta della linea Charity dove si potrà inviare un messaggio, una grafica o un logo che verrà inserito nel catalogo per la vendita online e nei punti vendita che aderiscono al progetto. Parte del guadagno sarà destinato come aiuto per le popolazioni colpite dal sisma. Sarà un progetto pilota a cui nel tempo si affiancheranno anche altre iniziative di beneficenza. «Stiamo cercando di coinvolgere diversi artisti – continua Paola – che attraverso una loro grafica potranno dare un contributo significativo alla nostra linea Charity. Il ricavato delle magliette, infatti, sarà devoluto alle popolazioni terremotate».

Il gruppo è formato oltre che da Simone e Paola, anche da Samuele Steri, Nadia Mirjam Momo e Vito Rotunno. Per ora non c’è una sede fisica, tutto sarà online. Ma la startup ha intenzione di crescere e di presentarsi sul mercato internazionale. I responsabili di 42creative intendono infatti cercare punti vendita e collaborazioni volte ad aumentare la presenza come brand in più posti possibili nel mondo. Già alcuni sono i negozi interessati a fare da showroom, perché il bello di questo progetto è che chiunque potrà diventare un punto vendita e richiedere collaborazioni. L’attivazione della piattaforma e-commerce avverrà entro la fine del 2016. Il team prevede di aprire il primo punto vendita in Italia nel 2017 e il primo showroom all’estero nel 2018 tra Miami, Toronto, Montecarlo, Londra. Proprio a marzo, Simone volerà negli Stati Uniti per presentare il progetto. «Abbiamo preso già diversi contatti per avviare magari una linea completa di abbigliamento. Ora partiamo con le t-shirt per capire come andrà e come verrà accolto il marchio. Nel frattempo cercheremo dei contatti per sviluppare altri capi: dalle felpe a quelli più sartoriali e, perché no, ricamati a mano. E naturalmente accessori come borse, cappelli e cover. Entro il 2019 speriamo di lanciare una linea in collaborazione con grandi artisti internazionali».

Ma quanto è difficile oggi lanciare una start up in Italia? «Uno dei motivi per cui vado negli Stati Uniti è perché qui non ho trovato sbocchi – ci racconta il fondatore -. Ho diversi progetti che stanno diventando startup, alcuni sono già stati avviati, ma senza finanziatori italiani. Tutte le offerte concrete in Europa arrivano principalmente dall’Inghilterra con Londra, e oltreoceano dagli Stati Uniti. Naturalmente parlo per il digital. Se vai negli Usa le opportunità sono dietro l’angolo perché si tratta di un settore presente sul mercato. E come quando vai a Torino e parli di automobili, tutti ti ascoltano perché c’è la Fiat. Allo stesso modo se vai negli Stati Uniti e parli di digital tutti ti prendono sul serio perché i colossi dell’informatica sono qui. È un pensiero comune, fa parte del quotidiano e quindi le opportunità sono davvero tante. In Italia è veramente molto difficile. Cerco di rimanerci quanto più possibile per far vedere che anche da noi le idee e il talento non mancano, il problema è che l’unico modo per poter aver successo nel nostro Paese è di andare fuori per poi investire dentro».

Ecco come contattare il team di 42Creative:

[email protected]

http://fortytwocreative.com/

www.facebook.com/42Creative-717266001746024/?fref=ts

Di Enza Petruzziello