Storie australiane di chi ce l’ha fatta: Daniele Barbagallo

Daniele, Eagle traveller, dalla Cina all’Australia.

In una delle mie tappe asiatiche, esattamente a Hong Kong, parlando con un amico in Italia, venni a conoscenza del visto per giovani in Australia. Trovandomi a “due passi” dal continente rosso, decisi di avventurarmi. Arrivai a Melbourne il 30 novembre 2011, avevo solo 300 euro in tasca, non conoscevo la lingua, non avevo una meta, ero solo. Cominciai sin da subito a cercare lavoro ma senza esito. Poi una mattina mi recai presso un noto ristorante italiano, dove riuscii ad ottenere il mio primo lavoro in terra australiana come dishwasher (lavapiatti). Da quel momento in poi cominciò la mia avventura nella terra dei canguri. Continuai così per circa tre mesi. Successivamente trovai lavoro come pizzaiolo.

Dopo altri due mesi decisi di lasciare Melbourne e di andare a cercare le famose “FARM “. Sapevo di avere dei lontani parenti in Australia, così mi misi alla ricerca e riuscii a contattarli. Dopo qualche settimana mi risposero, così partii alla volta di Sidney, dove fui ospitato da loro per un breve periodo. Dopodichè mi spostai a Orange, cittadina ad ovest di Sydney, dove lavorai come raccoglitore di mele. Una giornata di lavoro consisteva nel riempire un grande cesto da 300kg per un totale di 30 aud l’uno: vi lascio immaginare la fatica e il tempo che impiegavo per riempirne uno. Incontrai tanti ragazzi provenienti da tutte le parti del mondo, alloggiati come meglio potevano, in alcune farm addirittura senza bagno e senza acqua calda (ci tengo comunque a precisare che non in tutte le farm è così).

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Rimasi solo pochi giorni in quella farm, poichè conobbi un signore di origini siciliane il quale, avendo un business di tiler maker (piastrellista), mi propose di lavorare con lui. Così scelsi un’altra strada: quella delle Construction. Purtroppo quest’avventura lavorativa andò male, perché dopo qualche mese ebbi disguidi con questo tizio e decisi di rientrare a Sydney. Successivamente mi spostai verso il Queensland, una meta ambita da sempre.

Daniele Barbagallo

Mi fermai a Brisbane per qualche giorno, dopodichè proseguii per Maleny, dove cominciai a lavorare gratis in cambio di vitto e alloggio.

Trovai l’offerta sul libro apposito del Woofing, pagato 60 aud. Le mie mansioni giornaliere erano quelle di gestire l’orto e pulire. Tutto sommato non fu una brutta esperienza, anche se il cibo scarseggiava ed ero costretto a mangiare yogurt e cipolla. A questo punto decisi di scappare, cosi salii per Bundaberg. Fui ospitato da una brava signora proprietaria di una fattoria, della quale mi presi cura.

In questo caso mi trovai molto bene, la signora era gentile e anche una brava cuoca. Dopo qualche settimana, mi offrì di cambiare farm e di andare da una sua amica proprietaria di una farm di cavalli. Accettai subito il trasferimento. Arrivai in questa nuova farm, immensa, con centinaia di cavalli. Il mio lavoro era quello di accudire i cavalli, pulirli e dargli da mangiare. Dopo un breve periodo cambiai nuovamente posto, restando sempre in zona, venni ospitato da un’altra famiglia. Qui, trovai il posto ideale: il lavoro era pari a zero, dovevo solo portare il cane a passeggio e pulire casa. Conclusi i mesi necessari per richiedere il secondo visto, cominciai a cercare seriamente lavoro, ma senza esito. Un giorno poi, ricevetti risposta da un’azienda di trasporti a Ingham e così, senza pensarci due volte, mi misi in sella alla mia moto e percorsi in due giorni 1.500 km. Arrivai in questa cittadina soprannominata “Little Italy”, poichè ci vivono grandi comunità italiane e lavorai con i camion nel settore della canna da zucchero. Restai purtroppo poche settimane poichè fui licenziato per futili motivi, così partii per Townsville.

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Da quel momento in poi per me iniziò una nuova avventura. Restai per molti mesi, cambiai tanti lavori, dal camionista al pizzaiolo, handy man “tutto fare” e tanto altro. Instaurai tante belle amicizie, che ancora oggi porto nel cuore. Poi mi spostai a Port Douglas, località al nord di Cairns, estremità nord d’Australia. Cominciai a lavorare con i bus ma, non avendo ricevuto una speciale licenza australiana, dovetti rinunciare e passai di nuovo nel campo della ristorazione, fino ad arrivare ad essere “Manager di pizzeria” presso un nuovo pizza shop tutto italiano. Anche in quell’occasione non andò bene, così vendetti la mia cara adorata moto per ritornare in Townsville prima, per poi ripartire per Sydney. Arrivato in città trovai subito lavoro presso una ditta di demolizioni, dove ci rimasi per qualche mese. Scaduto il Working Holiday Visa dovetti optare per uno Student Visa e quindi fui ovviamente obbligato a frequentare una scuola.

Scelsi un corso di business, ma le mie ore di lavoro furono dimezzate, non potendo più lavorare full time. Durante la mia permanenza in Australia sono sempre andato alla ricerca di uno sponsor, così, non trovandolo, decisi di provare ad auto-sponsorizzarmi. Per fare ciò dovetti aprire un mio business. Trovai un socio australiano e decisi di mettermi in gioco definitivamente, aprendo una ditta di trasporti e viaggi. Nel dicembre 2013 nacque la EAGLE TRAVELLER PTY LTD. A causa degli altissimi costi australiani burocratici e dopo aver investito tanti soldi per l’applicazione di questo nuovo visto, vidi il tutto sfumare. Restai un altro po’ con il vecchio visto e mi dedicai al mio business. Comprai un minibus da 8 posti e cominciai con i primi tour per l’Australia. Ebbi qualche difficoltà iniziale in campo burocratico, ma riuscii a superarle e giorno dopo giorno ingranai con i miei tour. Inizialmente mi si rivolgevano gruppi di ragazzi italiani, poi, pian piano cominciai ad avere tra la mia clientela europei e non.

Daniele Barbagallo

Cominciai a girare tutta la costa est dell’Australia con il mio minibus: Melbourne oppure su per Brisbane, ancora posti da favola vicino Sydney, con spiagge super bianche come la bellissima Jervis bay! Pian piano conobbi altre società di trasporti più grandi, conobbi dei club italiani come la grandissima TRINACRIA ASSOCIATION, e instaurai rapporti di sub-contractor con grandi compagnie. E oggi mi ritrovo a lavorare con bus da 55 posti. Durante una delle mie giornate di accoglienza, conobbi la mia compagna, una giovane ragazza venuta dalla Liguria per vivere solo sei mesi di avventura australiana. Ci ritrovammo a vivere insieme, legando sempre più anche con un de facto. Decidemmo di tornare in Italia per le vacanze, dopo tre anni dal mio ultimo rientro nel 2012, e nell’occasione conobbi la sua famiglia e lei la mia.

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Arriviamo ad oggi. Ci siamo trasferiti in una bellissima casa e da poco siamo in tre. L’aria italiana ci ha lasciato questo regalo, siamo diventati una famiglia. Come dice una mia cara amica: dagli shaolin ai pannolini!

La mia è una storia complessa nel suo genere, ricca di avventura, di tanti posti visitati, di gente nuova, ma molto bella. Sono passati quasi quattro anni dal mio ingresso in Australia, posso dire di aver vissuto intensamente ogni attimo, aver lottato contro la solitudine, aver vissuto momenti di vera difficoltà economica, ma nonostante tutto questo, ringrazio l’Australia per la persona che sono oggi. Posso dire di aver visto tutte le facce di questa terra, dalle persone buone a quelle cattive, un continente molto giovane, esteticamente dalla bella maschera ma con tanto marcio al suo interno. Il consiglio che mi sento di dare ai nuovi viaggiatori è di provare sicuramente l’ esperienza australiana, ma di non badare a ciò che sentiranno o vedranno al primo impatto: tutto cambia, tutti cambiano. Viaggiate, esplorate, ma siate voi stessi ovunque andiate, vivete il momento nel presente. Questo è solo un riassunto della mia storia “australiana”. Ovviamente ognuno ha la sua. Lo slogan che mi ha fatto andare avanti in questi anni è: let’s go eagle, let’s go………

Daniele Barbagallo