Ho scelto di vivere in campagna (e sono felice)

Nel posto in cui ha deciso di vivere, non passa neanche la ferrovia e i sacrifici che sta affrontando, sono davvero tanti, superiori a quelli che aveva previsto, quando faceva una vita più comoda, in città, da insegnante di filosofia. Eppure, è felice.

Entusiasta di aver abbandonato rumori, frenesia, caos. Un po’ di nostalgia, certo ce l’ha, ma non tornerebbe mai indietro.

Ora Laura Polidori, nata a Roma nel ’55, vive a Volterra, in Toscana.

Vivere in Toscana, Volterra vivere in campagna

Continua a dare lezioni, ma i suoi allievi sono diversi. 

«Ho fatto l’insegnante sempre -spiega- anche mentre studiavo. E ho studiato alla Sapienza, a Roma  e poi in Germania, a Colonia.

C’è stato un periodo, successivo ad alcune vicende familiari, in cui ho cominciato  a pensare di cambiare vita. Avrei voluto aprire una libreria, in un piccolo comune, in Toscana. Un’ idea molto romantica. Anche mio fratello cercava una casa nuova. Abbiamo così pensato di cercarla insieme.

In Toscana, naturalmente. La ricerca è durata quasi tre anni, perché lui è molto esigente. Un perfezionista. Era difficile trovare qualcosa che gli piacesse sul serio. Poi abbiamo visto una piccola casa colonica antica. Nel frattempo, mia figlia ha terminato il liceo. E voilà, abbiamo fatto il grande balzo».

Quella di Laura è stata una scelta davvero coraggiosa. Volterra è una minuscola realtà. E non offre i servizi che le garantiva Roma.

Come si può vivere nel 2011 in un posto mal collegato con il resto del mondo ?

« Volterra -replica- è su un poggio e gli abitanti chiamano se stessi  ‘gente di poggio’. Vuol dire che in un certo senso sono abituati all’isolamento, all’esser per sè.

In realtà non è vero, viaggiano volentieri, ma se si scava un po’ e si raggiunge il loro cuore, si scopre che tengono molto alle loro tradizioni, al passato, alle abitudini delle piccole comunità d’un tempo. In teoria a Volterra vivrebbero circa undici mila  abitanti, ma  molti vanno e vengono. I giovani spesso studiano fuori e fuori restano a lavorare.

Quelli che rimangono, pur di restare a casa, spesso fanno scelte dolorose e accettano lavori noiosi e ben al di sotto della loro preparazione. I valori familiari sono di fondamento e tutto vi gira intorno ».

LAURA POLIDORI vivere in campagna

Pare di capire che si trova ad affrontare disagi per niente ipotizzati  « Beh- risponde- difficile è  vivere in un comune che ad agosto, indifferente alle abitudini dei turisti, ancora si ferma dall’una alle cinque. Ma è esattamente questo ciò che mi ha portata qui.

L’indifferenza alle novità, anche a quelle favorevoli, ovviamente, e l’attaccamento alla tradizioni ».

Una scelta, la sua, dettata da una moda, quella di aprire un agriturismo, senza abbandonare del tutto una vita di agi ?

« Bisogna intendersi sull’espressione ‘agriturismo’- fa sapere Laura-  Di moda è un agriturismo finto, un albergo in campagna, con centro benessere, televisione e wireless.

Ci sono tante persone che non possono trascorrere un paio di giorni fuori senza vedere la televisione, o che brontolano, se con la macchina debbono affrontare cento metri metri di strada sterrata. Scendono dalla macchina e portano tacchi di dieci centimetri.

E poi mi fa un po’ di tristezza vedere bambini che non sanno correre e che chiedono  ai genitori il permesso di fare il giro della casa ».

Laura Polidori, Agrinomia, Volterra Toscana

Ma la città non le manca neanche un poco ? Non ha paura del silenzio? Della solitidine?

« La città  non mi manca -confessa- non sono mai stata una grande estimatrice della vita che si conduce in città. Onestamente non ho fatto una gran fatica a venire qui. Per quanto riguarda la solitudine, credo si tratti di altro. Si può essere più soli in un condominio affollato che in un’ isolata casa di campagna. Dipende dalla nostra condizione interiore ».

La sua è una scelta in controtendenza, che fa bene a lei e, dice, alla collettività. Perchè ? 

« Le persone che vengono qui -dice- non sono clienti, ma ospiti. Ospiti di questo ambiente eccezionale e di questa natura bellissima, che accoglie anche me e la mia famiglia.

Io li apprezzo, perchè hanno scelto di venire qui e cerco di mostrare loro gli aspetti più caratteristici di questa comunità e di questa natura.

Per gli escursionisti, si tratta di un paradiso da scoprire, specialmente in primavera ed in autunno. Io stessa faccio delle escursioni bellissime e ne trovo sempre di nuove.  Un altro mio impegno costante è quello di scovare ricette antiche per avvicinarmi alla cucina della tradizione e di coltivare in azienda ortaggi tipici, oggi poco noti, come il cavolo nero, per esempio, o  di utilizzare le erbe spontanee.

Molti nostri ospiti sono sensibili a questi particolari, chiedono di sapere di più ed è bello poter spiegare com’ era un tempo ».

Laura Polidori, Agrimonia, Volterra Toscana vivere in campagna

Non ha smesso di insegnare, però !

« Sì, tengo lezioni di italiano -afferma- a coloro che le chiedono : svedesi, olandesi, tedeschi, svizzeri. Talvolta i nostri ospiti parlano già l’italiano e vorrebbero aver l’occasione di approfondirlo. Altri decidono di impararlo con calma proprio qui.

In vacanza i ritmi sono molto lenti. In genere chi comincia, apprezza subito questa attività ».

Come si svolgono le sue giornate? « Se siamo in estate -aggiunge- spesso ci sono ospiti e la mia giornata è piena ». Tornando un attimo alla solitudine?

« La temo poco -afferma sicura- perchè  vivere questa realtà significa correre il pericolo opposto: non aver mai tempo per sedersi di fronte alla collina, che qui è molto bella e tentare di non pensare assolutamente a niente ».

Non prova malinconia le sere d’inverno? « A dire la verità, amo la Toscana molto più d’inverno -sorride- E’ più schietta, senza fronzoli. Chi lavora solo con i turisti chiude ed io mi posso godere la vita vera del piccolo comune, che per fortuna a Volterra è ancora presente.

La neve, invece, è pericolosa. Chi conosce le strade in Toscana, sa quanto possano essere insidiose, senza le opportune misure di sicurezza, cioé sale, gomme d’inverno, eccetera. Per fortuna non nevica spesso.

Noi siamo a mezza collina e  ho imparato sulla mia pelle che, contrariamente a quanto avviene in città, il tempo può essere determinante. Si tratta di un potere al di sopra di quello umano, che non è il caso di sfidare.

Meglio accendere il fuoco, guardare la televisione -se c’è- o ascoltare la radio: c’è bisogno anche di questi momenti. Chi lavora con la terra, e fa un’ agricoltura anche minima, sa che l’uomo propone, ma  qualcun’altro dispone ».

Laura Polidori, Agrimonia, Volterra Toscana vivere in campagna

Cosa le è rimasto della vita da insegnante di filosofia tra i banchi di scuola?

« La nostalgia dei ragazzi -dichiara- delle loro battute sceme, la tenerezza nel vederli affrontare difficoltà spesso enormi ».

Forse, però, scegliere di vivere in campagna non è da tutti.

« Sì, afferma -occorre un investimento notevole. Ma vorrei sperare che tutti e specialmente i giovani, si volgano ad avventure belle come questa ».

Progetti per il futuro ?

« Mi piacerebbe continuare a fare esattamente ciò che sto facendo -conclude- Non so se la congiuntura economica lo permetterà:  in tempi di crisi le persone si muovono meno, ma spero ugualmente che andare in campagna, magari per due o tre giorni l’anno, possa diventare una piacevole abitudine per tutti ».

A cura di Cinzia Ficco