Francesca: in Australia ho trovato la sicurezza in me

Nata e cresciuta in Emilia Romagna, Francesca – che ora ha quasi 30 anni – si è trasferita a Milano nel 2015, per studiare Design al Politecnico. Una volta conseguita la laurea, ha lavorato in diversi ambiti del settore digitale, fino a specializzarsi in grafica, video e animazione.

Dopo aver fatto uno stage presso un’azienda, Francesca è stata assunta dalla stessa e ha lavorato lì per un totale di 3 anni, con un contratto a tempo determinato. Per varie ragioni, al momento di passare a un contratto a tempo indeterminato questo non è successo e il percorso di Francesca nell’azienda è terminato lì.

La ricerca di un nuovo lavoro in Italia è stata infruttuosa e frustrante, perché a causa della giovane età Francesca ha ricevuto solo offerte di ulteriori stage. A quel punto, venuta a patti con la situazione, Francesca ha fatto domanda per il Working Holiday Visa e ha comprato un biglietto di sola andata per l’Australia.

L’idea di trasferirsi in Australia non le è venuta guardando i video di sconosciuti sui social ma tramite le stories di Luca, un ex compagno di università, che raccontava su Instagram la sua esperienza in Australia, soprattutto in merito agli 88 giorni. Anche Elisa, un’ex collega che aveva passato un anno in Australia, è stata una fonte di ispirazione per Francesca perché, al ritorno, Elisa era carica di esperienze e molto sicura di sé. Entrambi sono stati di grande esempio per Francesca.

Forte di un livello C1 di inglese, Francesca sapeva già prima della partenza, che, nonostante la distanza geografica fra Italia e Australia, lì avrebbe avuto la possibilità di vivere esperienze uniche. La sua, quindi, è stata una scelta in un certo senso naturale, che però ha sorpreso i suoi parenti e amici. La loro reazione le ha permesso di vedere come, fino a quel momento, lei avesse vissuto una vita frenata dalla paura, senza mai tentare di esplorare altri Paesi approfittando dell’Erasmus e, in generale, conducendo un’esistenza che non rispecchiava chi era veramente.

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L’arrivo in Australia, però, non è stato tutto rose e fiori. Trovare un lavoro nel suo ambito era pressoché impossibile, perché le aziende non assumevano persone con un visto temporaneo. Francesca era decisa a buttarsi nella ristorazione ma, nonostante l’ottimo livello di inglese, la mancanza di esperienza nel settore era lampante.

Nonostante queste difficoltà, Francesca si è rimboccata le maniche ancora una volta, imparando da YouTube e usando le prove non pagate come addestramento. Inizialmente è stata assunta come cameriera presso un ristorante italo-australiano, in cui lavorava solo due sere a settimana. Quando ha trovato un altro locale che l’avrebbe fatta lavorare per tre sere a settimana, Francesca ha lasciato il primo impiego per poi cambiare ancora una volta, passando a lavorare per 4 sere a settimana più qualche pranzo per un terzo ristorante. Cambiare impiego così tante volte è stato mentalmente provante ma educativo. Francesca ha lavorato nell’ultimo locale per 4 mesi, imparando molto.

In seguito, la ragazza si è spostata da Sydney ad Alice Springs, dove ha trovato lavoro in un casinò che le ha permesso di far parte di un team fantastico, per poi andare a fare la stagione estiva a Melbourne. Passato il primo anno, Francesca è tornata in Italia per qualche tempo per ricaricare le batterie, dato che a Melbourne e Alice Springs aveva lavorato letteralmente notte e giorno, quasi per compensare la partenza in salita a Sydney.

Una volta ritrovate le energie, Francesca è tornata in Australia, stavolta determinata a esplorare la zona ovest. La prima città in cui è andata è stata Perth e, dopo circa un mese, Francesca ha trovato lavoro in una cattle station (allevamento di bestiame) in mezzo al niente. Il paese più vicino si trova a circa un’ora di strada e conta poco più di 500 abitanti. Le due città più vicine, invece, sono a 3 ore di auto. Se vuole comprare più dello stretto indispensabile, Francesca deve spostarsi fin lì.

La vita nella station non è semplice ma ha anche i suoi risvolti positivi. Dato che il lavoro è in una zona così isolata, comprende anche vitto e alloggio. Inoltre, Francesca è immersa nella natura e si gode ogni sera degli incredibili tramonti e la compagnia della fauna locale.

Ottenere il secondo o terzo visto, con il programma del Working Holiday Visa, non è semplice come ricevere quello per il primo anno. Per avere un esito positivo alla richiesta del primo Working Holiday Visa devi solo soddisfare i requisiti di età, nazionalità e fedina penale. Per ottenere il Working Holiday Visa per il secondo anno, invece, devi fare quelli che Francesca chiama “giorni di penitenza”, ovvero devi lavorare per 88 giorni in ambiti considerati “da immigrati”, ricoprendo mansioni che gli australiani non vogliono svolgere. Se vuoi ottenere un terzo Working Holiday Visa, i giorni di penitenza raddoppiano, arrivando a sei mesi.

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Francesca Imbesi

Spesso, sui social, l’Australia è dipinta come una terra in cui è facile guadagnare molto ma Francesca dice che, anche se questo è possibile, è necessario fare dei sacrifici. Vivendo in città, devi mettere in conto degli affitti molto alti (lei pagava 300 dollari australiani a settimana, per una stanza lontana dal centro e senza aria condizionata) e, anche se questo stile di vita ti permette di conoscere molte persone e partecipare a diversi eventi, rende il risparmio difficile.

In Australia c’è molta concorrenza ed è difficile trovare lavoro. In 5 mesi a Sydney Francesca è riuscita a mettere da parte solo 5.000 dollari australiani (corrispondenti a circa 2.500 Euro), facendo molti sacrifici.

In più, ne ha spesi gran parte nella prima settimana in Queensland, in cui ha cercato lavoro senza successo, e per spostarsi ad Alice Springs. Una volta arrivata lì, Francesca aveva solo 1.000 dollari australiani sul conto. Grazie a un po’ di fortuna e a tanta fatica, alla partenza da Alice Springs, dopo 4 mesi, Francesca si è ritrovata in una situazione economica solida, riuscendo a concedersi anche qualche viaggio e un po’ di vita sociale.

Ad altri ragazzi italiani che sognano l’Australia, Francesca consiglia di lavorare sul proprio inglese, imparando anche lo slang (soprattutto inerente al settore in cui si desidera lavorare). È importante prepararsi a ricevere tanti rifiuti, a venire a patti con l’instabilità e a imparare a godersi il tempo libero, pur avendo pochi soldi.

È fondamentale usare i social, come Instagram o Facebook, per tenersi in contatto con altri backpackers e fare networking. Un ultimo consiglio, ma non per questo meno importante, è quello di non fossilizzarsi sui piani fatti prima di partire, perché l’Australia è bravissima a mandare tutto all’aria!

L’Australia è particolarmente indicata a chi ama la natura e a chi, in generale, ha voglia di mettersi in gioco ed è pronto ad affrontare anche problemi e periodi in cui trovare lavoro è difficile. La sanità, che Francesca per ora ha solo sfiorato, è considerata spesso di scarsa qualità, mentre i mezzi pubblici variano molto fra le città e fra le varie zone dell’Australia. Ad ogni modo, se sei un backpacker, Francesca consiglia di avere una macchina, che ti rende molto più autonomo e si rivela particolarmente utile nel periodo degli 88 giorni.

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La burocrazia, per molti aspetti, è più snella di quella italiana. Richiedere il primo Working Holiday Visa è facilissimo e, informandoti bene su tutto quello che dovrai fare una volta in Australia, ti basterà seguire i vari passaggi. È tutto molto fluido. Francesca, prima della partenza, si è affidata a un’agenzia (Go Study Australia), che l’ha aiutata a preparare il più possibile quando era ancora in Italia, per poi diventare più indipendente. Per quanto riguarda gli alloggi, Francesca si è trovata bene usando Facebook Marketplace.

Gli australiani vivono delle vite come quelle di tutti gli altri, con gioia, preoccupazione, difficoltà e sorprese positive. Anche in questo caso, molto dipende da chi incontri e da dove sei. Francesca, che a Milano viveva in una bolla piuttosto privilegiata, è grata agli incontri fatti in Australia, che le hanno permesso di scoprire altri modi di vivere la vita. Lei si è sempre sentita ben accolta, anche perché, specialmente nel settore dell’hospitality, le persone del posto sono abituate a interagire con gli stranieri.

Nonostante l’iniziale ingenuità, se Francesca potesse tornare indietro non cambierebbe niente. Le difficoltà che ha dovuto superare hanno contribuito a renderla la persona che è adesso. Vivere in Australia le ha insegnato ad avere molta più fiducia in sé stessa. Prima di partire, Francesca era timida e introversa, e, in diversi ambiti, si sentiva un passo indietro agli altri.

Una sera, mentre era al lavoro al ristorante di Sydney, ha notato la sicurezza con cui stava in mezzo alla sala e ha capito che qualcosa, in lei, era cambiato in meglio. Adesso, Francesca ha fatto sua quella fiducia in sé, parla facilmente con le altre persone, si vuole più bene e ha imparato a tenere a bada l’ansia.

Per il futuro a breve termine, Francesca aspetta l’arrivo del suo ragazzo in vista del Natale, poi la coppia partirà per un viaggio on the road per il Queensland. Se tutto andrà bene, alla fine del viaggio i due inizieranno una convivenza.

Francesca non esclude di tornare in Europa, un giorno, ma non Italia perché sente che lì, purtroppo, non c’è posto per lei.

Per seguire e contattare Francesca:

Instagram: @francimbesi