Daniele Montarulo si considera un artista, un creativo. Fin da piccolo ha sempre sentito una forte chiamata per la musica e per il palcoscenico. Mentre i suoi amici volevano diventare calciatori, lui voleva fare il musicista e sognava l’America. Gli è sempre piaciuto essere una voce fuori dal coro, distinguersi, vivere una vita fuori dall’ordinario. Tra le sue passioni ci sono la palestra, i balli latino-americani, sauna e ice bath e nel tempo libero gli piace produrre musica, leggere e viaggiare. Dopo aver vissuto a Sidney, in Giappone e a Nashville, attualmente Daniele lavora sulla nave da crociera Celebrity Xcel. I suoi progetti futuri?: “Continuare a costruire la mia carriera musicale. Suonare in festival, teatri e hotel in giro per il mondo. Continuare a costruire, viaggiare e conquistare nuovi territori”.

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Daniele, dopo il conservatorio, quali erano i tuoi progetti?

Dopo la laurea in conservatorio stavo progettando di viaggiare all’estero, tra Inghilterra e America. Purtroppo, appena due mesi dopo la laurea, mio padre ha iniziato a stare male e dopo mesi difficili in ospedale è venuto a mancare a causa del cancro. In quel momento ho deciso di restare vicino a mia madre, finché non fossimo riusciti a superare quella perdita.

Poi è arrivata nella tua vita l’Australia.

Sì, nel 2017 io e mia madre siamo andati a fare una sorpresa a mio fratello che viveva a Sydney. Quel viaggio ha cambiato qualcosa dentro di me. Al ritorno in Italia non avevo ancora le idee chiarissime su cosa fare, ma mio fratello mi ha incoraggiato a provare a vivere lì per un po’. Così, dopo pochi mesi, ho fatto le valigie e sono partito.

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Quanto tempo è passato dalla decisione alla partenza?

È successo tutto abbastanza velocemente, nel giro di pochi mesi. Non ho pianificato troppo, ho seguito molto l’istinto. Dovevo rimanere solo un anno, infatti non mi sono portato tanto. Poi però mi sono innamorato di Sydney e ci sono rimasto sette anni, dal 2018 al 2025. In tutto quel tempo non sono mai tornato in Italia, non ho mai più rivisto la casa di Modugno, in provincia di Bari, che avevo lasciato.

Il tuo primo ricordo australiano?

Il primo ricordo è fatto di sensazioni: gli odori, i rumori della natura, quella sensazione forte di essere dall’altra parte del mondo. Le albe e i tramonti avevano un sapore diverso… è difficile da spiegare, ma è qualcosa che mi è rimasto dentro.

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Di cosa ti sei occupato a Sidney?

A Sydney ho fatto diversi lavori: chef, insegnante di musica e musicista. Nell’ultimo periodo ero capo pizzaiolo all’Oran Park Hotel. Ma nel tempo libero suonavo sempre: per strada, nei bar, nei pub, nei festival. È lì che costruivo il mio percorso musicale. E proprio mentre suonavo per strada è successo qualcosa che mi ha cambiato la vita: il General Manager del Park Hyatt Niseko in Giappone è passato, mi ha sentito suonare e ha preso il mio biglietto da visita. Qualche settimana dopo mi hanno contattato offrendomi un contratto di tre mesi come musicista in hotel. Voli pagati, vitto, alloggio. Un’occasione incredibile che non potevo rifiutare. Dopo il Giappone sono stato cinque mesi a Nashville, dove ho studiato ingegneria del suono e mi sono immerso completamente nella scena musicale di Broadway.

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Pro e contro di vivere a Sydney?

Sydney è una città incredibile, piena di opportunità, con scenari stupendi: dalle spiagge di Bondi e Manly alle Blue Mountains, dai quartieri storici a quelli più alternativi. Non ci si annoia mai. Allo stesso tempo è una città costosa, le distanze sono grandi e si passa tanto tempo a guidare. Anche le amicizie a volte sono instabili, perché molte persone vanno e vengono. E poi c’è la distanza dall’Italia. In sette anni non sono mai tornato. Mia madre è venuta un paio di volte a trovarci, ma a lungo andare la distanza pesa un po’.

Come sei cambiato in questi anni di lontananza dall’Italia?

Sono cambiato tantissimo. Una delle cose che mi ha fatto crescere di più è stato lavorare in cucina, con settimane lavorative anche da 55-60 ore. È stato duro, ma mi ha reso più forte. Mi ha insegnato l’importanza di fare anche cose difficili o che magari non ami, pur di arrivare a un obiettivo. Sydney mi ha insegnato che il duro lavoro, la determinazione e anche il trovarsi nel posto giusto al momento giusto possono davvero aprirti le porte. Ho avuto la fortuna di avere dei mentori che mi hanno aiutato tanto nel mio percorso di crescita, tra cui mio fratello Cristian Montarulo e i miei amici Jeff Ramdoo e Ash Perrow. Ognuno di loro mi ha aiutato a scoprire lati del mio carattere che non sapevo nemmeno di avere. Mi hanno spinto a riflettere su quello che voglio davvero dalla vita e mi hanno guidato nel diventare la persona che sono oggi: più intraprendente, più consapevole e determinata.

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Progetti futuri?

Nel futuro voglio continuare a costruire la mia carriera musicale. Dopo Sydney si sono aperte opportunità importanti: Giappone, Nashville e adesso lavoro sulla Celebrity Xcel una nave da crociera. Ho nel mirino la Scandinavia, soprattutto la Svezia per la scena musicale country, e voglio continuare a suonare in festival, teatri e hotel in giro per il mondo. Sydney resterà sempre una parte importante della mia vita. Mi piacerebbe anche tornarci un giorno, ma per i prossimi anni voglio continuare a costruire, viaggiare e conquistare nuovi territori.