Daniela: mi sono reinventata in Lituania

A cura di Maricla Pannocchia

Daniela non è certo una che si perde d’animo. Quando, a 50 anni, si è ritrovata a lavorare 10-12 ore il giorno per 6 giorni alla settimana, guadagnando appena 1.000 Euro il mese, la donna si è resa conto di star rischiando la salute e così ha colto al volo la proposta di lavorare e trasferirsi in Lituania. Le prime esperienze lavorative non sono state rosee nemmeno lì ma poi Daniela si è messa in proprio e adesso si occupa di servizi di pulizie.

Daniela ama la natura del Paese e il fatto che lì la vita scorra con più calma – “ma chi l’ha detto che il nostro andare sempre di corsa sia la cosa giusta?” – mentre non sopporta il grande uso della tecnologia, anche con dei “marchingegni parlanti” che spesso hanno sostituito le cassiere in carne e ossa, e il fatto che non ci siano parcheggi gratuiti per le moto.

Daniela Silvestri Lituania

Ciao Daniela, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Ciao a tutti, mi chiamo Daniela, sono triestina di nascita, ma dal 2003 al 2020 ho vissuto a Pordenone, dove ho lavorato come commessa in negozi di alimenti biologici ed erboristerie, sempre però con contratti a termine finché, alla fine dell’ultimo contratto, ormai ben over 40, ho avuto parecchie difficoltà a trovare un nuovo impiego sia nel mio settore sia in altri, a causa dell’età, così ho deciso di aprire un mio negozio che però per una serie di motivi (in primis i costi di gestione e la tassazione) non mi permetteva di mantenermi. Così mi sono trovata a 50 anni a sopravvivere con mille lavoretti di tutti i tipi, tutti precari e quasi tutti non in regola. Facevo babysitter, pulizie, stiro, volantinaggio, assistenza anziani di notte in ospedale, lavori da commessa a chiamata con voucher, correttrice di bozze per un piccolo editore, i weekend in un bar, ho fatto perfino il “cliente misterioso” tramite un’agenzia di marketing. Alla fine avevo trovato lavoro in un bar, ma con una paga da fame, metà in regola e metà no, praticamente 1.000 Euro il mese per lavorare 10-12 ore al giorno, 6 giorni su 7. Alla scadenza del contratto, dopo un anno, ero ormai uno scheletro, stavo rischiando la salute e non l’ho fatto rinnovare.

Quando e perché hai lasciato l’Italia?

Ho lasciato l’Italia poco più di un anno dopo la fine del lavoro al bar in quanto avevo ricevuto un’offerta da un ristoratore italiano a Vilnius, per lavorare lì come aiuto cuoca. Visto che ormai non avevo nulla da perdere, ho deciso di provare, se fosse andato male sarei sempre potuta rientrare. E così, ho fatto la valigia e sono partita. Arrivata a Vilnius ho sentito subito un’energia forte, sapevo di essere a casa. Avevo già lavorato in cucina, 20 anni fa, in una mensa scolastica, ma in un ristorante è diverso. Dopo una settimana ho capito che non faceva per me, non c’era tempo per imparare e acquisire la velocità necessaria, quindi l’ho lasciato. Dopo 4 giorni già lavoravo come operaia in un laboratorio di gastronomia italiano. Lì sono rimasta solo alcuni mesi perché, da bravi italiani, i titolari non rispettavano le regole (niente pause pranzo, ore straordinarie gratuite) così mi sono licenziata e, dopo pochi giorni, ero già in un nuovo ristorante, lituano. Gli orari di lavoro nell’ambito ristorativo qui sono diversi rispetto all’Italia. Qui non si lavora 5 o 6 giorni a settimana, ma 3 o al massimo 4, per 12 ore al giorno, così una persona ha parecchio tempo libero.

Come hanno reagito amici, parenti e conoscenti davanti alla tua scelta di trasferirti in Lituania?

Sapendo la mia situazione, amici e parenti mi hanno incoraggiata ad accettare l’offerta che avevo ricevuto, perché vedevano che ormai ero sull’orlo della crisi di nervi.

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Dove abiti precisamente e di cosa ti occupi?

Abito a Vilnius, a una decina di km dal centro, al limitare di un bosco. Il mio paradiso. Adesso mi occupo di servizi di pulizie, ho aperto la Partita Iva individuale, inizialmente lavorando solo per un’agenzia universitaria che si occupa dei progetti Erasmus, per sistemare gli appartamenti degli studenti, poi il giro si è ampliato e ora lavoro anche per una scuola, per vari uffici e anche per privati. Inoltre aiuto gli italiani che vogliono vivere qui a trovare appartamenti in affitto, essendo in contatto con parecchi agenti immobiliari.

Ricordi i primi giorni passati nel Paese? Che cos’hai provato?

I primi giorni non li dimenticherò mai. Sembrava tutto un sogno. I primi 2 mesi ho abitato in una foresteria dei frati, gestita da una signora che parlava solo russo. Comunicavamo attraverso il traduttore di Google. La foresteria aveva la cucina in comune, dove ero quasi sempre da sola, ma alcune volte ho avuto come compagni dei muratori ucraini molto spassosi. Dopo 2 mesi è arrivato il primo appartamentino, un monolocale in uno dei più bei quartieri della città, il bosco dietro casa, il fiume a 300 metri. E poi, dopo quasi 2 anni, è arrivato l’appartamento vero, in un quartiere adiacente a quello precedente, ma più in alto, sulla collina. Boschi tutto attorno e laghetto dietro casa.

Come valuteresti il rapporto costo/qualità della vita?

Il costo della vita qui a Vilnius sta diventando più alto rispetto ad anni fa, soprattutto per quanto riguarda gli affitti degli appartamenti nuovi, ma si possono trovare ancora prezzi decenti. Diciamo che con 1.000 Euro il mese qui si vive senza fare rinunce. La qualità della vita per me personalmente è migliorata rispetto a come vivevo in Italia e lo stesso mi dicono gli stranieri che ho conosciuto in questi 3 anni.

E servizi come la sanità, la burocrazia e i mezzi pubblici?

Per la sanità non so dire, per fortuna ho avuto bisogno solo del dentista e mi sono trovata bene, prezzi leggermente più bassi rispetto all’Italia, ma professionalità ottima. Burocrazia minima, la Partita Iva individuale nel settore dei servizi si apre online in 20 minuti e le tasse si pagano solo sull’effettivo guadagno. Per le ditte commerciali o le società ci sono altre regole, amici italiani che hanno negozi e ristoranti dicono che c’è un po’ di burocrazia per avviare l’attività ma non così ingarbugliata come in Italia. La città è molto ben servita dal trasporto pubblico. In bus si arriva ovunque, inoltre sono puntualissimi. Un biglietto costa un Euro e dura un’ora, durante la quale si possono prendere più linee. L’abbonamento mensile per tutta la rete costa 29 euro. I controlli sono frequentissimi e severi: i controllori salgono in 3, uno da ogni porta, l’autobus rimane fermo e con l’obliteratrice fuori servizio durante il controllo. Chi non ha il biglietto viene fatto scendere e condotto al furgoncino dei controllori dove verrà comminata la sanzione, che si può pagare al momento, anche con carta di credito, oppure arriva a casa.

È facile trovare un alloggio? Quali sono i costi medi?

Gli alloggi vanno a ruba. Ci sono vari siti dove sono pubblicati gli annunci e se trovi un alloggio che ti piace conviene fermarlo subito altrimenti se ne va. I costi sono diversi a seconda del tipo di alloggio. Puoi trovare un appartamento da 50 mq a 400 Euro al mese, come uno da 30 mq a 500 Euro al mese. Dipende se sono edifici moderni, magari primo ingresso, basta pensare che 2 anni fa un amico pagava  750 Euro al mese per 40 mq in centro, un primo ingresso con tutti gli accessori, perfino la domotica. In genere sono tutti ammobiliati, è difficile trovarli vuoti da arredare a proprio piacimento.

Quali sono, secondo te, le difficoltà più diffuse quando ci si trasferisce in Lituania?

La difficoltà principale è la lingua. Qui a Vilnius i giovani, ma anche tante persone di mezza età, parlano inglese. Persone più anziane magari parlano solo russo. Nei supermercati, in posta, in qualche banca, negli uffici pubblici, non sempre si trova qualcuno che sa l’inglese, quindi ho iniziato a studiare il lituano per conto mio. Al momento sono al livello A2, senza aver fatto corsi perché non riesco a combinare con gli orari. È una lingua molto difficile, ma comunque mi piace e i lituani apprezzano molto quando uno straniero si sforza di parlare la loro lingua.

Com’è il clima lì?

Il clima ovviamente è nordico, ma quello che mi piace di più è che qui esistono ancora le  4 stagioni. La natura ha altri ritmi. La primavera teoricamente qui inizia il 1 marzo, ma realmente diciamo ad aprile. Giugno, luglio e agosto sono mesi estivi, tempo caldo ma non afoso, si sta da Dio. A settembre si sente arrivare l’autunno e da metà novembre l’inverno.

Che consigli daresti, anche dal punto di vista burocratico, a chi vorrebbe vivere e lavorare lì?

Prima cosa: venire qui in vacanza, fare una ricognizione, cercare di capire se il clima, la città, ecc.  vi piacciono.Seconda cosa: iscriversi al gruppo Facebook Foreigners in Vilnius, per cercare/chiedere tutte le informazioni di cui si ha bisogno, come fare la residenza, informazioni burocratiche, perché se si spera di trovare aiuto o consigli tramite gli italiani che vivono qui, campa cavallo. Ce ne sono moltissimi, ma non c’è una comunità coesa, ognuno si fa i fatti propri. Per fortuna non tutti sono così, ma in genere ho notato che gli stranieri che vivono qui sono più propensi a dare consigli e informazioni ai nuovi arrivati.

È facile, per un italiano, avviare un’impresa o trovare lavoro in Lituania?

Avviare un’impresa se s’intende attività ristorativa o commerciale sì, è facile, lo dico per sentito dire da chi l’ha fatto. I lituani amano molto lo stile italiano, sia come cibo sia come moda, per cui chi apre un locale o un negozio di abbigliamento italiano va sul sicuro.

Trovare lavoro da dipendente è facile, sia per chi vuole lavorare nella ristorazione (sono subissata di offerte come cuoca e di richieste di procurare cuochi italiani per ristoranti italiani) sia per chi volesse lavorare in aziende d’informatica o in multinazionali. Ci sono moltissime offerte per italiani nella Western Union e, prima del Covid, anche in Booking c’era molta richiesta d’italiani per il servizio clienti. In quelle aziende gli stipendi sono abbastanza alti.

Cosa si fa, a Vilnius, per divertirsi o in ambito artistico e culturale?

Vilnius è una città molto vivace, ricca di eventi per tutti i gusti. Impossibile annoiarsi. Mostre d’arte ovunque, fiere tematiche, festival cinematografici, molti teatri, musica dal vivo (l’anno scorso ho visto 2 concerti rock e uno di musica giapponese qui a Vilnius e altri 2 a Riga, che dista solo qualche ora di autobus). Appena arrivata qui ho fatto le prime amicizie frequentando un gruppo di conversazione in spagnolo che si riuniva ogni giovedì sera in un locale diverso. Inoltre io, da artista (dipingo, ricamo, creo gioiellini in filo di alluminio), mi sono buttata a pesce in tutti i corsi di arte, di disegno e pittura, imparando anche a creare oggetti etnici tipici dei Paesi baltici fatti intrecciando fili di paglia, bacche e fiori secchi. Molti di questi eventi sono gratuiti, organizzati dalle comunità locali. Ho partecipato anche a concorsi fotografici e una mia foto è stata esposta per alcuni mesi sul “muro della Costituzione” nel quartiere degli artisti.

Cosa ti piace particolarmente del vivere lì?

La tranquillità, vedere le persone che camminano normalmente con i visi sereni, non c’è frenesia, gente che sgomita e spinge ad esempio per salire sui bus, e il fatto che le cose siano organizzate meglio e quindi non creino stress è già un buon punto di partenza. Poi il verde, la natura. Per me Vilnius non è una città, ma è un grande giardino con la città dentro. Dicono che sia una delle città più verdi d’Europa. Poi mi piace la neve, mi piace poter andare ovunque in autobus, anche se l’anno scorso ho finalmente ricomprato una moto perché ancora sento il bisogno del rombo del motore, del vento sul viso e del profumo degli alberi mentre mi godo i paesaggi. Mi piace che qui sono ancora vive molte tradizioni “pagane” e durante equinozi e solstizi si eseguono antichi rituali agli elementi della natura.

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Ci sono aspetti della vita a Vilnius che, invece, non ti piacciono particolarmente?Personalmente, ma lo dico da “anziana” che non ama la tecnologia, qui sono molto diffuse le casse automatiche nei supermercati. Ora ho capito il funzionamento, ma i primi mesi era un incubo, anche perché in ogni catena di supermercati questi marchingegni parlanti hanno un funzionamento diverso. All’inizio mi è successo qualche volta di andare a rimettere la spesa sugli scafali e andarla a fare in un supermercato più grande dove ancora ci sono le cassiere in carne e ossa, che continuo a preferire.

Un’altra cosa che non mi piace è la mancanza di parcheggi dedicati alle moto. Parcheggi liberi praticamente non esistono, parcheggi dedicati alle moto nemmeno, quindi la moto va parcheggiata in quelli per auto, a pagamento. Ecco, il prossimo progetto sarà fare una petizione tra i motociclisti vilniesi per avere i parcheggi.

Come sei stata accolta dalla gente del posto?

Molto bene, da tutti. Dicono che i lituani sono scontrosi e chiusi. In realtà secondo me molti sono timidi e riservati, ma comunque sono gentili e cercano sempre di aiutare. Inoltre, hanno una specie di venerazione per gli italiani.

Che consigli daresti a chi pianifica un primo viaggio in Lituania?

Non ho grossi consigli da dare, al massimo potrei suggerire dove alloggiare o dove mangiare, i luoghi da vedere e come spostarsi.

Cos’hai imparato, finora, vivendo lì?

Cambiare Paese è stato per me come un salto evolutivo. Da giovane ho viaggiato, non tantissimo, ma sono stata 2 volte in centro America da sola, ho girato un po’ l’Italia, l’Austria, la Croazia e la Slovenia, in moto, sia da sola sia in gruppi, quindi diciamo che non sono una che si perde in un bicchiere d’acqua, sono abbastanza abituata ad arrangiarmi, ad affrontare imprevisti, ma un conto è una vacanza, un altro è la vita quotidiana. Qui ho imparato ad accettare gli eventi, a guardare tutto con stupore e meraviglia, a “lasciare che sia”. Nella vita precedente quando pioveva ero infastidita, qui ho imparato ad accettare ogni cosa che fa parte della vita quotidiana senza patemi. Ho imparato che ogni popolo ha delle caratteristiche peculiari in base al vissuto storico e al clima in cui vive. I popoli mediterranei sono socievoli, a volte caciaroni e sempre allegri mentre i popoli nordici sembrano più freddi, più silenziosi, più tranquilli, ma ognuno è quel che è, non c’è un giusto e uno sbagliato. Purtroppo sento molti italiani lamentarsi del “ritmo lento” dei lituani, ma dove sta scritto che il nostro essere sempre di corsa sia la cosa giusta?

Progetti futuri?

Sto raccogliendo i vari appunti, pensieri, poesie e foto con l’intento di farne un libro, una specie di “guida emozionale” della Lituania. Anche se vivo a Vilnius ho già visitato parecchie città lituane, e devo dire che ognuna a modo suo ha qualcosa di interessante.  Devo anche decidermi a stampare delle cartoline particolari che ho creato l’anno scorso, è che non ho questo grande amore per il computer e rimando sempre.

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