Vivere a Bali: la storia di Claudio

A cura di Nicole Cascione

Claudio da sette anni ha deciso di vivere a Bali, dove lavora come General Manager per il ristorante Charlie. Gestisce ben 55 dipendenti ed ha il compito di supervisionare tutto. Stanco di un’Italia che non gli permetteva nemmeno di affittare un monolocale, stanco di dover arrancare per poter vivere dignitosamente, oggi Claudio vive in una villa con piscina, svolgendo un lavoro che gli piace e che gli offre grandi soddisfazioni.

Claudio quando è entrata a far parte della tua vita l’isola di Bali?

Precisamente 7 anni fa. Mi ero stancato dell’Italia e del sistema e poi presagivo l’arrivo della crisi, così ho deciso di trasferirmi. Durante questi anni ho vissuto anche 2 brevi esperienze professionali a Jakarta e a Singapore, per poi tornare a Bali.

Di cosa ti occupi?

Sono General Manager di un ristorante chiamato Charlie.

Per ottenere questo posto hai dovuto sostenere numerosi colloqui?

Per questo lavoro ho sostenuto solo un colloquio e mi han preso subito. Sai, in questi sette anni a Bali, ho coltivato diverse amicizie e ho un sacco di conoscenze nell’ambiente food & beverage, quindi diciamo che sono uno che “fa comodo avere nel proprio team”. Modestia a parte, se faccio un colloquio di lavoro so come comportarmi per ottenere un incarico. C’è da dire però che all’inizio ho ricevuto anche diversi “no”.

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In cosa consiste precisamente il tuo lavoro?

Il mio lavoro consiste principalmente nel gestire il ristorante dalla A alla Z, dal servizio in sala alla parte finanziaria. E’ un ristorante abbastanza grande che si estende su 3 piani, con 55 dipendenti da gestire. Il lavoro del General Manager è quello di supervisionare tutto.

Come si diventa General manager?

Lo si diventa facendo esperienza prima in ristoranti più piccoli, magari iniziando come Floor Manager ovvero manager di sala, per poi passare a Operation Manager o Assistant General Manager. Se si è fortunati come lo sono stato io, passi da Floor Manager direttamente a General Manager, ovviamente molto dipende anche dalle capacità di ognuno.

Quali sono i canali giusti per trovare lavoro nel tuo campo?

Per trovare lavoro soprattutto a Bali e direi anche in tutta l’Indonesia, molto importanti sono le conoscenze prima e il tuo nome dopo. Se sei conosciuto nel settore, se possiedi una bella reputazione e hai le conoscenze giuste, il lavoro lo trovi abbastanza facilmente.

Se non conosci nessuno e se non parli fluentemente almeno l’inglese, allora dimenticati il lavoro a Bali. Dico questo perché molte persone pensano di trasferirsi qui convinti che sia tutto oro quello che luccica, invece, se non conosci almeno l’inglese, un trasferimento qui diventa quasi impossibile purtroppo. Ricordate che la conoscenza delle lingue è un elemento essenziale!

Quali sono le altre peculiarità?

Come dicevo prima, oltre alla conoscenza delle lingue, per lavorare in un ristorante-club-pub, devi conoscere la gente giusta, devi avere una bella presenza, la giusta esperienza e, elemento importantissimo, devi possedere una buona reputazione, soprattutto a Bali, poiché è un posto piccolissimo dove tutti conoscono tutti…

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Nel tuo ambiente quali sono i posti in cui ci sono maggiori opportunità di lavoro?

Singapore, Hong Kong, Macao e poi anche Giappone o Shangai.

Raccontaci qualcosa su Bali…

Qui si vive molto bene, anche se ultimamente sta diventando cara. Chi svolge un lavoro come il mio, percepisce uno stipendio molto alto e la compagnia (se seria) ti paga anche la casa. Generalmente si vive in villa con piscina, fa caldo tutto l’anno e nell’aria c’è sempre un’atmosfera magica che rende le persone felici e sempre sorridenti.

Ora passiamo al lato negativo, o meglio, ai lati negativi: la corruzione, che qui è ad altissimi livelli; l’ignoranza della gente, dovuta al livello pessimo delle scuole che si trovano qui in Indonesia; per concludere, gli ospedali e tutto ciò che ruota attorno. Molto spesso capita che ci si rechi dal dottore e che quest’ultimo non riesca a diagnosticare il tuo problema, così ti somministra medicine che non hanno nulla a che vedere con la patologia.

Io ormai non ci vado più da diversi anni, precisamente da quando mi sono stati somministrati degli antibiotici per curare il morbillo. Un altro aspetto negativo è la distanza da casa: sono quasi 20/30 ore di viaggio, a parte i costi esorbitanti.

E’ un bel posto per lavorarci?

Come dicevo prima, Bali è bella per viverci e di conseguenza anche per lavorarci.

E per un trasferimento definitivo?

Per un trasferimento definitivo ora come ora non la consiglierei ad un italiano, diciamo che Bali in un certo senso è già satura. Il costo della vita sta aumentando giorno per giorno, oltretutto non ci sono molte possibilità di lavoro per i nuovi arrivati.

Secondo me la Thailandia o le Filippine potrebbero essere più “fertili” da un punto di vista lavorativo.

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A proposito di lavoro, hai notato differenze tra il mondo lavorativo italiano e quello estero?

Certamente, ce ne sono e anche abissali. In Italia un ristorante come il mio viene gestito da 10 persone, qui invece lo gestisco da solo e ho 55 dipendenti.

Gli indonesiani che considerazione hanno dell’Italia e degli italiani in generale?

Noi italiani siamo sempre visti benissimo, gli indonesiani poi ci adorano e adorano il nostro calcio!

Una conclusione sulla tua esperienza a Bali:

Sette anni fa mi spostai a Bali perché decisi che non avrei voluto fare la vita del classico “dipendente da mille euro al mese” .

Nulla contro di loro ovviamente! Provengo da una famiglia molto modesta, non sono mai riuscito a mettere da parte una lira e 1.200 euro al mese proprio non li “digerivo”. Ma non digerivo ancor di più il fatto di non avere possibilità di crescita professionale o la possibilità di ottenere un aumento di stipendio. Non digerivo il fatto che tutti i miei amici comprassero casa (spesso con i soldi prestati dai genitori) ed io invece non riuscissi neanche ad affittare un monolocale. Così mi sono detto: “Questa vita non la faccio”.

Ed ora eccomi qua: villa, piscina, cani, sole, spiagge e un bel lavoro. Sette anni fa quando partii, la gente mi considerava matto, ora mi chiamano e mi chiedono di trovare loro un lavoro.

Diciamo che ci ho visto lungo.

eccezzio@gmail.com