La working holiday di Christian

Riceviamo da Christian e volentieri pubblichiamo.

E’ singolare come il tramonto piu’ bello che abbia visto in più di 8 mesi in Australia sia da una città e da una spiaggia che, a dire il vero, proprio belle non sono…Ma e’ forse il giusto premio per essere arrivato sin qui, sulla Mindil Beach di Darwin. Però, ne ho fatta di strada! In tutti i sensi. Essere giunto sin qui non da turista, ma da viaggiatore, e’ una bella soddisfazione. Essere arrivato ieri, dopo un ultimo lungo tratto di viaggio durato 22 ore e 1.600 km su un autobus, fermandosi per le brevi soste notturne in sperdute stazioni di carburante con annesso motel in pieno Outback, in uno dei quali il proprietario del vecchio pub mi invitava a scrivere il mio nome sul muro come fanno tutti i suoi clienti di passaggio, mi ha dato il sapore dell’avventura. Andando ancora più indietro, le ore di bus diventano diverse decine, diverse notti passate sul sedile, poggiato con la testa sul vetro guardando il paesaggio buio che scorreva e ridendo da solo, come un matto, pensando a quello che stavo facendo, alla destinazione che mi aspettava.

Christan Mastrolorenzo working holiday

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Diverse migliaia i chilometri percorsi in questo ultimo mese di viaggio puro, via terra, vedendo la terra cambiare sembianze sotto i miei piedi. Da Brisbane a Byron Bay, Sydney, Melbourne, un tradimento al bus in favore dell’aereo solo per andare nella selvaggia Tasmania non potendo fare altrimenti, e poi la parte più emozionante: risalire da Adelaide passando per Coober Pedy fino ad Alice Springs…gli spettacolari Uluru, Katatjuta, Kings Canyon, l’immenso Outback sempre uguale per centinaia di km, che si trasforma poi lentamente in paesaggio tropicale arrivando fin qui, nel cosiddetto Top End, in cima al Northern Territory. Quante emozioni avrei da esprimere, quante cose viste, quante storie…niente di speciale per i più, ma per chi sa osservare e’ un intero mondo: chi dimenticherà l’incontro con Sarah, che si ricarica di energia meditando sullo scoglio di Capo Byron Bay, e poi quel tale Steve che mi aiuta a trovare le opali scartate dalle miniere di Coober Pedy, il ragazzo spagnolo che incontro prima in Tasmania e ieri qui all’altro capo del continente per puro e incredibile caso, la dolce ragazza tasmaniana che aspettava l’autobus alle dieci di sera a Hobart che, mentre vagavo cercando il porto, attacca bottone chiedendomi simpaticamente se mi ero perso, le urla notturne e incomprensibili degli aborigeni ad Alice Springs e in tutti gli altri paesini del Territorio del Nord. Cose forse banali, ma che per me vogliono dire tanto. Averle vissute e’ un bel dono…

Christian Mastrolorenzo working holiday

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E’ una lunga storia questa che qui, dove l’oceano Pacifico e l’Indiano si confondono, trova una tappa fondamentale. Atterrare in Australia 8 mesi fa, per realizzare un sogno che avevo sin da bambino, da solo e con tutte le paure che derivano da un’avventura del genere, non è stato facile. Non tutto è stato perfetto, non tutto è andato come volevo. Non ho percorso le remote regioni dell’Outback per mesi, lavorando in qualche ranch, come sognavo. E non ho neanche vissuto in qualche capanna su una bianchissima spiaggia con vista oceano, servendo cocktails per guadagnarmi da vivere. Forse qualche anno fa sarebbe stato ancora possibile, ma adesso non è più così: questo Paese ha letteralmente subito un’invasione negli ultimi anni, dall’Asia, dal Sudamerica, dall’Europa. Tutti ragazzi come me, con la voglia di lavorare e viaggiare, di vivere un’avventura. Ciò significa che la concorrenza è spietata, trovare un lavoro non è più così facile, soprattutto non è facile trovare il lavoro quando e dove vorresti tu. E così ho dovuto sopravvivere per qualche mese studiando inglese in una città che non mi piaceva, fatta di grattacieli di vetro e cemento, in cui la cosa più antica che vedevo erano le mie scarpe del 2011, per poi trovare lavoro in una “fabbrica” di ortaggi in un noioso paesino del Queensland, a quasi 2 ore del mare. No, non è stata come la sognavo la vita in Australia. Ma è stata comunque una bellissima esperienza fatta di sfide, fallimenti, successi, noia, divertimento, fatica, scoperte, incontri. Tutto questo mi ha cambiato, mi ha reso più forte, migliore credo. E poi l’ultimo mese che mi sono concesso per vagabondare, durante il quale ho fatto cose che fino a qualche tempo fa mi sembravano impensabili.

Christian Mastrolorenzo working holiday

E adesso qui, ripensando a tutto questo su questa spiaggia, camminando sul bagnasciuga dove, incredibilmente, vedo specchiarsi le nuvole. E’ calda, caldissima l’acqua quando arriva a bagnare i miei piedi. Mai sentita un’acqua così calda. Mi chiedo perché le poche persone che vedo aspettare come me il tramonto non si buttano dentro. Poi mi torna in mente che queste acque sono piene di queste meduse sulle quali sto inciampando ripetutamente, e soprattutto ci sono i simpatici coccodrilli di acqua salata, i più feroci. Cammino, mi fermo, guardo l’orizzonte avanti a me, mentre le insistenti onde dell’oceano fanno un suono continuo…e mi ripeto: «ne hai fatta di strada». Subito, quella sensazione che altre volte, in momenti speciali, ho provato: pochi secondi, forse meno di cinque: la riconosco…e’ la felicità, la felicità pura, quella sensazione che esiste solo sotto forma di attimi. Una nave in lontananza accende le luci, diventando brillante all’orizzonte. Il cielo si fa di fuoco ora. E’ caldo il vento sulla mia faccia. Ma ho la pelle d’oca. «Ne hai fatta di strada», continuo a ripetermi. In mente, non so perché, la canzone “I believe I can fly, I believe I can touch the sky”, la canticchio quasi inconsapevolmente.

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Mai dimenticherò questo tramonto dai mille colori, quest’aria calda, questa pelle d’oca, questa nave all’orizzonte. Questa avventura è finita, tra tutte le cose che mi ha lasciato, la più importante è la voglia e il coraggio di intraprenderne qualche altra al più presto. Ora so che non è poi così difficile. Anche se non tutto va come avevi sognato, vale comunque la pena. Saluto questo continente da questa città e al diavolo Bonolis e Laurenti, questo stavolta è tutto mio: Ciao Darwin…

Christian

chr_83@msn.com