Caterina: mi sono lanciata in un’esperienza in Australia

A cura di Maricla Pannocchia

Dopo aver conseguito la laurea triennale in Promozione e Gestione del Turismo, Caterina, originaria della provincia di Novara, si è sentita come bloccata. “Mi sono trovata spaesata e senza molte idee di cosa fare nel futuro. Mi sentivo come se l’università appena conclusa non mi avesse preparata al mondo esterno, quindi, ho deciso di prendermi del tempo per capire cosa fare” racconta la donna che, poi, si è trasferita a Londra con il compagno, visto che lui cercava la crescita professionale come cuoco.

Caterina, invece, lavora da anni nel settore della ristorazione. A un certo punto, travolta di nuovo da quella voglia di mettersi in gioco che l’aveva spinta a partire per la capitale inglese, la donna e il fidanzato hanno deciso di andare a vivere in Australia. “Vivo e viaggio in Australia da 4 anni. Non c’è mai stato un posto fisso, ho vissuto un po’ a Sydney, un po’ vicino a Brisbane e un po’ ad Alice Springs, che è una cittadina in mezzo al deserto australiano circondata dal nulla! Nel frattempo, in questi anni, ho fatto tre road trips che mi hanno permesso di visitare quasi tutta l’Australia” racconta Caterina.

Il costo della vita è aumentato un po’ ovunque in Australia, tuttavia, è ancora possibile vivere bene ma quello che contribuisce di più al benessere di Caterina è un modo di vivere diverso da quello italiano, “in Australia la vita sembra che abbia un diverso modo di scorrere, più lento, più tranquillo rispetto al modo di vivere italiano. Nessuno corre per andare in ufficio, anzi, molti lavorano da casa e li vedi fare le chiamate di lavoro in spiaggia mentre hanno la tavola da surf sotto il braccio e sono in procinto di entrare in acqua.”

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Ciao Caterina, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Ciao! Mi chiamo Caterina e vengo da un piccolo paese in provincia di Novara, situato nelle risaie e che, nelle belle giornate, offre la vista sul Monte Rosa. Ho una laurea triennale in Promozione e Gestione del Turismo ma  lavoro da anni nella ristorazione.

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Quando e perché hai deciso di lasciare l’Italia?   

Nel 2017, dopo la laurea, mi sono trovata spaesata e senza molte idee di cosa fare nel futuro. Mi sentivo come se l’università appena conclusa non mi avesse preparata al mondo esterno, quindi, ho deciso di prendermi del tempo per capire cosa fare. A un certo punto, mi sono trasferita a Londra con il mio fidanzato. Lui cercava la crescita professionale come cuoco, io volevo provare a vivere in una realtà diversa. Non riuscendo a trovare nulla con la mia laurea, mi sono buttata a lavorare in un bar, dove ho iniziato subito nonostante avessi poca esperienza nel settore. Il mio inglese non era perfetto, tuttavia, ho trovato questa opportunità lavorativa.

Ora vivi in Australia. Dove, precisamente? E cosa ti ha spinta a trasferirti proprio lì?

Vivo e viaggio in Australia da 4 anni. Non c’è mai stato un posto fisso, ho vissuto un po’ a Sydney, un po’ vicino a Brisbane e un po’ ad Alice Springs, che è una cittadina in mezzo al deserto australiano circondata dal nulla! Nel frattempo, in questi anni, ho fatto tre road trips che mi hanno permesso di visitare quasi tutta l’Australia.

Il motivo per cui mi sono spinta dall’altra parte del mondo è un po’ lo stesso che mi aveva portata a Londra: la voglia di cambiamento e di avventura. Questa voglia mi è venuta da un giorno all’altro ed è nata l’idea di provare a vivere un anno in Australia poi, però, per via del Covid, sono rimasta “bloccata” lì.

Quali cambiamenti hai notato nel Paese da quando sei arrivata a oggi?

Sono arrivata in Australia a gennaio del 2020, quando Sydney era in piena estate. Trovare lavoro non è stato facile e veloce come mi aspettavo perché la maggior parte dei ristoranti/bar aveva già reclutato lo staff. Comunque, ho impiegato meno di 3 settimane per trovare un lavoro, sempre come cameriera.

Durante il periodo 2020-2022 l’Australia ha tenuto i confini chiusi per via del Covid quindi c’era carenza di personale. In quegli anni trovare lavoro era facilissimo.

Oggi sembra essere tornato tutto come nel 2020 ma è aumentato a dismisura il numero di persone che arrivano qui in cerca di lavoro, quindi, più persone arrivano, più tutto sta diventando costoso: dalla spesa agli affitti, i numeri si sono veramente ingigantiti.

Come hanno reagito amici, parenti e conoscenti davanti alla tua scelta?

Gli amici mi hanno appoggiata fin da subito, sapevano che in Italia (e poi a Londra) non ero davvero felice. I miei genitori mi hanno sempre sostenuta, nonostante la difficoltà di avere la propria figlia a chilometri di distanza.

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Come ti sei organizzata prima della partenza?

Partire per l’Australia è veramente facile: si richiede il Working Holiday Visa (visto che permette di lavorare e viaggiare per un anno, disponibile per persone fra i 18 e i 35 anni) e, una volta ricevuta la conferma, si acquista il biglietto aereo. Sono partita con uno zaino da 70lt e le cose essenziali ma niente di più, perché il piano iniziale era di rimanere in Australia solo per un anno.

Di cosa ti occupi?        

Ho fatto diversi lavori: cameriera, contadina, bartender, insegnante d’italiano… Le ultime due esperienze lavorative sono state come manager di un ristorante, prima a Sydney e poi ad Alice Springs.

È facile, per un italiano, trovare lavoro lì?

Lavori nei ristoranti, nelle farms e nei negozi sono sempre facili da trovare, indipendentemente dal livello d’inglese e dall’esperienza, basta solo aver voglia di darsi daffare. Bisogna anche cercare di essere umili e capire che se, per esempio, il proprio inglese non è molto buono, non ci si può aspettare di trovare una posizione alta e sempre a contatto con il pubblico. A volte si può anche partire da più “in basso” e, pian piano, crescere. L’Australia per questo è molto giusta e dà a tutti la possibilità di essere promossi.

Quali sono i settori in cui è più semplice essere assunti?

Sicuramente è facile trovare lavoro nell’ambito della ristorazione o nei negozi. Entrambi sono buoni inizi poi, una volta sondato il terreno, si può cercare altro, se è quello che si desidera.

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Pensi che gli stipendi siano in linea con il costo della vita?

In generale sì. Sydney è diventata veramente troppo cara ma si riesce a lavorare e a vivere con un buon equilibrio e uno stipendio base. Poi, ovviamente, dipende anche da come uno vive il tempo libero.

Puoi dirci il costo di alcuni beni e servizi di uso comune?

In questo ultimo anno i costi della spesa,  della benzina e degli affitti sono quelli che sono aumentati più. Nel 2020 pagavamo 60 Euro per una spesa per 2 che durava una settimana. L’anno scorso, una spesa da 80 Euro era il minimo e ci durava appena 3 giorni.

Il costo della benzina è variabile e credo dipenda anche dalla macchina, noi avevamo una grande 4×4 e il pieno ci costava quasi 100 Euro in zone abitate, nelle zone remote anche un po’ di più.

Come ti sei mossa per cercare un alloggio?

Facebook regna sovrano in Australia! Appena ci si trasferisce da qualche parte, una delle prime cose da fare è aggiungersi al gruppo Facebook di quella città, perché tutto viene messo in vendita sulMarketplace o sui gruppi privati! Se si cerca una stanza in una casa, Facebook è davvero il posto migliore dove spulciare gli annunci. Se, invece, si cerca un intero appartamento, si può andare tramite la classica agenzia immobiliare ma bisogna dare un po’ di prove per far capire che possiamo permetterci di pagare l’affitto. Per esempio, bisogna avere una busta paga.

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Quali sono i prezzi medi e le zone in cui, secondo te, è possibile vivere bene spendendo il giusto?

Ovviamente le regole di base sono le stesse del resto del  mondo: le città sono care e le zone di periferia non sono il massimo in cui vivere. Se si va in zone più remote, i prezzi scendono ma si finisce magari a vivere in piccoli paesini circondati dal nulla. Ad esempio, ad Alice Springs il nostro affitto era la metà di quello di una sola stanza a Sydney ma eravamo in mezzo al deserto, con quasi nulla da fare intorno.

Come sei stata accolta dalla gente del posto?

Gli australiani sono gli individui più rilassate che io abbia mai visto. Non creano drammi, non litigano, non hanno tutto lo stress addosso che, invece, vedo nei miei connazionali. Quando scoprono che sono italiana, i locals vogliono sempre vantarsi con me della loro vacanza in Italia e di quanto amino il Bel Paese!

Anche io sono stata vittima di razzismo ma, in fondo, siamo sempre gli stranieri di qualcun altro, no?

Come descriveresti le loro vite? Com’è una tua giornata tipo?

In Australia la vita sembra che abbia un diverso modo di scorrere, più lento, più tranquillo rispetto al modo di vivere italiano. Nessuno corre per andare in ufficio, anzi, molti lavorano da casa e li vedi fare le chiamate di lavoro in spiaggia mentre hanno la tavola da surf sotto il braccio e sono in procinto di entrare in acqua. In generale, comunque, gli australiani vivono a contatto con la natura e passano molto tempo all’ aria aperta.

Quando abitavo a Sydney, ero a 5minuti a piedi dal mare e la mia giornata iniziava all’alba con un’ attività fisica (vi stupirete di scoprire quanti australiani all’alba sono già in piedi per andare ad allenarsi) poi, se mi toccava il turno di mattina, andavo a lavoro dalle 11 alle 17, per poi andare in spiaggia per qualche partita a beach volley o per praticare surf. Altre volte, invece, lavoravo dalle 16 alle 22 e avevo la mattina libera per fare più cose.

Quali sono state le principali difficoltà da affrontare e come le hai superate?

Penso che chiunque abiti all’estero abbia le stesse difficoltà: la lingua diversa, la cultura diversa, la mancanza di casa…

Le prime due sono facilmente affrontabili con un po’ di perseveranza e spirito di adattamento. Per l’ultima, sto ancora cercando di capire come superarla, magari c’è qualche lettore/lettrice che può darmi dei consigli.

E quali, invece, le gioie e le soddisfazioni?

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Provi soddisfazione quando ti danno la prima promozione sul lavoro, quando guidi per tutta l’Australia, dai posti più abitati al deserto, quando ti dicono che il tuo inglese è molto buono e quando ti riscopri felice anche nella quotidianità.

C’è una comunità d’italiani? Ne fai parte?

Ci sono comunità d’italiani in quasi tutte le città australiane ma no, non ne faccio parte. Tuttavia, ho tanti amici che sono miei connazionali, con cui è bello ritrovarsi a cucinare il cibo italiano, che è fra le cose che più ci manca.

Che consigli daresti a chi vorrebbe trasferirsi lì?

– Fallo! Buttati perché l’Australia è un Paese bellissimo, che regala davvero tanto anche a livello di emozioni.

– Fai attenzione a che macchina stai per comprare perché non sempre si trovano delle buone occasioni. Tuttavia, consiglio assolutamente di prendere un’auto o un van e di fare almeno un road trip.

– Lavora duro quando c’è da lavorare ma goditi il tempo libero e il tempo in viaggio, perché è così che si può vivere l’Australia.

E quali a chi vorrebbe andarci in vacanza?        

Come già detto, consiglierei di affittate un van o una macchina e fare un road trip! Studiate prima l’itinerario, però, perche le strade a volte sono davvero lunghe e si perdono giornate intere solo guidando.

Puoi suggerire ai nostri lettori dei posti poco conosciuti che, secondo te, meritano una visita?

Chiunque venga in Australia in vacanza visita la costa da Sydney fino alla barriera corallina a Cairns e questo ha senso perché le distanze sono lunghe ma, almeno, ci si può fermare come minimo ogni 3 ore a visitare qualcosa. Tuttavia, l’Australia è davvero vasta e ci sono altri posti che meritano una visita: la costa sud tra Adelaide e Streaky Bay passando dall’Eyre Peninsula, la Tasmania, Jervis Bay, la foresta di Daintree e la parte nord di Perth, dove c’è Ningaloo Reef.

Se potessi tornare indietro, faresti qualcosa diversamente?

Onestamente no. Sono contenta di tutto quello che ho fatto e vissuto finora e lo rifarei altre mille volte.

Cos’hai imparato, finora, vivendo lì?

Ho imparato a fidarmi di più delle persone (in Australia, se vuoi comprare qualcosa di seconda mano dal Marketplace di Facebook, spesso capita che la persona non aspetta che tu arrivi a casa sua, ti mette ciò che vuoi fuori dalla porta e ti chiede di lasciare i soldi sotto lo zerbino o in un vaso). Ho imparato anche che sono più importanti la mia felicità e la mia salute mentale di un lavoro e che è giusto lavorare per vivere e non il contrario.

Progetti futuri?

Sono sempre in continuo cambiamento ma, un giorno, mi piacerebbe avere un business tutto mio.

Per seguire e contattare Caterina:

Instagram: cate.luftmensch