Trova lavoro con Careerjet

Che si abbia la fortuna di farne uno che piace, che si maledica la sveglia che ci porta verso uno che detestiamo o che si cerchi disperatamente di averne uno purché sia, è indubbio che il lavoro sia un aspetto importantissimo per la vita di ciascuno di noi: non solo per l’elemento economico ma anche per la carica di identità che porta con sé.  Noi poi, che raccontiamo il cambiamento, non possiamo dimenticare che un cambio di lavoro, voluto o imposto dalle circostanze, rappresenta comunque una occasione di mutamento per le nostre vite intere. Cominciamo dunque una serie di articoli dedicati a questo argomento, intervistando chi, per lavoro, proprio di lavoro si occupa. Iniziamo con un’intervista a Francesco Colombo, manager di Careerjet, importante portale di ricerca di lavoro in Italia e in tutto il mondo, grazie alla struttura capillare ed estesa dei database di cui dispone.

Come e quando nasce l’idea del vostro portale?

L’idea è nata in Francia nel 1999, come progetto personale ed estemporaneo di due ingegneri di Yahoo!, Jean-Benoit Andrieu e Thomas Busch. Era l’epoca dell’esplosione delle cosiddette job board, ossia di siti specializzati nella pubblicazione di offerte di lavoro. La quantità di annunci di lavoro in rete era in crescita esponenziale e quasi fuori controllo, così Andrieu e Bush hanno intuito che sarebbe stato utile catalogare ed indicizzare tutte queste informazioni e renderle disponibili in modo ordinato da un unico punto di accesso, tramite un motore di ricerca (proprio come Yahoo! fa con I siti internet in generale). È nato così Optioncarriere (www.optioncarriere.com), di fatto il primo vero e proprio motore di ricerca al mondo dedicato esclusivamente al lavoro. Il marchio Optioncarriere è utilizzato ancora oggi nei mercati in lingua francese, mentre Careerjet è il brand internazionale. Nei paesi di lingua spagnola invece il motore è conosciuto come Opcionempleo (www.opcionempleo.com). In totale il network comprende una novantina di portali tradotti in 28 lingue diverse. In Italia Careerjet è presente dal 2007; al momento indicizza quasi 900mila offerte di lavoro provenienti da oltre 1300 siti italiani (grandi e piccoli).

Trova lavoro in Italia e all'estero

Da quante persone è composto il team di lavoro e come sono organizzate le varie attività?

Il team è composto da una trentina di persone, e gli uffici occupano due piani di un edificio nella zona Sud Ovest di Londra. Il gruppo di ingegneri lavora su tutto ciò che sta “dietro alle quinte”, ossia sulla complessa tecnologia (sviluppata integralmente in-house) che serve per “pescare”, elaborare, memorizzare e visualizzare le informazioni relative alle offerte di lavoro. È necessario che il sistema sia flessibile, cioè in grado di adattarsi a centinaia di diversi tipi di formati e di siti internet, ma anche restrittivo, ovvero capace di prendere in considerazione solo annunci di lavoro genuini. Oltre alla manutenzione quotidiana del servizio, il dipartimento tecnico si occupa anche dello sviluppo delle applicazioni mobile, che abbiamo lanciato da poco (per iPhone e Android). Sono scaricabili gratuitamente dall’Apple Store e da Android, e permettono di cercare lavoro dal proprio smartphone. Poi c’è il gruppo di Country Manager, che si occupa della gestione dei portali Careerjet nelle varie lingue: dalle traduzioni al controllo della qualità dei siti e degli annunci indicizzati; dalla promozione stessa dei motori di ricerca attraverso partnership e affiliazioni, al dialogo con le job board di tutto il mondo che vogliono avere i propri annunci di lavoro indicizzati dal motore. Il team è molto affiatato, e l’ambiente di lavoro è multiculturale, giovane e stimolante. La consapevolezza poi che i propri sforzi possono aiutare centinaia di migliaia di persone in ogni angolo del mondo a trovare un lavoro è un’altra spinta a fare sempre meglio.

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Ormai il mondo intero è diventato un potenziale luogo di lavoro per gli italiani: si è più propensi, per scelta o per necessità a cercare lavoro oltre i confini nazionali. Ci può dare qualche numero rispetto al trend?

In realtà, la maggior parte delle ricerche effettuate sul portale italiano di Careerjet riguarda generalmente posizioni lavorative in Italia. Posso portarti come esempio i dati relativi ad una giornata “tipo” in Careerjet, come quella del giorno 29 settembre. Su un totale di circa 68.000 ricerche effettuate, poco più del 3% è stato rivolto a Paesi esteri. Questo non significa che gli italiani non vogliano più lavorare all’estero, anzi. Intanto, la percentuale rappresenta comunque più di duemila ricerche di lavoro differenti all’estero in un solo giorno, e si tenga presente che Careerjet non è l’unico motore di ricerca di lavoro che opera in Italia. C’è da aggiungere che tendiamo a pubblicizzare le versioni locali dei nostri siti come motori di ricerca a livello nazionale; quindi chi vuole trovare lavoro all’estero è più facile che finisca su Careerjet.co.uk (UK) piuttosto che su Careerjet.com (USA), invece che usare la versione italiana.

Quali sono, nella sua esperienza, i paesi verso cui maggiormente si rivolgono i nostri connazionali?

L’Europa mediterranea, seguita dai paesi anglosassoni e da quelli scandinavi. Molte ricerche, soprattutto prima dell’estate, sono rivolte ad esempio a Malta (dove opera tra l’altro un motore specifico, Careerjet.com.mt) e alla Spagna. Una buona percentuale di richieste è per Londra, meta annuale di migliaia di giovani, ma i lavori più qualificati sono ricercati invece nei Paesi Bassi (nell’ambito delle istituzioni europee) e in quelli scandinavi (soprattutto per quanto riguarda ricerca e sviluppo). Per fattori come vicinanza, solidità economica e anche lingua, la Svizzera è un’altra meta preferita, seguita da Germania e Francia. Se usciamo dall’Europa ed escludiamo le ricerche più “esotiche”, come Bahamas o Hawaii, troviamo nell’ordine Stati Uniti, America del Sud (Argentina e Brasile), Australia e Cina.

Non le chiedo dati specifici ma, in base all’esperienza del vostro portale, a cercare lavoro all’estero sono più figure professionali altamente qualificate e specifiche o più generiche?

Un mix di entrambe. L’utenza di Careerjet è rappresentata soprattutto dalla fascia 25-35 anni. Entrambi i poli della fascia effettuano ricerche per l’estero. Si tratta quindi sia di neolaureati alla prima esperienza, o magari alla ricerca di un periodo di espatrio per imparare una lingua lavorando, oppure di personale qualificato in cerca di un cambio di carriera. C’è poi una fascia trasversale “borderline”, costituita dal gruppo in continua crescita di persone rimaste senza lavoro, soprattutto operai generici senza qualificazioni specifiche.

Portali come il vostro, che costituiscono un’interfaccia importantissima tra domanda e offerta dal momento che rendono disponibile un database di informazioni ricchissimo, come hanno cambiato la dinamica del mercato del lavoro?

Direi che stanno avendo lo stesso impatto che Google ha avuto su Internet in generale. Sarebbe quasi impensabile, oggi come oggi, navigare su internet senza partire da Google. Dico “quasi” perché Facebook, ad esempio, si sta sempre più imponendo come alternativa non tanto alla ricerca, ma quanto più alla condivisione delle informazioni. Ma questo è un altro discorso. Nello stesso modo, dicevo, i motori di ricerca di annunci rappresentano la porta di accesso più comoda, veloce e sicura sul mercato del lavoro. Non si deve stare a navigare su decine di siti diversi ogni giorno e si è sicuri di non “perdere per strada” neanche un annuncio. Grazie anche a sistemi come notifica email o sul proprio smartphone, non è più nemmeno necessario cercare manualmente: si ricevono per posta gli annunci di proprio interesse. Per tutti questi motivi, molti dei siti di annunci e delle job board tengono ad essere presenti sui motori di ricerca verticali (specifici), altrimenti rischiano di perdere una gran parte del potenziale pubblico.

Trova lavoro in Italia e all'estero

Quali sono i paesi in cui le trafile burocratiche per lavorare sono più complesse?

Non saprei rispondere con accuratezza, in quanto la mia esperienza personale si limita al lavoro nel Regno Unito, e in Careerjet svolgiamo un servizio di catalogazione e di incontro tra domanda e offerta, ma non offriamo consigli su come e dove trovare lavoro, né tantomeno ricerchiamo questo tipo di informazioni. Posso però sicuramente confermare che gli italiani possono ritenersi fortunati, perché almeno nell’Unione Europea grazie al libero mercato del lavoro si può iniziare a lavorare molto facilmente in qualunque Paese membro. In Inghilterra, al di là del fatto che il mercato del lavoro sia rimasto un po’ in stallo, iniziare a lavorare è comunque semplice: basta avere un National Insurance Number (lo si ottiene nel giro di un paio di settimane) e possibilmente un conto in banca (attivabile gratuitamente previa presentazione di passaporto e prova di indirizzo). Dopo due o tre colloqui, l’offerta e la negoziazione, c’è la firma del contratto, che solitamente avviene il primo giorno di lavoro.

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Mentre altri paesi sono più abituati a “muoversi” per trovare lavoro, l’Italia, pur essendo storicamente paese di emigrazione, negli ultimi decenni si è un po’ immobilizzato da questo punto di vista. Secondo la sua esperienza quali sono le cose che ancora adesso un italiano fa fatica ad accettare rispetto a un lavoro all’estero?

Non ho dati concreti alla mano per risponderti per le stesse ragioni di prima, ma posso parlare per esperienza personale. Vivo a Londra da quasi quattro anni, e sono entrato in contatto con molti altri italiani che hanno lasciato lo Stivale da più o meno tempo. Quello che può “spaventare” un italiano nel lavorare all’estero (in Inghilterra in questo caso) in un’azienda privata potrebbe essere il fatto che il lavoratore è, di fatto, meno protetto. Nel senso che può essere licenziato (per giusta causa) da un giorno all’altro, mentre in Italia, almeno per adesso, si sente più “al sicuro”. A controbilanciare questa sensazione c’è però la consapevolezza di far parte di una società forse più meritocratica, e la convinzione che se si vale e se si lavora seriamente, il lavoro non lo si perde. Poi ci sono altri motivi più futili (ma che giocano la loro parte): dire “addio” al cibo, al clima, alla classe, alla raffinatezza e alla storia italiane.

Prima le ho fatto una domanda riguardo il tipo di offerta professionale che esce dal nostro paese: ma la domanda invece, da parte delle aziende, verso che tipo di professionalità si rivolge maggiormente?

Ci sono sostanzialmente tre tipi di richieste. La prima riguarda lavori “di base”: personale per bar e ristoranti, gelaterie, pub e locali notturni; oppure babysitter e ragazze alla pari. Il target è quello dei lavoratori stagionali (giovani tra i 18 e i 25 anni), oppure persone in un anno sabbatico, o ancora chi vuole spostarsi all’estero senza esperienza e senza conoscere bene la lingua. Poi ci sono aziende che ricercano personale bilingue o multilingue, con italiano e inglese come requisiti di base. Si va dai call centre alle agenzie di ricerche di mercato, fino a startup tecnologiche operanti nell’ambito del marketing e della comunicazione online. Queste realtà hanno in comune il fatto di operare a livello internazionale e di avere un ufficio centrale in città come Barcellona, Madrid, Londra, Berlino e Vienna, o in territori come Gibilterra e Malta, vibranti nell’ambito delle tecnologie online. Il terzo tipo di offerta è quello che richiede una qualifica specifica, indipendentemente dalla lingua madre: esperti di telecomunicazioni, ingegneri di vario tipo, sviluppatori informatici, ricercatori in diversi ambiti. Ovviamente un inglese fluente rimane sempre requisito fondamentale per l’accesso a queste posizioni, se non altro per comunicare senza problemi col resto del team.

Portali come il vostro, in tempi economicamente difficili come questo, sono ancora più preziosi? Com’è il vostro trend? In crescita immagino

Sì, il nostro trend è in crescita. Negli ultimi due mesi gli accessi al portale sono aumentati di oltre il 50%, segno che dopo l’estate e con le incertezze economiche in cui versa il nostro Paese c’è voglia di cambiare e di fare qualcosa di nuovo. Da parte nostra, speriamo che gli strumenti che mettiamo a disposizione possano aiutare sia i giovani senza esperienza, sia chi è in cerca di un “cambio di rotta”, e possano quindi rappresentare una molla perché l’Italia si rimetta nella rotta giusta del progresso e della crescita sana.

Il sito:

CAREERJET

A cura di Geraldine Meyer