Poi i 18 anni sono arrivati, compiuti, vissuti e passati, complice il fatto che fossi una ragazzina spaventata di un piccolo paese, con il fidanzato più grande che le guardava le spalle manco un pitbull e che 11 anni fa trovare lavoro non era poi così difficile, accantonai l’idea dell’estero e cominciai a “farmi piacere” il mio benestare. Passano gli anni, passa il fidanzato e passano i lavori. Dopo averne fatti di diversi eccomi impiegata in una buona azienda con un contrattone a tempo indeterminato ecc.ecc…, feste con gli amici, serate pazze, arriva il nuovo fidanzato (tuttora in carica eheheh) e chissà perchè quel desiderio di volare via riemerge piano piano, poco alla volta.

Angela Ragone luton

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Comincio a parlarne con lui, in pieno accordo e pensiamo a dove si starebbe meglio, a dove pagare le tasse avendo servizi efficienti, gente che non sporca per terra buttando cartacce dal finestrino dell’auto per poi lamentarsi che niente funzioni, la paga che comincia a “saltare” per la CRISI (insomma, ci siamo capiti no?), La Spagna è fuori discussione, la CRISI ha colpito anche lì e fare la fame a casa di qualcun altro proprio non ci va, allora……Svizzera, Germania. Tra il 2011 e il 2012 andiamo in entrambe per vacanza, per renderci conto di come sarebbe stato poi viverci, ma manco a dirlo mi viene l’ansia (e che ve lo dico a fà, l’Italia è Italia al Sud poi è tutta un’altra storia). A me viene la brillante idea di fare un gran salto, lungo qualche migliaio di chilometri..indovinato? Australia ovviamente..preferendo partire con un taglio netto da tutto e tutti già a gennaio di quest’anno. Ma valutando attentamente ci rendiamo conto che non essendo dietro l’angolo e partire in due, senza niente in mano non sarebbe stato facile, per cui ciao ciao Australia.

Ora vi scrivo dall’Inghilterra, Luton per l’esattezza, la decisione è stata presa su due piedi, così, un pomeriggio di giugno e abbiamo prenotato i biglietti, consegnato la lettera di dimissioni, siamo arrivati in Inghilterra dove, credetemi, c’è sole tutto il giorno ed ora mi sto preparando per andare a fare my first interview in english. (ah l’inglese lo mastico come un cane fa con l’osso, rosicchio ecco).

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Sono qui solo da poche settimane, ma mi è bastato il primo giorno per capire che qui costruirò il mio futuro. Non è facile, non è che il lavoro te lo buttano dietro ansimando dalla voglia di averti, ma basta un pò di costanza e buona volontà per riuscire ad avere un’entrata fissa alla settimana (si perchè pagano settimanalmente). Il mio ragazzo ha trovato lavoro dopo 4 giorni e il suo owner ha chiesto come mai due ragazzi hanno deciso di prendere questa strada che li ha portati lontano da casa. Qui non hanno la reale condizione della realtà italiana e non immaginano di come ci abbiano lasciato senza speranze.

Ho lasciato i miei cari con le lacrime agli occhi e lo strazio dentro, ma qui, è tutta un’altra cosa.

Il limite arriva dove noi lo poniamo.

Un caro saluto

Angela

angelanico.rt@gmail.com