Andrea – Hong Kong offre tante opportunità lavorative ma è importante imparare a gestirne il ritmo e la pressione

Originario del Trentino, da 11 anni Andrea vive e lavora a Hong Kong, ricoprendo un ruolo manageriale nell’area Technical & Compliance. Il suo lavoro consiste nel far sì che lungo la filiera produttiva ci siano standard chiari, controlli, responsabilità e miglioramento continuo.

È stato proprio il lavoro a portarlo a Hong Kong. Dopo un’esperienza iniziale in Italia, Andrea ha ricevuto una proposta per un avanzamento di ruolo a Hong Kong, che ha visto come un’opportunità di crescita ma anche come un modo per mettersi alla prova e vivere un’esperienza di lavoro all’estero.

Prima di andare a Hong Kong, a parte brevi viaggi per motivi di studio, Andrea non aveva mai lasciato l’Italia e quella gli è sembrata l’occasione perfetta per vivere sulla sua pelle un’esperienza professionale molto lontano dal suo Paese di origine senza rischiare di avere, un giorno, il rimpianto di non averla fatta.

Andrea lavora anche nel settore del fashion. A prima vista può sembrare che questi due rami abbiano poco comune quando in realtà entrambi sono fatti di di processi, persone, responsabilità e scelte quotidiane.

Andrea Baldessarri Hong Kong

Il primo periodo a Hong Kong non è stato semplice perché tutto era diverso da quello che Andrea conosceva e, in più, il ragazzo non capiva la lingua e sentiva la mancanza della sua famiglia. Con il passare del tempo, però, Andrea si è adattato alla vita a Hong Kong, anche perché si è sentito ben accolto sin dall’inizio.

Gli italiani sono visti molto bene lì e, in più, praticamente chiunque parla l’inglese, quindi, comunicare con i locals è facile. Hong Kong, poi, è estremamente sicura ed è possibile muoversi serenamente anche di notte, sapendo di non correre rischi. Questo ha contribuito ad aiutare Andrea ad ambientarsi.

Andrea ha notato subito che gli affitti sono molto cari e spesso gli spazi sono ridotti. Secondo lui, il modo migliore per trovare un posto in cui vivere è selezionare una zona d’interesse, che sia comoda in relazione al lavoro e ai trasporti, fissare un budget realistico e poi contattare le agenzie immobiliari, che accompagnano le persone a visitare i vari appartamenti.

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La burocrazia a Hong Kong è pragmatica ed è importante avere tutti i documenti richiesti e muoversi velocemente. Anche in questo caso l’elevato uso dell’inglese da parte della popolazione locale è cruciale per chi arriva e non parla la lingua del posto. Inoltre, molte pratiche possono essere sbrigate online e questo evita perdite di tempo negli uffici.

La sanità in generale è di alto livello ma è importante fare una distinzione fra pubblico e privato. La sanità privata, se non hai un’assicurazione, ha dei costi proibitivi mentre quella pubblica – la cui qualità è alta come quella privata – presenta spesso dei tempi di attesa lunghi per visite specialistiche e interventi non urgenti.

Possiamo dire che il sistema pubblico è paragonabile a quello italiano ovvero garantisce le cure necessarie ma, se uno vuole velocizzare i tempi, deve stipulare un’assicurazione, così da poter accedere alla sanità privata senza pagare cifre esose.

I mezzi pubblici, infine, sono un fiore all’occhiello di Hong Kong. Tutti si mettono in fila in maniera ordinata per salirvi e i mezzi in sé sono capillari, puntuali e sicuri. Hong Kong conta una rete della metropolitana con treni che, nelle ore di punta, passano ogni 2-3 minuti e tariffe economiche.

Ci sono poi gli autobus, inclusi quelli a due piani, che collegano tutti i distretti.

Hong Kong è una città definita dal ritmo delle vite delle persone. C’è ritmo in tutto: nel lavoro, negli spostamenti e nella gestione della città stessa.

Lì anche la convivenza civile è spiccata con il rispetto degli spazi, delle code e delle regole non scritte. La vita a Hong Kong è intensa, efficiente e spesso veloce anche dal punto di vista emotivo.

Questo livello di efficienza ha un costo: la competizione alle stelle, anche fra bambini e ragazzi, che sin da piccoli imparano a gestire tutta questa pressione.

Guardando alla sua, di vita, Andrea si rende conto che all’inizio ogni cosa gli sembrava più pesante perché era nella fase di adattamento e solitudine, in cui dover imparare una lingua sconosciuta e abbracciare nuove abitudini. Con il tempo, la vita di Andrea è migliorata.

Il ragazzo ha stretto delle amicizie lì, con persone provenienti da diversi Paesi, e i suoi fine settimana sono sempre pieni di attività. Andrea ha anche imparato che, se aspetti di sentirti pronto prima di lanciarti nel ritmo di Hong Kong, rischi di non farlo mai. Se, invece, ti lanci, la città ti viene incontro.

Da quando è arrivato a ora, Andrea ha visto crescere sempre di più la dimensione internazionale e la proposta di offerte, sia professionali sia per la vita di tutti i giorni. Hong Kong però è diventata sempre più cara e mantenere il suo ritmo, a lungo termine, può rivelarsi sfiancante se non impari a mettere dei confini.

A chi vorrebbe trasferirsi lì, Andrea dice che Hong Kong non è una scelta neutra. La città offre tanto, dal punto di vista del lavoro e non solo, ma richiede energie, spirito di adattamento e la capacità di uscire dalla propria zona di comfort.

Andrea Baldessarri Hong Kong

È importante guardare con onestà alle proprie motivazioni personali, pianificare quello che state cercando e capire quali competenze desiderate sviluppare. Solo così è possibile superare con successo il periodo iniziale, che è impegnativo.

Un altro aspetto da non trascurare è la sostenibilità economica e personale. Bisogna essere realisti perché, come abbiamo già accennato, Hong Kong è molto cara. Infine, dato che la città è una delle più internazionali al mondo, Andrea suggerisce di non vivere “da italiano”, limitandosi a interagire con i propri connazionali, ma di aprirsi ad altre culture.

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Hong Kong è una città veloce e competitiva, che spinge a fare sempre di più. Per questo, è importante rivalutare il proprio rapporto con il lavoro per capire se le opportunità che la città offre, che richiedono resilienza e impegno, sono quello che volete davvero. È anche fondamentale mettere dei paletti da subito, gestire le energie e capire cos’è prioritario per voi, di modo da non farvi travolgere dal ritmo incessante della città.

A chi, invece, sta pianificando un viaggio lì, Andrea ricorda che Hong Kong non è solo grattacieli ma anche natura, spiagge, trekking e quartieri con identità molto spiccate. Il suo consiglio è di pianificare quali zone volete visitare, affidarvi ai mezzi pubblici e lasciare spazio all’imprevisto, perché spesso è lì che si trova il bello.

Vivere a Hong Kong gli ha insegnato a gestire la complessità, a sviluppare un rapporto diverso con il lavoro, a bilanciare meglio il tempo e le energie e a guardare il mondo con una prospettiva più ampia.

Andrea Baldessarri Hong Kong

Andrea ha capito che la resilienza non è solo resistere ma costruire competenze, relazioni e abitudini sane. All’inizio tante cose – come imparare la lingua o superare la solitudine – sembrano impossibili ma con il tempo, l’impegno e il cambio di mindset è possibile farcela.

Da quando vive lì, Andrea torna in Italia ogni volta in cui può e prova una doppia sensazione. Da una parte, l’Italia è sinonimo di familiarità immediata ma dall’altra si accorge che ormai lui è cambiato. Questo gli permette di guardare diversamente alle cose e di capire che la parola “casa” può avere più di un significato.

Guardando al futuro, Andrea vuole continuare a crescere professionalmente, mantenendo un buon equilibrio tra lavoro e vita privata. Hong Kong gli ha dato tanto ma Andrea è aperto anche ad altri Paesi. Saranno il futuro e le persone a decidere se continuerà a vivere lì o meno.

Di una cosa Andrea è certo: vuole continuare a scegliere contesti dove può imparare e dare un contributo reale.

Per seguire e contattare Andrea:

https://www.facebook.com/andrea.baldessari.90