Alessandro e la sua nuova vita a Cairns, nel nord del Queensland

Di Enza Petruzziello

La nuova vita di Alessandro Lancini in Australia è strettamente legata a quella di sua nonna. Come lei, infatti, anche Alessandro sceglie questa meravigliosa terra come sua nuova casa. E se per sua nonna questo trasferimento nel 1930 significava partire alla ricerca di una vita migliore in un’epoca in cui la guerra era ormai prossima, per suo nipote la scelta è stata più ponderata e razionale.

Alessandro visita l’Australia, per la prima volta, a cavallo tra il 2002 ed il 2003, quando l’azienda per cui lavorava lo invia qui per un’indagine di mercato. E cogliendo la palla al balzo, nello stesso periodo, approfitta di quell’occasione per conoscere tutti i suoi parenti australiani.

Tornato in Italia Alessandro si rende conto di quanto le cose siano diverse e di come tutto gli vada stretto. «Sentivo una voce dentro me che mi diceva di andare, di mollare tutto e di ricominciare da zero», spiega. E così nel 2007 decide di trasferirsi definitivamente. Ecco cosa ci ha raccontato.

Alessandro Lancini

Alessandro raccontaci qualcosa di te.

«Ho 43 anni vengo da Rovato, Franciacorta, in provincia di Brescia. Ho fatto e provato tanti lavori, il mio ultimo lavoro è stato come rappresentante per una ditta che vendeva prodotti per la sicurezza sul lavoro. Vivo a Cairns nel nord Queensland dal 2007 e sono un manutentore meccanico di aerei. In ottobre ho ottenuto la Licenza come manutentore ed ora posso firmare per il rilascio degli aerei dopo aver completato la manutenzione. Il titolo di lavoro LAME è un acronimo che sta per Licenced Aircraft Maintenance Engineer. Si tratta di un lavoro molto articolato che richiede la gestione di un team, buona manualità e la capacità di interpretare e risolvere problemi legati a sistemi complessi di carattere meccanico, elettrico e strumenti di volo.

È un lavoro di squadra che richiede grande concentrazione, un occhio per i dettagli ed ottime doti organizzative per coordinare le diverse fasi della manutenzione prima che il velivolo possa tornare in servizio. Le regole più importanti da seguire sono quelle relative alla sicurezza, ai manuali e procedure da seguire e il controllo dei propri attrezzi».

Quando e perché hai deciso di trasferiti in Australia?

«Dopo la prima visita in Australia nel 2002, non sono più riuscito a togliermi dalla testa tutti i bellissimi posti che avevo visitato, la gente, lo stile di vita, le opportunità a livello lavorativo. Così nel 2006 ho maturato la convinzione che non avevo scelta, dovevo provarci seriamente oppure lo avrei rimpianto tutta la vita, e dopo aver chiuso la partita iva e venduto la macchina sono partito con l’idea di cambiare vita».

Conoscevi già il Paese o sei partito all’avventura?

«Ho avuto la fortuna di visitarlo e di averlo girato per 4 mesi tra la fine del 2002 e marzo 2003 quindi avevo già un’idea ben definita e contatti a cui fare riferimento».

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Che cosa non ti piaceva più della tua vecchia vita qui per spingerti ad andare via per sempre?

«Tante cose mi stavano strette e non ero soddisfatto della mia vita. Il mio lavoro da rappresentante mi ha permesso di venire a contatto con molta gente diversa e questo mi ha permesso di vedere una realtà di cui prima non ero a conoscenza. Molti si lamentavano delle tasse, delle difficoltà lavorative, dei debiti, del governo, di questo e di quello. Le persone che prendevo a modello, le persone che credevo avessero tutto quello che cercavo, mi hanno aiutato a capire che non volevo essere come loro, che non volevo seguire il loro esempio. La politica, le ingiustizie, la crisi economica, il lavoro precario, tutto mi sembrava grigio e non riuscivo a trovare la mia strada. La politica mi è sempre interessata poco. Ai tempi governava Berlusconi e arrivavano le prime accuse di frode e corruzione, arresti, scandali vari. Ho cominciato a vergognarmi del mio paese, di chi lo gestiva, delle ingiustizie, le frodi, le truffe….. Non ero felice e le prospettive mi sembravano magre sia a livello lavorativo e di soddisfazioni personali.

Ai tempi vivevo coi miei genitori e mi sentivo intrappolato in una vita che non mi piaceva, non avevo soldi per andare a vivere da solo, non avevo una fidanzata e avevo problemi a rapportarmi con i miei amici, le loro idee e i loro ideali. Ero sfiduciato e triste, avevo tanto ma qualcosa dentro non mi dava pace, sentivo il bisogno di prendere le distanze, volevo andare lontano, volevo rimettermi in gioco, volevo ricominciare da capo».

Trasferirsi in Australia è molto diverso dal trasferirsi in Spagna piuttosto che Inghilterra, luoghi comunque vicini all’Italia. Tu hai deciso di andare dall’altra parte del mondo. In che modo ti sei preparato al trasferimento?

«Sono partito con uno zaino a spalla carico all’inverosimile mi son portato la tenda e tutto il kit da campeggio, la Lonely Planet e tanta voglia di viaggiare e scoprire posti nuovi. Ho dovuto chiudere la partita iva, vendere la macchina che usavo per lavoro e scrollarmi di dosso tanta negatività e qualche debito che mi ero accumulato lavorando. È stato un periodo pieno di apprensione e preoccupazioni, avevo paura di non riuscire a realizzare i miei sogni e di rimanere intrappolato in una vita che non mi piaceva».

Come sono stati gli inizi qui?

«Mio nonno aveva 4 fratelli e una sorella che sono emigrati in Australia a partire dal 1921, e mia nonna aveva una sorella che è venuta qui nel 1939. Tutti i loro discendenti, figli, nipoti, pronipoti sono stati molto contenti di conoscermi e fin da subito ho trovato accoglienza e gente pronta ad ospitarmi, a darmi vitto e alloggio, a farmi visitare i luoghi, a farmi conoscere persone e ad insegnarmi lo stile di vita australiano. Sono stato fortunato ad avere una splendida accoglienza e supporto nei primi 6 mesi: mi ha aiutato tanto a non sentire la nostalgia e la lontananza. Da subito mi ha sorpreso di come la gente sia più rilassata e accogliente rispetto all’Italia. All`inizio credevo che fosse dovuto al fatto che i nostri nonni erano parenti, ma ho presto capito che questa caratteristica è nello spirito australiano e che anche gli sconosciuti possono essere molto disponibili ad aiutarti, ospitarti, darti un lavoro, una dritta o un tetto per la notte. La mia avventura è cominciata così e dopo circa 6 mesi nel paesino di Ingham, dove vivono questi parenti lontani, ho cominciato a muovermi da solo alla ricerca di lavoro, amicizie e un posto da chiamare casa».

Vivi a Cairns, nel nord del Queensland, sulla costa est, come è vivere qui?

«La qualità della vita è molto elevata, Cairns è una città turistica che offre un clima sub tropicale, circondata da foresta pluviale e a pochi km dalla barriera corallina che si raggiunge in circa 45 min di barca. Lo stile di vita è molto più rilassato che nelle grandi città, tutto scorre più tranquillo e la gente è molto cordiale e aperta. Capita ogni giorno che qualcuno si fermi a fare due chiacchiere, dal benzinaio mentre fai il pieno o camminando sulla spiaggia, è facile trovare qualcuno che vuole fare due chiacchiere e ti chiede: “Come stai, bella giornata vero?”. La natura è splendida e ci sono posti bellissimi e facili da raggiungere tutto intorno alla città. La città in sé è molto semplice, il centro è ben curato e pulito, ci sono tante aiuole e spazi verdi. La cosa che colpisce di più sono la laguna, una piscina pubblica aperta dalla mattina fino alla sera, circondata da aree picnic e le aree picnic in giro per la città, che sono tantissime. Queste strutture sono tutte gratuite, inclusa la piscina, tutto viene tenuto pulito e in ordine e si possono utilizzare quando si vuole. Ci sono tettoie e panchine, fontanine con acqua filtrata, bagni pubblici dovunque.

Basta portare qualcosa da cucinare e tutto il resto è lì, pronto per essere usato. Le aree vengono pulite 3 volte al giorno ed è sempre sorprendente trovare tutto pulito, in ordine e funzionante quando arrivi da un paese come l’Italia dove di solito le cose non funzionano mai, si paga tutto e dove spesso le strutture pubbliche vengono vandalizzate e trascurate dai comuni e da chi dovrebbe tenerle in funzione.La città è piena di parchetti, ci sono giochi dovunque per i bambini, tantissimi km di piste ciclabili, di marciapiedi, di palestre all` aperto, di verde, di libertà».

Per quanto riguarda i costi, la sanità e i servizi?

«I costi sono elevati se rapportati all’Italia, ma non sono alti se rapportati agli stipendi australiani. La vita costa un buon 30% in più e gli stipendi sono circa il doppio, quindi a conti fatti il potere d’acquisto è molto più elevato che in Italia. La sanità funziona bene, meglio che in Italia per la mia esperienza. È un sistema misto: si paga la Medicare al governo e il sistema è come in Italia, le trattenute avvengono alla fonte, dallo stipendio e le cure sono garantite a tutti. Per chi vuole si può avere anche un’assicurazione privata per accedere al settore privato, ospedali e dottori specialistici: questo garantisce cure più mirate, la scelta dei dottori, dell’ospedale e di vari benefici extra tra cui per esempio il dentista, fisioterapista, etc.

Le tasse in Australia sono molto più basse che in Italia quindi i soldi che restano in tasca sono molti di più a parità di lordo. L`equivalente dell`IVA è al 10%, la benzina che è cresciuta parecchio col Covid costa circa 1 euro al momento (+20%), la corrente costa la metà, le case qui a Cairns costano meno che a Brescia e se ti sposti fuori di 15/20 km paghi anche meno. A Cairns non serve il riscaldamento essendo una zona sub-tropicale, ci sono solo due stagioni, quella secca di circa 8 mesi e la stagione delle piogge. Come dicono scherzosamente qui una stagione calda e una stagione ancora più calda!».

Che clima c’è a Cairn?

«Gli 8 mesi da marzo/aprile fino a novembre sono molto belli, la temperatura è mite, sole a volontà e tanto tanto spazio per godersi la natura, il mare, le cascate, i fiumi, le aree picnic, i parchi, le camminate, il campeggio, la barca, la vita all’aperto. La temperatura media di giorno durante la stagione secca è di circa 25 gradi e di notte scende al minimo di 10 gradi solo in luglio e agosto, i mesi più freddi, ma di solito le minime sono attorno ai 15 gradi. La stagione delle piogge è molto afosa e piove tanto, anche per settimane di fila. I fiumi e le cascate sono spettacolari in questo periodo e si spende più tempo in casa o meglio tra una piscina e l’aria condizionata!».

E’ stato difficile trovare lavoro in Australia?

«La mia prima esperienza è stata nel campo agricolo. Cercavano guidatori per la raccolta della canna da zucchero e per 6 mesi ho guidato un trattore con un rimorchio di 10 metri a fianco della mietitrebbia e via a riempire vagoni dei trenini di canna tagliata dalle 3 del mattino per 10/12 ore al giorno. Poi ho lavorato nell’edilizia come carpentiere, lavoro che avevo fatto per anni in Italia durante il periodo estivo quando andavo a scuola dai 16 anni in poi. Da subito mi ha sorpreso quanto si guadagna rispetto all’Italia, la facilità con cui si trova un lavoro è disarmante e le trattenute sono più basse. Gli stipendi vengono pagati ogni settimana e ti rendi subito conto di come questa cosa sia molto importante, infatti si mangia tutti i giorni e si deve pagare tutti i giorni qualcosa, il ricordo della busta paga una volta al mese diventa improvvisamente un incubo! Il governo australiano ha una lista dei lavori richiesti e un sistema di punti che permettono di fare una richiesta per svariati visti. I visti disponibili variano dalle zone regionali alle città e i punteggi richiesti per certi tipi di lavoro sono molto più bassi rispetto ad altri per i quali possono servire certificati, diplomi e una conoscenza più elevata dell`inglese parlato e scritto».

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Alessandro e la sua nuova vita a Cairns, nel nord del Queensland

Ecco, dal punto di vista burocratico l’iter per ottenere i visti è piuttosto rigoroso e spesso scoraggia quanti vorrebbero trasferirsi. Gli australiani, lo sappiamo, sono severi per ciò che concerne i nuovi ingressi nel Paese e hanno leggi molto ferree.

«Sì, sono molto severi e può essere complicato restare qui. Il fatto che scoraggia molti a provarci è un bene secondo me perché solo chi ha le idee chiare e fa le scelte giuste riesce a restare e questo comporta una serie di vantaggi non indifferenti. Le condizioni geografiche innanzitutto non permettono di arrivarci facilmente, questo è un dato fatto. Le leggi sono severe, ma chiare e vengono fatte rispettare a chiunque (vedi Djookovic). Se hai le carte in regola è tutto molto lineare e fattibile, basta avere le idee chiare, parlare bene l’inglese e fare quello che ti chiedono alla lettera. Ovvio una buona conoscenza dell’inglese è essenziale per capire e barcamenarsi nelle pratiche ma a livello burocratico tutto è più semplice e lineare rispetto all’Italia. Un altro mondo. I costi dei visti sono elevati, ma si ripagano in fretta una volta che cominci a lavorare».

A te come è andata, che tipo di visto hai richiesto?

«Io sono arrivato nel 2006 con un Working Holiday, visto che permette di lavorare da subito per un anno e di estenderlo poi di un altro anno se fai lavori stagionali nel settore agricolo. Ho studiato inglese a scuola per 10 anni tra medie e superiori e dopo aver imparato meglio la lingua dopo circa un anno ho capito che anche senza conoscere nessuno è molto facile spostarsi, fare amicizia, trovare lavoro, un posto dove stare, comprare una macchina, fare una pratica, una patente, un corso, imparare un nuovo mestiere. Tutto è molto più semplice. Ho convertito la mia patente europea in un attimo, spendendo pochissimo, uscito con la nuova patente in mano.

Ho utilizzato il Working Holiday per 2 anni. Per rimanere avevo, però bisogno, di un visto di lavoro. Dopo aver provato una sponsorizzazione come carpentiere non andata a buon fine siccome non avevo né qualifiche né anni di esperienza necessari per uno Skilled Visa (visto per lavori specializzati richiesti) mi sono ritrovato ad avere solo la scelta di studiare per restare qui».

Che tipo di corso hai frequentato?

«Un prerequisito per iniziare questi corsi di specializzazione è quello di avere un diploma di maturità, passare un test di inglese con un certo punteggio e pagare la rata per il primo anno in anticipo. La scelta a Cairns, dove già vivevo da un anno, era limitata a due corsi e ho deciso di iscrivermi a un diploma di Hospitality Management (alberghiera) che dura 2 anni e costa circa 15.000 euro come studente internazionale. Dopo il primo anno ho ottenuto un certificato come cuoco, il secondo anno ho studiato la parte burocratica, ottenendo tutti i certificati e le basi per poter gestire personale e clienti. La qualità del corso al TAFE mi ha veramente sorpreso. La scuola del TAFE a Cairns ha 3 cucine funzionali, un bar e una sala ristorante aperte al pubblico in occasioni speciali.

Questo mi ha permesso di fare esperienza come cameriere, lavapiatti, cuoco, manager, di organizzare turni di lavoro, di fare interviste e colloqui di lavoro agli studenti con tanto di copione che si improvvisavano attori, di fare budget e pianificare eventi, ordini e consegne. Soldi ben spesi, devo dire che il sistema di formazione australiano è davvero di buon livello».

Alessandro e la sua nuova vita a Cairns, nel nord del Queensland

Che cosa è successo dopo?

«Dopo il primo anno di corso, la qualifica come cuoco mi ha permesso di trovare un lavoro con facilità e prima di aver finito il mio corso di Diploma (un anno aggiuntivo) lavoravo già da un anno per il resort che poi mi ha sponsorizzato come cuoco. La sponsorizzazione con il visto in zona regionale mi ha permesso di avere un visto permanente e di richiedere la cittadinanza dopo due anni come permanent resident. Con un visto permanente ho potuto aprire un mutuo e comprare casa e inoltre ho potuto sponsorizzare la mia compagna con cui mi sono poi sposato nel 2013. Mia moglie, giapponese nata e cresciuta a Kobe, ha ottenuto il visto permanente da me, a riprova che ci sono diversi modi per ottenere un visto in Australia, nel nostro caso come partner di fatto, potendo dimostrare di avere un conto corrente in comune, un`automobile intestata a entrambi e di avere prove per dimostrare una genuina relazione.

Una curiosità, questo visto in Australia permette anche a coppie dello stesso sesso di sponsorizzare il proprio partner. Il visto studentesco invece permette di lavorare un massimo di 20 ore la settimana durante il corso e quante ore vuoi durante i periodi di vacanze scolastiche.

Dopo aver ottenuto una sponsorizzazione come cuoco presso un resort a Cairns ho ottenuto la cittadinanza nel 2013 e ho cominciato a cercare un lavoro che mi piacesse di più. Ho deciso di iscrivermi a un corso a tempo pieno di un anno che mi permettesse di cominciare un apprendistato come tecnico di manutenzione aeronautico. Il corso, sponsorizzato dal governo australiano per far fronte alla mancanza di figure specializzate costava circa 2000 euro, lo stesso corso per uno studente internazionale costava circa 25.000 euro. Ho cominciato un corso a tempo pieno per cambiare carriera con un mutuo e un figlio in arrivo. Cosa impensabile per una persona di 34 anni in Italia. Alla fine del corso ho cominciato un apprendistato per una ditta di manutenzione aeronautica a Cairns e questo lavoro mi ha permesso da subito di continuare a pagare il mutuo senza problemi».

Dopo 4 anni da apprendista hai ottenuto la qualifica di AME Aircraft Maintenece Engineer, ma hai deciso di continuare a studiare. Perché?

«Ho deciso di continuare a studiare per ottenere il diploma in Aeroskills. Il corso per ottenere la licenza, inutile dirlo, è stato sponsorizzato dal governo del Queensland per ridurre la carenza di lavoratori specializzati. Adesso ho un lavoro molto ben pagato e fortemente ricercato. Il mio lavoro mi offre anche parecchia flessibilità e tempo libero. Da circa 4 anni, lavoro 4 giorni di fila, 9.5 ore al giorno poi ho un giorno di riposo, lavoro altri 4 giorni di fila e poi ne ho 5 di riposo per godersi questi magnifici posti, ogni 2 settimane. Come in Italia? Mai sentito nemmeno questa!».

Dove vivi e in generale nel Paese ci sono opportunità lavorative per i giovani che vogliono trasferirsi all’estero? E se sì, quali?

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«Tantissime opportunità, ci sono moltissime professioni richieste e tanti lavori specializzati che pagano bene anche senza una laurea, certi lavori, pagano l`equivalente di 1000 euro alla settimana, non al mese! Lo stipendio medio in Australia è di circa 65 mila euro lordi all’anno, la differenza è che questo lordo in Italia verrebbe tassato al 43% mentre qui solo al 25% Lo stipendio minimo per legge è di 24.000 euro lordi, poco meno dello stipendio lordo medio in Italia, ma sono di più al netto siccome le tasse sono più basse. Una commessa o un cameriere guadagnano di più tanto per intenderci».

Inevitabile una domanda sulla terribile pandemia dovuta al Covid-19 che ha colpito tutto il mondo. Com’è la situazione attuale in Australia e tu come hai vissuto gli ultimi mesi?

«L’Australia ha chiuso le frontiere e si è completamente isolata dal resto del mondo per quasi due anni. Questo ha permesso di contenere il Covid per un certo periodo e di garantirne una diffusione più lenta e graduale. Qui in Nord Queensland, complice la chiusura degli Stati e la riduzione degli spostamenti non si è sentito molto. La vita non è cambiata granché per noi, abbiamo dovuto mettere la mascherina nei luoghi chiusi ma nulla più. Non abbiamo mai smesso di andare al mare, in campeggio, al parco o alla laguna per fare un bagno. Le restrizioni sono state mirate e di brevi durata e da subito sono arrivati soldi extra dal governo per tentare di aiutare le famiglie e per mantenere i consumi elevati.

Nemmeno questa iniezione di denaro nell’economia per stimolare i consumi ha permesso all`Australia di evitare la prima recessione della sua storia recente , la prima in 30 anni! Per noi è stata una manna dal cielo siccome anche mia moglie, mamma a tempo pieno da 5 anni senza stipendio ha ricevuto per un anno un reddito aggiuntivo che prima non avevamo. Nel mio settore c’è stato un boom di lavoro non indifferente. Gli aerei a cui facciamo la manutenzione servono esclusivamente le zone regionali del Queensland e le regioni del nord. Questi collegamenti non si sono mai interrotti e molte compagnie aeree per cui lavoriamo hanno deciso di anticipare gli intervalli di manutenzione, approfittando del fatto che molti aerei erano comunque a terra per via della mancanza di turisti.

Al momento nella mia ditta ci sono 21 apprendisti su un totale di circa 120 lavoratori, inclusi uffici e magazzino. Quando ho cominciato io eravamo solo 2 apprendisti. Sono alla ricerca di circa 40 extra persone a tempo pieno ma non si trovano abbastanza lavoratori. Queste posizioni erano in parte ricoperte da persone specializzate provenienti dall`estero con visti lavorativi. La maggior parte di questi lavoratori sono ritornati nei loro paesi d’origine quando per colpa della pandemia hanno chiuso le frontiere in giro per il mondo all’inizio del2020. Le vaccinazioni hanno permesso la riapertura degli Stati a scaglioni, il Queensland ha riaperto di recente non appena la percentuale dei vaccinati con doppia dose ha raggiunto l`80%, e riaperto del tutto quando ha raggiunto il 90% a gennaio».

Che consigli daresti a quanti stanno pensando di trasferirsi in Australia e in generale di cambiare vita?

«Per prima cosa, di imparare bene l’inglese prima di partire, con le canzoni e i testi, guardando i film in inglese coi sottotitoli, leggendo articoli e libri etc. Consiglierei di fare un test IELTS prima di partire per vedere se è il caso di seguire un corso per passare il test con un punteggio più alto. Inoltre consiglierei di mettere via almeno 10/15 mila euro per cominciare, fatevi aiutare dai genitori, dai nonni, risulterà facile restituirli se dovrete farlo quando vi sarete inseriti e saranno un ottimo investimento per il vostro futuro. Chi ha già un lavoro qualificante e almeno 7 anni di esperienza in particolari settori, ha più facilità di ottenere visti permanenti e sponsorizzazioni. Chi ha meno di 31 anni può fare il Working Holiday Visa e una volta sul posto trovare uno sponsor. Un’altra possibilità è mandare curriculum direttamente e fare colloqui on-line, molti arrivano qui già sponsorizzati con famiglia e figli. Si vive una volta sola, le scelte che fai adesso, che sei ancora libero di scegliere, potrebbero garantirti una vita più felice, indipendenza e sicurezza che magari adesso non si riesce a trovare facilmente in Italia».

Potete contattare Alessandro direttamente sul suo account Facebook.