Vivere in Ecuador: la storia di Stefano

Tracce di “Mediterraneo” in Ecuador.  Ha chiamato così il ristorante da 25 posti, che ha aperto  nella ricca contea di Pedernales (Manaby).Parliamo di Stefano Barbato, che qualche anno fa ha lasciato l’Italia, stufo dell’instabilità politica nel Belpaese, per vivere in Ecuador. La scelta è caduta sul Paese sudamericano, perché la moglie di Stefano è nata nello Stato attraversato dall’Equatore.

vivere in ECUADOR

Cosa ha di particolare Pedernales?  “E’ il primo punto della metà del mondo -spiega- e poi non dimentichiamo che in Ecuador ci sono le Galapagos e tante materie prime. Parlo di caffè e cioccolato di prima qualità”. E il potenziale di sviluppo dello Stato è alto. “Viviamo -aggiunge- in un Paese in via di sviluppo, anche se del Terzo Mondo. C’è tanta povertà. E’ un Paese instabile dal punto di vista politico. Ma ha grandi opportunità di fare un balzo in avanti. Pedernales è relativamente sicura, con fenomeni di piccola e grande criminalità ed un divario evidente tra poveri e ricchi”.

A sentire Stefano, gli abitanti vivono giorno per giorno. Non amano far programmi a lunga scadenza. “Tutti possono sfamarsi -aggiunge- anche perché i pescatori svuotano le reti nelle mani dei più indigenti. Tuttavia, c’è differenza tra il semplice nutrirsi e il potersi permettere ogni tanto un piatto prelibato. Di sera c’è l’abitudine di mangiare fuori o di ballare sulla spiaggia”.

Vivere in Ecuador

La vita è cara? “Dipende -replica- per mangiare bastano quattro dollari il giorno. Un albergo ti costa dai 5 ai 20 dollari il giorno. Per i vestiti i prezzi sono più alti che in Italia”. Per il resto, la scuola è di basso livello, la sanità è nelle mani di persone incompetenti. Quanto ai trasporti, ci sono pullman che vengono spesso assaltati da rapinatori o che vengono coinvolti in incidenti”. Il quadro non è solare. In compenso il clima è fantastico. Le minime si attestano sui 25 gradi, le massime non vanno oltre i 35. E come sono le persone? Secondo Stefano ci sono due categorie: le semplici e le complicate. Difficile da spiegare.  Tanti i posti da non perdere. Le Galapagos, le grandi città, la Costa, la Sierra e l’Amazzonia.   Ma c’è lavoro? Replica il ristoratore: “In realtà devi improvvisare. Creare. Non puoi pensare di fare il dipendente, perché qui gli stipendi sono bassi. Circa 260 dollari il mese”. In sintesi, consiglia di vivere in Ecuador? “Beh -dice- ci sono tanti aspetti positivi. Un regime fiscale molto differente da quello italiano. La benzina costa 2 dollari al gallone e un dollaro il diesel.  Assicurazione e bollo sono accessibili. Le tasse per la proprietà di una casa sono molto basse, come  bassi sono luce e gas. La natura è ancora vergine”.

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Tornando al ristorante, è piccolo e vende prodotti made in Italy: tipo vino, prosciutto, parmigiano. “I clienti -aggiunge- appartengono alla classe dirigente. Sono grandi venditori di gamberi, grandi proprietari terrieri. Ministri, politici. Il mio locale è diventato un punto di riferimento per i tanti connazionali, che qui possono trovare sbocchi nella ristorazione, nell’import e nell’export, nel commercio”.

I piatti tipici sono a base di pollo e gamberi. Cucinano pesce fritto e platano. Quanto ai collegamenti, si può raggiungere l’Italia con voli Klm.

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