Valerio, un musicista italiano emigrato in Baviera

Era il 15 settembre di dieci anni fa quando ha deciso di rompere con l’Italia. Non ne poteva più. Troppe tasse, zero lavoro per sua moglie, tante difficoltà per trovare un asilo nido. E poi un’indifferenza davvero insopportabile nei confronti del suo talento. Ora Valerio, nato ad Argenta (Fe), nel ’56, di professione cantante e cantautore, vive in Baviera con la sua famiglia. Sì, si sente in esilio, ma nel suo Paese non tornerà più.

Allora ci racconta cosa è successo quel giorno?

Quella mattina ho caricato sul furgone mobili e cane. Ho acceso il motore della mia auto e sono partito. Anzi, fuggito. Con mia moglie e mia figlia, Sofia, di due anni. Dentro di me tanta tristezza. E, soprattutto, delusione. Mi sentivo beffato, e non rispettato. Forse, ancora peggio, non mi sentivo a casa mia. In tanti anni non ho trovato un appartamento dignitoso per noi, alcun lavoro per mia moglie, zero posti all’asilo nido per nostra figlia. All’epoca, suonavo ogni fine settimana nelle balere.  Avevo un trio. Dopo aver pagato le tasse, esose, l’autostrada, il carburante, tolte le spese per le due cantanti del gruppo, mi rimanevano circa 100 mila lire. L’ingresso nelle balere si aggirava su quella cifra. E nei locali c’erano sempre dalle 500 alle 1000 persone. Insomma, ero schiavizzato. Così, io e mia moglie, abbiamo deciso di mollare tutto e partire. Per la Baviera. Mia moglie é bavarese, l’ho conosciuta nel ‘97 a Monaco. Cantavo in un Pub. Un colpo di fulmine. Dopo il matrimonio e la nascita della bimba, ho avuto l’infelice idea di vivere in Italia. Che errore!

Ora ha ritrovato la serenità?

Sì. Viviamo in un comune vicino Garmisch Partenkirchen, in montagna. Si tratta di Peiting. Conta circa 13 mila  abitanti, é molto carino e tipico della Baviera. Dista un’ora d’auto da Monaco, un’ora e mezzo  dal Lago di Costanza, e mezz’ora da Garmisch.

Vivere in Baviera

E’ un posto sicuro?

Sì. E’ una zona, in cui la disoccupazione é al 3,5 per cento. Non ci sono episodi di microcriminalità. Al massimo qui le persone possono fare a pugni perché hanno bevuto troppo, ma accade di rado. Lo scorso anno hanno beccato due che rubavano, ma lontano da qui. La polizia é molto efficiente e abbastanza discreta. Spesso lascio nell’auto gli strumenti musicali o addirittura il portafoglio. Non è mai successo niente. Non esistono case con inferriate alle finestre.

Cosa della Baviera colpisce subito un italiano?

L’ordine, la pulizia dell’ambiente, i servizi sociali, che funzionano. Fa eccezione il Consolato Italiano di Monaco, naturalmente.

Immagino che il clima sia l’aspetto negativo della vita in Baviera.

Diciamo che ci si adatta. L’estate dura quasi tre mesi e la temperatura oscilla tra i 22 e i 32 gradi. L’autunno é meraviglioso, preferibile all’estate. Ad ottobre si fanno ancora le grigliate. In inverno nevica fino Marzo. La primavera fa le bizze. Può nevicare a Maggio. E dopo tre giorni ti piombano 22 gradi di caldo. Non c’è quasi mai la nebbia.

Ci sono molti italiani?

Molti sono ritornati al Sud, perché sono andati in pensione. I loro figli non sono italiani, sono nati qui. Monaco é la seconda Milano. Sono tutti bene integrati, eccetto alcuni che lavorano in modo occasionale.

Possibilità di lavoro per un italiano?

Tante nel settore metalmeccanico e chimico industriale.

Vita di un italiano in Baviera

Che pensano di noi  i tedeschi ?

I tedeschi amano tutto quello che viene dall’Italia. Parlo delle cose positive.  Adorano la cucina made in Italy. Il nostro cinema, la nostra moda, la Vespa, la Fiat 500, le nostre bellezze artistiche. E poi, le nostre città, il mare, la musica. Ma non riescono a capire come fanno gli italiani a sopravvivere nel loro Paese, come fanno ad accettare una situazione sociale tanto penosa. Me lo chiedo anch’io.

Tradizioni particolari?

La Baviera é molto tradizionalista. Per alcuni versi mi piace, perché é riuscita a mantenere tradizioni folkloristiche meravigliose. Fa un certo effetto vedere spesso durante la settimana  giovanissimi e anziani sfilare per le strade di molti comuni in costume bavarese. Si muovono con orgoglio, che sembra scritto in faccia a chiare lettere.

Com’è la cucina?

La cucina bavarese é ottima. E’ preparata molto bene  la cacciagione. Sconsiglio di venire in Baviera e pretendere di mangiare un buon piatto di tagliatelle fatte in casa.

Se dovesse fare un bilancio tra lati positivi e negativi….

Beh, qui è tutto regolamentato. Ordinato. Se non fai parte di certi Club, non hai un futuro nel Business. Se hai un’impresa devi farti sempre vedere nei Club e frequentare parecchia gente. Ti devi fingere amico e invitare tutti alle tue feste. Devi imparare a bere. Se sei italiano ti agganciano, ti fanno bere un vino, che come minimo svuoteresti nel water. Ma tu devi fare buon viso a cattivo gioco e far credere che lo apprezzi.

Insomma, tanta ipocrisia. Beh, noi italiani non siamo proprio così, vero? Cosa le manca di più del suo Paese?

La mia lingua, la mia cultura, la possibilità di esprimermi liberamente, senza sforzi.  Mi sento quasi in esilio. Il ritorno é ormai improbabile. Non potrei accettare le assurdità e le violenze che ogni giorno i miei connazionali sono costretti a subire. Non nascondo, però, che da un po’ di tempo sto riprendendo i contatti con italiani per organizzare qualche serata.

BAVIERA

Come sono i collegamenti con l’Italia?

Ottimi con l’auto, disastrosi col treno, buoni con l’aereo.  Ma volare per l’Italia costa troppo. Pochissimo se da qui vai in Spagna.

In genere come sono i tedeschi?

Non tanto diversi dagli italiani. C’è solo la lingua che li diversifica.

E le tedesche?

Ho sposato la più bella.

Quali sono i posti ideali per vivere tranquilli e trovare un lavoro?

La Baviera è tranquilla. Anche se qui la vita è cara.

Cosa c’è di bello da vedere nei dintorni del piccolo centro in cui risiede?

Monaco, Füssen per i castelli, il Lago di Costanza, Regensburg, Passau.

Com’è la vita di un cantante italiano in Baviera? E’ facile affermarsi? La Baviera premia i talenti?

Mi trovo molto bene. Riesco a suonare con facilità e mi pagano in modo adeguato. Qui si fa tutto dal vivo. Non come in Italia.

Perché dice questo?

Una volta ero in un ristorante in Toscana, per una vacanza. Si stava esibendo un trio con una tastiera. Come tanti, faceva finta di suonare. Che pena! I cavi, poi, uscivano dalla tastiera e finivano in un sacchetto di plastica vicino al Mixer. I clienti mangiavano, parlavano e non si accorgevano di niente. Questa é l’ Italia che si lascia prendere in giro e non se ne accorge.  Certo, mi manca la vita italiana. Non posso alzarmi la mattina e andare a prendere un caffè al bar. Non c’è questa abitudine. E poi mi mancano le battute, le chiacchierate con gli amici, le osterie, la cucina, il mare.

Per il resto è facile farsi notare e fare carriera?

Affermarsi in Germania costa tempo e sacrifici come in tutto il mondo, ma se dimostri di valere ti apprezzano e ti pagano per questo, ti stimano e ti rispettano. In Italia se non hai un nome in TV non sei nessuno.

L’Italia è presente nelle sue canzoni?

L’Italia come Stato no. Molte canzoni però hanno l’impronta dei cantautori italiani. Spesso qui preferiscono ascoltare le mie canzoni a quelle note, tipo O sole mio. Non capiscono i testi, ma evidentemente amano la personalità, il carattere e le melodie che scrivo, comprano i miei CD. Tutto questo mi riempie di gioia. Finalmente.

Intervista di Cinzia Ficco