Stefania – Il mio compagno ed io abbiamo lasciato l’Italia per Fuerteventura con realismo ma anche tanta voglia di cambiamento

Stefania, originaria della provincia di Brescia, è a Fuerteventura con il compagno da 1 anno, dopo un continuo avanti e indietro dall’Italia all’isola per 6 anni, per capire se questa fosse il posto giusto in cui fermarsi, anche solo per un po’.

Stefania si definisce “strana” secondo i canoni della società. Una persona in costante evoluzione, molto selettiva su chi far entrare nella propria vita, ma anche curiosa e a cui piace imparare sempre qualcosa di nuovo. In Italia la vita di Stefania e del compagno Luciano seguiva i classici binari.

Lui era responsabile della sicurezza per una grande azienda in cui ha lavorato per 18 anni, con ritmi da classica giornata in ufficio. Lei invece si divideva professionalmente fra il mondo digitale e quello turistico, gestendo una struttura ricettiva, prima un B&B e successivamente un’attività di affittacamere, direttamente a casa sua.

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Luciano partiva prestissimo al mattino e rientrava la sera, facendo circa 60 chilometri di viaggio ogni giorno per andare al lavoro, mentre Stefania aveva una vita piena per via dell’accoglienza turistica e dell’attività come content creator su Youtube e sui social, arricchita dalla stesura dei suoi libri.

Quando Stefania e Luciano sono arrivati a Fuerteventura per la prima volta, è successo qualcosa dentro di loro. Il loro primo viaggio insieme, quando si conoscevano da pochi mesi, è stato proprio sull’isola per andare a trovare degli amici. Fuerteventura li ha conquistati, tanto che Stefania e Luciano si sono detti, ancora prima di ripartire per l’Italia, che avrebbero fatto il possibile per andare a vivere lì.

Nonostante l’entusiasmo, la coppia ha mantenuto i piedi per terra, consapevole di come una settimana di vacanza fosse diversa dalla vita quotidiana sull’isola. Per questo, una volta rientrati in Italia, Stefania e Luciano hanno cominciato a informarsi per bene su Fuerteventura guardando vari video al riguardo, scavando a fondo e cercando di scoprire anche gli aspetti negativi della vita lì.

Il trasferimento è arrivato a 50 anni e Stefania, insieme al compagno, ha dovuto affrontare le critiche delle persone. Lavorando anche sui social, lei c’era già un po’ abituata ma, davanti a un grande passo come quello, i commenti negativi degli altri sono diventati abbastanza frequenti. Stefania però ci tiene a ricordare come le critiche dicano tutto su chi le fa e niente sulla persona che le riceve.

Stefania, insieme al compagno, ha continuato a studiare per trasformare il sogno di trasferirsi a Fuerteventura in realtà e, anche adesso che c’è riuscita, continua a ricevere critiche sui social, ma non le importa. Anzi, le critiche in un certo senso hanno spronato lei e Luciano ad andare avanti perché, se avessero permesso ai commenti al vetriolo di bloccarli, sarebbero rimasti a loro volta incapaci di guardare oltre.

Stefania pensa che i cambiamenti si possano fare a qualunque età e che cambiare non voglia dire necessariamente andare a vivere all’estero. Tutto dipende dalla persona e i cambiamenti più importanti sono quelli interiori, che possono avvenire anche se resti nella casa e nella città in cui vivi da anni.

Naturalmente, trasferirsi fuori dall’Italia a 50 anni significa non partire leggeri, come potrebbe fare un ragazzo di 20 anni. Una persona di quell’età ha già un notevole bagaglio di esperienze di vita. Nel caso di Stefania e Luciano, avendo lavorato per anni, c’era anche la disponibilità economica data dai risparmi, che magari un giovane può non avere.

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I pro e contro ci sono a ogni età, anche se possono cambiare con il passare del tempo. Nel suo caso, Stefania, con il compagno, ha usato quei risparmi messi da parte con sacrificio e dedizione, come base per lanciarsi in quella nuova avventura. Ma, soldi a parte, Stefania rimarca come l’età anagrafica conti poco o niente, davanti a un cambiamento di qualsiasi tipo. Quello che vale davvero è il mindset.

Molte persone immaginano che andare a vivere su un’isola come Fuerteventura voglia dire non avere problemi ma Stefania sa benissimo che non è così. Non esiste un rifugio nel mondo in cui i problemi non possono arrivare, per questo, è fondamentale avere una mentalità aperta, volta alla crescita, che ti permetta di affrontare le difficoltà quando arriveranno, ovunque tu sia.

A chi sta pensando di cambiare vita, a prescindere dall’età, Stefania consiglia di calcolare bene la scelta, creando un buon equilibrio fra cuore e mente. Partire alla cieca può avere risultati disastrosi ma anche continuare a rimandare per paura può far sì che tu non faccia mai quel passo. Nel suo caso, Stefania sapeva benissimo quali sarebbero stati i lati positivi di una vita a Furteventura: buon clima tutto l’anno, il mare e i meravigliosi panorami. Già durante la prima permanenza lì, Stefania e Luciano avevano individuato questi pregi. I contro, invece, vanno esplorati per bene, se possibile prima ancora del trasferimento.

L’importante, ribadisce Stefania, è non lasciarsi fermare dalle opinioni delle altre persone. In molti vorrebbero cambiare vita e alcuni hanno anche maggiori possibilità economiche rispetto a quelle che avevano Stefania e Luciano 6 anni fa, ma la maggior parte della gente rimane ferma per due motivi principali, che sono l’ego e l’opinione altrui. Stefania suggerisce di ascoltare solo l’opinione di chi ti vuole bene e di ignorare le opinioni degli altri, perché le persone tendono a scaricarti addosso le loro insicurezze.

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Se stai pensando di cambiare vita, quindi, Stefania ti consiglia di guardarti allo specchio ogni mattina, chiederti se sei felice e risponderti onestamente. Se la risposta è no, non nascondere la testa sotto la sabbia ma inizia a informarti su come cambiare la tua attuale situazione.

Affrontare un cambiamento del genere significa scavare a fondo, guardarsi dentro e sconfiggere molti demoni personali. Tuttavia, questo è l’unico modo per riprendere in mano la propria vita.

A Fuerteventura, Stefania e Luciano continuano ad abbinare il mondo digitale al lavoro offline, in questo caso nella gestione immobiliare. Da un lato, dunque, la coppia lavora sui social e scrive libri, principalmente manuali pratici e di condivisione di esperienze, e dall’altro gestisce due proprietà immobiliari sull’isola. La prima è una casa vacanze e la seconda una locazione a lungo termine. Entrambi gli immobili sono stati acquistati con i risparmi messi da parte da Stefania e Luciano nel corso degli anni. La coppia poi è in costante movimento, sempre pronta a mettersi in gioco.

Acquistare casa a Fuerteventura, dato che l’isola fa parte dell’Unione Europea, è relativamente semplice per gli italiani. È bene affidarsi a un’agenzia locale, sapendo che il percorso per l’acquisto è simile a quello italiano, con però due differenze che è importante conoscere.

Le provvigioni dell’agenzia sull’isola vengono pagate interamente da chi vende. Il proprietario può affidare la vendita dell’immobile a più di un’agenzia. Quando Stefania e Luciano sono arrivati a Fuerteventura il mandato di esclusiva praticamente non esisteva, mentre ora sta prendendo un po’ più piede.

Stefania e Luciano hanno fatto l’acquisto della prima casa quasi interamente online ma è una cosa che, con il senno di poi, giudicano da inconscienti. Non la rifarebbero e non la consigliano ad altri.

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Per quanto riguarda gli acquisti degli immobili successivi, invece, dato che Stefania e Luciano abitavano già a Fuerteventura, conoscevano i vari residence, le diverse zone dell’isola (ognuna con i propri pro e contro) e hanno avuto modo di studiare il mercato immobiliare, hanno capito subito quali erano le principali richieste dei turisti.

Dopo aver visto decine d’immobili, Stefania e Luciano hanno scelto quelli da acquistare. Fare tutto con calma e attenzione, dedicando del tempo alle visite alle case d’interesse, è cruciale perché a Fuerteventura molti immobili hanno una qualità costruttiva estremamente bassa.

Per quanto riguarda il costo della vita quotidiana, invece, alcune spese sono più basse rispetto all’Italia. Per esempio, la benzina costa meno e le autostrade, a Fuerteventura, sono gratuite. Ancora, le utenze sono molto più basse. Stefania e Luciano spendono 20/30 euro al mese di acqua e circa 50 per la corrente.

Un dettaglio che contribuisce in maniera notevole al risparmio è che la coppia, a Fuerteventura, non ha né il gas di città né il riscaldamento, di cui comunque non ha bisogno. Per la gestione dell’acqua e per cucinare, Stefania e Luciano usano un boiler.

Dato che, già ancora prima della partenza, Stefania e il compagno hanno voluto informarsi anche sugli aspetti negativi della vita sull’isola, la donna reputa importante condividere sia i pregi sia i difetti di Fuerteventura. Fra i pro, come già visto in parte, ci sono il vivere perennemente al caldo, la natura selvaggia, il mare e l’energia unica dell’isola.

Fra i contro, invece, Stefania segnala la gestione dell’acqua (quella del rubinetto non può essere bevuta ed è necessario acquistare l’acqua in bottiglia), il vivere su un’isola che porta dei limiti oggettivi, come il fatto che tutto deve arrivare dalla terraferma, e la difficoltà nel creare relazioni stabili. Fuerteventura è fortemente turistica e, quindi, per chi ci vive stabilmente, è difficile incontrare persone che si fermano più dei classici periodi di vacanza.

Stefania ha notato che molte persone si trasferiscono a Fuerteventura non per seguire un vero richiamo ma per vivere con meno rispetto all’Italia. Lei si era illusa che, vivendo su un’isola con il sole che brilla sempre, il mare e così tanta natura, sarebbe stata circondata da persone felici o quantomeno serene e accoglienti. La realtà, invece, si è rivelata ben diversa e le ha fatto conoscere molte persone scontente, arrabbiate, identiche a com’erano prima del trasferimento.

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Questo ha fatto sì che Stefania potesse vedere come, se non stai bene dentro, puoi andare anche dall’altra parte del mondo ma rimarrai sempre infelice, incapace di affrontare le tue ombre. Questo è stato forse il principale insegnamento che Stefania ha ricevuto dalla sua vita a Fuerteventura. La situazione l’ha spinta a selezionare le persone in modo ancora più drastico di quanto non facesse prima.

Inoltre, per lei e per il compagno, Fuerteventura non è necessariamente la meta definitiva. Molte persone pensano che ora loro siano arrivati ma, per Stefania, l’isola rappresenta un grande passo. Tuttavia, quando fai un salto del genere, rompi le catene che ti tengono legato alle tue radici e ti senti, in qualche modo, figlio del mondo.

Per questo, Stefania non sa ancora se lei e Luciano rimarranno lì per sempre. Se un giorno Fuerteventura dovesse andar loro stretta, ecco che farebbero le valigie per ripartire. Per ora, Stefania sceglie di vivere il presente, con la mente libera, il vento fra i capelli e il riflesso del sole negli occhi.

Se, un giorno, dovesse sentire il bisogno di cambiare ancora una volta, lo farà senza paura.

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