Simone: vivo a Fuerteventura e vi racconto questisola selvaggia e meravigliosa

Trentenne originario di Varese, Simone è partito alla volta di Fuerteventura nel 2015, dopo che degli amici avevano acquistato un appartamento a 18.000 Euro. Simone è partito per l’isola per una vacanza e per dare un’occhiata alla situazione.

Appena poggiati i piedi sull’isola, Simone ha capito che quella era la “sua” terra e ha accettato un lavoro, seppur misero, nel settore delle pulizie, “Dopo aver fatto pulizie per un anno, mi sono creato un giro di proprietari, iniziando a gestire immobili, quindi, la mia attività principale dal 2019/20 è stata la gestione di immobili per vacanze. Sono arrivato a ottenere fino a 50 immobili e ho iniziato anche con la vendita e compravendita. Negli anni qui, poi, mi sono appassionato anche al mondo del trading con un’accademia di educazione finanziaria. Ad oggi sono un imprenditore immobiliare e trader, ho avviato un progetto qui sull’isola nell’ambito dell’educazione finanziaria e insegno alle persone a diversificare e operare nei mercati finanziari senza rischi di capitale.”

A chi volesse trasferirsi a Fuerteventura, Simone consiglia di non fidarsi troppo di quello che si legge in rete perché non è possibile viverci da Re con 1000 Euro il mese, “Con quella cifra, ci paghi solo l’affitto (ammesso che tu riesca a trovare un alloggio)”. Nonostante queste e altre difficoltà, Fuerteventura resta ancora un’isola selvaggia e meravigliosa, con ritmi più lenti e rilassati rispetto a quelli italiani.

Simone Mallamo

Ciao Simone, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Ciao a tutti, mi chiamo Simone, ho 30 anni e vivo a Fuerteventura da 6 anni. Vengo dalla provincia di Varese, a circa un’ora da Milano. I miei campi di studio hanno riguardato fotografia e grafica, infatti, prima di lasciare l’Italia, ho avuto un paio di esperienze lavorative come dipendente e ho aperto una mia attività fotografica dove abitavo. Ho poi deciso di lasciare l’Italia perché avevo un sogno in testa ed era quello di vivere al mare, creando un business tutto mio.

Quando e perché hai deciso di lasciare l’Italia?

Principalmente perché ho deciso d’investire nell’isola e di costruire un business qui a Fuerteventura, anche perché in Italia fare impresa significa fare i conti con una mala gestione del Paese, delle tasse, dei servizi e così via. Non è necessario spendere altre parole al riguardo perché conosciamo bene la situazione in Italia. Un altro motivo è sicuramente il clima. Odio il freddo e la nebbia.

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Perché ti sei trasferito proprio a Fuerteventura?

Nel 2014 degli amici hanno acquistato un appartamento appena dopo la crisi a soli 18.000€ quindi, dato che avevo appena finito gli studi sugli investimenti immobiliari, mi sono incuriosito e sono venuto in vacanza a dare un’occhiata.

C’eri già stato prima?

La mia prima volta qui è stata nel 2015.

Ricordi cos’hai provato appena arrivato?

Lo ricordo benissimo. Ho pensato, “wow, questa è la mia isola, verrò a vivere qui.”

C’è qualcosa, sia di positivo sia di negativo, che hai scoperto una volta e che avresti voluto sapere prima di partire dall’Italia?

Il bello del viaggio e dell’avventura è che tutto si scopre al momento, visitando i luoghi ed entrando in contatto con le culture dei vari Paesi. Chiaramente, mi sono informato prima di partire ma sono una persona a cui piace molto evitare il “per sentito dire”, basandomi esclusivamente sulla mia esperienza personale. Molto spesso sul web leggo che gli italiani sono mal visti alle Canarie, in realtà, stando qui ho scoperto che non è assolutamente vero, anzi, sono molto ricercati perche sanno lavorare molto bene. Chi viene mal visto è semplicemente il furbo di turno.

È stato facile integrarsi?

Sì, essendo un’isola anche turistica è semplice fare amicizia a Fuerteventura. Chiaramente bisogna buttarsi e imparare la lingua, altrimenti si rimane nella propria zona di comfort, circondati da italiani che fanno cose da italiani. Mi domando, però, perché partire per un altro Paese, se si vuole rimanere ancorati alla propria nazione, alla propria cultura e alle proprie usanze?

Come ti sei organizzato prima della partenza?

La prma volta ho prenotato il biglietto insieme a mia madre e siamo venuti in vacanza nell’appartamento acquistato dai nostri amici di cui parlavo prima. Tutto il resto lo abbiamo scoperto qui. Quando mi sono trasferito, invece, ho preso una decisione dettata dal malessere che provavo in Italia. Ho trovato un’opportunità lavorativa, seppur misera, e mi sono buttato perché avevo un grande “perché”, ovvero creare qualcosa di mio su questa isola. Ho prenotato un biglietto di sola andata con uno zaino in spalla e sono arrivato, iniziando a fare pulizie per 2/3 Euro l’ora.

Di cosa ti occupi?

Dopo aver fatto pulizie per un anno, mi sono creato un giro di proprietari, iniziando a gestire immobili, quindi, la mia attività principale dal 2019/20 è stata la gestione di immobili per vacanze. Sono arrivato a ottenere fino a 50 immobili e ho iniziato anche con la vendita e compravendita. Negli anni qui, poi, mi sono appassionato anche al mondo del trading con un’accademia di educazione finanziaria. Ad oggi sono un imprenditore immobiliare e trader, ho avviato un progetto qui sull’isola sul nell’ambito dell’educazione finanziaria e insegno alle persone a diversificare e operare nei mercati finanziari senza rischi di capitale.

È facile, per un italiano, trovare lavoro lì?

Non è facile nemmeno in Italia. È sicuramente più semplice trovare lavoro qui se hai delle skills in più rispetto ad altre persone. Sapendo lo spagnolo e l’inglese si è sicuramente più avvantaggiati rispetto a chi pensa di andare in un Paese straniero e trovare immediatamente lavoro parlando esclusivamente italiano.

Simone Mallamo

Quali sono i settori in cui è più semplice essere assunti?

La ristorazione e gli hotel ma, in questi contesti, è anche piuttosto semplice essere licenziati o assunti per brevi periodi.

Pensi che gli stipendi siano in linea con il costo della vita?

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No, esattamente come in Italia, i costi aumentano ma gli stipendi rimangono invariati.

Puoi dirci il costo di alcuni beni e servizi di uso comune?

Il costo della vita è mediamente uguale a quello che c’è in Italia, per alcune cose anche meno. Ad esempio, la benzina costa circa 1,20/1,30 Euro al litro. Elettricità ed acqua sono più basse perché non abbiamo i famosi “canoni”, “costi di trasporto” e tasse applicate su cose già tassate. Oltretutto, l’Iva qui è al 6,5% quindi sicuramente, sotto quell’aspetto, c’e risparmio. C’e inoltre da considerare che qui non esiste il riscaldamento.

Come funziona, invece, per avviare un’impresa come stranieri?

Semplicemente basta rivolgersi a un commercialista per darsi “de alta”. Rispetto all’Italia, con la stessa Partita Iva, puoi avere anche codici Ateco diversi. Aprire un’attività, se si è autonomi, non comporta costi, anzi, solitamente ci sono dei bandi del governo a fondo perso fino a 8.000€ per ogni nuova attività, a patto che si rimanga aperti per almeno 3 anni.

Cosa bisogna avere, dal punto di vista burocratico, per vivere e lavorare lì?

I documenti e un contratto di affitto di almeno 6 mesi o essere proprietario di un immobile.

Come ti sei mosso per cercare un alloggio?

Ho acquistato una casa poi l’ho messa a reddito e sono andato in affitto. La casa in affitto l’ho trovata su Idealista.

Quali sono i prezzi medi e le zone in cui, secondo te, è possibile vivere bene spendendo il giusto?

Che cos’è un prezzo “giusto”? Ogni persona ha il proprio tenore di vita e può essere che per me un appartamento a 1000€ il mese vada benissimo e per un’altra persona sia una follia. I prezzi sono dettati in base alla domanda e all’offerta. Quando mi sono trasferito io, i prezzi degli affitti erano mediamente intorno

ai 400-500€ il mese per una casa in centro in zona turistica. Ora, 6 anni dopo, siamo al doppio. Io spendo 800€ al mese più spese per un appartamento di due camere in centro a Caleta de Fuste.

Come sei stato accolto dalla gente del posto?

Molto bene, ho sempre trovato disponibilità e gentilezza.

Quali sono i pro e contro del vivere a Fuerteventura?

Tra i “pro” sicuramente il clima e una mentalità più serena rispetto a quella italiana. Qui non esiste la vita frenetica, infatti, tra i “contro” bisogna fare i conti con la troppa tranquillità che ci mettono nel fare le cose. Pratiche ancora cartacee, imprese che per fare un lavoro che a Milano sarebbe svolto in 1 giorno, qui ne impiegano 7 e così via. Tra i “contro” metterei anche i servizi perché, essendo su un’isola, non si possono avere tutte le comodità di una capitale europea. Esempio: Amazon qui consegna in 15 giorni e molte cose di piccole dimensione non le consegna nemmeno.

Cosa si fa, lì, in ambito artistico, culturale e ricreativo?

Fuerteventura è ricca di natura, villaggi e paesi caratteristici. Isola di sport tra surf, wind, Beach volley e, di recente, è esploso il paddel.

Da quando sei lì, hai visto dei cambiamenti nella vita sull’isola?

Ho vissuto gli anni del boom turistico nel 2017-18 e, quindi, anche gli investimenti in ambito architettonico e l’ampliamento di servizi, dalla costruzione di un lungo mare chilometrico per collegare i vari paesi alla realizzazione di una nuova autostrada verso Corralejo.

Se avessi la bacchetta magica, faresti in modo che Fuerteventura…

Non serve la bacchetta magica ma semplicemente una classe politica presente e che capisca che nel 2024 non è possibile essere ancora così tecnologicamente indietro. Bisogna fare in modo di digitalizzare tutto ed entrare in una nuova era dove tutto è facile, veloce e pratico. Per il resto, Fuerteventura è bellissima cosi.

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Che consigli daresti a chi vorrebbe trasferirsi lì?

Consiglierei di farsi una lunga vacanza per capire se l’isola fa per loro, perché non è tutto rose e fiori e non si vive da Re con 1000€ il mese, come scrivono in parecchi blog su internet. Con 1000€ il mese si paga a malapena un affitto (se lo trovi).

E quali a chi vorrebbe andarci in vacanza?

Se volete farvi un’esperienza vivendo il lato selvaggio dell’isola, consiglierei semplicemente di partire e soggiornare nel centro isola, ad esempio a Caleta de Fuste, perché questa posizione è strategica e vi permette di raggiungere ogni punto dell’isola in massimo un’ora. Per visitare la maggior parte dei luoghi di Fuerteventura servono un paio di settimane.

Puoi suggerire ai nostri lettori dei posti poco conosciuti che, secondo te, meritano una visita?

Ci sono luoghi che conoscono solo coloro che vivono qui ma che se venissero pubblicati diventerebbero terra per turisti e sappiamo benissimo che molti non se ne curano. Tra i luoghi che mi sento di consigliare c’è Playa de la barca, che è una spiaggia enorme dove si creano anche delle piscine naturali, il tutto contornato da una foresta di palme. Mi sento di suggerire anche Betancuria, che è stata la prima capitale di Fuerteventura, un piccolo paesino molto caratteristico, immerso nel verde.

Se potessi tornare indietro, faresti qualcosa diversamente?

Avrei investito acquistando molte più proprietà nel 2016, quando arrivai sull’isola.

Simone Mallamo fuerteventura

Cos’hai imparato, finora, vivendo lì?

Che tutto il mondo è paese. Le persone pensano che i problemi politici, economici, strutturali, dei servizi ecc. siano solo in Italia ma, in realtà, tutto quello che si trova in Italia si ritrova anche qui.

Progetti futuri?

All’inizio ho parlato dell’accademia di educazione finanziaria e il progetto che ho è quello di portare la conoscenza finanziaria e il saper operare nei mercati per poter guadagnare semplicemente dal telefono alla portata di tutti, in modo semplice e senza rischi. A Fuerteventura siamo già in tanti a farlo ma non solo, siamo anche presenti in Spagna, Italia e Inghilterra.

Per seguire e contattare Simone:

E-mail mallamo.simone@gmail.com

Sito web https://beacons.ai/levelupacademy

Instagram: @im.mallamix

Facebook: Simone Mallamo