Ora in Germania sta lavorando alla realizzazione del suo primo album e continua a collaborare ad importanti musical come Jekyll&Hyde, La Bella e la Bestia e Cats. “Qui in Germania il campo della musica, del teatro e dell´arte hanno preservato il loro valore -ci racconta – e vengono ancora supportati dallo stato. A coloro che hanno talento viene data una vera chance. Naturalmente anche qui si è sentira la crisi, ma la gente non ha perso l’iniziativa e la fiducia. Se fossi rimasta in Italia non credo che in tutti questi anni sarei stata in grado di esercitare la mia professione. Sono molto felice della mia scelta fatta tredici anni fa.”

Silvia Vicinelli, Vivere e lavorare a Colonia cantante

Come è arrivata la Germania, e in particolare Colonia, nella tua vita?

Tredici anni fa, dopo avere terminato i miei studi di canto, danza e recitazione alla “Bernstein School of Musical Theater” di Bologna (un’ottima scuola di musical, la prima in Italia) e dopo essere stata in tournè per circa un anno con la produzione italiana di “Evita“, capii che, se volevo avere un futuro in questo settore e lavorare in produzioni a livello internazionale, dovevo lasciare l’Italia. Le due opzioni per me allora possibili erano l’Inghilterra (famosa per il West End di Londra) e la Germania. Avendo imparato il tedesco sin da piccola, perché mia madre è nata e cresciuta in Germania, e quindi sentendo il paese anche più vicino dal punto di vista culturale, optai per la Germania. Cominciai a fare tutte le audizioni per le grandi produzioni di musical in Germania e dopo solo due mesi ebbi il mio primo grande ingaggio nel musical “Jekyll&Hyde” a Brema. A Colonia ci arrivai qualche anno dopo, nel 2003, dopo essere stata a Stoccarda per ingaggi in musical quali “La Bella e La Bestia“ “e “Cats“. A Colonia fui ingaggiata nuovamente per il musical “Jekyll&Hyde” prodotto dal Musical Dome, e dopo 15 mesi di contratto, la città mi piacque cosí tanto che decisi di rimanere.

Che tipo di città è Colonia dal punto di vista umano e sociale?

Colonia è una citta´molto vivace, aperta e internazionale. A Colonia si respira un´aria molto positiva.

Da altre interviste che ho fatto a italiani trasferiti in Germania emerge come in quel paese le persone siano davvero cittadini: cosa vuol dire per te sentirti davvero tale?

Sentirsi davvero cittadini significa per me essere presa sul serio come tale; significa che se c’è qualcosa che non va ho il diritto e il dovere di esternarlo sapendo che ci sarà qualcuno che mi ascolterà. Sì, in Germania ci si sente davvero cittadini perché ci si sente rispettati.

Silvia Vicinelli, Vivere e lavorare a Colonia

La Germania è un paese che considera ancora la cultura come un investimento, anche economico. Una visione strategica che noi abbiamo perso da tempo. Cosa fa concretamente la Germania per la cultura, ce lo racconti?

Quello che ho visto io nella mia esperienza è, per esempio, l’esistenza di moltissimi teatri che godono del supporto statale. Qui ogni teatro comunale ha una sua compagnia teatrale fissa che lavora tutto l’anno nei vari spettacoli di opera lirica, danza e prosa. A seconda delle produzioni vengono chiamati ospiti esterni (come per esempio nel mio caso), ma per chi lo preferisce, qui esiste anche la possibilitá di lavorare “fissi” ad un teatro come cantante, ballerino o attore con tutti i vantaggi che ne derivano (ferie pagate, contributi ecc..). Il mestiere dell´artista qui è visto e trattato molto di più come un mestiere normale.

Dici che se fossi rimasta in Italia il tuo lavoro sarebbe stato impossibile: raccontaci in che tipo di difficoltà ti sei imbattuta in Italia e cosa è cambiato arrivata in Germania.

Quando decisi di fare musical, quindici anni fa, in tutta Italia esistevano soltanto due compagnie teatrali di musical. Io fortunatamente entrai in una di queste, ma ben presto constatai che, senza una cultura di musical in Italia le mie possibilità rimanevano molto limitate; ma era soprattutto il modo di lavorare di queste persone che non corrispondeva assolutamente alla mia idea di professionalità.  Oltretutto stando in Italia non avrei mai potuto realizzare il mio sogno di entrare in grandi musical quali Jekyll&Hyde, La Bella e la Bestia o Cats perché allora nessuno voleva investire in queste produzioni molto costose e ad alto rischio. Solo negli ultimi anni in Italia qualcosa è cambiato, grazie all’arrivo della Stage Entertainment, multinazionale olandese: ma ugualmente, come cantante/attore di musical in Italia, in media, per quel che ne sento io, ancora non si lavora piu´di 3-4 mesi all’anno! In Germania ho trovato professionalità, ordine, rispetto. Qui chi ha talento ha una vera chance, in Italia non è sempre cosí. Oltretutto i tedeschi non hanno paura di rischiare e investire in progetti ambiziosi.

Ho girato parecchio per la Germania e devo dire che, in tutte le città in cui sono stata, dal punto di vista musicale ho sempre trovato un certo fermento, in particolare per un certo tipo di musica, un po’ underground e comunque di ricerca. Anche a Colonia è così?

Anche a Colonia esiste una scena underground, ma a dominare sono di più il Jazz, la musica classica e anche la musica pop.

Vivere a Colonia, Germania

Dici che anche se la crisi è arrivata anche lì, il paese è vivo e non si è scoraggiato. Ci puoi fare esempi di questa vitalità?

I tedeschi posseggono una qualità che io considero fondamentale: invece di impiegare tutte le loro energie nel lamentarsi delle cose negative, le indirizzano direttamente nella soluzione del problema. Spesso purtroppo ho potuto constatare che gli italiani si lamentano tantissimo, si caricano di negatività, ma poi non fanno nulla per cambiare le cose. Quando sono in Italia sento ultimamente un grande senso di impotenza e sfiducia. I tedeschi non si lamentano spesso; loro tendono ad agire direttamente guardando sempre avanti. Questo secondo me è un bellissimo esempio della vitalità di cui parlavo: da anni lavoro con una ditta tedesca che ogni anno organizza un bellissimo concerto di Natale per i suoi dipendenti. Quando iniziò la crisi il concerto e la festa stavano per essere annullati per la prima volta, per ristrettezza di mezzi finanziari. Avevo già annullato la data, allorché il titolare mi chiamò dicendomi: “Faremo il concerto come tutti gli anni come nulla fosse cambiato. Non voglio abbassare ulteriormente il morale della mia impresa e miei dipendenti”. In pochissimo tempo questa ditta si è ripresa e gli affari ora vanno di nuovo a gonfie vele.

Dal punto di vista della quotidianità hai avuto difficoltà ad ambientarti? Penso, per esempio, a trovare una casa, ad aprire un conto in banca; insomma quelle cose burocratiche che da noi fanno rasentare la disperazione.

In tredici anni ho traslocato quattro volte e non è mai stato particolarmente difficile trovare casa. In Germania oltretutto gli affitti sono molto più bassi che in Italia. Colonia è considerata una delle città più care della Germania da questo punto di vista, eppure non c’è paragone con i prezzi di Milano, Roma o anche di Modena e Bologna! Anche tutte le altre cosiddette procedure burocratiche non sono state un problema; gli uffici sono organizzati, gli impiegati allo sportello competenti, i tempi di attesa contenuti e non ci sono continue assurde tasse o bollini da pagare. Se poi uno telefona ad un ufficio pubblico per un’informazione ci sarà sempre qualcuno che risponde.

Quali sono gli aspetti che ti piacciono di più di Colonia?

Di Colonia mi piace la sua vivacità e apertura mentale e il fatto che ci si senta sì in una metropoli ma a misura d´uomo.

In Germania gli artisti hanno un vero ruolo sociale, hanno attorno un contesto che ne rispetta il valore e la dignità. Per te cosa significa lavorare in quelle condizioni, sia dal punto di vista professionale che di persona?

Lavorare in queste condizioni mi da serenità. Qui non si ha la sensazione di essere in continua lotta e non ci si sente soli anche facendo un mestiere un pò diverso dalla norma. Oltretutto Colonia è la sede di alcune delle più importanti reti televisive e quindi lavorare nei media o nei settori artistici è quasi normale. Il mestiere di cantante o musicista qui non è visto come un hobby ma appunto come un mestiere.

Meno glamour e cool di Berlino, però anche Colonia è una città vivace e interessante: come la descriveresti con tre aggettivi e perché.

La descriverei così: vivace, aperta e decisamente cool invece. Vivace per l’ampia scena culturale, i molti teatri, clubs, ristoranti e sicuramente per l’inconsueto carattere allegro e aperto dei suoi abitanti, dovuto in parte anche all´importanza del famoso Carnevale di Colonia. Aperta perché è una città molto internazionale e anche per l’esistenza di una grande scena gay e lesbica: qui dal punto di vista della tolleranza siamo avanti anni luce! Cool perché Colonia è una cittá molto hip probabilmente anche per la forte presenza dei media.

SILVIA VICINELLI

Senso civico e rispetto per la cosa pubblica: ci puoi fare qualche esempio di come queste parole siano vissute in Germania?

Come dicevo prima, qui non ci si sente soli, ma parte di una comunità e la sensazione che ho più in generale è che le persone non pensino solo al proprio tornaconto personale. Il senso sociale viene insegnato fin da piccoli. Nemmeno i tedeschi pagano volentieri le tasse, ma facendolo sanno che qualcosa verrà fatto con i loro soldi. Non ci si sente solamente sfruttati. Oltretutto qui c’è tendenzialmente una presunzione di buona fede. In Italia invece si parte quasi sempre dal presupposto che qualcuno voglia fregarti. Qui le banche non hanno porte blindate ma semplici porte scorrevoli di vetro, come nei negozi! Le porte di casa sono per lo più sottili e raramente hanno più di una serratura. Nei primi piani delle case non ho mai visto inferriate davanti alle finestre.

Ci sono molti stranieri a Colonia? E com’è l’integrazione lì?

A Colonia ci sono molti stranieri, per lo più di nazionalitá turca e sono molto bene integrati.

Ci sono attività lavorative che potrebbero offrire occasioni per chi volesse trasferirsi?

Colonia offre molte possibilitá nel settore dei media. Qui ci sono radio, televisione, label discografiche. Molto sviluppate anche cabaret e comedy. Ma importanti a Colonia sono anche l´industria automobilistica e chimica (Bayer).

Un’ultima domanda: se ti venissi a trovare per un fine settimana, cosa mi faresti fare, cosa mi faresti assolutamente vedere?

Ti farei vedere prima di tutto il bellissimo duomo di Colonia e poi attraverseremmo il ponte sul Reno. Dall’altra sponda del fiume si ha la vista piu bella della città, sia di giorno sia di notte. Naturalmente non mancherebbe un giro nella zona pedonale con i suoi bei negozi. Poi andremmo in un Brauhaus a berci una bella Kölsch che è la birra tipica di Colonia!

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A cura di Geraldine Meyer