Vivere a Sharm El Sheikh: la storia di Riccardo

Riccardo Rosignoli vive ormai da 13 anni a Sharm El Sheikh dove ricopre la funzione di General Director Activities and Internal Marketing di tutti i villaggi della Domina, oltre ad avere la gestione dello Stargate disco club e dello Smaila’s club al Domina Coral Bay. Arrivato quasi per gioco a Sharm, grazie ad una serie di eventi e opportunità, Riccardo non è più ripartito e da quel lontano giorno, svolge con soddisfazione il lavoro che ama nel posto che, come lui stesso afferma, gli ha cambiato la vita.

“Vivo e risiedo a Sharm El Sheikh ormai da 13 anni. Sono arrivato quasi per gioco nel 2002 per fare una stagione d’animatore. Ricordo ancora che dissi a mia mamma di non preoccuparsi perché avrei fatto solo un’esperienza di 6 mesi. Poi una serie di eventi e opportunità mi hanno portato a rimanere qui”.

Qual è stato il percorso professionale che ti ha portato in Egitto?

Dopo diverse esperienze, anche al di fuori del settore turistico, decisi di partire come fanno molti ragazzi per quella che pensavo fosse solo una piccola parentesi nel mondo dell’animazione ed arrivai quasi casualmente e per una serie di coincidenze al Domina Coral Bay nel 2002. Rimasi impressionato dalla complessità, ma anche dalla professionalità ed organizzazione che era alla base di tutto. Decisi di farmi coinvolgere e il fatto che sia ancora qui è significativo. Dopo sole due stagioni nel settore animazione del Coral Bay, ebbi la possibilità di iniziare a organizzare eventi e benché avessi ancora voglia di stare a diretto contatto con gli ospiti e fare spettacoli, decisi che all’età di 26 anni (nell’anno 2003) sarebbe stato più saggio tentare una nuova strada che mi avrebbe permesso di stare per molto più tempo in questo mondo. Tranne una parentesi di sei mesi (nel 2005 ho lavorato in Italia come responsabile Marketing per l’agenzia d’animazione con cui collaboriamo al Domina Coral Bay), sono 10 anni che con sempre maggior entusiasmo curo il prodotto animazione, spettacoli ed eventi in questo magnifico Resort e da oltre 5 anni ho la gestione dello Stargate Disco Cub e dello Smaila’s Club (locale di Umberto Smaila).

vivere a Sharm El Sheikh

Originariamente scegliesti tu l’Egitto come destinazione?

A dir la verità no.  Come detto, nel “lontano” 2002, all’età di 25 anni, decisi che era giunto il momento di provare un’esperienza nel mondo dell’animazione. Era un sogno che cullavo da molti anni ma, per mille motivi, non avevo mai intrapreso. Dopo qualche colloquio fatto con varie agenzie nella zona di Roma, fui chiamato dalla 4Fun, lo ricordo come fosse oggi, feci il colloquio proprio con il titolare dell’agenzia, oggi mio carissimo amico. Alla domanda: “Dove vorresti andare nel caso in cui ti prendessimo?” ricordo dissi Baleari, Spagna. A fine chiacchierata, uscii con il classico: “Le faremo sapere!”. Una volta fuori mi domandai: “Ma io che adoro l’Egitto, perchè ho detto Spagna?”. Dopo pochissimi giorni fui chiamato e mi fu proposto un contratto di sei mesi a Sharm el Sheikh. Andai in agenzia viaggi per dare un’occhiata al catalogo del Resort e richiamando dissi loro: “Ma mi pagate pure per andar in un posto cosi!?”.

Attualmente sei General Director Activities and Internal Marketing di tutti i villaggi della Domina, oltre ad avere la gestione dello Stargate disco club e dello Smaila’s club al Domina Coral Bay. Cosa significa in termini di tempo ricoprire questo ruolo? Sicuramente le tue giornate saranno super impegnate. Raccontaci qualcosa.

Tempo fa una mia collega iniziò così una bellissima intervista che mi fu fatta per il nostro magazine interno: “Classe 1976. Un vulcano di idee ed energie. Imprendibile come una goccia di mercurio, impegnato com’è tra riunioni, prove spettacolo e serate. Ma non ci arrendiamo. Vogliamo saperne di più di lui e finalmente riusciamo ad intercettarlo per poche, essenziali domande.” A me venne da sorridere, perché pensai a tutte le persone che credono che chi lavora in un villaggio sia spensierato e vivi tutto l’anno in vacanza. Mi ritengo una persona molto fortunata, che fa il lavoro che ama, con persone che stimo e nel Resort che amo definire come “il posto che mi ha cambiato la vita. E non credo l’abbia fatto solo con me, un posto magico, senza eguali!”. Ma la vita in villaggio, soprattutto all’estero, vuol dire anche stare lontano dai familiari e dagli amici di una vita ed avere, per quanto mi riguarda, una reperibilità di 24h. Ogni volta che si passeggia nel Resort, anche nel giorno libero, c’è sempre chi ti ferma per parlare di lavoro. Praticamente non si stacca mai. Ma per chi come me ama questo mondo non è assolutamente un problema.

Sharm El Sheikh

Sharm è una meta turistica molto ambita. Ma, al di fuori dei villaggi turistici, cosa c’è? Com’è la vita vera?

In sintesi Sharm è divisa in varie zone:

Naama Bay: la zona dove ci sono la maggior parte dei locali notturni e ristoranti.

Old Sharm: la parte vecchia, dove lo stile di vita è molto più simile al Cairo rispetto alla turistica Naama Bay. Qui si trovano ristoranti spartani dove mangiare dell’ottimo pesce o piatti caratteristici o fare shopping tra centinaia di negozietti tipici che si alternano, anche qui come in altri paesi, con negozi che sono la patria del falso in cui trovi le marche più famose di abbigliamento, orologi, borse…

Nabq: è una nuova zona che si sta sviluppando sulla falsa riga di Naama Bay.

Sharm El Sheikh: offre una qualità di vita molto alta, anche se nella realtà dei fatti io vivo in una città nella città, il Domina Coral Bay, dove siamo autonomi in tutto e dove passo la maggior parte del mio tempo. Per questo motivo, e perché come detto ho poco tempo libero, frequento poco la “vita vera” di Sharm. Ma il clima è assolutamente vacanziero e questo la rende sicuramente la meta più amata dagli italiani. Gli italiani residenti si conoscono quasi tutti e vivono una vita serena e spensierata, senza dover pensare ai problemi che affliggono ogni giorno l’Italia e gli italiani.

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Culture, usi e costumi diversi rispetto ai nostri. Non ti ha mai spaventato tutto ciò?

Sono sempre stato affascinato dall’Egitto e dalla sua storia e quando mi proposero di partire per Sharm el Sheikh pensai: “Che fortuna, mi pagano per andare in un paradiso terrestre!”. Ho capito subito di essere stato baciato dalla fortuna. Ogni Paese ha i suoi usi, costumi e religione, sta nell’intelligenza di chi decide di andarci a vivere e lavorare di rispettarli e conviverci.  Non dimentico mai che sono ospite in una terra non mia, anche se per me ora è quasi come fosse una prima casa. Chi come me è fuori dall’Italia da anni e ama girare, si definisce cittadino del mondo. Ognuno di noi deve avere il coraggio di crearsi il proprio futuro, poco importa dove. Nel momento in cui c’è rispetto tra persone, non ci sono barriere che possano “spaventare” e precludere così una convivenza in un Paese diverso dal nostro.

Sharm El Sheikh

In campo professionale hai notato delle differenze rispetto ai vari posti in cui hai lavorato?

Insieme a me lavorano oltre 1.600 dipendenti egiziani, molti dei quali fanno parte dello staff da oltre dieci anni e questo rende il lavoro più semplice. In generale la cultura degli egiziani e il loro modo di lavorare differisce molto dal nostro, ma non abbiamo mai avuto problemi nel confrontarci. Tutto sommato, se pensiamo solo alle tasse e alla burocrazia (spesso non chiara) che c’è in Italia, ci rendiamo conto che, lavorativamente parlando, è difficile trovarsi peggio.

Cosa offre al momento l’Egitto a chi decide di trasferirvisi?

Se parliamo di Sharm, posso dire che negli ultimi anni non è la stessa del 2002, molte cose sono cambiate tra cui il turismo, ma il suo fascino è rimasto inalterato. D’altronde non esiste meta turistica con le stesse caratteristiche, ovvero essere a tre ore e mezza di volo dall’Italia, godere di sole tutto l’anno e avere uno dei fondali marini più belli al mondo, un vero e proprio acquario. Lavorativamente, rispetto a dieci anni fa, offre di sicuro meno posti per gli stranieri, ma quelli che si trovano sono di qualità.

Qual è l’aspetto che più ti ha colpito del popolo egiziano?

In negativo sicuramente la puntualità: non è cosa che gli appartiene. Ma forse è una caratteristica che accomuna anche altri Paesi. In positivo posso sicuramente dire che, se hai bisogno di loro, ci sono sempre. Sono persone di cuore e tengono molto all’amicizia.

L’Egitto è per tutti o per pochi? A chi lo consiglieresti e a chi no?

Mi sento di consigliarlo a tutti coloro che sognano una qualità di vita che prediliga la serenità. Molti italiani e non solo, soprattutto in pensione, stanno trasferendo la loro residenza a Sharm. Il clima favorevole e non umido che ha Sharm per 12 mesi l’anno, è un toccasana per la loro salute. Da non dimenticare il costo della vita sensibilmente più basso rispetto quello italiano.

Quali sono le cose da evitare assolutamente?

Spero che tu non stia pensando al fatto di mangiare frutta e verdura lavate e non cotte. Non è vero! Tra l’altro qui sono di qualità ottima. Scherzi a parte, onestamente nulla.  A differenza delle grandi città italiane, in cui si deve avere paura ad uscire la sera da soli, qui non viviamo questi problemi, anche se fossi una ragazza sola alle 4 del mattino all’uscita da un locale. Sharm si è evoluta molto negli anni ed ora si trovano con relativa facilità anche molti servizi che prima non c‘erano.

Sharm El Sheikh

In cosa ti ha cambiato vivere a Sharm?

Sharm, ma ancora più la vita passata all’estero e all’interno di un Resort, mi ha fatto instaurare legami forti negli anni con tantissimi amici e colleghi, soprattutto quando ero un animatore. Ma questo è qualcosa che solo chi fa questo lavoro può capire. Un turbinio di emozioni. Relazionarsi ogni settimana con tanti ospiti di tutte le nazionalità e imparare lingue straniere che a scuola non si ha mai la voglia di studiare, arricchisce il tuo bagaglio culturale come pochissimi altri lavori possono fare. Il mio consiglio per tutti coloro che si stanno affacciando ora al mondo dell’animazione, come feci io anni fa, è semplice. Nessun lavoro ti potrà mai dare tanto sotto questo punto di vista, molti di voi lo faranno come esperienza di vita e svago, altri, “drogati” da questo mondo non smetteranno neanche a 40 anni. Con la crisi che c’è in questi anni, oggi ancora più di ieri, questo può essere un ottimo trampolino di lancio per una carriera nel mondo del turismo. Le opportunità che vi verranno date vanno colte ed il duro lavoro e la serietà pagano sempre. Ed io ne sono un esempio. In bocca al lupo a tutti, state entrando in un mondo fatato e chissà che un giorno non verrete a lavorare a Sharm el Sheikh e magari proprio qui, al Domina Coral Bay.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

In molti mi chiedono: “Dove ti vedi tra dieci anni? Un ritorno in Italia è possibile?”  L’Italia è il posto dove ho la famiglia e gli amici di una vita, per ora però ho deciso di tornarci solo in vacanza scoprendo che, presa a piccolissime dosi e con spensieratezza, è un posto bellissimo.  Tra qualche anno chissà, magari potrei essermi trasferito in uno dei nostri bellissimi hotel Domina in giro nel mondo, ma per ora mi godo Sharm, gli amici ed il mio lavoro che mi porta a girare bellissime città e mi offre l’opportunità di organizzare sempre grandissimi eventi che mi regalano ogni volta mille soddisfazioni e mi fanno conoscere tantissime persone interessanti.

Riccardo Rosignoli

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A cura di Nicole Cascione