Andare in pensione all’estero senza pagare tasse

A cura di Enza Petruzziello

 

Lasciare l’Italia per vivere con dignità, serenità e in sicurezza gli anni della pensione. Non c’è bisogno di andare troppo lontano: Spagna, Portogallo, Bulgaria in fondo sono dietro l’angolo. Sono sempre di più gli over 65 che si trasferiscono all’estero.

Così, alla fuga dei cervelli e di giovani famiglie, si aggiunge anche quella dei nostri pensionati. Un esercito di oltre 470mila persone, numeri Inps alla mano, distribuiti in 160 Paesi che hanno deciso di godersi la pensione all’estero senza tasse.

Secondo l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ammonta a questa cifra il numero di trattamenti pensionistici erogati fuori dai confini nazionali, per un importo di oltre un miliardo di euro.

Ad accoglierne il numero maggiore è il Canada ma le pensioni più alte sono a Cipro. In molti, ma soprattutto tra la fascia di importo pensione medio-bassa, scelgono il Portogallo, dove per dieci anni, grazie ad un accordo con il Fisco Italiano, si può ricevere la pensione senza tasse.

Vivere all’estero da pensionati significa trovare condizioni di vita più sostenibili. Una tendenza che si è fatta sempre più marcata, considerato che fino a poco tempo fa la media annua dei fuggitivi si aggirava sulle tremila unità, mentre adesso superano quota 5mila.

Numeri importanti, ma che secondo tutti gli addetti ai lavori, sono destinati a crescere ulteriormente con l’avvicinarsi al traguardo di generazioni dagli assegni più magri e maggiormente a loro agio con viaggi e tecnologia.

Del resto l’Italia della crescita zero, con il 52% dei pensionati Inps aggrappati a un assegno mensile inferiore o pari a mille euro a causa di un prelievo fiscale elevato e un costo della vita difficile da contenere, non è un Paese per vecchi soprattutto per chi vive a Nord e nelle gradi città. E allora, caccia al buen retiro, sulla falsariga di quel che gli over 65 britannici o tedeschi fanno già da parecchio tempo.

Pensione all’estero senza tasse: quanto si incassa

In generale i pensionati europei pagano in media il 30% in meno di tasse rispetto ai pensionati nostrani. Inoltre nei Paesi convenzionati con l’Italia (se ne contano 93) per evitare la doppia imposizione fiscale, il pensionato che vi trasferisce la residenza, registrandosi all’Aire, percepisce una pensione lorda.

Prima di partire, però, è bene farsi due conti. Non tutti i pensionati, infatti, hanno gli stessi vantaggi. Ad esempio la pensione ex Inpdap all’estero non è così conveniente come quella Inps. Anzi. I pensionati ex Inpadap pagano tutte le imposte relative alla pensione in Italia, comprese le addizionali regionali e comunali, tranne che in Tunisia, Senegal, Costa d’Avorio e Australia.

Ma se l’Italia mette in fuga i pensionati, con la conseguente perdita economica per mancati consumi e volume di imposte, ci sono altri Paesi pronti ad accoglierli. Oltre a quelli già citati, ci sono posti in cui i pensionati incassano assegni più alti. In testa troviamo Cipro, dove gli italiani in media prendono circa 5.481 euro al mese. Tra le destinazioni in cui si trovano i pensionati italiani all’estero con assegno più alti seguono gli Emirati Arabi Uniti (residenti 67 italiani con pensione media di 3.606 euro) e il Portogallo (1.914 gli assegni corrisposti per un importo medio di 2.545 euro al mese). Infine, in Turchia e a Malta i pensionati italiani residenti percepiscono assegni medi non inferiori a due mila euro.

Merito anche dei regimi fiscali vantaggiosi che fanno di queste mete alcune delle destinazioni più gettonate dai pensionati italiani all’estero.

Come ricevere la pensione all’estero senza pagare le tasse

Per ricevere le pensioni senza tasse all’estero occorrono alcuni requisiti. Nonostante molti Stati stranieri siano permissivi, affinché la residenza estera sia riconosciuta senza problemi anche dal fisco italiano è necessario trascorrere nel luogo prescelto almeno 183 giorni per ogni anno solare. Questa è una delle prime cosa da sapere per chi intende trasferirsi, ma non certo l’unica. Un altro aspetto importante è non essere iscritti nell’anagrafe delle persone residenti in Italia per più della metà dell’anno con contestuale iscrizione all’Aire (Anagrafe italiani residenti all’estero).

Sul piano fiscale, se il Paese è tra quelli che hanno stipulato con l’Italia una convenzione per evitare la doppia imposizione (qui è possibile vedere l’elenco completo), l’Inps verserà al pensionato la pensione intera senza tasse che poi sarà assoggettata al fisco del governo estero, spesso più favorevole. D’altronde andare all’estero per molti significa proprio ricevere la pensione di anzianità, e non dover pagare le pesanti tasse che vengono invece applicate in Italia.

La procedura non è automatica e va richiesta all’Inps appena terminato l’iter per la nuova residenza. Per ricevere la pensione all’estero basta seguire questi passi:

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  1. scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate i documenti che riguardano la Dichiarazione dei Redditi dei Residenti all’Estero e consultare l’elenco delle convenzioni dei paesi con i quali l’Italia ha firmato l’ accordo bilaterale che impedisce la doppia tassazione sulla pensione.
  2. Il passo successivo è compilare la domanda di Esenzione dall’Imposizione Italiana sulle Pensioni da presentare alla propria sede Inps (Gestione ex Inpdap) – provinciale o territoriale. A quel punto la pensione transita dall’Ufficio Pensioni Estero di competenza.

Nel modulo domanda pagamento pensione estero INPS, vanno indicati oltre i dati personali anche il codice IBAN se il paese appartiene all’UE e coordinate complete se il paese è extracomunitario. Per qualsiasi informazione pensioni pagate all’estero, i pensionati possono contattare per email l’Ufficio Pensioni Estero – Sportello informatico – PensioniEstere-GDP@inps.it.

Come avviene il pagamento

Come abbiamo visto, dunque, il pensionato italiano che decide di cambiare vita e trasferirsi in qualche altro paese del mondo, deve innanzitutto verificare se l’Italia ha stabilito con quel determinato Paese, delle convenzioni da consentire all’INPS di effettuare il pagamento della pensione italiana all’estero. Accertata la possibilità di ricevere il pagamento della pensione all’estero, il pensionato può ricevere la pensione tramite diverse modalità.

Per il pagamento delle pensioni all’estero, l’INPS si avvale di una banca che viene individuata a seguito dello svolgimento di una gara comunitaria, nel rispetto della normativa italiana ed europea in materia di appalti pubblici. Dal 1° febbraio 2012, il servizio di pagamento è affidato a Citibank N.A.

Il pensionato residente all’estero può chiedere il pagamento:

  • nel Paese estero di residenza, con accredito su conto corrente bancario o allo sportello. Nel caso in cui le condizioni locali non consentano alcuna delle modalità di pagamento indicate, l’INPS può autorizzare la banca all’emissione e spedizione di un assegno di deposito non trasferibile. Il pagamento attraverso la spedizione di assegno risulta comunque in via di eliminazione;
  • in un Paese estero diverso da quello di residenza, tramite accredito su conto corrente bancario;
  • in Italia, con accredito su conto corrente bancario o allo sportello tramite delegato.

La banca esegue i pagamenti in euro o in valuta locale, salvo diverse disposizioni politico-valutarie del Paese estero interessato. Il pagamento viene effettuato il primo giorno bancario utile del mese di pagamento, fatta eccezione per il mese di gennaio nel quale l’erogazione sarà ancora eseguita il secondo giorno bancabile.

Il pensionato può aprire un conto corrente presso qualunque banca nel proprio Paese di residenza e comunicarne i dati alla sede INPS che gestisce la sua pensione e alla banca che gestisce i pagamenti, al fine di avere l’accredito diretto delle proprie mensilità. Se viene richiesto di effettuare il pagamento in un Paese facente parte dell’Unione europea, devono essere resi noti i codici IBAN e BIC del conto corrente. Per i pagamenti da effettuarsi al di fuori dell’ambito UE, devono essere comunicate le coordinate bancarie complete in uso nel paese interessato.

Il pensionato, infine, può riscuotere la pensione in contanti allo sportello presso i partner locali della banca che gestisce i pagamenti. Nella maggior parte dei Paesi, il pagamento viene localizzato presso agenzie Western Union. Per ulteriori informazioni si rimanda al sito Inps.

Certificato di esistenza in vita dei pensionati all’estero

Citibank, oltre ad occuparsi dei pagamenti delle pensioni, effettua anche la verifica generalizzata dell’esistenza in vita dei pensionati che riscuotono all’estero. L’INPS, infatti, ogni anno chiede all’Istituto di Credito di procedere alla verifica generalizzata dell’esistenza in vita adottando criteri specifici per la definizione dei limiti e delle modalità di tale accertamento, in una logica di semplificazione burocratica e di efficienza gestionale. Tale accertamento garantisce la correttezza dei flussi dei pagamenti dei trattamenti pensionistici e nello stesso tempo costituisce un valido strumento di prevenzione e contrasto del fenomeno dell’indebita percezione delle prestazioni.

L’accertamento generalizzato dell’esistenza in vita viene condotto in due fasi tra loro cronologicamente distinte in rapporto ai Paesi di residenza dei beneficiari. La prima fase riguarda i trattamenti pensionistici erogati a pensionati residenti in Africa, Australia (Oceania) ed Europa, ad esclusione dei Paesi Scandinavi, dei Paesi dell’Est Europa e degli Stati limitrofi.

La seconda fase, (ora in fase di svolgimento fino a luglio 2019), riguarda i pensionati residenti in Sud America, Centro America, Nord America, Asia, Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, gli Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi. Per entrambi i gruppi, in caso di mancata riscossione personale o di mancata produzione dell’attestazione di esistenza in vita il pagamento delle pensioni viene sospeso.

Pensionati esclusi dall’accertamento di esistenza in vita

Non a tutti i pensionati residenti all’estero viene richiesto il certificato di esistenza in vita ogni anno.

Per semplificare lo svolgimento dell’attività di verifica è stato valutato opportuno non inviare la richiesta di produrre la prova di esistenza in vita ai seguenti gruppi di soggetti:

  • Titolari di pensioni che sono oggetto di scambi mensili di informazioni con le Istituzioni previdenziali tedesche e svizzere.
  • Beneficiari che hanno riscosso la pensione agli sportelli di Western Union: la riscossione personale presso il Partner d’appoggio della Banca è stata considerata prova sufficiente dell’esistenza in vita, in quanto le agenzie Western Union accertano, all’atto dell’incasso, l’identità del beneficiario attraverso documenti validi con foto.
  • Pensionati che, di propria iniziativa, hanno fornito a Citibank una valida attestazione/certificazione di esistenza in vita con data recente e quelli per i quali le Strutture territoriali INPS hanno comunicato alla Banca, tramite la procedura Comunicazioni Certificate Citibank, di aver ricevuto una valida prova dell’esistenza in vita nell’imminenza dell’avvio della verifica.
  • Beneficiari di trattamento pensionistico i cui pagamenti sono stati già sospesi da Citibank a seguito del mancato completamento delle precedenti campagne di accertamento dell’esistenza in vita o di riaccrediti consecutivi di rate di pensione.