I paesi dove si fuma di meno nel mondo

In questo periodo sembra che tutti vogliano scappare dall’Italia. In effetti, la situazione del Bel Paese (che purtroppo è sempre meno Bel) sta implacabilmente peggiorando, giorno dopo giorno. E la domanda che ci si pone è sempre quella: dove potrei andare?

Gli Stati del mondo sono davvero tanti e quando ci troviamo nel momento di dover scegliere il paese migliore dove vivere, siamo assaliti da ogni sorta di dubbio. E facciamo bene ad essere dubbiosi, bisogna porsi molti interrogativi. Ma è anche necessario trovare tutte le risposte ai nostri interrogativi. Quello che dovremmo evitare è di prendere delle decisioni avventate, perché quando si tenta un salto nel buio va praticamente sempre male. Sono la stragrande maggioranza (l’85% entro 3 anni) quelli che dopo essersi trasferiti all’estero, tornano indietro con la coda fra le gambe. Ecco allora che per fare parte di quel risicato gruppo di persone che sanno quello che fanno, è necessario affrontare e chiarire tutte le importanti tematiche: Costo della Vita, Livello Salariale, Criminalità, Corruzione, Livello di Democrazia, Inquinamento, Cultura, Clima, Pericoli legati all’Attività Sismica ecc… Bisognerebbe tenere in considerazione anche le abitudini delle varie popolazioni, perché ci condizioneranno inevitabilmente la vita: il consumo di alcol per esempio, il consumo di droghe, o il vizio del fumo.

Vivere in Bielorussia dove la percentuale di alcolizzati è drammaticamente alta è molto differente che stare a Singapore dove il consumo è tra i più bassi al mondo. Vivere in Papua Nuova Guinea, dove il 30% della popolazione fa uso abituale di cannabis è molto diverso che stare in Giappone dove nessuno mai si fa una canna. Certo, ogni luogo ha un fascino particolare, ma a volte questa condizione può non essere di nostro gradimento e può provocare in noi un sentimento di repulsione quando chi vive in quel paese si comporta in maniera contraria al nostro modo di essere e di vivere.

Oggi vorrei porre un accento particolare sul fumo (parlo di tabacco). Negli ultimi anni la situazione globale sta lentamente migliorando, nel senso che ci sono sempre meno fumatori. È ormai stato chiarito che il fatto di fumare faccia male alla salute e il tumore ai polmoni è solo una tra le tante malattie provocate dalle sigarette. In passato i grandi produttori hanno tentato con tutti i mezzi di nascondere gli effetti del tabacco, ma ormai l’inganno è svelato ed il vaso di pandora è stato aperto. I guadagni miliardari che queste società hanno fatto (sulla salute e sul vizio delle persone), stanno lentamente ma inesorabilmente diminuendo. Per contro, le spese sanitarie dei vari Stati non fanno che aumentare per le malattie che decenni di fumo hanno provocato. La situazione è questa: da una parte, praticamente ovunque gli uomini fumatori continuano a diminuire, dall’altra, è invece in aumento la platea delle fumatrici. Le varie società produttrici di tabacco stanno in tutto il mondo martellando le menti delle giovani donne con seducenti pubblicità che mostrano la sigaretta come un mezzo di emancipazione. Un po’ quello che era stato fatto nei decenni passati quando la sigaretta era costantemente messa tra le dita di uomini affascinati e di successo (erano attori) in tutti i film e campagne pubblicitarie.

Oggi vorrei parlarvi di quei paesi virtuosi, quelli dove il fumo non è diventato un vizio. Trasferirsi in questi luoghi vuol dire dimenticarsi di cosa significhi respirare continuamente fumo in ogni angolo di strada o all’interno dei locali pubblici. Ebbene, dopo aver analizzato la mappa mondiale dei fumatori e la mappa mondiale delle fumatrici (presente all’interno dell’ebook “Eden, trova il Tuo Paradiso Terrestre”), ho stilato la classifica dei paesi migliori, quelli dove la presenza di persone con questo vizio, è inferiore.

Parlando di fumatori (maschi), ecco la classifica dei 10 paesi migliori:

  1. Etiopia (8,9%)

  2. Congo Kinshasa (10%)

  3. Eritrea (10%)

  4. Dominica (11%)

  5. Isole di Saint Kitts e Nevis (12%)

  6. Ghana (12,1%)

  7. Panama (12,5%)

  8. Isola di Barbados (13,2%)

  9. Isole di Sao Tomè e Principe (13,9%)

  10. Ecuador (15,1%)

Tra parentesi la percentuale di fumatori abituali tra la popolazione. Per dare un temine di paragone, i tre paesi peggiori al mondo sono l’Indonesia, l’Afghanistan e Gibuti, che hanno una popolazione di fumatori veramente incalliti: si parla di percentuali vicine all’80% (di fumatori maschi).

Passando alle donne, questa è la classifica dei 10 paesi con meno fumatrici:

  1. Niger (0,2%)

  2. Azerbaijan (0,4%)

  3. Egitto (0,4%)

  4. Lesotho (0,4%)

  5. Algeria (0,5%)

  6. Etiopia (0,5%)

  7. Ghana (0,5%)

  8. Qatar (0,5%)

  9. Sri Lanka (0,5%)

  10. Senegal (0,8%)

Si tratta di luoghi dove in pratica non incontrerete mai una donna con la sigaretta in mano. Agli opposti ci sono le isole Kiribati e l’isola di Nauru, due Stati del Pacifico dove praticamente una donna su due ha il vizio del fumo. Certo, questo forse non è il motivo che vi farà decidere di andare a vivere a Nauru o meno, ad ogni modo, più si sa dei paesi del mondo più è alta la probabilità di fare la scelta giusta. Quando si deve scegliere il luogo in cui trasferirsi, gli argomenti da tenere in considerazione sono numerosi. Quello che bisogna fare è evitare gli errori di quell’85% che si accorge troppo tardi della situazione in cui si è cacciata. Cercate e troverete le vostre risposte.

Spero di esservi stato utile. Per chi volesse approfondire questo e altri argomenti può farlo sul sito www.ilmioeden.it.

Roberto Stanzani

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