Nicolas: continuo ad amare Cuba

A cura di Maricla Pannocchia

Il primo cambio vita di Nicolas è stato quando ha deciso di lasciare l’Italia per trasferirsi in Svizzera. La vita lì era molto diversa da quella nel suo Paese di origine, tuttavia, a un certo punto Nicolas ha sentito il bisogno di mettersi nuovamente in gioco. Il nuovo cambio di piani era dettato anche dall’amore per una ragazza cubana, che al tempo sarebbe dovuta diventare sua moglie, che l’ha spinto a decidere di vivere nel Paese di lei per almeno sei mesi.

Nicolas ha comprato un biglietto aereo per L’Avana, dove ha vissuto per sei mesi, precisamente a Peñapobre, nel quartiere di Habana Vieja. In realtà, quella non era la prima volta di Nicolas a Cuba, perché l’uomo c’era già stato per un totale di circa due anni, fra viaggi e soggiorni più lunghi. Tuttavia, quella è stata la prima volta in cui Nicolas si è sentito un residente e non un turista.

L’interesse di Nicolas per Cuba nasce dal fatto di essere cresciuto nella sinistra italiana, con figure di riferimento come Che Guevara e Fidel Castro. Il suo primo viaggio a Cuba, quindi, è stato dettato anche da motivi umani e politici. Del resto, Nicolas si definisce anticapitalista, antiamericano, antifascista, antirazzista e anche “antiberlusconiano”.

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Nicolas D'Amato

Appena toccato il suolo cubano, nel suo primo viaggio nel Paese durato un mese e mezzo, Nicolas ha avuto la sensazione di essere arrivato a casa. Con il passare del tempo, l’uomo ha scoperto anche le contraddizioni del Paese, fra cui il turismo sessuale, molto presente un po’ ovunque. Nicolas era determinato a non avere relazioni, se non per amore, perché chiunque rispetti gli altri e il Paese in cui si trova non vuole favorire quel tipo di turismo.

Nicolas si è innamorato subito di Cuba e, dopo tre settimane dal suo arrivo lì, si è innamorato anche di Patricia. Il suo obiettivo era di sposarsi e ottenere la residenza attraverso il matrimonio, dopo essere entrato nel Paese con il visto turistico, anche perché quella è una delle pochissime opzioni per gli italiani per trasferirsi lì (l’altra è avere un contratto di lavoro locale).

Nicolas ha aperto una casa per turisti intestata a Patricia, la sua futura moglie. Il piano era ben delineato: costruire qualcosa insieme. Non si trattava di un capriccio, ma di un obiettivo di vita. Nicolas ha dovuto affrontare anche le difficoltà relative allo scarso appoggio da parte di amici e famigliari, che non capivano come mai avesse lasciato la Svizzera, dove guadagnava bene, per sposare una cubana, che, secondo loro, l’avrebbe usato per ottenere dei documenti o dei soldi. Nessuno dei suoi cari si è soffermato a cercare di capire o quantomeno conoscere le motivazioni dietro la sua scelta.

Nicolas però si è immerso subito nella vita quotidiana di una città come L’Avana, piena di fascino, arte, storia, architettura e umanità. La città ha anche degli aspetti negativi, come lo scarso livello del sistema sanitario, mezzi pubblici che praticamente non funzionano e una burocrazia caotica e molto lenta, che non tutela lo straniero.

Trovare un alloggio, per lui, è stato relativamente facile. Nicolas ha usato un sito Internet, Revolico, dove ci sono annunci di affitti e vendite, su cui ha trovato la casa per turisti in cui ha vissuto. Una volta acquistata a nome della sua futura moglie, Nicolas vi ha investito personalmente.

Nicolas D'Amato

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Mentre costruiva la sua vita lì, Nicolas si è ritrovato parte della comunità locale. I cubani sono accoglienti e pieni di vita ma, nonostante questo, Nicolas non è mai riuscito a stringere un’amicizia sincera con qualcuno del posto perché c’è sempre una distanza fra uno “Yuma” (così vengono chiamati gli stranieri) e un local. Finché sei un turista, le persone del posto ti adorano, ma se decidi di vivere stabilmente lì, ai loro occhi resti sempre “lo straniero” che ha benefici che loro possono solo sognare. Il cubano medio, infatti, purtroppo vive senza speranza. Molti sognano di sposarsi con uno straniero e di lasciare Cuba, proprio perché non vedono possibilità nella loro terra di origine. La parte peggiore di questa realtà ingiusta è proprio l’assenza di prospettive, la sensazione che niente cambierà mai.

Nicolas non si sente di consigliare un trasferimento a Cuba ad altri italiani. O meglio, suggerisce di farlo solo a chi ha un’ottima fonte di reddito esterna o un lavoro stabile. Durante i sei mesi a Cuba, Nicolas aveva aperto la già citata casa per turisti a nome della futura moglie, con cui avrebbe dovuto sposarsi il 3 ottobre 2025. A pochi mesi dal matrimonio, però, la relazione è finita.

Quando Nicolas ha lasciato Patricia, le ha chiesto di restituirgli le sue cose (i soldi che aveva in cassaforte, le scarpe, i vestiti…) e di continuare a gestire la casa come soci, anche se non più come coppia. Lei però ha risposto: “Mi hai lasciata? Bene, ti porto via tutto!”.

La storia di Nicolas non è fuori dal comune, anzi. Lui ne ha sentite di simili da parte di altri italiani a Cuba. Per questo Nicolas si sente di consigliare un trasferimento lì solo a chi ha un’entrata sicura proveniente da un altro Paese.

Nonostante questa esperienza, Nicolas continua ad amare Cuba. Oggi l’uomo vive in Messico, a Playa del Carmen, e presto si sposterà in Argentina e Uruguay, lavorando come travel broker, ovvero viaggiando e vendendo esperienze di viaggio autentiche. Cuba gli manca: la sua vita, il suo ritmo, la sua anima… purtroppo, però, quello ormai è un Paese in ginocchio.

A chi vuole andarci in vacanza, Nicolas consiglia di affidarsi a delle persone del posto che conoscono l’isola in profondità perché non basta prenotare un hotel e godersi la vacanza. Le possibilità che qualcosa non vada come pianificato sono molto alte. Cuba non è una meta per chi cerca esperienze di lusso ma è un luogo che insegna il significato della parola “resistenza”. Tra i contatti locali, Nicolas consiglia Luca Galli o Alberto di Cienfuegos. Inoltre, lui stesso è sempre a disposizione per aiutare i viaggiatori italiani a scoprire Cuba al di là delle brochure turistiche.

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Nonostante la fine della storia con Patricia e i problemi che ne sono conseguiti, se potesse tornare indietro, Nicolas non cambierebbe nessuna decisione presa. L’uomo vivrebbe il tutto ancora una volta con passione e un pizzico di incoscienza, evitando forse l’investimento nella casa vacanze, perché è stato un regalo, un progetto intestato a lei, creato con amore e fiducia.

Nonostante questo, e a dispetto del fatto che abbia perso quei soldi, Nicolas li considera spesi per “un’opera di bene”.

Cuba gli ha insegnato molto: a farsi la doccia con un secchio d’acqua, a non perdere la pazienza se manca la luce per tre giorni e, in generale, a vivere la vita con poco. Più di ogni altra cosa, però, Nicolas ha imparato la resilienza, rialzandosi dopo una delusione, accettando la perdita e trasformandola in forza.

Per il futuro, Nicolas sta aprendo la sua attività di viaggi, un progetto come travel broker che gli permetterà di viaggiare in tutta l’America Latina creando connessioni fra le persone del posto e le esperienze. Nonostante i numerosi viaggi in programma, Nicolas sa che Cuba resterà sempre nel suo cuore.

Per seguire e contattare Nicolas:

Instagram: @Damato_nicolas_

Facebook: Nicolás D’Amato