Marco e Chiara, siamo felici qui a Malta

A cura di Maricla Pannocchia

Marco e Chiara, coppia nella vita e nel lavoro, a un certo punto si sono accorti che la vita in Italia li stava soffocando, sia dal punto di vista professionale (soprattutto per quanto riguarda le tasse) sia come qualità della vita. Desiderosi di fare un’esperienza all’estero, Marco e Chiara hanno deciso di trasferirsi a Malta.

“All’inizio, tutti i nostri parenti e amici ci hanno dato contro, dicendoci che avremmo fatto una pazzia e saremmo tornati in Italia” racconta la coppia “ma, dopo 7 anni in cui viviamo qui, si sono ricreduti.”

Marco e Chiara lavorano online e queste permette loro non solo di farlo da ovunque nel mondo ma anche dalle quattro mura di casa. “Per vivere così come coppia bisogna essere molto uniti” dicono i due, “Altrimenti, è facile discutere. Certo, anche noi abbiamo delle giornate ‘no’ però le superiamo proprio perché siamo molto affiatati.”

Anche se sentono la mancanza del loro Paese di origine, Marco e Chiara non vogliono tornarci, se non per le vacanze. “L’Italia non è più un Paese in cui è possibile vivere bene, a meno di non essere ricchi, e questo è perché il ‘sistema’ fa di tutto per buttarti giù.” Nei loro piani futuri c’è quello di esplorare di più il mondo, diventando nomadi digitali part-time.

Chiara Talin e Marco Ferraro

Ciao ragazzi, raccontateci qualcosa di voi. Chi siete, da dove venite…

Ciao a tutti! Siamo Marco Ferraro e Chiara Talin, una coppia della provincia di Milano, più precisamente di Cassina de Pecchi, anche se, nell’ultimo anno, prima di trasferirci, vivevamo a Vergiate, nel Varesotto, sul lago Maggiore. Ormai viviamo a Malta da più di sette anni.

Quando e perché avete deciso di lasciate l’Italia?

L’Italia aveva cominciato a starci un po’ stretta sia dal punto di vista del lavoro, soprattutto a livello di tasse, sia come qualità della vita. Avevamo una forte voglia di cambiamento e di fare un’esperienza all’estero. Non avevamo pensato subito a Malta. All’inizio avevamo pensato alla Svizzera ma era troppo cara, poi alla Spagna ma era troppo lontana (per la mentalità di quel momento), poi, siccome tanti nostri amici imprenditori nel mondo della formazione online ci hanno parlato bene di Malta, dopo un viaggio esplorativo abbiamo deciso di trasferirci qui.

Dove vivete precisamente? E come mai avete scelto proprio quest’isola?

Viviamo nel sud dell’Isola di Malta (Malta è un arcipelago composto da tre isole: Malta, Gozo e Comino) in un paesino di nome Kalkara e siamo a 15 minuti a piedi dal mare. Abbiamo scelto di trasferirci a Malta soprattutto per il risparmio fiscale e per le opportunità di business e di lavoro ma poi anche per il clima (a Malta ci sono trecento giorni di sole l’anno e le temperature sono molto miti), il buon cibo e la gente (il popolo maltese non è lamentoso come quello italiano 😉).

Come hanno reagito amici, parenti e conoscenti davanti alla vostra scelta?

All’inizio non volevano che ce ne andassimo e, secondo loro, avremmo fatto uno sbaglio. Ci dicevano che Malta era troppo lontana e che avremmo fatto un buco nell’acqua😊 A distanza di qualche tempo, tuttavia, si sono ricreduti ed erano invidiosi 😉 Ci dicevano tutti che eravamo stati coraggiosi a fare una scelta del genere.

Come vi siete organizzati prima della partenza?

Come abbiamo già detto, abbiamo fatto un viaggio esplorativo nel 2012 ma ci sono voluti altri quattro anni prima di trasferirci, perché, nel frattempo, c’erano stati alcuni imprevisti e impedimenti che non ci hanno permesso di trasferirci prima. Quando siamo riusciti a permettercelo, ci siamo organizzati e abbiamo cominciato a cercare casa sui vari gruppi Facebook degli italiani a Malta e, nel frattempo, abbiamo iniziato a liberarci di un po’ di zavorra 😉 Mobili, oggetti vari che non usavamo più e poi, da lì, abbiamo contattato un’agenzia che si occupa di traslochi internazionali e abbiamo cominciato a preparare i pallet con i nostri scatoloni. Noi avevamo anche tre gatti da portarci dietro e, quindi, abbiamo dovuto prepararli al trasferimento con le vaccinazioni necessarie, il microchip e il passaporto. Il viaggio da Vergiate a Malta è durato cinque giorni di macchina, anche perché, con i nostri gatti, abbiamo dovuto fare varie tappe.

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Di cosa vi occupate?

Io, Marco, mi occupo di consulenza web, lavoro nel marketing online, soprattutto nell’ambito della formazione e nella vendita di info-prodotti e, assieme al mio team, sviluppo progetti per la creazione di funnel di vendita e tutto il marketing necessario per la promozione. Chiara fa la scrittrice e, come lavoro, la videomaker.

Quali sono stati i passaggi cruciali per avviare la vostra attività?

Io (Marco) lavoravo già come libero professionista in Italia ma non ho avuto la “fortuna” di accedere al regime forfettario 😉 Quando ci siamo trasferiti a Malta per ottenere la residenza il passaggio più veloce era aprire un’attività anche qui ma, non avendo capitale da investire, ho aperto un VAT ID come freelance employer che, sostanzialmente, è la stessa cosa del libero professionista in Italia, solo che, invece di pagare quasi il 70% di tasse, qui a Malta ne paghi al massimo il 35%. Chiara in Italia aveva una piccola impresa di pulizie e qua a Malta per un periodo ha lavorato per privati facendo lo stesso e, nello stesso tempo, si dava daffare nello scrivere i suoi libri. Inoltre, mi dà una mano nel creare i siti ecc. A causa della pandemia, il lavoro nell’ambito delle pulizie è scemato e, quindi, abbiamo cominciato a dedicarci ai nostri progetti online.

Quali sono, secondo voi, i pro e i contro di lavorare in famiglia?

I pro sono tanti ma molto dipende anche dai rapporti della famiglia. Mia moglie ed io, da quando lavoriamo entrambi da casa, riusciamo a stare molto tempo insieme, a gestirci il lavoro e a coordinarci. Ci sono anche le giornate “no” ma poi si superano insieme anche perché, lavorando e vivendo sotto lo stesso tetto, devi imparare a gestire lavoro e vita privata. Ci sono anche dei contro. Uno di questi è che, non avendo di mezzo la perdita di tempo degli spostamenti casa-ufficio, si tende a lavorare più del dovuto e a mescolare il lavoro con la vita privata. Questo, sotto certi aspetti, non è un bene e, a volte, può logorare, soprattutto se una coppia non è unita. Se si hanno degli obiettivi in comune e il rapporto è solido allora è stupendo affrontare il percorso, i successi e gli ostacoli insieme.

Che consigli dareste ad altre coppie che vorrebbero aprire una loro attività a Malta?

Prima di tutto, diremmo di venire qui almeno per qualche mese, vedere se il posto piace e se la vita qua fa al caso loro. Bisogna anche vedere che tipo di attività si vuole aprire. Si vuole lavorare nel turismo? Nella ristorazione? Nell’immobiliare? Nel gaming? Prima bisogna avere bene chiaro che cosa si vuole fare e poi cercare le opportunità. Non è saggio partire senza un businness plan e i contatti giusti per avere quello che serve per aprire un’attività qui. Quando siamo arrivati noi, bene o male avevamo già una nostra attività e, semplicemente, abbiamo spostato qui il tutto. Sotto certi aspetti è stato più semplice rispetto al costruire tutto da zero ma il difficile è stato trovare i contatti giusti per fare le cose come si deve. Qui a Malta la burocrazia è un po’ più snella e veloce rispetto a quella italiana ma, se non trovi le persone giuste e affidabili, rischi di prendere delle fregature. Del resto, come in ogni Paese, anche qui c’è sempre il furbetto che trova lo straniero sprovveduto e cerca di spennarlo. È importante fare attenzione e informarsi per bene.

Chiara Talin e Marco Ferraro

Cosa bisogna avere, dal punto di vista burocratico, per vivere e lavorare lì?

Se si è già cittadini europei è sufficiente un documento valido tipo la carta d’identità o il passaporto. Per i primi sei mesi non è necessario richiedere la residenza qui a Malta ma, superato questo periodo, è obbligatorio fare i documenti per ottenere la residenza e l’ID Card maltese e, per farlo, si devono possedere un contratto di affitto e un contratto di lavoro o aprire un VAT ID (partita IVA) come self-employed (freelance). È anche possibile aprire una società (tipicamente una Limited o LTD). Se sei un cittadino extracomunitario non saprei ma penso che ci vorrà almeno anche un permesso di soggiorno valido.

Come vi siete mossi per cercare un alloggio?

Abbiamo cominciato a guardare i gruppi Facebook degli italiani a Malta, poi abbiamo trovato alcune proposte interessanti ma, a quei tempi, bisognava muoversi molto velocemente perché non facevi in tempo a trovare la casa che ti piaceva che subito era già stata affittata. Sto parlando di circa sette anni fa e i prezzi erano molto più bassi rispetto ad adesso, anche se già in aumento. Noi, per fortuna, avevamo trovato una piccola villetta a schiera (una di quelle tipiche maltesi) e la pagavamo 480€ al mese più le spese di acqua e luce a parte. Ora a quel prezzo forse non trovi neanche una stanza in un appartamento in condivisione. Ci sono anche siti web delle agenzie immobiliari e un portale di annunci tipo Subito.it che si chiama maltapark.com (qui c’è di tutto: annunci immobiliari, la vendita di oggetti usati, di auto usate, annunci di lavoro ecc.).

È più facile muoversi velocemente nel trovare casa se conosci già l’inglese ma ci sono anche agenti immobiliari che parlano l’italiano. Quando abbiamo trovato la casa che ci piaceva, l’abbiamo bloccata subito versando un anticipo. Qua di regola chiedono un mese di affitto anticipato, un mese di deposito e poi c’è mezzo mese per la commissione dell’agente immobiliare. Ora non so se le cose sono cambiate però può capitare che qualche padrone di casa chieda qualche mese di più di deposito. Ultima cosa, se avete animali domestici i proprietari di casa spesso non li accettano, sono più disposti se pagate un’assicurazione per gli eventuali danni causati dall’animale.

Quali sono i prezzi medi e le zone in cui, secondo voi, è possibile vivere bene spendendo il giusto?

I prezzi in questi ultimi anni sono lievitati parecchio, soprattutto dopo la pandemia. Non c’è molta differenza di prezzi tra una zona e l’altra di Malta. Ovviamente, se vai nelle zone più turistiche e centrali tipo Sliema, Paceville e Portomaso trovi prezzi veramente improponibili. Forse è possibile risparmiare qualcosa nel sud di Malta o a nord, anche Gozo una volta era molto più conveniente, ma tutto dipende dal tipo di lavoro che si fa e se sono necessari spostamenti con mezzi propri o pubblici. Noi che lavoriamo da casa potremmo vivere anche nell’isola di Gozo ma per scelta, sia per i servizi sia per la nostra vita sociale, restiamo sull’isola principale. Chi deve spostarsi per recarsi al lavoro, potrebbe risparmiare prendendo casa nelle zone meno costose e centrali ma, dall’altra parte, deve mettere in conto i costi degli spostamenti, sia in termini monetari sia di tempo e stress. Qui il traffico è molto sostenuto, non siamo di certo ai livelli delle grandi città italiane come Milano e Roma ma, dato che Malta è una piccola isola, basta un incidente per bloccare il traffico un po’ dappertutto.

Chiara Talin e Marco Ferraro

Come siete stati accolti dalla gente del posto?

Direi molto bene. I maltesi in realtà sono un popolo un po’ diffidente, soprattutto con gli stranieri, ma, se capiscono che possono fidarsi di te e che sei una persona per bene e seria, si aprono, ti danno il cuore e si fanno in quattro per aiutarti quando hai bisogno. Purtroppo noi italiani ci facciamo sempre riconoscere e ho sentito tra amici maltesi di disavventure con italiani e quindi, a volte, puoi trovare qualche maltese che è un po’ diffidente quando gli dici che sei italiano. In generale, però, i maltesi adorano l’Italia e gli italiani e quelli della mia generazione o comunque i maltesi intorno ai quarant’anni sono cresciuti con la televisione italiana e quindi vedevano i films, i programmi televisivi e i cartoni animati che trasmettevano i nostri canali.

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Come descriveresti le loro vite?

I maltesi sono dei gran lavoratori e spesso si alzano presto al mattino. Noi siamo un po’ più dormiglioni ma anche perché andiamo spesso a dormire tardi o perché magari lavoriamo fino a notte inoltrata. Ci capita di essere svegliati, al mattino, dai rumori delle persone che lavorano nei cantieri o nelle officine che ci sono qua in zona. Nonostante questo, i maltesi si godono la vita e spesso trovi i locali pieni perché a loro piace il buon cibo e divertirsi in compagnia di amici e familiari. Sono amanti delle auto d’epoca e anche delle auto potenti. Non è raro trovare appassionati che, nel loro garage, hanno auto d’epoca che restaurano o muscle car americane che usano solo nel weekend per mettersi in mostra 😊 A differenza degli italiani, i maltesi non sono lamentosi, almeno quelli che abbiamo conosciuto noi 😉

Come sono, invece, le vostre giornate tipo?

Lavoriamo molto, mediamente dieci ore il giorno, a volte anche 12, dipende dalla mole di lavoro che c’è da svolgere tra chiamate, tasks da eseguire per i clienti, studio per restare sempre aggiornati, ecc. A volte lavoriamo anche il sabato e la domenica, se necessario. Appena possiamo, stacchiamo e facciamo delle belle passeggiate sul lungomare o passiamo del tempo con i nostri amici.

Quali sono, secondo voi, le principali differenze tra la vita che facevate in Italia e quella che avete ora a Malta?

Non ci sono molte differenze rispetto a quello che facevamo in Italia. Ovviamente, lì vedevamo un po’ più spesso parenti e amici ma ormai ci siamo fatti nuovi amici qui e i parenti li vediamo molto meno fisicamente e molto di più online con Skype o videochiamate su WhatsApp. Per il resto, abbiamo il mare e, anche se lavoriamo molto, siamo più rilassati e, quando abbiamo voglia, usciamo e ci gestiamo il tempo come vogliamo. Qui la vita è più rilassata e non c’è, almeno con le persone che frequentiamo noi, quel continuo lamentarsi che c’è con chi vive in Italia. Certo, anche qui non è tutto rose e fiori ma c’è una mentalità diversa, direi più aperta. Vivendo in un contesto multiculturale, è molto bello scambiarsi opinioni e parlare con persone di diverse culture. Questa cosa ti arricchisce molto.

Ci sono mai stati momenti di vero sconforto in cui avete pensato di mollare e tornare nel vostro Paese natale?

Sì, durante il periodo della pandemia. Quando c’era tutta quella confusione, le finanze non erano molte e, quindi, c’è stato un momento di crisi nera e, quando sei all’estero e puoi contare solo sulle tue forze, è molto dura ma, per fortuna, non abbiamo mai mollato e abbiamo anche ricevuto degli aiuti inaspettati che ci hanno permesso di ricominciare e riprenderci. In quei momenti, avevamo anche pensato di tornare in Italia ma poi abbiamo visto che forse era peggio che restare qui a Malta e abbiamo tenuto duro finché non siamo riusciti a risollevarci.

Come vi siete mossi per far conoscere la vostra attività?

Molto passaparola perché entrambi lavoriamo dietro le quinte di businness online e quindi lavoriamo soprattutto tramite collaborazioni fra clienti e partner lavorativi. I clienti arrivano soprattutto così e dalla pubblicità che ci fanno gli stessi clienti soddisfatti.

Quali sono state le principali difficoltà da affrontare e quali le più grandi soddisfazioni finora?

Diciamoci la verità, in Italia siamo molto comodi e difficilmente usciamo dalla nostra zona di comfort. Trasferirsi all’estero non è per tutti. Anche se vai in una nazione abbastanza vicina culturalmente all’Italia, ci sono vari ostacoli. Uno di questi è la lingua. Se non sai parlare almeno un po’ l’inglese difficilmente risulta facile ambientarsi e interagire con i locals. Anche se molti maltesi parlano l’italiano è molto più facile farsi capire se parli in inglese, quindi devi saperlo, soprattutto se vuoi trovare lavoro qui. Inoltre, devi conoscere le leggi locali e rispettarle. Anche se qui la burocrazia è un po’ più snella che in Italia, la difficoltà principale è trovare persone competenti che ti sappiano aiutare a svolgere le pratiche necessarie per vivere e lavorare con tranquillità e senza problemi. Le soddisfazioni personali includono sapere che molti ci dicevano che non ce l’avremmo fatta, che la nostra avventura qui a Malta sarebbe stato un buco nell’acqua e che saremmo tornati in Italia a gambe levate. Ora, ora a distanza di più di sette anni che siamo qui, si sono ricreduti. C’è anche quella di cavarcela da soli, pensando alle difficoltà che abbiamo superato.

Che consigli dareste a chi vorrebbe trasferirsi a Malta?

Prima di tutto, diremmo di fare comunque un viaggio esplorativo, anche solo una vacanza, ma non di appena qualche giorno, farei almeno un mese, giusto per iniziare. In questo modo, cominci a entrare un po’ nelle dinamiche della vita qui a Malta, a crearti i primi contatti e magari a fare qualche colloquio di lavoro. Se cerchi lavoro qui a Malta è meglio essere già sul posto, è più facile fare i colloqui e crearsi una base di contatti. Se Malta ti piace, allora cominci a pianificare il trasferimento. Suggerirei anche di avere un capitale iniziale per affrontare le prime spese per affitti, documenti ecc. e avere una base per mantenerti per almeno tre mesi, se non dovessi trovare lavoro subito. Qui a Malta si trova lavoro abbastanza velocemente ma, ovviamente, dipende sempre dal settore in cui si lavora. Il problema di Malta sono gli stipendi, che non sono molto alti, ma se hai una specializzazione ti pagano bene. Ovviamente, non sto parlando del settore della ristorazione 😉 Altro suggerimento: venite qui se conoscete l’inglese. È vero, ho già detto che molti maltesi conoscono l’italiano ma, se sai già l’inglese e lo parli fluentemente, è tutto più semplice.

C’è qualcosa che avreste voluto che qualcuno vi avesse detto prima del vostro trasferimento lì?

Sì, di stare attenti quando acquisti un’automobile e la compri con i contratti hire-purchase, che sono dei finanziamenti travestiti da noleggio che, sostanzialmente, ti noleggiano un’auto finché non finisci di pagare i canoni del contratto. La macchina non è tua su carta finché non finisci di pagarla. Fin qui, sembra che non ci sia nulla di strano ed è qualcosa di simile a un leasing ma il problema è ti fanno pagare delle cambiali e quindi è una truffa perché, sostanzialmente, tu stai pagando un debito per un bene che non sarà mai tuo. Molti purtroppo sono cascati in queste truffe (compresi noi) e ne hanno parlato anche i giornali locali e qua a Malta, anche se hai ragione, il sistema giudiziario non è molto efficiente ed è corrotto e, nonostante avessimo modo di dimostrare le nostre ragioni, avremmo dovuto avviare una causa molto dispendiosa. Se dovete prendere un’automobile, fate attenzione a non fare questi tipi di contratti, leggete bene tutte le clausole e, soprattutto, non accettate di firmare cambiali!

Che suggerimenti avete, invece, per chi vorrebbe andarci in vacanza?

Malta, nonostante sia un “piccolo scoglio”, ha molte attrattive per i turisti. Non per niente, il turismo è uno delle principali mercati del luogo. Al secondo posto, forse, ci sono il settore del gaming e l’immobiliare. Qui ci sono molte attrazioni sia a livello culturale sia come divertimento. Le zone più famose sono quelle di Sliema, San Julian e Paceville, dove ci sono molti locali per la vita notturna e il divertimento, ma ci sono anche molti posti meravigliosi da visitare come la capitale Valletta, Blue Grotto, dove puoi anche andare con delle piccole barche per esplorare le grotte sul mare, oppure il Popeye Village, che è il set cinematografico del film Popeye (Braccio di Ferro), che hanno trasformato in un’attrazione turistica. L’attrazione principale, tuttavia, è il mare. Qui ci sono molte spiagge, poche con la sabbia e molte di scogli, ma il mare è molto pulito. Per chi ama fare immersioni, ci sono molte opportunità. I maltesi hanno saputo rendere uno scoglio per pirati un’attrazione per turisti con molte opportunità per divertirsi, mangiare bene e anche fare nuove amicizie. Consiglio assolutamente di venirci in vacanza.

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Chiara Talin e Marco Ferraro

Se poteste tornare indietro, fareste qualcosa diversamente?

Se avessi avuto i capitali, avrei già comprato degli immobili per metterli a reddito. Ora il mercato è un po’ saturo ma i prezzi sono lievitati tantissimo, soprattutto con gli affitti. Qualche anno fa, quando siamo arrivati noi a Malta, ancora si poteva comprare a prezzi decenti. Ora gli immobili sono diventati carissimi.

Cos’avete imparato, finora, dalla vostra vita lì?

Sicuramente fare un’esperienza di vita all’estero ti arricchisce molto. Non tornerei più in Italia, se non per le vacanze. Vivere all’estero ti apre gli occhi e ti fa vedere il tuo Paese di origine da una prospettiva diversa. L’Italia ci manca, saremmo dei bugiardi a dire il contrario, ma non è più un Paese in cui vivere bene. Certo, ci vivi bene se sei ricco. Se, invece, sei nella classe media, allora fai molta fatica e non riesci ad avere prospettive sul futuro perché il “sistema” è tuo nemico e fa di tutto per buttarti giù. Vivendo all’estero e guardando il Bel Paese dall’esterno, ti rendi conto della moltitudine di potenzialità e di opportunità che si potrebbero creare anche Italia ma che poi vengono strozzate da una classe dirigente che non fa certamente il bene del Paese e dei suoi cittadini. Non vogliamo fare polemica ma, se vogliamo fare un paragone con Malta, qui i locals sono riusciti a trasformare un arcipelago di “scogli” in grandi attrazioni per il turismo e opportunità di business e, così facendo, hanno creato ricchezza e benessere quasi per tutti. Noi in Italia, con tutte le opere d’arte e le bellezze che abbiamo e che c’invidiano tutto il mondo, non siamo capaci di sfruttarle, non solo per creare ricchezza, ma anche per mantenere e preservare il patrimonio che abbiamo. Per concludere, il fatto di vivere a Malta ci ha aperto gli occhi e ci ha fatto vedere ancora meglio tutti gli aspetti negativi, ma anche quelli positivi, del nostro Paese. Penso che, per cambiare, l’Italia abbia bisogno di un bello scossone che neanche una pandemia è stata in grado di dargli.

Progetti futuri?

Abbiamo vari progetti in ballo, che stiamo costruendo pian piano. L’idea di fondo, comunque, è creare molteplici fonti di reddito che ci permettano di vivere con una certa tranquillità e sicurezza economica. Ci piacerebbe, poi, vivere più da nomadi digitali quindi uno dei nostri progetti è prenderci un camper e viverci/lavorarci per girare un po’ per il mondo, ovviamente non tutto l’anno, ma solo quando vogliamo farlo. A noi bastano una connessione Internet veloce e i nostri portatili per poter lavorare da qualsiasi parte vogliamo. Io (Marco) porto avanti la creazione e la crescita della mia web agency mentre Chiara ha appena pubblicato il suo libro “Voci Ribelli – Storie e ragioni di chi ha scelto di dire no al sistema” e, per questo nuovo anno, sta preparando anche la versione in inglese, che pubblicherà fra qualche mese.

Per seguire e contattare Marco e Chiara:

E-mail: info@marcoferraro.com (Marco) , chiara.talin.mt@gmail.com (Chiara)

Sito web:www.marcoferraro.com (Marco), www.maltaforever.com (Chiara)

LinkedIn Marco: https://www.linkedin.com/in/marcoferraro/

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