Vivere a Melbourne, Australia

Magica, con quali aspirazioni e con quali desideri hai abbandonato l’Italia?

Dopo anni di lavoro CO.CO.CO e prospettive poco entusiasmanti, mi sono trasferita a Melbourne, fiduciosa che sarebbe comunque andata meglio. Appartengo alla categoria degli sfigati e delle sfigate (mi giunge notizia che adesso si dice così in Italia), ovvero coloro che si laureano dopo i 28 anni, perché (nel mio caso) si sono mantenuti uscendo di casa a 20. Inizialmente, spinta anche dalla mia relatrice di tesi italiana (che era in lingua e letteratura inglese), avevo considerato di iniziare un dottorato qui in Australia, poi le opportunità lavorative mi hanno condotta altrove.

Hai avuto il supporto di qualcuno in questo passaggio?

Senz’altro ho avuto la fortuna di trasferirmi qui con il mio compagno australiano: una fortuna perché non ero sola, ma anche perché ottenere il visto di residenza è stato relativamente più semplice.

Perché hai scelto proprio Melbourne?

Oltre ad essere la città del mio compagno, ci avevo già passato un anno e la conoscevo bene: è una città ben più grande di Torino, la mia città d’origine, ma molto più vivibile. Inoltre, essendo una città con una solida tradizione multiculturale, è molto vivace dal punto di vista culturale.

Che lavoro hai svolto in Italia?

Ho lavorato per circa 4 anni con contratti CO.CO.CO, all’Informagiovani di Torino. Precedentemente ho anche lavorato come cameriera, come traduttrice, come baby-sitter e ho dato anche ripetizioni.

Ora che lavoro svolgi a Melbourne?

Dal 2004 ho cominciato a lavorare per la redazione italiana di SBS, uno dei due canali pubblici australiani. SBS Radio trasmette in 68 lingue e il nostro programma va in onda due volte al giorno: ci occupiamo di attualità australiana, italiana ed estera, ma anche di arte, società e altri argomenti che stanno a cuore alla comunità italiana locale. Proprio recentemente, abbiamo iniziato a dare spazio a informazioni utili per i nuovi arrivati dall’Italia, che negli ultimi anni sono sempre di più: si tratta di appuntamenti fissi, che danno spazio alle testimonianze di chi affronta percorsi di inserimento diversi (a seconda del visto), ma anche a consulenti legali e assistenti sociali delle autorità italiane presenti in loco. Tornando al mio ruolo, dopo un anno di collaborazioni, ho vinto un concorso e dal 2010 dirigo il programma italiano, che ha una redazione a Melbourne e una a Sydney. Ci potete trovare anche su www.facebook.com/sbsitalian.

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E’ stato facile per te trovare questa occupazione?

E’ stato relativamente facile, nel senso che l’ho trovato poco meno di un anno dopo essere arrivata e ho superato le selezioni al primo colpo, ma credo di aver avuto anche una buona dose di fortuna, perché dopo un annetto si è aperta l’opportunità di partecipare ad un concorso, quando una collega si è dimessa, ed io, che nel frattempo avevo affinato le capacità richieste, ero per così dire al posto giusto nel momento giusto.

Vivere a Melbourne, Australia

In cosa consiste il tuo lavoro e come si svolge una tua giornata lavorativa?

La mia giornata lavorativa comincia alle 5:30-6 del mattino. Co-presento per 5 giorni a settimana il programma delle 8am, quindi le prime due ore le dedico alla preparazione del programma live, leggendo i giornali online, preparando le interviste, preregistrando quelle con i corrispondenti dall’estero e preparando in alcuni casi il notiziario. Dopo il programma, carico il podcast, aggiorno la pagina Facebook e poi comincio subito a organizzare i programmi successivi. Da quando dirigo il programma mi occupo anche di altri aspetti, come organizzare i turni di colleghi e colleghe, organizzare il palinsesto dei programmi, coordinarmi con le altre divisioni all’interno dei SBS, nonché gestire i contatti con la comunità.

Quali sono le differenze maggiori che hai potuto riscontrare tra l’Italia e l’Australia?

Beh, l’elenco è lungo. Personalmente non credo che avrei potuto trovare un lavoro del genere e progredire di carriera in modo simile in Italia, peraltro con le mie sole forze. Inoltre, dopo meno di un anno, sono passata da un contratto casual (comunque più vantaggioso di un CO.CO.CO) ad essere assunta a tempo indeterminato. Non dico che sia la norma in Australia e da dieci anni a questa parte, certe cose sono cambiate anche qui, ma senz’altro qui la precarietà non è dilagante come era in Italia, quando ho deciso di emigrare e come lo è ancor di più adesso.

Cosa hai provato appena sei giunta a Melbourne?

La prima volta che sono venuta a Melbourne, nel lontano ’97, ho faticato inizialmente a coglierne la bellezza, forse anche perché sono arrivata in pieno inverno australe. Mi sembrava una città dispersiva ed esteticamente bruttina, senza dubbio perché ero ancora troppo abituata alle città europee. Nei mesi successivi però, ho cominciato a vederne la bellezza e ad apprezzarne altri aspetti, ad esempio il fatto che sia una metropoli multiculturale, che ci siano moltissimi parchi e che lo stile di vita sia molto più rilassato (sembra un luogo comune, ma continuo a credere che sia vero).

Se potessi creare una realtà perfetta, quale aspetto prenderesti dall’Australia e quale dall’Italia?

Domanda difficile… Forse mi basterebbe che la distanza tra i due Paesi fosse minore. Non dico tanto, ma 5 ore di volo anziché 24… è possibile?

Hai potuto notare differenze nel modo di affrontare la quotidianità, da parte degli australiani?

E’ difficile generalizzare, perché gli australiani arrivano dai quattro angoli del mondo e ognuno porta con sé alcuni aspetti della propria cultura, che fortunatamente può mantenere, ma direi che in genere tutti sembrano più laid-back, rilassati. Sicuramente aiuta tanto il fatto che molti godano di una certa stabilità economica.

Secondo te quali sono le cose più importanti da affrontare, prima di intraprendere un viaggio come il tuo?

Conoscere molto bene la lingua non è solo un innegabile vantaggio, è una necessità, specie ora che l’Australia si accinge a rendere anche più difficile l’accesso a nuovi immigrati. Inoltre bisogna prepararsi psicologicamente alla distanza geografica dall’Italia. Sicuramente ora questa distanza è accorciata dal fatto che i voli sono relativamente più economici e le comunicazioni sono rese più semplici da Skype, Facebook etc., ma rimane il fatto che non si può rientrare rapidamente e non si può rientrare spesso. E’ uno scotto non indifferente da pagare. Inoltre, se cercate lavoro, informatevi già prima di partire, mandate cv e siate anche pronti ad accettare un primo lavoro magari non eccellente o addirittura su base volontaria, perché può comunque essere un modo per prendere confidenza con il mondo lavorativo locale e creare contatti. Last but not least, se l’obiettivo è restare, informatevi molto bene sulle vostre reali possibilità di ottenere un visto permanente prima di partire.

Vivere a Melbourne, Australia

Come si vive a Melbourne?

Melbourne è una città molto grande e ci si può vivere bene se si sta nel quartiere che risponde alle proprie esigenze, ma il prezzo esorbitante delle case (in vendita e in affitto), spesso fa sì che ci si debba accontentare. Personalmente adoro Melbourne e ho la fortuna di vivere in un quartiere centrale e ben servito dai mezzi pubblici. Essendo una città molto estesa, ci si può trovare in zone residenziali lontane dal centro, dove l’auto è indispensabile anche per andare a comprare il pane.

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I pro e i contro del viverci:

Direi che tra i pro annovero la presenza di tantissime aree verdi e piste ciclabili, la vicinanza del mare (anche se le spiagge in città, lo ammetto, non possono competere con quelle di Sydney), le piscine all’aperto che mi hanno restituito il gusto di nuotare, la multiculturalità che si riflette anche in una straordinaria varietà di ristoranti e locali eccellenti. Inoltre, la vita culturale della città è piuttosto vivace, Melbourne è la città dei festival.

Tra i contro direi il prezzo delle case, di cui ho già detto e il clima! Il detto “4 seasons in a day” riflette molto bene il clima melburniano, si può passare dai 40 ai 20 gradi in poche decine di minuti quando arriva il “cool change”, ovvero il vento freddo dal sud. Inoltre, se avete figli piccoli, sappiate che le liste per accedere agli asili sono lunghissime, a me è stato consigliato di iscrivermi quando ero ancora all’inizio della gravidanza.

Per una famiglia che intende trasferirsi a Melbourne, è facile trovare un’occupazione? E quali sono le figure più ricercate in ambito professionale?

E’ difficile rispondere a questa domanda. Dipende molto dal curriculum che si ha, dal visto che si può ottenere e dalla conoscenza dell’inglese. Per dati aggiornati, potete anche far riferimento alle regole per ottenere i visti, che concedono un punteggio superiore a chi ha un profilo professionale richiesto. Comunque direi medici e infermieri, anche se so che non è semplice, per quelli di formazione italiana, farsi riconoscere le qualifiche del Paese d’origine, figure professionali collegate al settore minerario, tradies (ovvero idraulici, elettricisti…), interpreti.

E’ cambiato il tuo stile di vita?

Direi di sì, faccio una vita più sana anche per via della mia bimba, vivo un po’ più all’aria aperta. Le distanze e gli impegni fanno sì che con amici e amiche, ci si veda più raramente di quanto avveniva in Italia, ma sarà anche l’età.

Ti manca qualcosa dell’Italia?

La mia famiglia italiana (amici e amiche inclusi) e la straordinaria bellezza del nostro Paese. Ma in fondo, quest’ultima me la posso godere meglio ora, che posso venire lì da turista.

Pensi che questa sia la tua meta definitiva?

Oh yes… Ma non si può mai dire!

La mail di Magica:

[email protected]

Per maggiori informazioni su come andare a vivere e lavorare in Australia:

www.mollaretutto.com/australia-le-cose-da-sapere-se-sognate-trovare-lavoro-e-andare-a-vivere-in-australia.html#more-263

A cura di Nicole Cascione