Jacopo: sto lanciando la mia attività di prodotti tipici umbri a Malta

A cura di Maricla Pannocchia

A soli 27 anni, Jacopo ha già diverse esperienze in ambito lavorativo e un periodo alle spalle trascorso in Inghilterra, prima del trasferimento a Malta, ma è con il lancio della sua attività, Umbreria, che l’uomo si sta mettendo veramente in gioco.

“L’obiettivo è quello di far conoscere i prodotti umbri anche a Malta”, racconta Jacopo, che ha lasciato l’Italia nel 2020, quindi in un periodo non propriamente perfetto per via dei vari lock-down. È stato proprio a causa delle numerose restrizioni legate al Covid-19 che l’uomo ha dovuto lasciare la vita in Inghilterra che tanto amava e, sentendo l’esperienza di una sua amica che già viveva sull’isola, ha scoperto che la situazione lock-down, lì, era più rilassata. “E così, mi sono messo in gioco”, racconta Jacopo.

A chi vorrebbe trasferirsi a Malta, Jacopo consiglia di chiedersi quali siano i piani futuri. Se vuoi fare un’esperienza all’estero allora puoi accettare anche lavori nella ristorazione o nel settore alberghiero e avere una scarsa conoscenza della lingua inglese, dato che ci sono molti datori di lavoro italiani, ma se vuoi trasferirti definitivamente è meglio studiare bene l’inglese prima di partire e avere delle skills che siano spendibili in settori in cui la retribuzione è più alta, come quelli dell’iGaming o della finanza.

Jacopo Stefanetti Malta

Ciao Jacopo, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Iniziamo con le presentazioni: ho 27 anni e vengo da Assisi, in Umbria, anche se ormai non vivo più in Italia da quasi 4 anni. La mia famiglia è radicata ad Assisi da generazioni ed io sto iniziando a riscoprire il senso di appartenenza a questa città e a tutta l’Umbria, nonostante al momento viva lontano. Sono un tipo molto attivo e curioso, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, da imparare e da fare. Negli ultimi anni ho studiato marketing, affiancando un part time come blogger ai miei lavori full time, per poi iniziare a lavorare come sviluppatore web e mi sono anche dato alla falegnameria per qualche tempo. Insomma, non riesco proprio a stare fermo.

Quando e perché hai deciso di lasciare l’Italia?

Tecnicamente, ho deciso di lasciare l’Italia a inizio 2020, anche se, causa restrizioni, sono riuscito a partire soltanto a inizio giugno. In realtà, la decisione “mentale” di volermene andare era già stata presa da un po’ di tempo. Diciamo che ho avuto in mente quest’idea sin da quando ero adolescente, principalmente per la voglia di “vedere di più” rispetto a ciò che già conoscevo, cioè la mia regione. Alla fine, dopo 3-4 anni bloccato in lavori che non mi piacevano e non mi davano soddisfazioni a livello personale e finanziario, insieme alla sensazione di essere soffocato e costretto in uno stile di vita che non mi si addiceva, ho comprato un biglietto di sola andata.

Ora vivi a Malta. Da quanto tempo sei lì?

Sono a Malta da quasi 3 anni. Sono arrivato qui per la prima volta a febbraio 2021, lavorai per 3 settimane, poi ci fu un lock-down e dovetti tornare ad Assisi. Qualche settimana dopo ricevetti un’offerta di lavoro che mi permise di tornare a Malta a inizio maggio 2021.

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Prima di trasferirti a Malta hai vissuto in Inghilterra per quasi 1 anno. Cosa puoi raccontarci di quell’esperienza?

Mi trasferii in Inghilterra a inizio giugno 2020. Inizialmente, sarei voluto andare a Londra ma poi, sempre causa Covid, ripiegai sul Sud dell’Inghilterra, precisamente su Chichester, una cittadina universitaria di 30.000 anime poco lontana da Brighton. Per andare sul sicuro, m’iscrissi a un sito web che permette di trovare host families pronte a dare vitto e alloggio in cambio di una mano a casa con vari lavoretti. Io trovai una coppia di ragazzi meravigliosi, per i quali costruivo alveari usando legno ricavato da vecchi pallet. La mia esperienza con loro durò 3 mesi, poi mi trasferii a vivere da solo per i successivi 8 mesi, durante i quali lavoravo come cameriere e seguivo un corso privato di digital marketing.

Quella in Inghilterra è stata la mia prima esperienza all’estero, nonché ovviamente la prima volta in cui ho vissuto da solo. È stata un’esperienza particolarmente formativa, che mi ha permesso di crescere molto sia personalmente sia professionalmente, dandomi tutto un altro senso di responsabilità. Inoltre, ora posso dire che nella sfortuna, sono stato fortunato a trasferirmi a Chichester anziché a Londra, perché ho trovato persone meravigliose e ho potuto respirare la vera cultura British.

Quando hai sentito che era arrivato il momento di cambiare Paese e come mai la tua scelta è ricaduta proprio su Malta?

La scelta di Malta è stata improvvisa e casuale. Ho deciso di andarmene dall’Inghilterra a malincuore, dato che a me piaceva molto vivere lì. Purtroppo, però, la situazione lavorativa era sempre più problematica a causa dei tanti lock-down. Un giorno, tramite un’amica che viveva già sull’isola, sono venuto a sapere che a Malta la situazione lock-down era molto tranquilla e semplicemente pensai “Perché no? Andiamo!”. Un saluto veloce ad Assisi, un cambio valigia necessario vista l’enorme differenza di meteo ed ero pronto.

Dove abiti precisamente?

Al momento abito a Gzira, una piccola cittadina lungomare nella regione centrale di Malta. Molto viva, centrale e multiculturale, è sicuramente una zona che consiglio.

Hai cominciato lavorando come cameriere mentre, adesso, lavori come CRM esecutivo. Puoi raccontarci i passi salienti della tua carriera?

Esatto, lavoravo come cameriere in Inghilterra e quando arrivai a Malta a febbraio 2021 trovai di nuovo lavoro come cameriere (in 4 giorni trovai ben 2 lavori!). Poi, a maggio 2021, entrai nel mondo dell’iGaming, che qua a Malta va veramente forte, inziando come “Game Presenter”, un croupier per un casinò online, per intenderci. Nel frattempo, riuscii a completare il corso di digital marketing e continuai a lavorare come blogger.

La mia piccola carriera iniziò a ingranare un po’ a dicembre 2021, quando venni promosso a Shift Supervisor. Quel lavoro non era male, anche se era molto stressante, ma non era quello per cui avevo studiato e, soprattutto, quello che mi piaceva fare. Dopo alcuni colloqui a novemebre 2022 entrai come CRM Operations Executive nell’azienda belga in cui lavoro attualmente. A giugno 2023, poi, venni promosso a CRM Executive, ottenendo più responsabilità, come gestire il sito web del casinò online dell’azienda ma anche tasks più affini a me, ad esempio, l’ideazione di campagne pubblicitarie e la scrittura di contenuti in inglese.

Hai fatto degli errori, in ambito lavorativo, che ti hanno insegnato qualcosa che ora vorresti condividere con i nostri lettori?

Non credo di potermi permettere di dare consigli a 27 anni, con solo 8 anni lavorativi alle spalle. Di errori ne ho fatti e continuerò a farli ma una cosa sicuramente l’ho imparata: mai accontentarsi. Se si dà il massimo, ci si comporta in maniera professionale, e, soprattutto, se non si ha paura di mettersi in gioco, le soddisfazioni arrivano.

Jacopo Stefanetti Malta

Stai anche avviando un’attività per far conoscere i prodotti della tua terra, l’Umbria. Ti va di parlarcene meglio?

Molto volentieri! Il progetto si chiama “Umbrieria” e l’obiettivo è quello di far conoscere i prodotti umbri anche a Malta. Ho appena iniziato, e sto ancora “addrizzando il tiro”, ma al momento vendo salumi, formaggi, legumi, composte e qualunque altro prodotto tipico tramite il mio sito web, sia ai clienti finali sia alle aziende maltesi.

I sapori umbri sono un po’ particolari, e spesso anche non molto conosciuti, ma io vorrei comunque concentrarmi su prodotti un po’ di nicchia, con sapori speciali che solo su Umbrieria è possibile assaggiare.

Come pensi di muoverti per far conoscere questa tua impresa?

Ad oggi, una delle armi pubblicitarie più potenti è sicuramente l’online, quindi la promozione tramite i profili social e su Google non mancherà. Malta però è piccola, e i maltesi sono molto uniti tra di loro, per cui dovrò sicuramente sfruttare il passaparola.

È facile, per un italiano, trovare lavoro lì?

Sì, è abbastanza facile, anche se le possibilità sono diminuite ultimamente. La comunità d’italiani qui è molto grande, per cui un lavoratore italiano è sempre apprezzato. Inoltre, anche ai maltesi stessi solitamente piace lavorare con gli italiani poi tutto dipende da quello che si cerca e dalle proprie capacità. Conoscere bene l’inglese, per esempio, apre molte più porte.

Quali sono i settori in cui è più semplice essere assunti?

Settori come l’iGaming e la finanza vanno molto forte e ci sono sempre tante posizioni aperte, anche se qui si trova molta concorrenza, e spesso si cerca la conoscenza fluente dell’inglese e di altre lingue aggiuntive, visto che la maggioranza delle aziende in questi settori sono nord europee.

Anche nel settore del turismo e della ristorazione si trovano molte offerte di lavoro, però, purtroppo, gli stipendi sono generalmente molto bassi e gli orari di lavoro non sono un granché.

Pensi che gli stipendi siano in linea con il costo della vita?

Al momento purtroppo non troppo. Di nuovo, dipende sempre da quello che si fa. Come menzionato sopra, i settori dell’iGaming e della finanza solitamente vengono pagati bene, mentre con turismo e ristorazione si fa molta fatica ad arrivare a fine mese.

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Come se non bastasse, insieme all’inflazione che ha colpito tutti, qui a Malta si è anche aggiunto un altro problema. L’isola è piccola, eppure quasi 600.000 persone vivono qui, quindi l’offerta di alcuni beni principali, ad esempio le proprietà in affitto, non riesce a soddisfare la domanda, dando vita a un’impennata dei prezzi.

Puoi dirci il costo di alcuni beni e servizi di uso comune?

Penso che il costo della vita qui sia un fattore molto importante da tenere in considerazione. La spesa al supermercato è costosa, soprattutto se si cerca un po’ di qualità. Questo purtroppo accade perché sull’isola c’è poca produzione interna, per cui quasi tutti i prodotti sono importati.

La benzina è ferma a 1.34/L, il che è un bene, questo grazie allo Stato che ha deciso di bloccare il prezzo. Se posso permettermi, però, sono un po’ scettico al riguardo: spero solo che non dovremo pagare le conseguenze economiche di questo blocco in futuro, o che non lo stiamo pagando già attraverso l’aumento della tassazione che c’è stato nell’ultimo anno.

Gli affitti sono un punto molto dolente: un monolocale nelle zone centrali ormai parte da € 900 il mese, anche se, fortunatamente, qui sull’isola le bollette sono molto basse, aggirandosi sui € 50 al mese (sempre riferito a un monolocale con 1 o 2 inquilini).

Come ti sei mosso per cercare un alloggio?

Quando sono arrivato a Malta sono stato ospitato da una mia amica, dopodiché ho trovato tutti i miei alloggi tramite FB marketplace. Qui, infatti, questo è il mezzo migliore per cercare una sistemazione, anche se, purtroppo, quasi tutti gli annunci vengono inseriti da agenti immobiliari. Ai proprietari, infatti, di solito non piace cercare inquilini da soli, e questo fa sì che si debba spendere soldi anche per le commissioni dell’agenzia.

Quali sono i prezzi medi e le zone in cui, secondo te, è possibile vivere bene spendendo il giusto?

Come detto, gli affitti nelle zone centrali partono da € 900 il mese per un monolocale, e €500 il mese per una camera in un appartamento condiviso. Questo nella regione centrale e nella regione nord di Malta, che sono le più richieste.

La zona sud-est di Malta è un po’ più economica, con i prezzi che scendono di almeno €100 / €150. Qui però di solito si è un po’ più lontani da tutto, soprattutto quando ci si sposta verso “l’interno” dell’isola o verso la costa meridionale (quella affacciata verso la Libia, per intenderci).

Se poi aggiungiamo bollette, benzina o trasporti, spesa e vita sociale, se ne vanno almeno €1.300 / €1.400 il mese se si vive da soli in un monolocale, oppure €900 / €1.000 vivendo in case condivise.

Per il rapporto prezzo e posizione (vicinanza al centro), zone come San Gwann, Birkirkara, Lija, Swatar, Qormi, Naxxar, Mosta, Iklin e altri paesi intorno al centro-nord di Malta, sono le migliori.

Com’è una tua giornata tipo?

La mia giornata tipo è abbastanza impegnativa, anche se sicuramente non molto diversa da quella di molti altri.

Solitamente mi sveglio alle 6:30/7:00. Al lavoro abbiamo orari flessibili e ho la possibilità d’iniziare fino alle 10:00 ma a me piace arrivare in ufficio per le 7:30/8:00 così da potermene andare prima. Questa flessibilità però mi permette di svegliarmi e fare colazione con calma. Di solito, vado a lavoro a piedi, così da farmi anche una bella passeggiata mattutina.

Al lavoro mi trovo molto bene e siamo un bel gruppo. Alle 16:00/16:30 esco dall’ufficio, e solitamente continuo a lavorare alla mia attività fino alle 18:00/18:30, sperando di non rimanere bloccato nel traffico mentre giro per l’isola per parlare con clienti, collaboratori o enti vari.

Se le forze me lo permettono, passo una mezz’ora in palestra, oppure mi siedo su una panchina vicino al mare. Poi cena, un po’ di relax guardando qualcosa su Netflix, passeggiata con il cane e via a dormire.

Il weekend è sempre libero e, anche se a volte lo sfrutto per portare avanti qualcosa della mia attività, solitamente è molto rilassante e faccio colazione e/o pranzo fuori, passeggiata lungomare o al centro commerciale, e varie cose.

Quali sono, secondo te, i pregiudizi più diffusi su Malta?

Non saprei bene, anche se spesso mi sembra di captare la convinzione da parte di molti italiani di trovare l’Italia anche qua a Malta, quasi come se l’isola fosse la 21esima regione del Bel Paese.

Certo, la comunità d’italiani è ampia, ai maltesi piace l’Italia e sono abbastanza simili a noi ma, se devo essere sincero, non ho visto troppe similitudini con la cultura italiana. Anzi, quando sono arrivato qui ho notato più similitudini con lo stile di vita anglosassone.

In ogni caso, Malta è una nazione a sé con una cultura propria, per cui, quando si arriva qui, si dovrebbe avere l’apertura mentale necessaria a immergersi in uno stile di vita più o meno diverso dal proprio.

Inoltre, Malta è molto pubblicizzata come un’isola divertente, focalizzandosi sulla movida, quindi, spesso si viene a Malta con il solo obiettivo di “fare festa”. Sicuramente l’intrattenimento qui non manca mai, durante tutto l’anno e ogni sera della settimana, però Malta offre anche dei luoghi che sono veramente dei gioielli da visitare.

E i pro e i contro del vivere lì?

Tra i pro inserirei la multiculturalità, le tante opportunità di crescita lavorativa e il clima mite. Tra i contro, purtroppo c’è un po’ di sovrappopolazione, le infrastrutture sono vecchie e ci sono troppe costruzioni che sporcano l’aria e rovinano il panorama.

Quali pensi che siano le differenze e gli eventuali punti in comune fra lo stile di vita maltese e quello italiano?

Non è una domanda facile, perché i maltesi sono tanto simili a noi quanto diversi. Infatti, fondamentalmente hanno uno stile di vita quasi anglosassone, soprattutto i più adulti che hanno vissuto Malta come colonia inglese fino al 1998.

Infatti, i maltesi guidano con il volante a destra, cenano molto presto, non danno la stessa importanza che diamo noi alla colazione e, anche a livello sociale, a loro piace molto raggrupparsi in un pub a bere qualcosa con gli amici e difficilmente le serate vanno oltre le 2:00/3:00 del mattino.

Come a noi italiani, però, ai maltesi piace molto muoversi in gruppo e sono molto socievoli e “caciaroni”.

Pensi che sia necessario sapere bene l’inglese sin da subito?

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Risposta semplice e veloce: sì, l’inglese è una delle lingue ufficiali di Malta e va conosciuta. Risposta complessa: dipende da quello che si cerca. L’inglese, come già detto, apre molte opportunità, che non si potrebbero avere se non si conosce questa lingua. È anche vero, però, che la comunità italiana è talmente grande che si riesce a trovare lavoro anche senza l’inglese, anche se probabilmente sarà un lavoro nel turismo o nella ristorazione. Per cui uno deve chiedersi, voglio andare a Malta per farmi un’esperienza di qualche mese, oppure ho in progetto di stabilirmi lì?

Inoltre, credo sia meglio parlare inglese già da subito, magari facendo un corso in Italia, per 2 semplici motivi:

  • Qua ci sono tanti italiani e molti maltesi parlano l’italiano (e vogliono parlare italiano perché gli piace), per cui è difficile parlare tutti i giorni inglese (a meno che non si lavori in aziende straniere come la mia);
  • L’inglese che viene parlato qui, anche se è lingua ufficiale, è “inquinato” e non nativo.

Personalmente, sento spesso di persone che vogliono venire sull’isola per imparare l’inglese, che poi non ottengono grandi risultati. Per cui, se il motivo per cui si viene a Malta è imparare la lingua, il consiglio è di fare un corso di 4/6 mesi in Italia e poi venire qui e fare di tutto per evitare di parlare italiano o tutti i propri sforzi saranno vanificati.

Quali sono state le principali difficoltà da affrontare e come le hai superate?

Ho lasciato l’Italia nel 2020, quindi non con un gran tempismo, per cui all’inzio la difficoltà più grande è stata tenere duro e non demordere, cercando sempre vie alternative per raggiungere i miei obiettivi.

Inoltre, a inizio 2022 un lutto in famiglia mi ha catapultato nel periodo più difficile della mia vita. Ho dovuto combattere con problemi personali per tutto l’anno e anche di più e ciò mi ha anche portato a tralasciare aspetti della mia vita quotidiana e delle mie relazioni personali.

Ho superato le difficoltà stringendo i denti e ricordandomi che il sole sorge ogni mattina, la vita continua e il nostro dovere è quello di andare avanti a prescindere da qualunque cosa accada, perché lo dobbiamo a noi stessi e a quelli che ci vogliono bene, proprio come mi ha insegnato mio papà.

E quali, invece, le gioie e le soddisfazioni?

Personalmente, il riuscire a costruirmi una vita qui, circondandomi di persone che mi vogliono bene e a cui voglio bene.

Professionalmente, sicuramente le promozioni a lavoro sono state grosse soddisfazioni ma la gioia più grande la sto avendo ora che sto iniziando una mia attività.

Cos’hai imparato, finora, vivendo lì?

Credo di essere cresciuto molto vivendo qua e di essere anche cambiato tanto. Ho imparato a essere più aperto ed espansivo, a mettermi in gioco e a non preoccuparmi di sbagliare. A differenza di prima, ora tendo a “buttarmi” di più sulle cose senza paura, anche se sempre con parsimonia.

Progetti futuri?

Al momento, il progetto principale è quello della mia attività, Umbrieria. Per qualche anno, da ora in poi, sarò sicuramente molto impegnato ad avviare questo progetto.

Inoltre, l’intenzione è anche quella di riprendere a scrivere come blogger/copywriter freelance.

Oltre a questo, onestamente, non lo so. Sicuramente tra i progetti c’è anche quello di rientrare a casa, in Umbria, che mi sta mancando sempre di più. Ogni volta che ritorno e riparto sento di lasciare un pezzo di cuore lì e, a un certo punto, non potrò fare altro che riavvicinarmi.

Per seguire e contattare Jacopo:

E-mail: stefanettijacopo@gmail.com

Sito web: https://umbrieria.com/

Facebook: Umbrieria – Taste of Umbria

Instagram: umbrieria