Islanda, natura vergine e fiabesca

 

La natura vergine e fiabesca, la cordialità degli abitanti e la vita tranquilla delle città compensano gli effetti delle temperature rigidissime. Tanto che Pamela de Sensi, trentenne flautista calabrese, nonché presidente dell’Associazione Italiana d´Islanda, nell’Isola vulcanica situata a Nord dell’Oceano Atlantico, dice di aver trovato il paradiso. Oltreché suo marito.

Sin dall’arrivo, nel 2003, non ha fatto del freddo un grande problema. E’ vero, quando ha lasciato il Sud Italia, qualche anno fa, era fine agosto, c’erano circa 37 gradi e in Islanda ne ha trovati solo 14. Ma subito i paesaggi incantevoli l’hanno “sciolta”. Merito anche del calore degli islandesi.

Dunque, il freddo non è un grande limite per chi voglia trasferirsi in questa terra?

Di sicuro non c´é l´afa dell´estate italiana.  Quest´anno a dicembre le temperature sono state più basse in Italia che a Reykjavík. Nel nord Islanda fa molto più freddo e non ci andrei a vivere. Le racconto un episodio.

Certo!

Arrivata in Islanda, sono andata al conservatorio di Holmavík, un piccolo comune di circa trecento abitanti, per insegnare. La scuola mi aveva offerto come alloggio un bellissimo villino sul mare a due piani. In quello inferiore abitava un eschimese con la sua famiglia, che usciva sempre prima di me per andare a lavoro.  Era sempre vestito con pantaloncini e maglietta a mezze maniche anche a 3 gradi.

E lei?

Beh, io uscivo per andare ad insegnare, vestita a cinque strati super imbottiti.  Una mattina vedo l´eschimese uscire con i pantaloni imbottiti e la giacca a vento. Confesso che in quel momento mi è venuto il panico. Ho telefonato a scuola per comunicare che quel giorno non sarei andata a lavorare. Anzi, non sarei uscita di casa. Solo in quell’occasione il freddo mi ha creato qualche difficoltà.

In poche parole com’è l’Islanda?

Pulita, ordinata, moderna, organizzata e molto tecnologica. Se ami la natura e ti affascina l´idea di vivere senza preoccuparti di chiudere la macchina, di essere scippato, questo Paese é perfetto.

E poi? 

Si vive benissimo. E’ il mio paradiso terrestre. E non solo dal punto di vista economico. Qui la qualità della vita è alta. L´economia non é statica e questo credo sia uno dei punti fondamentali per un Paese, anche se stiamo attraversando una gravissima crisi economica.

Quali sono le attività produttive più importanti?

La pesca é molto sviluppata. Importante è anche il settore dell´informatica.

La vita è costosa? 

Sì, molto cara. Ma, ad esempio, i prezzi di acqua e luce sono bassi.

Dunque, ora sarà difficile trovare lavoro. Vero?

Dopo la crisi economica é molto difficile. Comunque, gli islandesi sono molto accoglienti. E persone altamente qualificate nel proprio settore credo che non troverebbero difficoltà a trovare un impiego.

Ci sono tanti italiani?

Sì, esiste una comunità di italiani sparsa per tutta l´isola. Credo ci siano poco più di cento italiani.

Vengono accolti bene?

Gli islandesi amano l´Italia ed il mito che rappresenta dal punto di vista storico, artistico e culturale. Di conseguenza, sono amati gli italiani e la loro vitalità.

Lei vive a Kópavogur,  a cinque minuti di macchina dalla capitale. .
Ma com’è Reykjavík?

É il cuore dell´Islanda. Tutto é concentrato a Reykjavík. Questa città non ha niente da invidiare alle grandi capitali del mondo, solo in proporzione molto più ridotte.

E’ una città tranquilla?

Molto tranquilla. Ho vissuto per tanti anni a Roma e Reykjavík mi sembra una piccola città di provincia.

Ma dov’è meglio vivere?

Per il mio settore, musica classica, non potrei vivere se non nella capitale, che mi offre la possibilità di crescere dal punto di vista professionale. Reykjavík é un grande centro culturale in tutto il mondo. Da lì passano artisti internazionali.

Parlava della cordialità degli islandesi.

Sì, ho sposato un islandese. E’ un popolo fantastico e, soprattutto, sincero ed affidabile.

Cosa c’è da vedere in Islanda?

Non ci sono monumenti, ma la natura é davvero monumentale. Cascate, vulcani, laghi, ghiacciai, fiordi, stormi di anatre selvatiche e cigni.

Ci sono usanze particolari?

Togliersi le scarpe e camminare scalzi o con le pantofole in casa, nelle scuole e, spesso, anche negli uffici.

E la cucina?

I piatti tipici sono: le aragoste e la squisita carne di agnello, preparata al grill.

Veniamo alla lingua.

L’islandese è molto difficile, ma anche molto affascinante. Si é conservato nel tempo. Anche le parole come computer, bar, web hanno una loro traduzione islandese.

Come sono i collegamenti con l’Italia?

In estate ci sono voli diretti molto comodi, ma in inverno per andare in Italia sono necessari due voli. Tre per arrivare in Calabria, dai miei genitori. E questo é davvero un po´ pesante.

Aspetti negativi della vita in Islanda?

La lontananza dalla mia bella Italia, dalla mia famiglia e dai miei amici di infanzia.

Quali consigli dà a chi voglia  venire dalle sue parti?

Avere una buona conoscenza dell´inglese, non essere presuntuosi e pretendere tutto e subito, informarsi bene attraverso gli uffici consolari sulle possibilità lavorative.

Cosa colpirà subito chi arriverà in Islanda?

Lo spettacolo della natura ed il rispetto degli islandesi verso paesaggi davvero magici.

Pamela De Sensi islanda

Pamela de Sensi