Valerio, qual è stato il percorso professionale che ti ha condotto a Berlino?

Ho cominciato a interessarmi al giornalismo non ancora ventenne, scrivevo per un giornale locale del mio paese. Cronaca, ma soprattutto eventi e sport. Attraverso gli studi – laurea triennale e master a Milano – ho sviluppato la passione e ingrandito le mie conoscenze, iniziando le prime esperienze lavorative concrete: Mediaset, Linkiesta, un documentario in Kosovo. Berlino è stata un folgorazione, amore a prima vista. Non vedevo l’ora di fare un’esperienza all’estero e la capitale tedesca mi chiamava a gran voce.

Come e perché nasce il giornale online “Il Mitte”?

Nasce sulla via per Berlino da un’idea mia e della mia compagna, Elena. Ci eravamo resi conto di come in città mancasse un canale d’informazione in lingua italiana, nonostante una comunità in forte crescita. Allora abbiamo sviluppato un’idea innovativa di quotidiano, basata sull’immediatezza dell’online, un linguaggio semplice e intrigante, grande spazio alla grafica e una selezione di contenuti su misura sia per l’italiano che vive a Berlino, sia per quello che sta pianificando di trasferircisi. Ci stacchiamo dai vecchi modelli di giornalismo d’emigrazione italiano. Siamo i primi, almeno per quanto ne sappia io, a provare a costruire un prodotto editoriale di questo tipo.

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Il Mitte lingua italiana

Perché questo nome? Qual è il suo significato?

Il Mitte è il quartiere centrale di Berlino, lo abbiamo scelto per due ragioni: in primo luogo, perché suona bene in italiano ed è facile da memorizzare. In secondo luogo, perché Mitte è il quartiere-simbolo della città, il punto in cui, da Alexanderplatz alla Porta di Brandeburgo, Est e Ovest si sono fuse, il cuore pulsante della capitale tedesca di quest’ultimo ventennio a livello politico e culturale.

Quali sono gli argomenti trattati?

Si va dalla semplice cronaca, quindi aggiornamenti di quello che accade in città, alla politica. Grande spazio è riservato agli eventi, all’arte e alla cultura, tre elementi che caratterizzano Berlino e la sua linfa vitale. Abbiamo poi avviato alcune sezioni bilingue, per rivolgerci anche ai lettori tedeschi che amano l’Italia e la sua lingua. E una sezione, Scoprire Berlino, rivolta ai turisti, con consigli e suggerimenti dedicati a tutti coloro che desiderano scoprire la città.

Quindi un servizio completo a 360°, ma inizialmente con quale obiettivo è nato?

L’obiettivo è, fondamentalmente, quello di informare. Ma anche quello di aprire una finestra sulla città, aperta sette giorni su sette, nel tentativo di creare un ponte culturale tra italiani e tedeschi.

A chi si rivolge prevalentemente?

Come dicevo prima, i nostri lettori abituali sono di due tipi: gli italiani che risiedono a Berlino e quelli che, pur vivendo in Italia, hanno un interesse particolare verso la città: perché ci hanno vissuto in passato oppure perché vorrebbero venirci a vivere in futuro. Siamo diventati un punto di riferimento, mi dicono, anche per i giornalisti italiani, che da noi trovano spunti per articoli e storie interessanti sulla città.

Chi ti ha accompagnato in questa esperienza?

Le menti siamo io ed Elena, la mia compagna. In questi mesi ci siamo avvalsi di un gruppo di collaboratori volontari, una ventina, che hanno contribuito con grande entusiasmo al progetto e che non smetteremo mai di ringraziare. Ovviamente, le porte sono sempre aperte a nuovi collaboratori e a proposte di qualsiasi tipo.

Che tipo di riscontro sta ottenendo?

Sinceramente non ci aspettavamo di ottenere questa visibilità. Oggi abbiamo circa settantamila lettori al mese, una buona cifra per un progetto autofinanziato. Nel frattempo abbiamo suscitato parecchio interesse, hanno parlato di noi diversi media tedeschi – RBB, Cicero, Süddeutsche Zeitung – e italiani – Repubblica, Corriere della Sera, Fatto Quotidiano, Rai e Mediaset. Una grande soddisfazione, noi ce la mettiamo tutta per fare un buon lavoro.

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Il mondo del giornalismo a Berlino in quali condizioni versa?

Ci sono diversi quotidiani locali dal discreto successo. Berliner Morgenpost, Berliner Zeitung e Tagesspiegel, sono prodotti editoriali interessanti. Come spesso accade in Germania, però, è la stampa più attenta al gossip (e qui mi riferisco a BZ, una Bild in miniatura) ad ottenere successo in edicola. Le testate più “serie” hanno qualche difficoltà, ma in generale c’è un ecosistema particolarmente elettrico, soprattutto nel campo delle riviste di settore. Il numero di webzine e magazine dedicati alla musica, alla moda e alle tendenze, nati negli ultimi anni è impressionante. Segno di un grande fermento editoriale che, se da un lato rischia di saturare il mercato, dall’altro è un ottimo segnale.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sta uscendo il mio primo ebook, “Tutta un’altra notizia” (goWare), un manuale di giornalismo che dà poco spazio alle lamentele e tanto alla propositività. Ci trovate strumenti pratici, suggerimenti e proposte concrete per costruire l’informazione del futuro, sia da un punto di vista editoriale, sia da un punto di vista economico. L’altro progetto a cui sto lavorando, invece, prevede un lavoro di riprogettazione ed espansione de Il Mitte. Ma di questo, al momento, non posso dire di più…

www.ilmitte.com

redazione@ilmitte.com

A cura di Nicole Cascione