Imparare l’inglese con il metodo Moxon

Ha da poco pubblicato Keep Calm e impara l’inglese e dal 2012 ha portato il suo metodo di insegnamento dell’inglese, il metodo Moxon, nel Web e su Skype.

Abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Jeremy Kemp, ideatore e fulcro di Moxon English, e fargli qualche domanda circa il suo metodo per imparare l’inglese, le lezioni via Skype e, ovviamente, il suo nuovissimo libro.

imparare l'inglese

Prima di tutto, ci racconti come sei arrivato in Italia Jeremy?

In Italia sono arrivato dopo la mia Laurea in Psicologia, con l’intento di seguire un progetto per una seconda laurea. Perciò, mentre vivevo in Italia, ho pensato di sfruttare l’insegnamento dell’inglese per guadagnare  con internet e, da lavoro temporaneo che era, l’insegnamento dell’inglese è diventato la mia professione e l’Italia la mia seconda casa.

Mentre, il tuo metodo, il metodo Moxon, come lo hai elaborato?

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Prima di rispondere alla domanda, mi piacerebbe dire che la mia missione è quella di cambiare il modo in cui si impara e, ovviamente, si insegna l’inglese.

Infatti, come si può immaginare, l’insegnamento dell’inglese è la mia passione e adesso più che mai grazie ai corsi di inglese via Skype, il sito web, gli articoli e il libro appena uscito.

Ad ogni modo, ho scelto di elaborare un mio metodo perché mi sono accorto che i metodi tradizionali, quelli delle scuole di lingua dove lavoravo all’inizio della mia permanenza in Italia, non erano efficaci, perciò – mettendo insieme due esperienze precedenti, quella dei miei studi universitari (la psicologia) e un’esperienza di lavoro con i bambini autistici – ho elaborato un mio metodo, il metodo Moxon appunto, che tuttora seguo e tramite cui insegno agli alunni che decidono di imparare l’inglese con me.

Di cosa si tratta? Come descriveresti il metodo Moxon?

Il punto focale del metodo Moxon è che si tratta di un metodo attivo e, soprattutto, basato sul parlato. Infatti, fin dalle prime ore di lezione, i miei alunni cominciano a parlare e a tenere una breve o media conversazione e a svolgere una serie di esercizi in cui il parlato sia al centro di tutto.

Diversamente dai metodi tradizionali, infatti, dove si svolgono moltissimi esercizi scritti e in silenzio, con il mio metodo, la grammatica, i vocaboli e tutte le diverse capacità di espressione in inglese si acquisiscono parlando. Come psicologo, infatti, ritengo il parlato un comportamento e lo sottolineo perché diventi, nell’alunno, il cuore dell’apprendimento stesso.

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Come sei arrivato al mondo del web?

Quando ho iniziato ad insegnare l’inglese, come molte altre Scuole di Lingua, avevo un mio sito web e svolgevo lezioni frontali a Padova.

Però, nel corso del tempo, la richiesta di svolgere delle lezioni via Skype è venuta direttamente dai miei allievi che, per motivi personali, di lavoro o perché non avevano possibilità di spostarsi dalla periferia a Padova città, hanno cominciato a chiedermi sempre di più di fare loro lezione via Web.

Perciò, tre anni fa, ho deciso di chiudere i corsi frontali e di svolgere solo lezioni di inglese online.

Segui tutti i tuoi allievi da solo oppure hai una squadra?

No, per fortuna non sono solo. Al momento, ho 15 collaboratori, tutti madrelingua, formati da me e che seguono il mio metodo e, alcuni di loro, esattamente come me, parlano anche l’italiano e quindi possono aiutare soprattutto i principianti all’inizio del loro percorso di apprendimento.

Quali sono i tuoi 3 studenti tipo?

La prima categoria è sicuramente quella del professionista o dell’impiegato che, non volendo seguire un corso di Business English, preferisce più un corso di tipo “Social English” perché vuole imparare l’inglese per rapportarsi con i colleghi, i clienti, i fornitori, oppure perché ha necessità di intrattenere conversazioni durante i momenti sociali (al ristornate, al bar, etc.).

La seconda tipologia sono coloro che devono prepararsi per un Certificato di lingua inglese, come ad esempio IELTS o TOEFL. Infine, il terzo tipo, coloro che lo fanno per passione o perché sognano da tanto tempo di imparare l’inglese e hanno deciso di mettersi alla prova.

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Ti capitano anche persone che vogliono lasciare l’Italia e trasferirsi all’estero?

Certamente. Molti mi contattano perché hanno in testa di voler andare via dall’Italia per cercare lavoro. Altri hanno già un contatto o il colloquio fissato e si vogliono preparare, altri ancora dovranno lavorare in Italia ma per una azienda straniera e quindi vogliono prepararsi e, infine, abbiamo anche studenti che – pur vivendo all’estero, ad esempio a Londra, in Messico, in Australia, in Germania – vogliono comunque migliorare l’inglese con un metodo ben preciso e seguono il mio corso anche vivendo già fuori dall’Italia. Infatti, con Moxon English l’idea di base è che si raggiunge un livello proficiency di inglese in 6 mesi.

Parliamo delle lezioni via Skype: come sono strutturate, soprattutto per chi è principiante?

Ogni studente, prima di iniziare il corso, sostiene un “colloquio” con me in modo che possa stendere un programma e un piano di studio.

In più, una volta che si comincia il corso, i principianti possono contare su uno strumento molto utile, una lavagna virtuale, che permette di puntare moltissimo sulla visualità e sull’apprendimento tramite immagini.

Dopo di ché, cerchiamo sempre di incrementare i piccoli successi, dei goals, negli studenti, in modo che siano sempre spronati a migliorare e a crescere di livello. Il tutto, come dicevo, in maniera parlata, persino gli esercizi di grammatica.

E per coloro che hanno un blocco e non riescono a parlare in inglese?

Quasi tutti, anzi direi tutti i miei studenti (a meno che non abbiano un livello molto buono), provano una certa “ansia nel parlare inglese”.

Si tratta di una cosa comune in tutti coloro che parlano inglese per la prima volta o che imparano una lingua straniera, perciò noi cerchiamo di lavorare in modo da mettere lo studente a proprio agio e lavoriamo con lui perché impari, almeno all’inizio, a convivere con questa piccola “ansia”.

Il gioco è quello di imparare a ridurla per poi abbandonarla del tutto!

Mentre per coloro che si rivolgono a te per superare gli esami di IELTS e/o TOEFLS, in quanto tempo possono prepararsi?

Per questo tipo di certificati, in 10 o 20 settimane è possibile ottenere una buona preparazione ma, chiaramente, in questo caso noi insegniamo a superare l’esame e quindi ci concentriamo molto sugli esercizi e sulle prove. Inoltre, per questo tipo di corso è necessario avere una certa base di inglese e un buon livello di partenza.

Gli italiani come studenti, come si approcciano all’inglese è una tendenza in crescita quella di voler imparare e migliorare l’inglese oppure rimane una di quelle cose che gli italiani fanno un po’ contro voglia?

Tra gli italiani c’è sicuramente una presa di coscienza nei confronti dell’inglese e si riconosce sempre di più la sua importanza nella vita di tutti i giorni.

Purtroppo, anche se si tratta di un piccolo luogo comune, la preparazione dell’inglese, nelle scuole italiane, non per niente buona e, spesso, gli studenti che vengono da me non hanno mai avuto la possibilità di sperimentare una buona preparazione scolastica e quindi sono anche svogliati nei confronti dell’inglese.

Tra l’altro, ci sono errori specifici che gli italiani commettono spesso e, molte volte, li commettono proprio perché a scuola hanno appreso delle nozioni errate.

Spesso si pensa che gli italiani siano un po’ senza speranza nei confronti dell’inglese, tu cosa ne pensi?

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I luoghi comuni nei confronti degli italiani sono moltissimi e, nella mia esperienza, devo dire che nessuno di questi luoghi comuni ha avuto fondamento.

Comprendo molto gli italiani che, avendo avuto una brutta esperienza a scuola, devono orientarsi tra corsi, libri, siti web, etc. e possono sentirsi persi o scoraggiati.

Il nostro punto di partenza è proprio quello di partire da questo “disagio” e andare oltre con successo.

Keep Calm e impara l’inglese, cosa ci puoi dire?

Il mio libro, Keep Calm e impara l’inglese è un manuale in cui il lettore/studente può trovare tante idee, diverse e innovative, per apprendere la lingua inglese.

Queste idee possono essere messe in pratica anche da soli, anche se noi consigliamo sempre una guida, quanto meno per il primo approccio, e sono divise in 10 capitoli; ogni capitolo tratta un modo diverso per apprendere l’inglese. Ad esempio televisione e film, lettura, i vocaboli, etc.

Un esempio?

In ogni capitolo, il lettore, può trovare quelli che io chiamo giochi: attività che richiedono sempre una applicazione verbale.

Ad esempio, guardare la televisione in inglese è una attività molto valida ma è sicuramente più valida e formativa se, mentre la si guarda, si fanno degli esercizi/giochi per rendere questa attività non solo passiva ma anche attiva.

Rientra quindi in questa sfera, per esempio, il gioco dei sottotitoli in cui, mettendo in pausa la TV e ripetendo ad alta voce l’ultima battuta di un personaggio, si diventa parte attiva e si apprende in maniera più divertente, immediata ed efficace.

Quali sono le cose che ti hanno dato più soddisfazione nel tuo lavoro?

La soddisfazione più grande è sicuramente il contatto con lo studente, la persona che viene da me. Al momento, io non insegno più tanto ma, dopo 20 0 30 ore di lezione, quando sento gli studenti e posso constatare il loro miglioramento, per me è motivo di grande soddisfazione.

Lezioni in aula? Sì o no? Tornerai mai a farle?

Penso di no, o meglio, preferisco la modalità via Skype e penso proprio che il futuro dell’apprendimento sia il mondo del Web.

Ci sarà sempre un posto per il contatto frontale ma per Moxon English il presente ed il futuro è online.

METODO MOXON PER IMPARARE L’INGLESE