“Durante una gara motociclistica nel maggio del 1978, dopo aver attraversato la Tunisia, facemmo tappa a El Jem. Davanti al grande Colosseo romano, mia moglie mi disse in veneto: Amore, quando andremo in pensione, vorrei vivere in Tunisia.” E così, dopo una vita intera passata in Italia, Giancarlo e sua moglie hanno scelto di vivere la pensione in Tunisia, per mantenere quella promessa fatta tanti anni prima.

Giancarlo, di dove sei originario?

Sono nato a Sossano, in provincia di Vicenza, il 26 ottobre 1942. Ho iniziato a lavorare molto giovane: a soli 12 anni come apprendista barista. A 18 anni ho avviato il mio primo bar ma, non essendo ancora maggiorenne, ho dovuto intestare la licenza a mia madre. Sono felicemente sposato e lo scorso anno io e mia moglie abbiamo festeggiato 60 anni di matrimonio. Abbiamo sempre condiviso tante passioni, soprattutto quella per le moto: insieme abbiamo viaggiato dal Sahara fino alla Norvegia, attraversando anche diversi Paesi dell’Est Europa. Per quattro anni sono stato campione di mototurismo. Nel corso della vita ho anche conseguito il brevetto di pilota d’aereo. Inoltre ho sempre praticato sport come nuoto, golf e tennis, attività che ho condiviso con mia moglie.

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Quando e perché hai deciso insieme a tua moglie di trasferirti in Tunisia?

Avevamo deciso di trasferirci già diversi anni prima, ma dopo l’attentato al Museo del Bardo abbiamo preferito sospendere il progetto. Abbiamo aspettato ancora qualche anno e, quando finalmente sembrava tutto pronto, ci fu un altro attentato a Sousse, quello in cui vennero colpiti i turisti sulla spiaggia. Anche in quell’occasione abbiamo rimandato. Nel 2018, finalmente, la Tunisia ci sembrava tornata tranquilla e abbiamo ripreso il nostro sogno. In realtà il desiderio di vivere lì nasceva da molto lontano: durante una gara motociclistica nel maggio del 1978, dopo aver attraversato la Tunisia, facemmo tappa a El Jem. Davanti al grande Colosseo romano, mia moglie mi disse in veneto: “Amore, quando andremo in pensione, vorrei vivere in Tunisia.”

Trasferirsi in Tunisia da pensionati: esperienza e consigli di Giancarlo

Perché avete scelto proprio la Tunisia?

In Italia avevamo un’attività commerciale stagionale, aperta da marzo a settembre. Con l’arrivo di ottobre sentivamo il bisogno di trascorrere un periodo in un luogo vicino ma dal clima più caldo e la Tunisia è diventata la nostra meta ideale. Così, per circa vent’anni, abbiamo trascorso lì le nostre vacanze, cambiando spesso località e scoprendo ogni volta angoli nuovi del Paese.

Dopo una vita passata in Italia, non vi spaventava l’idea di avere a che fare con una nuova cultura ed una nuova lingua?

Dopo una vita intera, abbiamo scelto la Tunisia anche per mantenere quella promessa fatta tanti anni prima. Inoltre, dopo così tanti anni trascorsi lì in vacanza, conoscevamo bene gli usi, i costumi e le leggi tunisine e questo ci ha fatto sentire il Paese ancora più familiare e vicino a noi.

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Quali sono i pro e i contro del viverci?

Noi ci siamo trovati bene fin da subito, senza particolari problemi e con davvero pochi aspetti negativi. Uno dei principali vantaggi è sicuramente il costo della vita. Anche la sanità, pur essendo a pagamento, è veloce ed efficiente. Con i tunisini abbiamo instaurato un ottimo rapporto. Proprio in questi giorni si celebra l’Aid el-Kebir, la festa del montone, una tradizione molto sentita: secondo l’usanza si macella una pecora e la carne viene poi divisa tra la famiglia, gli amici e le persone più bisognose. Molti vicini, che abitano nel nostro stesso condominio ci hanno portato piatti di capretto o di pecora, preparati arrosto, alla griglia o allo spiedo. Credo che avremo da mangiare per un’intera settimana!

Avete fatto un sopralluogo preventivo prima del trasferimento?

Sì, nell’ottobre del 2018 siamo partiti per cercare casa.

Trasferirsi in Tunisia da pensionati: esperienza e consigli di Giancarlo

Consiglieresti il trasferimento ad altri pensionati come voi?

Sì, però secondo me sarebbe importante trascorrere almeno un mese prima di prendere una decisione definitiva. È il tempo necessario per conoscere davvero molti aspetti della vita del posto: le abitudini, la religione, le leggi e il modo di vivere quotidiano. Molti si fermano soltanto una settimana, ma per me è troppo poco per capire veramente un Paese e valutare se può diventare la propria casa.

Ci racconti una vostra giornata tipo?

Le nostre giornate sono sempre diverse: a volte facciamo un giro in bicicletta, altre andiamo a giocare a golf oppure prendiamo la macchina per visitare le località vicine. Non ci annoiamo mai.

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Da quando vi siete trasferiti ad oggi, avete mai avuto ripensamenti, dubbi?

Non abbiamo mai avuto ripensamenti. Quando torniamo in Italia per andare a trovare i nostri figli, di solito restiamo una quindicina di giorni, ma dopo appena tre giorni iniziamo già a sentire la mancanza della Tunisia.

Trasferirsi in Tunisia da pensionati: esperienza e consigli di Giancarlo

Un messaggio per tutti i lettori di Voglio Vivere Così Magazine:

Cosa mi sento di consigliare? Di provare a vivere qui almeno un anno: dopo questa esperienza, il 97% delle persone decide di restare. Il popolo tunisino è gentile e disponibile. Qualsiasi cosa si chieda, spesso si riceve una risposta accompagnata da un sorriso. A mia moglie capita spesso che qualcuno le dia una mano a portare la spesa fino alla macchina: sono piccoli gesti che fanno piacere e che ti fanno sentire accolto. Un consiglio importante, però, è quello di diffidare dalle agenzie improvvisate. Ci sono persone che incontri davanti a un supermercato o in un bar che, appena capiscono che sei arrivato da poco, ti propongono case o si offrono di sistemarti i documenti. Meglio affidarsi sempre ad agenzie serie, con un ufficio vero e un recapito chiaro, così da evitare problemi e muoversi con maggiore tranquillità.