Gabriele e i suoi primi tre anni a Montreal, Canada

“La cultura italiana è qualcosa di bellissimo e unico e noi, con la nostra associazione, cerchiamo di farla conoscere tramite due canali: i social media e gli eventi”. La Montreal Young Italian Canadian Association è un’associazione rivolta ai giovani italo canadesi e ai nuovi italiani arrivati in territorio canadese, fondata da Gabriele, trasferitosi in Canada nel 2012. Il desiderio di un cambiamento radicale ha portato Gabriele da Roma a Montrèal, dove, oltre ad occuparsi della sua associazione, lavora per un’azienda italiana che si occupa di progettazione e costruzione di parti strutturali per aerei. Questo trasferimento ha permesso a Gabriele di pensare ed operare in un contesto più favorevole rispetto a quello italiano e di mantenere le proprie tradizioni e la propria cultura in un Paese che gli permette di farlo.

Gabriele, vivi in Canada da tre anni, ma andando a ritroso nel tempo cosa ti ha spinto a volare oltreoceano?

La voglia di mischiare un po’ le carte nella mia vita. Ero arrivato ad un punto di stallo che poteva risolversi solo con un cambiamento radicale.

Di cosa ti occupi a Montreal?

Mi occupo di vendite nel settore aeronautico. Lavoro per un’azienda italiana con sede a Montreal che progetta e costruisce parti strutturali per aerei.

Gabriele - Vivere a Montreal - Canada

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Sei il fondatore della Montreal Young Italian Canadian Association, un’associazione rivolta ai giovani italo canadesi e ai nuovi italiani arrivati in territorio canadese. Ci racconti qualcosa in più?

La cultura italiana è qualcosa di bellissimo e unico. Le comunità italiane all’estero sono tante. Gli italiani all’estero hanno avuto un’ascesa sociale, partendo da zero, che raramente ha pari. E tutto questo lo hanno dovuto raggiungere combattendo anche contro la discriminazione. Mi sembrava giusto iniziare un progetto che potesse aiutare il mio Paese.

Quando e perché nasce? Con quali finalità?

Quando sono arrivato qui, nel 2012, sono entrato presto in contatto con la comunità italiana di Montreal che è molto vasta. La cosa che ho notato è stato l’attaccamento alle tradizioni e ai valori italiani che in Italia sono in parte scomparsi o che hanno subito un cambiamento. Era come se il tempo si fosse fermato a 50/60 anni fa. Era bello vedere e sentire tante cose che in Italia non esistono più, ma, d’altra parte, ho sentito il bisogno di “aggiornare” i giovani e metterli in contatto con la “nuova Italia”, senza cancellare le tradizioni che saggiamente hanno mantenuto. Questo poteva offrire loro anche un punto di riferimento nella comunità che fino a quel momento mancava. Nel 2013 ho registrato l’associazione con l’obiettivo di creare un ponte tra l’Italia tradizionale e l’Italia moderna (non a caso il simbolo è un aereo di carta) e dare un punto di riferimento sia ai giovani italo canadesi che ai nuovi italiani arrivati a Montreal. E’ un’associazione apolitica, non religiosa e no profit.

Di cosa si occupa nello specifico?

Cerchiamo di far conoscere la nuova cultura italiana tramite due canali: i social media e gli eventi. Ogni settimana, sulla nostra pagina Facebook diamo spazio ai nuovi artisti italiani, spesso emergenti e cerchiamo di veicolare le nuove tendenze che vanno di moda in Italia in questo momento. Organizziamo diversi eventi sempre utili allo scopo. Ad esempio, l’ultimo che abbiamo realizzato, “A Night in Rome”, voleva ricreare l’atmosfera romana all’interno dell’unica pizzeria a taglio di Montreal: abbiamo dato spazio ad un fotografo italo canadese che ha esposto le sue foto della Città Eterna e abbiamo creato una playlist musicale che comprendesse solo artisti romani vecchi e nuovi, il tutto accompagnato da pizza al taglio, prosecco e caffè.

Hai affermato che la comunità italiana presente sul territorio è molto vasta…

Assolutamente sì. In Quebec sono quasi 300 mila. Parliamo di italo canadesi, cittadini canadesi con origini italiane.

Il Canada è un sogno per molti italiani, ma quanto è difficile allo stato attuale entrarci?

Diciamo che entrare è facile. E’ rimanerci il problema. Anche io, che sono arrivato qui già con un permesso di lavoro, sto facendo i salti mortali per poter ottenere la residenza.

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Quali sono i tuoi consigli nello specifico?

L’unico consiglio che posso dare è quello di non fidarsi mai del “sentito dire” o del passaparola. Può essere utile dopo aver raccolto tutte le informazioni, ma non all’inizio.

Qual è l’aspetto che non andrebbe assolutamente sottovalutato?

La compilazione delle carte per ottenere il permesso di lavoro o il WHV o la residenza. Un piccolo errore e la tua domanda viene rifiutata senza possibilità di appello. Non sempre è necessario rivolgersi ad un avvocato: io ad esempio ho fatto tutto da solo. Ma dipende dalla conoscenza della lingua e dalla confidenza che uno ha. Per un minimo di incertezza, rivolgersi ad un avvocato potrebbe essere la soluzione migliore.

Cosa può offrire in più rispetto all’Italia?

Prima di rispondere vorrei chiarire che sono uscito dall’Italia per tornarci. Non abbandono il Paese che mi ha educato e formato. Spero che l’Italia un giorno sia in grado di offrire quello che ora offre il Canada: rispetto, meritocrazia e multiculturalità.

Gabriele, come e in cosa è cambiata la tua vita da quando ti sei trasferito in Canada?

La mia vita non è cambiata. E’ il contesto che è cambiato. Il mio carattere e il mio modo di pensare ora operano in un contesto favorevole che prima non c’era.
Mantengo le mie tradizioni e la mia cultura in un Paese che mi permette di farlo.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Anni fa avrei risposto dicendo di voler fare il politico. Ora rispondo semplicemente che mi adopererò per il bene delle comunità italiana di Montreal.

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A cura di Nicole Cascione