Spesa: dove ci sono i prezzi più bassi in Europa

 

Quanto costa un litro di latte in Irlanda? E un pacco di pasta o di riso in Spagna? Qual è il prezzo che paghiamo per mangiare e bere in Europa? A rispondere a queste domande ci ha pensato l’Eurostat, l’ufficio statistico della UE, che ha raccolto i dati degli Stati membri relativi alla politica delle spese nel Vecchio Continente per il pane, i cereali, il vino, la carne, il pesce e altro. Dalla ricerca che prende in considerazione gli indici di livello di prezzo, che forniscono una comparazione rispetto alla media considerando anche il potere d’acquisto fornito dal cambio reale, emerge un ritratto dell’Europa molto diversificato e frammentato, ben lontano da quella idea di “unione” economica che si vuol creare. Differenze tali per cui da uno Stato all’altro dell’Unione si possono trovare prezzi tre volte più alti. Si va dagli eccessi della Svizzera, che risulta essere la nazione più cara per bevande e alimenti, alla convenienza dell’Albania che ha per esempio i tabacchi più a buon mercato.

Prendendo a riferimento base 100, l’Italia si posiziona come l’ottavo Paese d’Europa più caro per mangiare. I prezzi dei generi alimentari sono infatti tra i più alti dei 28, sopra la media europea: pane, pasta e cereali sono i quinti più cari in Ue; latte, uova e formaggio i sesti più cari, mentre la carne è la nona più cara. Meglio, paradossalmente, sul fronte di alcol e fumo, dove i prezzi italiani si avvicinano a metà classifica, restando appena sotto la media Ue: le sigarette in Italia sono le undicesime più costose d’Europa, vino e alcolici sono i tredicesimi più cari. Guardando ai singoli prodotti alimentari, pane e cereali sono al 116 per cento nella Penisola, la carne a 112 e latte, latticini e uova al 121 per cento.

I dati confermano i Paesi nordici come i più costosi per cibo e alcol, mentre i Paesi dell’Est come i più economici. Il più dispendioso in assoluto è la Danimarca, dove il costo per mangiare e bere è record, una volta e mezza il costo medio europeo (145% rispetto alla media Ue fissata a 100), con pane e carne più cari d’Europa, seguita da Svezia (124%) e Austria (120%), Irlanda e Finlandia (119%) e Lussemburgo (116%). In generale, dunque, in tutti i paesi scandinavi i prezzi al consumo sono nettamente superiori alla media europea.

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Per quanto riguarda le bevande non alcoliche, la ricerca di Eurostat ha evidenziato che la Svizzera si collocherebbe al primo posto fra i paesi più cari. Anche se si tratta di un paese non facente parte della Ue, l’Eurostat la include nella statistica tra i paesi limitrofi. Nello stato elvetico sono quasi proibitivi i costi della carne che gli svizzeri pagherebbero il 254% rispetto al 100% europeo, in pratica costa oltre 2 volte e mezzo quello che mediamente si paga nell’Unione. Poco sotto la Svizzera si colloca la Norvegia con un indice 159 sui generi alimentari e sulle bevande non alcoliche, mentre addirittura gli alcolici si attesterebbero su un valore attorno ai 250 e i tabacchi a 220. Il prezzo del tabacco è assai elevato anche in Gran Bretagna dove l’indice di acquisto è di circa 218, mentre gli alcolici si aggirerebbero attorno a 163, tutti dati sopra la media Ue.

E allora dove conviene acquistare cibo e bevande? I Paesi decisamente meno cari, secondo Eurostat, sono quelli dell’Est, come Bulgaria, Romania e Polonia dove l’indice di acquisto dei prezzi dei generi alimentari e delle bevande è di circa il 63% della media europea. Da segnalare il prezzo dei tabacchi in Albania che si attestano al 34% della media continentale. Spesa “low cost” anche in Spagna dove il prezzo del pane e cereali rimane al di sopra della media UE, ma in generale, quasi tutti gli acquisti sono più economici in particolare per alcol e tabacco. L’analisi vede gli spagnoli al di sotto della media UE in categorie come la carne (85%), il prezzo del pesce (88%) e latte, formaggio e uova (96%), così come frutta e verdura sono tra le più economiche dell’Unione. Prezzi competitivi anche nel vicino Portogallo.

Il Paese meno caro per i generi alimentari è invece la Polonia, con prezzi quasi dimezzati (63%, un po’ sopra la metà della media Ue), con il pane più economico d’Europa e carne, latte, formaggi e uova i terzi meno cari dei 28. A seguire Romania (64%), Bulgaria (70%), Lituania (78%), Repubblica ceca e Ungheria (79%). La birra o il whisky più cari, invece, sono quelli irlandesi (175%), seguiti da Finlandia (172%) e Gran Bretagna (163%), mentre il bicchiere più economico è in Bulgaria (64%), Romania (72%), e Ungheria (74%). Il pacchetto di bionde più esoso, invece, è in Gran Bretagna (218%), poi in Irlanda (189%) e Francia (127%). La fumata più a buon mercato è ancora in Bulgaria, dove le sigarette costano la metà (50%), poi Croazia e Lituania (56%). Ancora più conveniente è fare la spesa in Macedonia, al 58%. Qui comprare i tabacchi costa appena un quarto della media UE, il 25%, e dove è convenientissimo spendere in alberghi e ristoranti.

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Da segnalare, infine, il caso della Grecia, che pur vivendo ormai da tempo una grossa crisi economica, mantiene i prezzi di prodotti essenziali – come il formaggio, latte, uova, pane e cereali – al di sopra della media europea. Questo probabilmente a causa dei successivi aumenti di IVA che l’isola ha maturato negli ultimi anni.

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Enza Petruzziello