Vivere a Formentera: la storia di Silvio e Monica

Formentera, l’isola più piccola abitata dell’arcipelago delle Baleari, per chi sa guardare al di là dei motorini e i quad sfreccianti, gli yacht, i vip e las fiestas sulla playas, che l’anno resa famosa, è molto più che un’isola di spensierate vacanze. Per alcuni decidere di vivere a Formentera può diventare un volano per un “cambio di vita”. Questa piccola oasi adagiata sul Mediterraneo si presenta con due punte importanti, da faro a faro, Cap de Barbaria e La Mola. Si compone poi di borghi e minuscoli nuclei abitativi, tra i quali: il notissimo Es Pujol (frequentatissimo soprattutto da turisti italiani in estate), e i meno battuti dai vacanzieri: La Savina, Sant Francesc, Sant Ferran, Es Calò, El Pilar de la Mola…

vivere a formentera

È alla Savina, immersa nello sconcertante paesaggio delle saline, che la produttrice Monica Timperi e il regista Silvio Bandinelli (di genere hard) si sono trasferiti, lasciando le colline del Chianti. “Quelle rosse, che non si chiamano ancora shire, e dove ci sono ancora i compagni …” spiega con una punta d’ ironia Silvio Bandinelli. Hanno lasciato l’Italia nel settembre del 2009 per trasferirsi a vivere, con la loro bimba di 7 anni, sulla isla.

Dopo una lunga carriera nella produzione di film porno, dove Bandinelli cerca d’imporre al genere, un suo stile personale, trattando temi di attualità con la propria impronta “schierata a sinistra” (Cuba, Forza Italia), vende la sua casa di produzione e parte. In Spagna, apre una società di diritto spagnolo e prosegue nella sua attività. “Formentera è stata da subito un’attrazione molto forte. Abbiamo subito l’energia, il magnetismo, la magia … tutte parole che io, essendo un grande razionalista, “marxiano”, non capisco troppo… però, in effetti, siamo stati stregati”, spiega il regista.

vivere a formentera

All’innamoramento per l’isola si unisce una voglia di rimettersi in gioco, di cambiare vita, fuori dal proprio paese, perché “esauriti dall’Italia”.

Esauriti dal Berlusconismo, dalla gente che non ha più senso di nulla. E questo lo dice un porno regista…! Non c’è più il senso della collettività, del sé. L’ho fatto anche per la mia famiglia. Ho due figli grandi, studiano tutti e due a Londra. Mia figlia che studiava a Siena, si è sentita dire a chiare lettere, vai via! L’altra, la più piccola, non me la sentivo di farla crescere in Italia … un paese fallito, per dirla alla Grillo.” Ma la motivazione è anche professionale. Eh sì, perché il Bel Paese, ultimamente, legifera molto, però non a favore di un certo tipo d’impresa. Nel 2009 viene introdotta la porno tax. Con la “fantasia” politica, che contraddistingue l’attuale governo, viene introdotto un 25% in più di addizionale irpef per l’industria del porno (contributo che dovrebbe confluire nel Fondo Unico per lo Spettacolo, e mantenere, praticamente, in piedi i teatri e gli enti lirici a rischio di chiusura. N.d.r.). “Questo significava”, incalza Monica, “pagare il 75% sul reddito. Ossia, diventare dipendenti di Stato … di questo Stato, poi!”. In Spagna, invece, con una s.r.l. è tutta un’altra vita. Alla fine dei conti, e considerate tutte le deducibilità, il risparmio rispetto all’Italia e del 50% circa. Questo riguarda anche i dipendenti. Qui i dipendenti ti costano meno e guadagnano di più. Se un dipendente in Italia guadagna 1.000 euro all’impresa costa 2.000 euro, qui ti costa 1.500…”

vivere a formentera

Ma, nelle parole di Silvio e Monica si denuncia anche un certo degrado sociale, culturale e la ricerca di uno stile di vita più autentico.

In Italia, ormai, quello che conta è apparire, vestirsi, comportansi in un certo modo … sei obbligato a consumare…. Ti attacchi a delle stupide consolazioni … per non fermarti a guardare, guardare il nulla. Qui in Spagna siamo tornati ad apprezzare uno stile di vita più vero, le relazioni con le persone, come succedeva da noi … anni fa”. Formentera, inoltre, al di là dei flussi di turismo estivi, è un posto molto ben preservato, poco costruito. Le autorità sono presenti sul territorio e anche danno incentivi alla cultura, con la creazione di centri culturali, l’appoggio alle mostre di artisti, all’artigianato locale…“Qui non c’è la cultura del cemento. È un posto che piacerebbe a Celentano !”

Oltre alla propria attività, i due italiani si dedicano anima e corpo, e con molto volontariato, all’organizzazione del primo festival del cinema dell’isola: Il Formentera Film Festival.

vivere a formentera

“È un progetto che nasce sull’onda dell’entusiasmo e sull’impulso di uno degli organizzatori, Carlo Migotto, che per molti anni ha lavorato per un gruppo di videoteche molto importanti nel Veneto. Assieme a Viviana Calvet organizzano un bellissimo festival in Italia: Lago Film Festival…“Da lì l’ispirazione di organizzare un festival di cortometraggi (genere molto coltivato in Spagna), calato però nel territorio, come succede per Lago. “Lì, lo schermo viene messo nell’acqua. Qui utilizziamo le piazzette. Quella bellissima di Sant Francesc … e Formentera diventa anche protagonista delle storie…” Un progetto che vuole essere per l‘isola e dalla parte dell’isola, coinvolgendo, anche, nelle edizioni future, i ragazzi del luogo per la realizzazione di cortometraggi locali.

Noi italiani, ormai, diamo il meglio – ma anche il peggio – fuori dall’Italia”, conclude Bandinelli, con il suo bell’accento toscano.

Un trend questo che pare interessare trasversalmente tutte le generazioni: studenti, giovani laureati in cerca del primo posto di lavoro e di opportunità di carriera, ma anche persone con attività proprie, già assestate nella vita.

Che il Bel Paese stia vivendo un’emorragia di “cervelli” e di “pance”?

A cura di Paola Grieco