Elena e Riccardo hanno lasciato tutto per vivere su un’isola greca (Rodi)

Di Enza Petruzziello

Triestina lei, romano lui, si incontrano e si innamorano in un bar della bellissima isola greca di Symi, e su un’altra meravigliosa isola della Grecia, Rodi, decidono di costruire la loro famiglia e di aprire un’attività turistica. Elena e Riccardo, rispettivamente di 45 e 50 anni, ci raccontano com’è vivere a Rodi, crescere due bambini e quali sono le opportunità lavorative. A quanti credono che per cambiare vita servano tanti soldi, rispondono: «Bisogna avere sicuramente un minimo che ti garantisca l’essenziale per il periodo necessario all’ambientamento. Dopodiché ci si rimbocca le maniche e si comincia. Nella vita bisogna anche un po’ rischiare e mettersi in gioco ».

La famiglia prima di tutto, per restare uniti e vicini. Elena e Riccardo Del Monaco hanno scelto di dare la priorità alla loro vita personale. L’attività turistica svolta in diversi settori, infatti, li teneva a lungo separati, da qui la decisione di lasciare i loro rispettivi lavori provando a costruire qualcosa soltanto di loro.

Si incontrano e si innamorano in un bar della bellissima isola greca di Symi, e su un’altra meravigliosa isola della Grecia, Rodi, decidono di costruire la loro famiglia. Elena già viveva qui dal 2002, Riccardo la raggiunge nel 2015. Si sposano nel maggio 2016, in attesa del loro primo figlio.

A Rodi aprono “Travel Magic Rhodes”, frutto della comune passione per il viaggio e l’amore per questa terra. Lavorano nel turismo da sempre, Riccardo con la nautica ed Elena nell’alberghiero. Ora gestiscono delle case/alloggio nella parte medievale dell’isola, anche chiamata città vecchia o “palia poli”.

«Ci piace il nostro lavoro – scrivono nella loro presentazione – perché in tutti questi anni abbiamo conosciuto gente da ogni parte del mondo e, attraverso i loro occhi, abbiamo scoperto sempre quel qualcosa in più». Ecco, invece, cosa abbiamo scoperto noi di loro.

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Elena, Riccardo vi va di presentarvi ai nostri lettori?

«Ciao a tutti, siamo Elena, 45 anni di Trieste e Riccardo, 50 anni, di Roma. Genitori di Gabriele, 6 anni e mezzo, e Nicolas, 5 anni. Riccardo ha anche un figlio più grande, Edoardo, di 14 anni. Elena, appena maggiorenne, si è trasferita a Londra per sei anni, facendo varie esperienze lavorative; Callan School of English, Emporio Armani, poi, rientrata per una breve parentesi italiana, è stata per un po’ di tempo impiegata presso un punto vendite di Swarovski, a Trieste. Nel 2002 si è trasferita stabilmente a Rodi, da dove ha iniziato subito a lavorare nel turismo alberghiero, per grosse catene internazionali. Dopo anni di esperienza, ha iniziato a lavorare come manager di boutique hotel. Riccardo lavorava come assicuratore per la Rase al tempo stesso come patrocinatore, a Roma, e nel periodo estivo come skipper. Nel 2008 ha comprato una caicco [imbarcazione in legno a motore tipica turca N.d.R.] e si è trasferito prima in Turchia e poi a Rodi, dove vive stabilmente dal 2015».

Da quanto tempo siete sposati? Come vi si siete conosciuti e innamorati?

«Ci siamo conosciuti nel 2008, ignorati fino ad agosto del 2015, quando ci siamo casualmente incontrati in un bar dell’isola di Symi. Da lì è scattata la scintilla e ci siamo sposati nel maggio del 2016, quando Elena era all’ottavo mese di gravidanza».

Perché ad un certo punto avete scelto di mollare tutto per andare a vivere all’estero? Che cosa non vi piaceva più della tua vita in Italia e quali stimoli cercavate?

«Elena è figlia di genitori giramondo. Il papà è uno skipper e la mamma, di Praga, ha seguito le orme del marito. Quindi non poteva essere diversamente. Elena ha conosciuto Rodi da piccola e ha seguito il richiamo di questa terra ellenica e in special modo di quest’isola.

Riccardo, ormai stanco del lavoro di patrocinatore e con un grande amore per il mare, ha deciso di trasformare una passione in una professione. Visto che vivere troppo tempo in Turchia era difficile, a livello burocratico e soprattutto culturale, la meta più vicino era Rodi e ci ha piantato le radici.

L’Italia è un paese bellissimo, probabilmente non eravamo sulla stessa lunghezza d’onda e cercavamo qualcosa che ci aiutasse a crescere in tutti i sensi e, soprattutto che ci desse qualità della vita».

Insieme avete preso la decisione di vivere a Rodi, una delle più suggestive e pittoresche isole greche. Conoscevate già il posto? E se sì cosa vi ha colpito a tal punto di stabilirvi definitivamente?

«Elena la conosceva fin da bambina, grazie ai viaggi fatti col papà Oscar. Riccardo l’ha scelta (anche se l’aveva vista la prima volta durante una crociera nel 1978), perché ha trovato il mood necessario che ha fatto sì che ci rimanesse. Rodi attrae facilmente. È un’isola che ha un qualcosa di magnetico. Molte persone, una volta vista, tornano spesso sempre per più lungo tempo e, non raramente, ci si stabiliscono. È come le sirene per Ulisse».

Lasciare un lavoro, una casa, gli affetti per andare incontro a una vita nuova. Certo, su un’isola meravigliosa ma fatta almeno inizialmente di tante incognite. Come sono stati gli inizi sull’isola?

«Restare ancorati in un posto, significa limitare, volontariamente e non, le proprie possibilità di crescere a livello interiore, culturale e di raffrontarsi con altre culture ed abitudini. Il viaggio è la cosa che più arricchisce. C’è bisogno di fare una distinzione tra il viaggio di una settimana o poco più, alloggiando in una struttura organizzata, che si traduce in un temporaneo trasferimento del proprio corpo, ed il viaggio senza limiti dove, finché senti che in un posto puoi ancora ampliare le tue esperienze, resti impiantando la tua vita, anche per un periodo temporaneo, ma lungo abbastanza da farti entrare nella mentalità della società dove vivi. I greci, per fortuna, sono molto umani e molto disponibili, con i loro tempi, ma sempre pronti a tendere una mano, se glielo chiedi o se vedono che ne hai bisogno».

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È stato complicata la ricerca di una casa e di un lavoro?

«Trovare casa è stato facile sempre, ne abbiamo cambiate a decine, prima di quella definitiva. Ora è un po’ più limitata la disponibilità, perché molte case che erano affittate a lungo termine, si sono trasformate in case vacanza. Per quanto riguarda il lavoro, se conosci le lingue, sei una persona motivata e sufficientemente smart, quando vivi su un’isola la cui attività principale è turismo, le offerte e le possibilità arrivano».

Rodi è meta ogni anno di turisti provenienti da tutto il mondo e desiderosi di tuffarsi nelle sue splendide acque. Ma com’è vivere qui da residente?

«A Rodi non manca niente, nel 2021 abbiamo avuto anche un po’ di neve. È un’isola con un clima fantastico. Offre tante cose da scoprire, sia a livello culturale che naturale. Il servizio sanitario, con i suoi limiti di personale e di disponibilità economiche, è comunque molto efficiente, e parliamo per esperienze dirette. Il costo della vita è ridotto, soprattutto se paragonato all’Italia, in particolare a Roma e Trieste. È più cara rispetto ai costi sulla terraferma della Grecia. Oltre a Rodi, intorno ci sono isole bellissime, che frequentiamo anche nel periodo non turistico. Poi c’è il mare, che è la nostra linfa vitale.

Sicuramente un po’ di stress si avverte nel periodo di alta stagione, altrimenti nel periodo invernale e parte di quello primaverile, la vita scorre lineare, non lenta, ma senza troppi intoppi. Per esempio il traffico è inesistente. Riesci a fare tutte le commissioni che ti sei programmato in poco tempo e, anche se ogni tanto ci sono dei problemini, trovi sempre qualcuno che ti aiuta a risolverli velocemente. Se ti occorre un appuntamento per una visita medica, non devi aspettare mai più di una settimana, anche per esami specialistici. Dobbiamo ammettere che è abbastanza alta la qualità della vita. Abbiamo sufficiente tempo per noi e per i nostri figli».

A proposito dei vostri figli, com’è crescerli a Rodi, sia dal punto di vista umano che dei servizi ai bambini, delle scuole, delle agevolazioni per i figli?

«Sicuramente i nostri figli sono nati in una famiglia abbastanza unica. Padre e nonni skipper. Quindi fin dalla prima infanzia hanno trascorso molto tempo in barca. Poi abbiamo comprato un camper e l’inverno ci trascorriamo quasi un mese. A Rodi vanno al mare da aprile a dicembre. Si meravigliano quando prendono un treno o un pullman. Abbiamo la fortuna che ci sono buone scuole per l’istruzione dei bambini. Ci sono università frequentate da studenti provenienti da ogni parte della Grecia e non. Esistono dei doposcuola ottimamente organizzati, sia dal punto di vista prettamente ludico che di aiuto all’istruzione. Possono fare sport, a costi sempre molto ragionevoli. Insomma, crescono all’aria aperta, senza stress, in un posto meraviglioso. È una fortuna per loro e anche per noi vederli crescere sani».

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Sull’isola avete aperto “Travel Magic Rhodes”. Di che cosa si tratta esattamente e che servizi offrite?

«Ci occupiamo a 360° di turismo. Gestiamo delle case vacanza in città medievale, abbiamo un camper ad Atene che noleggiamo. Organizziamo crociere in barca e, in più, Riccardo dopo aver venduto la sua barca nel 2020, lavora come freelance skipper, mentre Elena è impegnata nel settore del network marketing, più specificamente nell’ambito del benessere».

L’Italia è famosa per la sua macchina burocratica lenta e farraginosa, in grado di scoraggiare anche l’imprenditore più ostinato. Come è la situazione in Grecia? Quali sono stati i passaggi burocratici che avete dovuto affrontare per aprire la vostra attività?

«Diciamo che, burocraticamente parlando, sono entrambe molto mediterranee. Qui c’è un po’ meno rigidità per alcune cose. Il passaggio burocratico principale è aprire la AFM (ΑΦΜ), ovvero una sorta di Partita Iva. Bisogna avere una sede legale, avere le licenze necessarie per ogni attività. Diciamo che tutto è ben disciplinato, con alcuni normali “intoppi”, legati alla complessità della burocrazia e, in qualche occasione, a causa della mancanza di comunicazione tra gli organi competenti. Ma, come detto precedentemente, c’è sempre qualcuno che ti aiuta. Noi siamo molto fortunati, perché Elena parla perfettamente il greco».

Come se non bastasse siete proprietari di un camper, passione nata dopo un viaggio nel Peloponneso. Che cosa vi piace della vita da camperista?

«Il camper è come una barca su ruote. Ti permette di visitare diversi posti, senza avere il problema di fare e disfare i bagagli, evitare i check-in ed i check-out degli alloggi, inoltre hai la possibilità di mangiare a bordo e di fermarti dove e quando vuoi. È un tipo di vacanza adatta a chi ama la libertà e soprattutto a chi ama visitare più posti. Non c’è età per noleggiarlo, è adatto a famiglie e coppie. La cosa bella è che viaggiando in camper incontri tanti altri “camperisti”. Gente che viaggia sulla tua stessa lunghezza d’onda e, soprattutto, sempre pronti a far festa. È una comunità itinerante, che non si conosce, ma che si cerca continuamente».

Diverse persone credono che per aprire un’attività, mollare tutto e trasferirsi in una meravigliosa isola del Mediterraneo, ci vogliano tanti soldi o comunque le spalle coperte. Ma è davvero così?

«Dipende sempre quale è il tuo obiettivo. Se uno ha tanti soldi, vive bene ovunque e soprattutto non ha bisogno di lavorare. Bisogna avere sicuramente un minimo che ti garantisca l’essenziale per il periodo necessario all’ambientamento. Dopodiché ci si rimbocca le maniche e si comincia. Nella vita bisogna anche un po’ rischiare e mettersi in gioco, altrimenti si rischia di diventare abitudinari e non godersela».

Rispetto al passato c’è una percezione diversa nei confronti di chi emigra, o forse i social hanno esasperato certi atteggiamenti critici e negativi rispetto a quanti fanno semplicemente delle scelte di vita diverse. Oggi sembra quasi che l’expat sia un ingrato. Cosa ne pensate al riguardo?

«Ci sono tanti leoni da tastiera. Normalmente sono quelli che hanno sempre l’indice ingessato e puntato contro qualcuno, poi quando ne conosci personalmente qualcuno, come ci è capitato, e indaghi un po’ sulla sua vita, sulle esperienze fatte, già ti rendi conto che le loro espressioni, sono più una esternazione indiretta del loro malcontento generale. Dove è scritto che chi è nato in un paese, non possa cambiarlo? Se lo fanno i calciatori sono “fichi”, Tiziano Terzani ha speso più tempo in Asia che in Italia, ma molti non sanno neanche chi sia, cosa abbia trasmesso con i suoi articoli. Come diceva la nonna di Riccardo, “Prima di parlare, conta fino a dieci e, poi, dici la tua; eviterai di essere banale”».

In barba agli haters, la vostra è ormai, possiamo dirlo, è una vita vista mare. Che consigli dareste a chi come voi sta pensando di mollare tutto per inseguire i suoi sogni ma non trova il coraggio?

«Non ci vuole il coraggio, quello serve per andare in guerra, per buttarsi col paracadute o per dare delle sardine ad uno squalo bianco. È necessario avere bene in mente cosa si stia cercando, quali sono le proprie ambizioni, i propri sogni da realizzare magari da troppo tempo chiusi in un cassetto. Ci vuole un grosso spirito di adattamento, la conoscenza, come minimo, buona dell’inglese e tanta voglia di vivere e non di sopravvivere».

Ci sono opportunità occupazionali a Rodi?

«Certo non è il posto dove cercano i grandi manager, ma sicuramente chi vuole fare lavori basilari, sì. Dai barman, alle donne delle pulizie, ai camerieri e altro comunque collegato al servizio del cliente. Parliamo sempre di un’isola che vive di turismo e che per quattro mesi, sonnecchia».

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Come è cambiata la vostra vita da quando vivete a Rodi?

«Radicalmente. Riccardo fa sempre un esempio: se prima per andare in banca, ascoltavo un CD, qui non riesco a finire di ascoltare una canzone. Viviamo con altri ritmi, altri valori e soprattutto la nostra qualità della vita è maggiore. Sicuramente è fondamentale la bellezza del posto e la gente in generale. Qui di stress ce n’è poco, è più quello autoprodotto».

Progetti per il futuro?

«Continuare a vivere così, poi se per valide ragioni vorremo cambiare posto, inizieremo un altro capitolo della nostra vita. Per ora qui, soprattutto per i bambini. Domani vedremo».

Per contattare Elena e Riccardo ecco i loro recapiti:

Sito web: https://www.magicrhodes.com/it/.

Facebook: https://www.facebook.com/travelmagicrhodes/ e la pagina Live your journey.

Mail: info@magicrhodes.com.