Vivere in Giappone: la storia di Dario Degli Agostini

di Matteo Melani

Con lo spirito giusto, si possono combattere anche le sfide più difficili. Dario Degli Agostini, italiano emigrato a Hiroshima, in Giappone, ha sempre affrontato i cambiamenti con positività e speranza nel futuro: dal trasferimento fino al cambio di lavoro a causa della pandemia.

Guardando i film e i cartoni animati alla televisione mi sono appassionato al Giappone. Il cambio di nazione è stato il momento in cui sono andato a vivere da solo”, dice Dario a Voglioviverecosi.com. Nel Sol Levante ha trovato la sua anima gemella ed è diventato padre di un bambino.

Da alcuni anni racconta la sua vita e il suo lavoro sul proprio canale youtube Polentone in Giappone.

Da viaggiatore a residente: il percorso di Dario in Giappone

Nato a Padova, Dario dopo le scuole medie si iscrive a all’Istituto tecnico industriale e nel 2004 si diploma. Successivamente lavora come tecnico commerciale di articoli di termoidraulica, con trasferte in tutta Italia.

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Con i primi soldi messi da parte, nel 2011 Dario compie il primo viaggio in Giappone.Nonostante abbia viaggiato molto in Europa e sia stato in Brasile – afferma -, il primo viaggio in Giappone mi ha aperto il cuore e la mente. Dal 2011 al 2016 sono stato lì spesso e la voglia di trasferirmi è stata sempre più forte”. Oltre a vedere monumenti e luoghi di interesse, durante uno dei suoi viaggi a Hiroshima conosce la ragazza che poi diventerà sua moglie.

Spesso pensa di trasferirsi (anche per stare più tempo con la sua ragazza), ma in Italia però ha un lavoro e la sua famiglia. La voglia di cambiare vita cresce sempre di più, e così nel 2018 Dario sbriga tutte le pratiche per l’ingresso e parte per il Giappone. Il suo visto però è come studente, perché deve imparare la lingua. “Il corso è durato un anno e nel 2019 io e la mia fidanzata ci siamo sposati. Alla cerimonia erano presenti anche i nostri genitori, ricorda”. Per un breve periodo ha lavorato come cameriere in un ristorante italiano.

Ma Dario è anche una persona estroversa e nel marzo del 2018 apre il proprio canale youtube (Polentone in Giappone, con la relativa pagina Instagram) per mostrare le zone meno conosciute della città. Le risposte ai suoi contenuti sono positive, tanto che diversi italiani gli scrivono per fare domande su tutti gli aspetti del Giappone: dalle attrazioni più interessanti alle opportunità di lavoro. Insomma, un inizio intenso sotto tutti i gli aspetti.

Il lavoro come accompagnatore turistico

Dario conosce il Giappone, è seguito sui canali social e sa muoversi nella città. Così decide di mescolare tutte le sue qualità nella professione di guida accompagnatore turistico. “Rispetto a Tokio – osserva -, Hiroshima conta meno italiani, sia come abitanti che come turisti e ho visto che qui non c’erano accompagnatori italiani. Così ho aperto la partita Iva e ho iniziato con i primi viaggiatori”.

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Manda la propria candidatura a tour-operator e agenzie di viaggi che gli danno fiducia, designandolo come accompagnatore ufficiale per gli italiani che arrivano a Hiroshima . “La città purtroppo è conosciuta per i tragici eventi legati alla Seconda Guerra mondiale e il mio approccio iniziale è stato quello di cambiare la narrazione, mostrando anche i luoghi di speranza come l’Arco della Pace e musei legati alla tradizione giapponese”, spiega. “Ho accompagnato – continua Dario – coppie, gruppi e single. Ho fatto anche visite complete di Hiroshima”. 

Il Covid e il nuovo inizio: tra incertezze e novità

Anche in Giappone arriva il Covid-19 e tutte le attività legate al turismo vengono sospese, tra cui quella di Dario. Così si mette alla ricerca di un lavoro e nel settembre del 2020 (dopo 3 mesi di inattività), entra come cameriere in un ristorante messicano. Lì rimane fino a agosto del 2021.

Se è vero che la pandemia ha portato a momenti bui, per molti, è stata un’opportunità per percorrere nuove strade. Nell’estate del 2021 in Giappone si sono tenute le Olimpiadi estive e Dario, che aveva inoltrato la propria candidatura per lavorare a fianco della Nazionale italiana, diventa autista di Giovanni Petrucci, presidente del CONI. “Per me – osserva Dario – il Coronavirus ha avuto una duplice valenza: da una parte è stato triste perché mi ha costretto a rinunciare a un’attività che amavo, ma dall’altra mi ha aperto delle porte per delle esperienze importanti”.

Ora Dario lavora all’Ufficio informazioni turistiche di Miyajima, un’isola con templi e santuari visitabile in ogni parte dell’anno, e da due mesi è diventato padre di un figlio. “Adesso – conclude – mi dedico a mio figlio e al mio attuale lavoro, ma appena riaprono le frontiere ai turisti mi piacerebbe tornare a fare l’accompagnatore”.