Daniele Pescara a Coffee Break
La tensione torna a farsi sentire negli Emirati Arabi Uniti. Nelle scorse settimane due missili balistici hanno colpito l’area di Jebel Ali, a Dubai. Le sirene di allarme hanno iniziato a suonare sugli smartphone dei residenti, mentre la popolazione veniva invitata a raggiungere i rifugi.
La nuova escalation nel Golfo Persico preoccupa inevitabilmente anche famiglie, professionisti e imprese che hanno scelto gli Emirati per vivere e lavorare. Tra loro, anche gli oltre 30mila italiani presenti nel Paese, tra residenti, professionisti e imprenditori.
A fornire un’analisi della situazione è stato Daniele Pescara, Presidente di FenImprese Dubai, ospite di Coffee Break su La7. Presente a Dubai nel momento dell’attacco, Pescara ha offerto una prospettiva diretta sulla reazione emiratina, sulla percezione di sicurezza tra imprese e famiglie italiane, e sulle misure concrete di risposta messe in campo dal governo locale.
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«Dire che la situazione è normale sarebbe poco serio»
La prima considerazione di Pescara è improntata alla cautela. «Dire che la situazione è normale sarebbe poco serio», ha spiegato durante l’intervista.
Allo stesso tempo, secondo Pescara, la risposta delle autorità emiratine è stata rapida, soprattutto sul fronte dell’informazione. «Quella che possiamo affermare è che la risposta da parte degli Emirati è stata ancora una volta immediata e veloce. L’informazione che viene data tempestivamente rassicura sia le famiglie sia gli investitori».
L’impatto su imprese e famiglie italiane
Per gli imprenditori e i professionisti italiani presenti negli Emirati, l’attacco inevitabilmente ripropone interrogativi già emersi nella fase precedente della crisi: la stabilità strutturale del territorio rimane intatta? C’è il rischio di una nuova ondata di rientri in Italia? Le attività imprenditoriali continueranno a trovare supporto istituzionale?
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Secondo Pescara, le domande sono legittime, ma i dati disponibili forniscono elementi di rassicurazione. Negli ultimi sei mesi, malgrado la tensione costante, sia le imprese che le famiglie hanno mantenuto la propria presenza negli Emirati, ricercando piuttosto maggiore informazione e supporto consultivo.
«Le famiglie e gli investitori sono molto attenti», ha affermato Pescara, sottolineando anche l’attesa per un possibile rafforzamento delle misure di sostegno da parte delle autorità locali. «Noi ci aspettiamo comunque un incremento da parte degli Emirati di tutte le agevolazioni, non solo fiscali ma anche di supporto alle imprese».
La strategia emiratina: voucher e finanziamenti per sostenere l’economia
Uno degli elementi evidenziati durante l’intervento riguarda proprio la risposta economica degli Emirati alla fase di tensione. Anziché limitarsi a rassicurazioni generiche, il governo locale ha attivato misure economiche concrete e immediate.
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Nel mese di agosto – periodo che avrebbe dovuto subire l’impatto della tensione geopolitica – gli Emirati hanno, attraverso il programma Visit Dubai, erogato un voucher di 700 euro a tutti i familiari stranieri che hanno visitato l’Emirato. L’obiettivo era sostenere i flussi turistici in un periodo nel quale le tensioni regionali avrebbero potuto scoraggiare gli arrivi.
Secondo i dati richiamati da Pescara durante la trasmissione, il risultato sarebbe stato positivo, con un aumento del turismo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Parallelamente, il governo emiratino ha messo in campo ulteriori strumenti di supporto alle imprese: accesso agevolato a mutui e finanziamenti, sospensioni o riduzioni di tributi, facilitazioni amministrative. Le misure sono state implementate con la velocità che caratterizza la governance emiratina: “dalla sera alla mattina”, come ha evidenziato Pescara durante Coffee Break.
«Il sostegno all’impresa si sente ed è concreto», ha spiegato Pescara, sottolineando la rapidità con cui, secondo la sua esperienza, alcune misure vengono messe a disposizione delle aziende. Non si tratta, dunque, di annunci programmatici, ma di erogazioni effettive che raggiungono le aziende in tempi brevi.
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Cosa significa per chi vuole investire a Dubai
Per gli italiani che stanno valutando se trasferirsi a Dubai, se ampliare investimenti negli Emirati, o se mantenere la propria presenza attuale, la questione non riguarda soltanto il livello di sicurezza, ma anche la capacità delle istituzioni di reagire a una situazione di crisi.
Ed è proprio su questo punto che si concentra l’analisi del fondatore della Daniele Pescara Consultancy Pescara: non sulla promessa di una sicurezza assoluta, impossibile da garantire in uno scenario internazionale così instabile, ma sulla capacità del sistema emiratino di intervenire rapidamente sul piano informativo ed economico.
Per gli investitori, quindi, la valutazione passa anche dalla risposta delle istituzioni, dagli strumenti messi a disposizione delle imprese e dalla velocità con cui vengono attivati.
È su questi fattori che, secondo Pescara, gli Emirati continuano a mantenere una posizione competitiva nel panorama internazionale, nonostante il quadro geopolitico resti tutt’altro che privo di rischi.
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