Cambio vita e apro un B&B a Lisbona

Di Enza Petruzziello

 

«Sono Samanta, un’italiana a Lisbona. Ho 29 anni, sono nata a Gallipoli e già da 6 anni vivo in questa meravigliosa città che non abbandonerei per nulla al mondo!». Si presenta così la giovanissima Samanta che nel 2013 lascia l’Italia per volare in Portogallo. Diplomata all’Istituto tecnico turistico, laureata in Lingue a Lecce, lo scorso anno conclude la laurea  specialistica in Direzione Alberghiera all’Università Lusofona di Lisbona.

Durante il percorso di studi all’Università di Lecce, infatti, ha la fortuna di vincere una borsa di studio che le permette di partecipare a un progetto Erasmus di 6 mesi a Coimbra, città magica per gli studenti grazie al suo prestigioso ateneo. Proprio durante l’Erasmus, che inevitabilmente un po’ la vita te la cambia, Samanta si rende conto che il Portogallo, e in particolare la sua capitale, può essere la sua nuova casa.

Trasferita a Lisbona trova subito un’opportunità lavorativa dedicandosi nel frattempo anche alla sua grande passione, il turismo. Pian piano, un po’ per amore e un po’ per la voglia di trasformare quella passione nella vita di tutti i giorni, inizia a pensare a un’attività in proprio. «Da pochi mesi, finalmente, insieme al mio compagno, Libano, e grazie all’appoggio di tutta la mia famiglia, ho intrapreso un sogno: l’apertura del B&B “Casa dolce Casa”. L’inizio di un grande cammino verso il turismo che studio e amo fin da piccola».

vivere a lisbona

Samanta, come spesso succede ai giovani che intraprendono un progetto Erasmus, questa esperienza ti ha cambiato la vita. Quando esattamente hai capito che il Portogallo era il paese perfetto per te?

«Sì, il progetto Erasmus é un’esperienza pazzesca e indescrivibile, bisogna viverla per comprendere l’insieme di avventure e sensazioni che racchiude sin dal momento in cui si compila il primo modulo di candidatura. In realtà io avevo scelto il Portogallo soprattutto per amore, poi una volta arrivata a Coimbra, insieme alla mia compagna di studi e amica Carmela, mi sono sentita subito a casa. Lì ho capito che quello era il mio posto».

Che cosa ti ha colpito maggiormente del Portogallo e quali sono state le differenze che hai notato con l’Italia? Penso sia all’università che alla qualità e allo stile della vita dei portoghesi, al lavoro.

«Del Portogallo mi ha colpito soprattutto il clima, una donna del sud cerca il sole, e in Portogallo, soprattutto da Lisbona in giù non si usano i cappotti. Abbiamo, infatti, il privilegio di portare sempre una t-shirt nelle ore più calde e a volte capita di potersi abbronzare anche fuori stagione. Riguardo l’Università, in Portogallo, é molto più semplice, in Italia ci obbligano a studiare interi libri e pretendono di poter discuterne in un unico esame, magari anche orale. Qui, al contrario, gli esami sono suddivisi in almeno 3 parti per disciplina e si ha la possibilità di svolgerli concordando le date con i docenti. Arrivata a Coimbra ancora non dominavo bene il portoghese, ma in poco tempo sono riuscita a svolgere tutti gli esami in lingua portoghese e a terminare il progetto un mese prima del termine del periodo Erasmus. Cosi ho potuto vivere in vacanza per un po’, prima del rientro in Italia»

Coimbra è una città amatissima dai giovani grazie proprio alla sua prestigiosa Università che attrae studenti da tutto il mondo, compresa te. Ti va di parlarci di questo periodo della tua vita, dell’ambientazione, dell’accoglienza della gente, della vita qui?

«Coimbra é bellissima, non troppo grande, quindi ci si ambienta presto, non usavo i trasporti e adoravo passeggiare per quelle viuzze. É una città viva, ma solo a partire da mezzogiorno più o meno, visto che é per lo più abitata da studenti. La notte si festeggia e il giorno si studia, sì, ma dopo pranzo!!! Una cosa che mi ha colpito di Coimbra é l’esistenza della PRAXE, le gerarchia esistente fra gli studenti del primo anno, “caloiros”, e quelli più “esperienti”. Io ho deciso di non parteciparvi perché non la condivido, soprattutto per il fatto che i “caloiros” sono molto sottomessi per tutto il primo anno, sono costretti a fare ogni tipo di cosa, alcuni studenti sono anche morti, a causa di alcune pratiche fuori dal normale e per nulla controllate o controllabili. Ovviamente, chi decide di sottrarsi è ipoteticamente escluso da ogni tipo di vita sociale studentesca. In sostanza, a Coimbra, chi comanda, sono gli studenti! La parte bella della vita studentesca è soprattutto quando arriva la prima settimana di maggio e le lezioni sono bloccate. In queste giornate si assiste a festeggiamenti, concerti, eventi e sfilate nella strada principale, é un po´ il carnevale degli universitari».

Conclusa con successo la tua esperienza Erasmus, ti sei trasferita a Lisbona, la capitale portoghese. Come mai non sei rimasta a Coimbra? E perché hai scelto proprio Lisbona, che cosa ti ha conquistato della città?

«Era lì che viveva Libano, il mio compagno, e io adoravo l’idea di trasferirmi in una grande città, una capitale per niente caotica ma con tantissimi posti da esplorare e con tanta storia da raccontare. Coimbra mi stava un po’ stretta e non c’erano tante possibilità lavorative come possono esserci in una capitale».

Nella tua vita è arrivato anche l’amore. Come vi siete conosciuti tu e Libano?

«Durante il periodo di studi all’Università di Lecce, ancor prima del progetto Erasmus, si era presentata l’occasione di partecipare ad uno dei progetti europei d’intercambio del laboratorio “Work in progress” di Lecce. È qui che io e Libano ci siamo conosciuti. Nonostante il mio rientro in Italia abbiamo continuato a sentirci quotidianamente. Poi il destino ha contribuito: ero in Portogallo per il progetto Erasmus e ci vedevamo tutti i fine settimana. Non avevamo progetti, abbiamo solo lasciato che la vita facesse il suo corso. Rientrata da Coimbra, ho scritto la mia tesi e in pochissimo tempo ho conseguito la Laurea. Dopo 2 settimane ero a Lisbona, io e Libano abbiamo trovato lavoro e abbiamo deciso di vivere sotto lo stesso tetto».

Insomma amore e anche lavoro. A Lisbona di cosa ti occupavi?

«In meno di un mese avevo un contratto di lavoro per il servizio clienti italiano di una compagnia internazionale che si occupa di logistica, in un bel palazzo della Telecom Portugal, una bella scrivania, con orari d’ufficio, fine settimana liberi, ferie pagate, ma non m’immaginavo per troppo tempo seduta su quella sedia tutti i giorni. Ero piena d’energia e sentivo che quello non era il lavoro per me».

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E così insieme al tuo compagno decidi di aprire un’attività, trasformando la tua passione per il turismo in un lavoro. Da qualche mese, infatti, avete inaugurato “Casa dolce Casa”, un bellissimo B&B. Come è nata l’idea?

«Dopo aver terminato la specialistica. Nel frattempo abbiamo avuto anche due bellissime bambine, ed è grazie alla voglia di poterci prendere cura di loro e di poter passare più tempo in famiglia che siamo arrivati all’apertura del B&B. Libano ha una grande esperienza nel mondo alberghiero e sta terminando una Laurea in Gestione di Hotel, quanto a me, la mia formazione é stata sin da piccola proiettata verso il turismo, così dopo aver conseguito anche una Laurea specialistica in Direzione Alberghiera, abbiamo deciso di buttarci a capofitto in una nuova esperienza approfittando di un momento in cui il turismo a Lisbona é in crescita. Finalmente possiamo svegliarci la mattina e andare a lavoro con il sorriso, un sogno realizzato».

In Italia a porre un freno alla nascita di nuove imprese spesso è proprio la burocrazia. Come la situazione in Portogallo? È stato complicato e costoso aprire il vostro bed & breakfast? C’è stato qualcuno che vi ha aiutati?

«Ahhh la burocrazia… Ogni mondo é paese! Sì è vero, abbiamo realizzato un sogno, ma per poterci arrivare é stata veramente dura. Intanto, io sono italiana e Libano è sãotomense, dunque siamo due stranieri a Lisbona, senza alcuna parentela neppure lontana con nessun cittadino portoghese, e dunque nessuna garanzia e nessuna proprietà in Portogallo, e questo é stato il primo dei tanti ostacoli. Entrambi molto giovani (29 anni) per le banche e per i proprietari degli appartamenti, abbiamo ugualmente deciso di stringere I denti e completamente soli, col solo appoggio delle nostre famiglie, anche se da lontano, siamo andati contro tutto e tutti. E proprio nel momento in cui sembrava che il mondo ci stesse crollando addosso, non abbiamo mollato. Con un po’ di coraggio siamo andati avanti fino all’apertura di “Casa dolce Casa”. Non nascondo che quando abbiamo affisso la placca fuori da quella porta, ci sono scappate le lacrime. Finalmente ci eravamo riusciti!».

Parlaci della struttura, come si compone Casa dolce casa?

«Il B&B si trova in un palazzo molto antico del centro storico, nella zona centrale di Lisbona, il famoso Bairro Alto, celebre soprattutto per essere il centro della movida lisboeta. Si tratta, infatti, si di una zona sempre viva e piena di ristoranti tipici, bar cubani, Irish pub, un posto dove non ci si annoia mai. Poi siamo vicini, al fiume, a tre stazioni metro e a due stazioni del treno. L’appartamento, arredato in stile moderno, si compone di quattro stanze, 3 doppie e una tripla, una cucina attrezzata e due bagni condivisi. È possibile anche affittare l’intero appartamento. È inclusa la colazione, che è personalizzata e servita in camera tutte le mattine. Inoltre, offriamo il bagnoschiuma, 2 asciugamano a persona, disponiamo di asciugacapelli e ferro da stiro. Poi abbiamo la moka e, da buona italiana, non posso non avere il caffè sempre pronto! La gestione non è semplice, soprattutto nei periodi in cui abbiamo l’appartamento completamente prenotato, per cui, io e Libano svolgiamo tutte le mansioni in egual modo facendo un po’ a turno».

Nonostante abbiate aperto da poco, le recensioni sul web sono già entusiaste. In particolare è il tuo sorriso e la tua accoglienza a conquistare gli ospiti. Qual è secondo te il segreto del vostro successo?

«È vero, il segreto è il sorriso, l’empatia, la buona disposizione, l’accoglienza degli ospiti, la capacità di farli sentire come a casa. Non possiamo essere perfetti, nessuno lo è, ma vi assicuro che spesso un sorriso e una parola di conforto, aggiustano tutto. Capitano anche a me le giornate storte, non sono una super donna né una super mamma, ma il punto è proprio questo: si deve, tutte le volte, fare un gran respiro e ripartire da zero, certo non è semplice e la predisposizione bisogna anche avercela un po’ nel sangue».

Lisbona è una delle capitali europee più belle, visitata da migliaia di turisti ogni anno. Come è vivere qui da residente e da imprenditrice?

«Io adoro Lisbona, adoro vivere qui, è un posto che non si può spiegare e raccontare a parole, bisogna viverlo per comprendere. C’è sempre il sole e se un giorno ti senti un po’ giù o hai troppo lavoro da fare, ti basta fare una passeggiata vicino al fiume per sentirti rinato. Poi è una capitale, ma non è per nulla caotica e frenetica, al contrario è un posto dove ci si può rilassare avendo però la possibilità di partecipare a numerosi eventi e di visitare una capitale che a tratti sembra sia rimasta ferma nel tempo. Il tasto dolente è la lontananza dalla mia Gallipoli, dal mio splendido mare, ma soprattutto dalla mia famiglia. I miei familiari sono sempre presenti, grazie alle nuove tecnologie ci si può sempre parlare, vedere e confrontare, ma volete mettere la forza di un abbraccio?».

Quali sono i posti di Lisbona e in generale del Portogallo che vale assolutamente la pena di visitare?

«Sicuramente Sintra e Cascais sono posti che bisogna visitare, come anche Porto, famoso per il suo vino. Cascais è un posto di mare bellissimo, mentre Sintra è un paesino a tratti anche mistico e surreale che racchiude palazzi e ville da non perdere e che ci riportano indietro nel tempo. E poi la mia Lisbona, dove, di sicuro, non possiamo perderci tutta la zona di Belem, il bairro alto, Baixa Chiado, Parque das Naçoẽs, I musei e le numerose e meravigliose chiese del centro storico».

Ti senti di mandare un messaggio ai ragazzi che come te stanno pensando di cambiare vita lontano dall’Italia?

«Vorrei capissero che non é tutto rose e fiori, ma che non bisogna mollare. Se si ha un sogno o mille sogni come me, è necessario lottare. Si può imparare a vivere con poco e capire quali siano le giuste priorità. Spesso ci si sente soli ma si può dire una piccola bugia ai familiari, cioè che va tutto benissimo. Con il coraggio e la pazienza andrà tutto bene davvero. Perché anche se non si ha la fortuna di avere la strada spianata, la conquista porta un po’ di felicità».

Con “Casa dolce Casa” hai realizzato un tuo sogno nel cassetto. Altri sogni e progetti per il futuro?

«Da dove vogliamo cominciare con la lista dei desideri ?! I sogni sono tanti, i progetti ancor di più! Considero “Casa dolce Casa” l’inizio di un grande progetto, per noi, e per le nostre meravigliose bambine. E poi come si dice “chi vivrà vedrà”, io di sicuro non mollo la presa!».

Potete contattare Samanta e Libano al loro indirizzo e-mail: casadolcecasa.ls@gmail.com.

Potete anche seguirli sulla loro Facebook page: @casadolcecasalisbon.

Qui, inoltre, è possibile trovare tutti i dettagli sulla struttura, le esperienze dei clienti e le loro.

Per altri il sogno di trasferirsi in Portogallo si è avverato e su Voglio Vivere Così Magazine ne parliamo in numerose interviste.