Andrea: vivo a metà fra l’Italia e il Brasile

A cura di Maricla Pannocchia

Andrea, insegnante 54enne originario di Napoli, single e senza figli, si divide fra l’Italia e il Brasile. Quando è nel Bel Paese, vive in una cittadina della provincia di Napoli, Quarto, in particolare in un’area che considera ricca di storia e di suggestioni, quella dei Campi Flegrei.

Andrea ha sempre amato viaggiare e, prima d’inizare a frequentare regolarmente il Brasile, c’era già andato 4 volte in vacanza, visitando Fortaleza, San Paolo, Rio, Salvador, il Maranhao, Natal e Recife. L’esperienza più bella che ha fatto, però, è stata la risalita del Rio delle Amazzoni, passando 5 giorni sul battello, da Belem a Manaus.

La sua vita in Brasile è iniziata grazie alla vincita di un Dottorato di ricerca presso l’Universidade Federal do Cearà. Nel Dipartimento di Scienze sociali insegna il prof. Fabio Gentile – che attualmente è il suo Orientador per la tesi – il quale si occupa di storia politica e con cui Andrea era in contatto da tempo, sia per i loro interessi comuni sia perché anche il prof. Gentile è originario di Napoli.

È stato proprio il prof. Gentile a segnalargli, nel 2013, che il Dipartimento avrebbe emessso un bando per un Dottorato per professori stranieri, così Andrea ha partecipato ed è stato scelto. Tuttavia, il percorso per andare in Brasile è stato piuttosto lungo. In Italia i docenti di scuola che svolgono un dottorato senza borsa di studio, come il suo, hanno diritto al congedo retribuito ma quando l’università non è italiana le cose si complicano.

Andrea ha dovuto trovare un accordo anche con un dipartimento di un’università italiana, così formalmente il suo è un dottorato in cotutela di tesi tra l’UFC di Fortaleza e l’Università “Federico II” di Napoli.

In Italia, Andrea è docente di filosofia e storia all’Istituto Statale “Pitagora” di Pozzuoli, in provincia di Napoli, mentre in Brasile si occupa principalmente di storia contemporanea, visto che è laureato in filosofia con un percorso storico e una tesi in storia.

Dato il suo interesse per la storia, Andrea sta studiando l’emigrazione sociale e politica degli italiani tra fine 800/inizio 900, principalmente a San Paolo, e le prime forme di organizzazione operaia in Brasile.

Andrea Buonajuto Brasile

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Prima di trasferirsi in Brasile, Andrea non aveva mai vissuto all’estero, pur avendo viaggiato molto. Nel 2019 in particolare l’uomo ha sfruttato un periodo sabbatico, girando fra Cina e India, attraversando anche la Malesia, il Vietnam, la Cambogia e Taiwan.

Da ragazzino, invece, Andrea ha vissuto per un mese a Dublino, con una famiglia del posto, per imparare l’inglese. L’attuale esperienza in Brasile, però, è molto diversa da quella irlandese.

La vita in Brasile è fatta di una burocrazia molto più macchinosa di quella italiana e di una sanità pubblica che lui non ha sperimentato di persona ma di cui molte persone si lamentano. La sanità privata, invece, funziona bene e, per un europeo, ha costi abbordabili. Una volta, quando aveva dei sintomi influenzali, Andrea si è rivolto a una clinica privata che gli ha fissato una visita in 48 ore, al costo di 40 euro. Naturalmente, per il brasiliano medio questi costi sono piuttosto elevati.

Andrea non usa spesso i mezzi pubblici e predilige Uber o altre piattaforme simili.

Per trovare un alloggio, invece, Andrea si è attivato quando era ancora in Italia, sfruttando la rete di conoscenze, i gruppi social e alcune agenzie immobiliari online. Le proposte sono arrivate, ma alcune erano tentativi di truffa. Dato che Andrea conosceva una persona fidata a Fortaleza, l’ha mandata a vedere gli immobili, prima di firmare qualsiasi contratto.

Alla fine, Andrea si è accordato con un napoletano che vive lì a sua volta e che gestisce degli appartamenti.

L’uomo si è sentito ben accolto sin da subito. I brasiliani sono molto amichevoli e, anche se Andrea sta ancora migliorando il suo portoghese, non ha mai avuto problemi a farsi comprendere. Anche all’università, dove alcune lezioni da seguire sono proprio in portoghese, Andrea è sempre stato messo a suo agio.

L’uomo si è integrato anche con la comunità di italiani. Molti di questi vivono in Brasile da anni e hanno messo su famiglia lì. Una volta a settimana, Andrea va a giocare a calcetto e ci sono sempre sia italiani sia brasiliani.

In Brasile c’è una forte diseguaglianza sociale, che va subito all’occhio. Da una parte ci sono i grattacieli delle persone molto ricche e dall’altra ci sono gli individui che vivono per strada. A volte si tratta di intere famiglie. Questa differenza si nota anche nelle città, con i quartieri sicuri e costosi e quelli popolari, più economici ma anche più pericolosi.

Andrea Buonajuto Brasile

Fra queste due estremità c’è la classe media brasiliana che, comunque, rispetto a un europeo medio, ha più difficoltà. Per esempio, Andrea ha notato che molti giovani, all’università, provano il Mestrado o il Dottorado principalmente per usufruire di un’eventuale borsa di studio.

La vita di Andrea è calma e lui si trova bene. Poiché il Brasile è molto grande, Andrea specifica di star parlando del Nordeste, dove vive. L’uomo segue i corsi all’università, si è appena iscritto in palestra e, abitando vicino al mare, generalmente passa la domenica in spiaggia.

Durante la settimana, invece, Andrea si dedica allo studio e a volte esce con gli amici per una passeggiata o una cena sulla Beira mar. Proprio gli amici locali lo hanno anche portato alla scoperta della città, perché Andrea vuole conoscerla in maniera approfondita.

Dato che Andrea è lì da un anno e, prima di andarci a vivere, era già stato diverse volte in Brasile come turista, ha potuto vedere dei cambiamenti nel Paese. La prima volta in cui è arrivato a Fortaleza era il 2006 e, oggi, Andrea trova la città profondamente cambiata. Il lungomare è stato riqualificato, includendo anche la ristrutturazione del vecchio faro di Mucuripe, un’area malfamata a cui il governo sta cercando di dare una seconda vita.

A chi sta pensando di trasferirsi a sua volta in Brasile, Andrea dice che è bene avere almeno un reddito europeo medio. Lui ha conosciuto molti italiani che hanno scelto di andare a vivere lì, generalmente per investire nel settore della ristorazione o in quello immobiliare.

Andrea Buonajuto Brasile

A chi sta pensando a una vacanza in Brasile, invece, Andrea dice di non fermarsi solo nelle località più famose. La città di Fortaleza è piena di turisti e gli italiani in particolare arrivano principalmente a luglio e agosto o a dicembre. Nonostante Fortaleza sia bella e meriti una vista, Andrea consiglia di esplorare anche luoghi come il Maranhao, con la sua capitale Sao Luis, l’unica città brasiliana fondata dai francesi.

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Data la sua grande esperienza di viaggiatore in solitaria, Andrea non era particolarmente preoccupato dell’esperienza in Brasile. Semmai, era curioso di scoprire cosa gli avrebbe riservato quel nuovo capitolo della sua vita. L’uomo è capace di adattarsi in fretta e di ricostruire altrettanto velocemente la sua routine quotidiana. Da quando è lì, Andrea sta imparando il portoghese ma anche a capire meglio la mentalità locale.

Per Andrea non è un problema neanche vivere un po’ in Brasile e un po’ in Italia, proprio perché si adatta senza problemi. Anche dal Brasile, Andrea continua a mantenere i rapporti sia con i colleghi sia con gli alunni dell’istituto italiano in cui lavora, visto lo stretto rapporto che lo lega alla comunità scolastica.

Quando è in Brasile, a volte sente la mancanza del cibo italiano o del caffé di Napoli ma ormai la ristorazione all’estero ha raggiunto livelli eccellenti.

A Fortaleza, per esempio, ci sono delle ottime pizzerie, che potrebbero fare concorrenza a quelle di Napoli.

Ogni Paese ha le sue differenze interne e il Brasile non fa eccezione, ma lui conosce solo il Nordeste, che sente di paragonare al Sud Italia e a Napoli in particolare. In un certo senso, il Brasile è “capovolto” rispetto all’Italia. Lì il nord è come il sud italiano e viceversa.

In certi quartieri popolari, Andrea ritrova la stessa atmosfera delle zone popolari di Napoli, con le persone intente a chiacchierare per passare il tempo. Una cosa che Andrea apprezza particolarmente è il clima che, se vivi sul litorale, ti garantisce una fresca e ventilata estate.

Uno dei più grandi problemi del Brasile è la criminalità. Alcune zone delle grandi città, per esempio, possono essere molto pericolose. Lui non è particolarmente preoccupato al riguardo, perché c’è abituato dall’Italia. È importante, però, sapere come muoversi e prendere un minimo di precauzioni.

Una differenza spiccata con l’Italia è l’assenza di formalismi. Andrea non lo dice con spirito critico ma come semplice constatazione. Per esempio, nonostante il caldo, quando va all’università Andrea indossa pantaloni lunghi e una camicia a maniche lunghe ma poi si ritrova davanti professori in bermuda e infradito.

Guardando al futuro, Andrea vorrebbe viaggiare di più in Sud America. Quest’anno pianifica di visitare l’Ecuador. Pensando a un domani ancora più lontano, Andrea vorrebbe trasferirsi del tutto in Brasile ma ora è ancora presto. Forse, lo farà da pensionato.

Per seguire e contattare Andrea:

Facebook: https://www.facebook.com/andrea.buonajuto/

E-mail: abuona71@gmail.com