Adriano Ceccarelli Baja California, Messico

A cura di Nicole Cascione

“La determinazione che ho messo in questo trasferimento non ha eguali nella mia vita. Ancora oggi, quando ci penso mi dico: “Ma ti rendi conto di cosa hai fatto?” Eh, sì, di determinazione ne serve tanta, altrimenti il cambiamento resta un sogno”.

Adriano Ceccarelli ci parla del suo sogno realizzato nel 2016: aprire un tour operator per viaggi avventura in Baja California.

Adriano Ceccarelli Baja California

Adriano, raccontaci qualcosa di te:

Sono nato nel “lontano” 1963 a Roma, dove ho vissuto fino al 2014, e dopo gli studi tecnici ho lavorato nel mondo delle multinazionali americane, dove mi occupavo di grandi sistemi di sicurezza. Nel frattempo, ho sempre viaggiato: Africa, Asia, est Europa, prima in moto e poi in fuoristrada. Nel 2005, quasi per caso sono arrivato in Baja California e lì ho trovato il mio posto ideale…un luogo sconfinato dove il deserto incontra il mare. Ci ho lasciato un pezzo della mia anima, sognando di potermici trasferire, prima o poi.

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Il tempo passava tra lavoro e viaggi con la fedele Toyota ma, pur visitando posti nuovi – Balcani, Turchia, Namibia, Marocco e tanta Africa – il pensiero della Baja California restava lì, preponderante. Ho iniziato a riflettere seriamente sul trasferimento nel 2012: nella mia vita qualcosa andava cambiato e la Baja era sempre nel mio cuore e nei miei pensieri.

Nella primavera del 2013 ho deciso di “sospendere” la mia professione e, come dicono gli americani, “Gap Year”! Organizzazione… poi il salto. A fine 2013 ho imbarcato la Toyota e ho spedito tutto in Messico. Ricordo come se fosse adesso quella sensazione: “Da questo momento non si torna più indietro”.

Il tempo è passato e non è stato semplice, la leggenda del chiringuito sulla spiaggia, funziona poco, quasi per nulla”. Quali sono state le difficoltà affrontate?

Il mio arrivo in Messico è stato traumatico, quasi un naufragio. Arrivato a Veracruz mi sequestrano gran parte del bagaglio per degli errori nella bolla di spedizione, tralascerei questa parte… fa ancora troppo male. Dopo un triste mese di stallo a Veracruz riesco a ripartire e attraverso il Messico in auto con quel poco che mi resta e con il mio prezioso Pablo (un meraviglioso cane pastore) finalmente arrivo in Baja California Sur, precisamente a La Paz, la capitale.

Mi prendo un po’ di tempo: cerco di assaporare la nuova vita e la nuova atmosfera, così diversa da quella romana, in cui sono stato immerso per 50 anni, e anche per riflettere su cosa fare, anche in base alla mia esperienza e alle inclinazioni, che non prevedevano di certo la ristorazione, né il tipico bar sulla spiaggia, tantomeno il B&B, anche perché queste attività non lasciano il tempo per viaggiare.

Per circa un anno ho percorso la Baja California in lungo ed in largo, innamorandomi sempre di più di quei posti magici e del modo di vivere dei suoi abitanti. L’approccio con il mondo del turismo è stato casuale, ma a guardarlo oggi forse era quasi scontato: amavo viaggiare e sapevo come farlo, da viaggiatore seriale a operatore turistico il passo è breve.

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E arriviamo nel 2016, quando hai deciso che il turismo poteva essere la scelta giusta e hai aperto un tour operator per viaggi in avventura in Baja California. Sono passati ormai sei anni da quel giorno. Un bilancio?

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A parlarne oggi sembra facile, ma non lo è stato affatto: sono stati anni difficili, di sacrificio e impegno ai massimi livelli. Senza passione e dedizione nulla può funzionare, ma oggi sono soddisfatto e insieme a tutto il mio team, penso che abbiamo fatto e continueremo a fare un ottimo lavoro. Basti pensare che nella mia vecchia vita vendevo freddi componenti elettronici mentre oggi, come dico alla mia squadra, vendiamo sogni. Un mestiere fantastico sì, ma anche di enorme responsabilità.

Tradire un sogno è un peccato capitale. Una delle cose più belle di questo lavoro è che dopo poche ore, chi arriva non è più un cliente ma diventa un amico che non avevi ancora incontrato. A volte si formano anche dei legami forti che durano nel tempo. Devo dire che la Baja California ci aiuta molto in questo, è il nostro miglior partner, un posto veramente affascinante: i suoi meravigliosi cactus, il mare spettacolare, le sue balene che arrivano ogni anno per partorire e “conoscere” i turisti, lo rendono un posto unico al mondo, da visitare per chi ama la natura selvaggia e il mare in tutte le sue forme, e poi magari anche per tornare e restare.

Chiaramente la pandemia negli ultimi tempi ci ha rallentato, a volte fermato, ma finalmente stiamo riprendendo l’attività, con molta soddisfazione sia nostra, sia degli ospiti/amici che accogliamo in Baja.

Come si vive a Baja California? Quali sono i pro e i contro del viverci?

I lati positivi per noi europei sono molti: si arriva con una moneta forte, si ha a che fare con una cultura cattolica, quindi vicina alla nostra, la lingua è facilmente comprensibile, l’atmosfera è rilassata… ma non sono tutte rose e fiori. Il modo di pensare è profondamente diverso dal nostro. Si sta nel “qui e ora”, nel “come viene”. Per viverci bene occorre accogliere questa diversità, “arrendersi” col sorriso ai loro tempi dilatati, agli impegni mancati, alle loro scuse improbabili; occorre rivedere il concetto di affidabilità.

Non possiamo applicare le nostre equazioni perché lì non funzionano e siamo noi quelli fuori sincro. La loro cultura è fatalista, il loro cuore è gioioso, la loro visione è semplice e noi non siamo per niente abituati. Bisogna quindi armarsi di pazienza e lasciare la mente aperta. Ma si emigra anche per questo e non ti nego che è un buon esercizio anche per noi europei, per “tornare a quote più normali”.

A chi consiglieresti il posto per un eventuale trasferimento e a chi no?

Trasferirsi all’estero è una cosa seria, soprattutto per chi come me, non più giovanissimo e senza una forte solidità economica alle spalle, fa il salto nel buio. Il “chiringuito sulla spiaggia” è una leggenda. In Baja California, come in qualsiasi luogo, ci vuole impegno, passione e idee creative.

La Baja California offre tanto, a mio avviso, a chi ama il mare e la natura selvaggia desertica, ma offre poco a chi ha bisogno di altre cose. Per essere chiari, non ha la vibrazione dell’Europa o della California, non lo consiglierei a dei 30enni in cerca di divertimenti ed emozioni forti, ma a chi ha bisogno di rilassarsi e assaporare il tempo lento nella verità della natura.

Adriano Ceccarelli

Piccola storia che descritta così sembra facile, ma non è così, sono stati anni di sacrificio ed impegno massimo, senza passione e dedizione nulla può funzionare, però sono soddisfatto e continuo a vivere il mio sogno…” Quanto conta la determinazione, la sicurezza in se stessi, e anche perchè no, la fortuna, in un cambiamento di vita come il tuo?

La determinazione che ho messo in questo trasferimento non ha eguali nella mia vita. Ancora oggi, quando ci penso mi dico: “Ma ti rendi conto di cosa hai fatto?” Eh, sì, di determinazione ne serve tanta, altrimenti il cambiamento resta un sogno.

E di sicurezza in sé stessi? Beh sì, anche quella, ma non deve diventare ostinazione, intendo dire che la sicurezza in quello che vuoi fortemente deve lasciare spazio alle cose che succedono, bisogna restare “liquidi”, adattarsi al luogo, al tempo, alla cultura e agli eventi. La fortuna è qualcosa a cui non do troppo credito, siamo fortunati solo a poter intentare una idea così. E comunque, se dai voce all’anima, le cose succedono e certe volte puoi anche chiamarle fortuna.

Vi aspetto in Baja California, viaggiatori, viandanti e sognatori, per una vacanza e chissà, magari anche per restare, del resto la vita è sempre piena di sorprese…

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