Come votare alle elezioni italiane se si vive all’estero

A cura di Enza Petruzziello

Le elezioni rappresento un momento fondamentale di democrazia diretta. Che siano politiche, regionali, europee, oppure si tratti di referendum, si tratta di un’occasione importante per esprimere il proprio voto da parte di ogni cittadino, sia che risieda sul territorio italiano che in uno Stato estero.

Tutti siamo chiamati a indicare la nostra preferenza su un candidato, un partito o un quesito (nel caso di referendum). Votare, infatti, è un diritto politico per eccellenza sancito dalla Costituzione e strettamente legato alle nozione di democrazia, di sovranità popolare e di cittadinanza.

Questo vale anche per gli italiani all’estero, per quanti si trovano in un altro Paese per motivi di studio, lavoro, cure mediche o semplicemente perché si sono trasferiti in un altro paese. Dunque anche i cittadini italiani residenti all’estero hanno diritto di voto.

Le prossime elezioni che si terranno sono le europee nel periodo compreso tra giovedì 23 e domenica 26 maggio 2019.

Ormai manca poco e anche in questo caso i nostri connazionali all’estero possono esercitare il loro diritto di voto senza dover per forza tornare nella propria città.

La Legge elettorale sul voto degli italiani all’estero

Il voto dei cittadini italiani residenti all’estero è un diritto sancito dal comma 3 dell’articolo 48 della Costituzione italiana che così stabilisce: «La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività».

Chi sono e quanti sono gli italiani all’estero che votano

Sono più di 4 milioni gli italiani che votano all’estero. Persone che vivono stabilmente in un altro Paese da diversi anni, che hanno trasferito la loro residenza e si sono iscritti all’Aire.

Curiosità: Sai quanti sono gli italiani all'estero? Scoprilo subito!

Il voto può essere esercitato anche dagli italiani temporaneamente all’estero, in base alle recenti modifiche della legge. In generale gli italiani all’estero possono votare per tutte le elezioni, pensiamo al voto per le comunali, piuttosto che per le regionali e al voto per i referendum.

Ma come si svolge il voto per i cittadini italiani residenti all’estero? Vediamo insieme i principali passaggi.

Diritto di voto per gli italiani all’estero

I cittadini italiani residenti all’estero, iscritti nelle specifiche liste elettorali, votano per corrispondenza. Con questo obiettivo è istituita una circoscrizione Estero, prevista dall’articolo 48 della Costituzione, per l’elezione delle Camere. Il voto per corrispondenza degli italiani all’estero è previsto anche per i referendum abrogativi e confermativi, disciplinati rispettivamente dagli articoli 75 e 138 della Costituzione.

Nella circoscrizione Estero istituita per l’elezione delle Camere sono eletti diciotto parlamentari, dodici deputati e sei senatori. I seggi, detratti dal numero complessivo di 630 per la Camera e di 315 per il Senato costituzionalmente assegnati – come espressamente stabilito dagli articoli 56 e 57 della Costituzione – sono riservati ai rappresentanti eletti dagli italiani all’estero con le modalità previste dalla legge 27 dicembre 2001, n. 459.

Quella del voto per corrispondenza è la modalità ordinaria di voto. In alternativa il cittadino italiano residente all’estero può scegliere, entro il termine fissato dalla legge, di votare in Italia, presso le sezioni elettorali del comune nelle cui liste elettorali è iscritto, per i candidati che si presentano nelle circoscrizioni e regioni del territorio nazionale.

L’opzione si esercita con una comunicazione scritta indirizzata al Consolato di residenza entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello previsto per la scadenza naturale della legislatura o, in caso di scioglimento anticipato delle Camere o di indizione di referendum popolare, entro il decimo giorno successivo alla indizione delle votazioni.

La Circoscrizione estero è suddivisa in quattro ripartizioni: Europa, compresi i territori asiatici della federazione russa e della Turchia; America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide.

Non possono votare per corrispondenza gli elettori italiani residenti in Stati con i quali il Governo italiano non ha potuto concludere accordi per garantire che il diritto di voto si svolga in condizioni di eguaglianza, di libertà e di segretezza, oppure in Stati la cui situazione politica o sociale non garantisce, anche temporaneamente, l’esercizio del diritto di voto secondo tali condizioni.

Dove si verifichino queste situazioni che non consentono l’esercizio del voto per corrispondenza, vengono adottate le misure organizzative per dare la possibilità ai cittadini italiani residenti in tali Stati di votare in Italia. A tali elettori viene inviata, da parte dei comuni nelle cui liste sono iscritti, una cartolina con l’avviso relativo alla data e agli orari per l’esercizio del voto in Italia. In questi casi, inoltre, per esercitare il diritto di voto in Italia è previsto un rimborso del 75% del costo del biglietto di viaggio, presentando la relativa documentazione al Consolato.

Come prepararsi al voto

Chi vive all’estero deve necessariamente prepararsi con largo anticipo perché se si è residenti in un’altra Nazione in maniera permanente, o comunque non temporaneamente, occorre iscriversi all’AIRE e ci sono delle scadenze da rispettare. Come si legge sul sito del Ministero degli esteri: «L’iscrizione all’Aire per il voto italiani all’estero è un diritto-dovere del cittadino (art. 6 della legge 470/1988) e costituisce il presupposto per usufruire di una serie di servizi forniti dalle Rappresentanze consolari all’estero, nonché per l’esercizio di importanti diritti».

Rientra in questi servizi e diritti proprio la possibilità di votare per elezioni politiche e referendum per corrispondenza nel Paese di residenza, e per l’elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento Europeo nei seggi istituiti dalla rete diplomatico-consolare nei Paesi appartenenti all’U.E.

Se invece si vuole tornare in Italia per votare occorre comunicare la propria intenzione al Consolato. Sono moltissime le ambasciate e consolati italiani nel mondo.

Sarà sufficiente una domanda in carta libera, specificando:

– Nome e Cognome,

– Luogo e Data di nascita,

– Luogo di residenza,

– Comune italiano di iscrizione AIRE,

– Fotocopia documento di identità,

– Data e Firma.

La domanda può essere consegnata a mano (anche da persona diversa), oppure inviata per e-mail, posta, fax al Consolato e vale per una sola votazione.

Si possono trovare gli indirizzi e-mail e postali dei consolati su: https://www.esteri.it/mae/it/servizi/italiani-all-estero.

Come abbiamo anticipato, da qualche anno possono votare anche coloro che non sono iscritti all’Aire. La legge 6 maggio 2015 n.52 ha infatti modificato la normativa sul voto all’estero, prevedendo la possibilità del voto per corrispondenza agli italiani che si trovano temporaneamente fuori dalla nostra Penisola per un periodo di almeno tre mesi nel quale è compresa la data delle elezioni.

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Tutto ciò che bisogna fare è comunicare la propria intenzione al Comune di residenza in Italia appena le votazioni vengono indetti. Il modello deve pervenire al Comune entro e non oltre il trentaduesimo giorno antecedente la data di svolgimento della consultazione. Basterà una domanda in carta libera, “ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, consapevole delle conseguenze penali in caso di dichiarazioni mendaci”, specificando:

– Nome e Cognome,

– Luogo e Data di nascita,

– Luogo di residenza,

– Consolato competente,

– Indirizzo postale estero dove ti dovrà essere spedito il plico elettorale,

– Fotocopia documento di identità,

– Dichiarare di trovarsi all’estero per almeno tre mesi per motivi di lavoro, studio o cure mediche, o di essere un familiare convivente di un elettore in tali condizioni,

– Data e Firma.

La domanda può essere consegnata a mano (anche da persona diversa), o inviata per e-mail, posta, fax al Comune, e vale per una sola votazione. Indirizzi e-mail e postali dei comuni italiani su: www.indicepa.gov.it.

Quando votano gli italiani all’estero?

Un paio di settimane prima del voto si riceverà a casa il plico elettorale, con tutto l’occorrente per votare per posta. La legge n. 459/2001 prevede che gli uffici consolari debbano spedire i plichi «con il sistema postale più affidabile e, ove possibile, con posta raccomandata, o con altro mezzo di analoga affidabilità».

La busta deve essere spedita non oltre diciotto giorni prima della data stabilita per le votazioni in Italia. Nel plico gli elettori all’estero troveranno il certificato elettorale; le schede e la relativa busta piccola, e una busta grande affrancata con stampato l’indirizzo dell’ufficio consolare competente; un foglio esplicativo delle modalità di voto.

Come votano gli italiani all’estero?

Una volta completato l’iter burocratico e ricevuto il plico con i documenti, si procederà seguendo la modalità di voto degli italiani all’estero: indicando sulla scheda elettorale la propria preferenza e inviandola al Consolato. Per apporre il voto si dovrà usare esclusivamente una penna blu o nera, in caso contrario il voto sarà nullo.

Dopo aver barrato la casella della scheda elettorale con la propria scelta si dovrà inserire la scheda nella busta bianca e sigillarla. Questa busta dovrà poi essere inserita all’interno dell’altra busta presente nel plico, già affrancata e con l’indirizzo del Consolato, e dovrà essere chiusa. In questa busta si inserirà anche il tagliando del certificato elettorale e poi spedirla al Consolato. Sulla busta non si dovrà indicare il mittente, dal momento che il voto è segreto.

Una volta imbucata, il nostro compito sarà concluso e spetterà poi al Consolato conteggiare i voti e inviare i dati in Italia. Tutte le schede pervenute ai Consolati entro le ore 16,00 del giovedì antecedente la data delle votazioni in Italia vengono trasmesse in Italia. I plichi vengono poi presi in consegna dall’ufficio centrale per la circoscrizione estero, istituito presso la Corte d’appello di Roma, dove verranno aperti e scrutinati.

Per ulteriori informazioni si rimanda al sito del governo:

http://www.interno.gov.it/it/temi/elezioni-e-referendum/voto-italiani-allestero.