Cesare, artista veronese a Mannheim

“Il freddo non aiuta a scaldarsi. Ma i tedeschi sanno essere  molto passionali e nascondono spesso una emotività e una sensibilità potenti. Per difendere questo lato del loro carattere, spesso si mostrano estremamente razionali e distaccati”. Si diverte a smontare i pregiudizi sui teutonici, Cesare Marcotto, scenografo e pittore, nato a Verona nel ’59, che da qualche anno vive a Mannheim.  A sentire  l’artista, sarebbero tanti i preconcetti che italiani e tedeschi tengono ancora in piedi. “Noi per esempio- dice- abbiamo idee spesso preconcette sulle donne tedesche.  Non sono algide come appaiono. Una forte razionalità difende la loro delicatezza in maniera dichiarata. Ma si tratta in genere delle fasi di approccio. Poi, se si entra in intimità con loro, le cose possono essere diverse.  Alludo ad una coppia mista, formata da un italiano e da una donna tedesca. Se la coppia, è, invece, tedesca, non e` scontato, ma può esserci un controllo  molto manifesto da parte di entrambi. Questo, perlomeno, è quanto viene percepito dal nostro punto di vista. Ma come dicevo, non è sempre cosi, ho conosciuto coppie tedesche che, reputo, abbiano raggiunto un equilibrio notevole e che vivano con grande libertà”.  Per Marcotto è il linguaggio diverso. I tedeschi sono più aperti e determinati di noi nel dire le cose, anche quelle che potrebbero offendere.

Mannheim, Germania

Ma l’impressione che danno di una grande determinazione è fondata?

A differenza degli italiani, i tedeschi sono molto concreti. Non lasciano mai i problemi insoluti per tanto tempo, anche se a volte attendere potrebbe essere piu speculativo.

Come lavora uno scenografo italiano in Germania?

Abbastanza bene, ci sono segnalazioni di stima come in America, ed e`necessario lavorare con costanza per meritare il riconoscimento adeguato. E´sempre utile tener presente che qui   si opera progettualmente con un forte senso del limite. Di contro, la nostra ‘creatività leggera’ , che sembra non prendersi sul serio. risulta affascinante e seducente, e qui viene molto apprezzata.

Quadri Cesare Marcotto mannheim

Ma come mai vive in Germania?

Verso la fine degli anni Ottanta, periodo in cui mi occupavo soprattutto di scenografia teatrale, decisi di fare qualche esperienza all`estero.  Scrissi dapprima in diversi Paesi dell’Unione europea  e, poi, anche negli States e in Giappone. Ma le risposte più concrete arrivarono dalla Germania. Così, ebbi il primo incarico di assistente alla Scenografia ad Ulm, per il “Flauto magico” di Mozart con lo Scenografo Helmut Stürmer. Era il 1990.

Ci parli di Mannheim.  E’ una città che ispira il suo lavoro di pittore e scultore?

Si trova a circa un’ottantina di chilometri a sud di Francoforte. Mannheim è oggi un polo chimico industriale tra i più grandi d`Europa. Nasce da uno dei primi insediamenti romani nelle ‘Germanie’ e si sviluppa come vera città romana. Il suo centro storico mantiene una pianta suddivisa nei tipici quadrati romani (Quaterne). In passato, ricca di pregevole architettura, in particolare barocca, venne quasi rasa al suolo in uno dei bombardamenti più pesanti della Seconda Guerra  Mondiale.Oggi ad un italiano si presenta mimetizzata nel panorama tedesco, come se non volesse farsi scorgere. Le ricostruzioni del dopoguerra furono sempre legate ad una necessità impellente di rimettere in piedi la città. Dunque, non sono eccelse. Ci sono parti della città sopravvissute alle distruzioni della Guerra ed altre costruite  dagli anni Sessanta e Settanta in avanti, dove non e`raro trovare esempi interessanti di architettura moderna.

Architettura Mannheim

E’ una città multiculturale?

Mannheim ha il 56 per cento di stranieri. Questo, però, non è evidente. Qui nessuno straniero si sente tale.  Vivendoci in modo stabile da sette anni, devo dire che il livello di conflittualità sociale é abbastanza basso. La città ha pochi debiti nei confronti del passato ed è quindi aperta al futuro, senza idealizzazioni, ma con un certo ottimismo.

Quanto è cambiata la sua vita professionale lì?

Tanto, da quando sono venuto per la prima volta ad Ulm come assistente scenografo. Già dalla seconda meta degli anni ‘90 ho quasi smesso di progettare per il teatro. L’ultimo spettacolo  progettato in Italia nel 1994 è stato  “Due gocce d’acqua” per la regia di Alessandro Benvenuti, che a quanto so, va in scena ancora oggi. Anche in Germania ho smesso quasi del tutto di occuparmi di scenografia  e da qualche anno mi sto occupando di pittura e di scultura. Qui mi trovo abbastanza bene e ricordo sempre con piacere  le esperienze fatte In Italia, dove sono cresciuto e mi sono formato culturalmente e professionalmente,  lavorando fianco a fianco con personaggi del mondo del teatro, come Renzo Giacchieri, Fiorenzo Giorgi e Alessandro Benvenuti,  della televisione, con Piero e Alberto Angela  e a Verona con lo scultore Spagnolo Miguel Berrocal, esperienze e competenze che hanno segnato la mia carriera artistica.  Vivere in un Paese straniero è faticoso, soprattutto i primi anni, ma ti aiuta crescere molto in fretta.

Opere di Cesare Marcotto mannheim

A proposito di arte e cultura, in generale, la Germania è molto più sensibile dell’Italia?

L`Italia si sa è uno dei Paesi all`interno dell’Unione europea che meno spende per la cultura. Lo stesso può dirsi in ambito educativo e scolastico, e altrettanto per la ricerca. Questo non ha necessariamente a che vedere con la sensibilita degli italiani, ma resta un fatto innegabile. Non sono certo in grado di fare un`analisi comparata dei due Paesi.  Posso dire che un insegnante di scuola superiore con una formazione  universitaria al primo impiego percepisce circa 2700 euro mensili. E nonostante questo, spesso gli insegnanti mancano, perché molti, pur avendo una laurea, preferiscono fare altri mestieri.  Comunque,  anche qui si sente aria di crisi, senza dubbio, ma sembra ancora un altro pianeta.

Ci sono opportunità di lavoro?

Sì, ma a certe condizioni. Chi desidera cercare lavoro in Germania, oltre a poter dimostrare delle vere competenze ,deve innanzitutto imparare la lingua  con un occhio al proprio settore .  Certo, serve ambientarsi. Nei settori artistici gli italiani hanno forse qualche chances in più.

Com’è la cucina?

Se si cucina a casa, si possono trovare quasi tutti i prodotti italiani, poiché sopratutto nelle grandi città é facile trovare molti prodotti nostri  nei supermercati, e anche tanti  negozi di prodotti made in Italy, gestiti da connazionali. Per la ristorazione non ci sono particolari problemi, i locali  italiani credo siano in Germania la maggioranza. Di sicuro più diffusi di quelli tedeschi. Trovo la cucina tedesca una interessante alternativa e io stesso ho provato che puo essere integrata alla nostra con successo. Non mancano naturalmente i ristoranti cinesi, indonesiani, turchi, giapponesi, argentini, eccetera.

Il clima, forse rappresenta la nota dolente?

Mannheim è attraversata da due fiumi, il Reno e il Neckar. Il secondo confluisce nel Reno poco a nord di Mannheim. Tutta la zona nei pressi del Reno e Mannheim in particolare godono di un clima caldo per gli standard tedeschi. Rispetto ad una città come Verona, a Mannheim vi sono in media cinque gradi di temperatura in meno. Questo significa anche che qui è possibile fare dell`ottimo vino. Oltre ai vari Burgunder, Riesling e Dornfelder va segnalato il cosiddetto Eiswein, che tradotto significa “vino – giaccio”.

ICE WINE mannheim

Perché si chiama così?

Si tratta di un particolare tipo di lavorazione. L`uva bianca Riesling, Chardonnay o altro  viene lasciata sulla pianta sino a novembre, a volte anche a novembre inoltrato. E questo per attendere la prima vera ghiacciata. Quando l`uva è ghiacciata viene raccolta e lavorata subito. Viene così prodotto un vino da dessert di ottima qualità. Bottiglie da un quarto di litro o da un terzo vengono vendute qui a non meno di 20 euro, ma possono raggiungere  anche i 200 euro.

Città  attraenti da visitare?

In questa zona imperdibili sono: Heidelberg  verso ovest, Speyer verso sud e Worms a nord.  Tutte e tre distano una ventina di chilometri da Mannheim e sono molto belle  in ogni stagione. Hanno mantenuto il loro tessuto storico intatto e possono offrire molto sia dal punto di vista  architettonico che artistico. Interessante è tutta la “via del vino”, nella zona est rispetto a Mannheim, popolata di centri carini, da Landau sino a Grünstadt. In questa zona è possibile trovare alloggio in piccoli e medi garni molto gradevoli a conduzione familiare e a prezzi abbordabili.

Vivere a Mannheim, Germania

In genere com’è la qualità della vita a Mannheim?

E’ piuttosto buona. Non fa  molto freddo, il cibo con le dovute attenzioni è ottimo, e trovo molto stimolante la varietà di culture che qui è un elemento dominante del quotidiano. I sevizi pubblici sono davvero soddisfacenti.  Quando ho avuto a che fare con ospedali e servizi sanitari mi sono trovato benissimo.  Anche le forze dell’ordine sono disponibili. Soprattutto, con chi è in difficoltà.

Ci sarà qualche lato negativo!

La mancanza del cielo azzurro. Qui in inverno, anche se non fa molto freddo, il cielo è grigio, e questo per lunghi periodi. In compenso quando batte il sole, la luce e` più violenta che da noi e in estate e`chiaro anche sino alle 23.

Torna spesso a Verona?

I primi tempi spesso, in macchina, passando dalla Svizzera. Mannheim dista dalla mia città circa 750 chilometri.  Ma ora che mi sono ambientato torno di rado, solo due tre  volte l`anno, non di più. Ma sempre con piacere. Del resto il viaggio fatto da solo risulta abbastanza faticoso.

Per scrivere a Cesare Marcotto:

[email protected]

Cesare Marcotto mannheim

Intervista a cura di Cinzia Ficco