Simona: ricominciare a Londra fra sogni, malattia e forza

A cura di Maricla Pannocchia

È l’estate del 2015 quando Simona, giovane toscana, fa scorrere lo sguardo sulla bellissima campagna che la circonda. Il sole sta per tramontare, tingendo d’oro il cielo. Il canto degli uccellini sembra così distante ma le riempie le orecchie e, in lontananza, spiccano le figure dei famigliari, che rientrano in casa dopo qualche ora passata a coltivare le verdure.

Simona è cresciuta lì, a Certaldo, immersa fra le morbide colline toscane, dove adesso ha due lavori part-time, quella come commessa in un’erboristeria del paese e l’altro come aiuto generico in un agriturismo. Simona, però, non è mai stata una che si accontenta e, mentre guarda un gruppetto di uccellini apparire come dal niente dalle fronde degli alberi e librarsi in volo, capisce che quella è l’ultima estate che passerà in Italia.

Simona: ricominciare a Londra fra sogni, malattia e forza

La decisione di partire è presa. Adesso, la ragazza deve capire dove andare. Simona passa le giornate a valutare le varie città europee e, alla fine, la scelta ricade su Londra. Forse, dentro di sé, ha sempre saputo che sarebbe andata nella capitale inglese, che è un po’ il trend del momento per chi decide di lasciare l’Italia. Simona, poi, è timida, non parla alcuna lingua straniera e non vuole allontanarsi troppo dalla famiglia. Forse è anche per quella paura di partire da sola che la ragazza dapprima cerca di convincere la sua migliore amica ad andare con lei ma, una volta capito che quello è il suo sogno, e non dev’essere necessariamente condiviso dalle persone che le sono più vicine, Simona si fa coraggio e, conosciuto un ragazzo italiano che vive a Londra da qualche anno, che si offre di ospitarla per un po’, coglie la palla al balzo.

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In casa, la vita procede come sempre. Simona ha condiviso la sua idea con i genitori ma pensa che, sotto sotto, nessuno creda che lei possa davvero andarsene. Con la decisione ormai presa e l’aiuto di quel ragazzo che già vive nella capitale inglese, una sera, durante la cena, mentre il papà mangia l’ultima fetta di pane e prosciutto, com’è solito fare, Simona butta fuori: “Ho deciso di partire veramente per Londra. Posso comprare il biglietto aereo stasera?” Sul momento, la mamma e il papà si scambiano un’occhiata e Simona si rende conto che il cuore le batte all’impazzata nel petto – tum, tum, tum – poi la mamma, con gli occhi velati di lacrime, dice: “Preferiremmo tenerti qui a casa con noi ma, se vuoi davvero fare questa esperienza, non saremo certo noi a fermarti. Noi saremo sempre qui, se un giorno vorrai tornare, ma un’occasione del genere non puoi fartela scappare!”

Il papà intanto continua a mangiare pane e prosciutto e poi borbotta, “Quello che ha detto tua mamma va bene.” Simona non crede alle proprie orecchie, abbraccia i genitori e corre come una scheggia in camera, dove accende il computer e si connette alla rete per comprare un biglietto aereo di sola andata per Londra.

I mesi passano, alcuni amici fanno il tifo per lei mentre altri sembrano pronti a scommettere che tornerà in Italia con la coda fra le gambe, ma quello che colpisce di più Simona è la notizia della gravidanza della sorella. Ormai manca un mese alla data stampata sul biglietto aereo. Quando il giorno della partenza arriva, Simona è preda di emozioni spesso contrastanti fra loro. Saluta la famiglia con baci, abbracci e lacrime, poi s’incammina e, costringendosi a ricacciare quelle lacrime che non ne vogliono sapere di smettere di cadere, tiene lo sguardo fisso sul tabellone delle partenze, dove le sembra che sia solo una destinazione a spiccare: Londra.

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Londra l’accoglie con il freddo pungente e la sua frenesia. Cresciuta in un piccolo paese, Simona non è abituata al traffico, alle folle, alle luci e al vocio. A volte, si sente come frastornata mentre altre è quasi euforica. Presto, anche lei si adatta ai ritmi della città e comincia a correre, sia fisicamente sia mentalmente. A 21 anni, Simona si sente finalmente libera perché Londra offre di tutto, a qualsiasi ora del giorno e della notte, e, pur parlando poco o niente l’inglese, abituata ai confini di un paesino che da una parte le dava sicurezza ma, dall’altra, a volte la faceva sentire come in una prigione di vetro, adesso Simona sa che le basterebbe scavare appena sotto la superficie di quello che vedono i turisti per avere accesso a esperienze inimmaginabili.

La ragazza impara a prendersi cura di sé, a ricordarsi di pagare l’affitto, a gestire una casa e, nel frattempo, cerca di migliorare il suo inglese. C’è, poi, il discorso del lavoro. Simona svolge diversi mestieri e, poiché non ha mai avuto un “lavoro dei sogni”, coglie tutte le opportunità che la capitale inglese le può dare e che, se fosse rimasta in Italia, non avrebbe mai avuto modo di approcciare. Simona, quindi, lavora nella ristorazione, come agente immobiliare e vende software, affrontando anche sfide come dover guidare nelle strade inglesi o parlare la lingua con i clienti. Oggi la donna ha davvero un lavoro dei sogni che, da ragazzina, non sapeva neanche di tenere nascosto da qualche parte: quello come account manager, che può fare da remoto.

La vita di Simona scorre, lei cresce e, da ragazza, diventa donna. Londra cambia, così come tutto il Regno Unito, e la Brexit rende praticamente impossibile ai ragazzi italiani com’è stata lei di andare nella capitale inglese a caccia di sogni o di opportunità. I costi aumentano ma la città offre ancora un’anima multiculturale, dinamica, a volte eccessivamente frenetica, come una girandola che, se la fissi troppo a lungo, ti stordisce con la sua incessante parata di colori diversi.

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Si dice che la vita è quello che ti accade mentre sei impegnato a fare altri progetti e, purtroppo, Simona ne sa qualcosa. È gennaio quando, dopo alcuni sintomi e qualche visita, un dottore la invita a sedersi in uno studio asettico, su una poltrona troppo bianca, e le dice: “Mi dispiace, signorina, ma ha il cancro al seno.” Il mondo di Simona si ferma nello stesso istante del suo fiato, che rimane come bloccato in gola. Poi, pian piano, tutto riprende a girare. Sin da subito i medici si dimostrano comprensivi e di sostegno e il servizio sanitario nazionale (NHS) offre un supporto che va ben al di là delle cure mediche.

Simona sfrutta l’app dell’NHS per tenere sotto controllo il suo percorso medico e ricevere, in poche ore, i risultati delle analisi del sangue. La donna affronta la chemioterapia e, poi, una doppia mastectomia con ricostruzione, sentendosi sempre molto seguita dall’ospedale, anche dal punto di vista umano. Per esempio, quando i suoi genitori, che non parlano inglese, vanno a trovarla, i medici riescono a farli sentire a loro agio, nonostante la preoccupazione.

Adesso, Simona sta riprendendo in mano la propria vita. Il suo desiderio primario è quello di viaggiare, passare del tempo con chi ama e, magari, comprare casa. A proposito della casa, forse questa la cercherà un po’ fuori dal centro di Londra perché, come sembra confermare ogni volta che torna in Italia per le vacanze, questo è il tempo di rallentare un po’.

Per seguire e contattare Simona:

https://www.instagram.com/simona.che.llini