Scappo a San Paolo … e vi racconto com’è

www.scappoinbrasile.com è un blog nato dal desiderio di raccontare il Brasile al di là dei luoghi comuni, direttamente dagli occhi di chi ci vive. Perché la rappresentazione di un Paese come il Brasile, non può essere legata solo al Carnevale di Rio, alle ballerine di samba o ai fuochi d’artificio di Copacabana. E’ questo lo scopo di Andrea Torrente, creatore del blog. Un giovane studente universitario, trasferitosi in Brasile nel 2009 per frequentare un Master in Marketing politico, presso l’Università di San Paolo.

Vivere a San Paolo, Brasile

Andrea ci racconti da cosa è scaturita l’idea di trasferirti a São Paulo nel 2009? Perché proprio il Brasile?

All’epoca lavoravo come giornalista precario e studiavo all’Università e in quel periodo conobbi una ragazza brasiliana che studiava a Milano. Appena mi sono laureato ho colto la palla al balzo e mi sono trasferito in Brasile.

Che differenze hai potuto evidenziare nel sistema universitario brasiliano, rispetto a quello italiano?

La cosa che mi ha colpito di più è che in genere, le Università pubbliche, oltre ad essere totalmente gratuite, sono migliori di quelle private. C’è quindi, una vera e propria competizione per entrare nelle migliori Università pubbliche. I test d’ingresso sono molto difficili e c’è una concorrenza fortissima: chi non riesce ad entrare in quelle pubbliche e può permettersi di pagare rette molto alte, opta per le migliori Università private; in alternativa, ve ne sono altre private meno costose, ma di livello molto più basso. Un secondo aspetto molto importante, è l’ottima integrazione Università-lavoro. Fin dal primo anno, gli studenti hanno la possibilità di svolgere stage nelle aziende e di accumulare esperienza. Queste esperienze sono fondamentali per chi, al termine del corso di studi, vuole inserirsi rapidamente nel mondo del lavoro e fin da subito con un buon stipendio. L’Universidade de São Paulo (USP) è considerata la migliore del Brasile: per la prima volta nel 2011, è entrata tra le migliori 200 del mondo e ha superato l’Università di Bologna, reputata la prima tra le Università italiane.

Nel 2012 conseguirai la laurea, in cosa?

Sto concludendo un master in Marketing politico.

Parlaci del tuo blog. Di cosa si tratta? Da cosa è nata l’idea di aprirlo? Quali tematiche tratti?

“Scappo in Brasile” è nato dalla mia voglia di raccontare il Brasile al di là degli stereotipi e dei luoghi comuni. Non sopportavo che la rappresentazione di un immenso Paese, fosse legata a quelle quattro immagini che passano ogni tanto sulle tv italiane: sfilate del Carnevale, ballerine di samba, fuochi d´artificio a Copacabana, la violenza delle favelas e i goal di Pato e Robinho. Adesso il blog è uno spazio (magari un po’ disordinato) di notizie, riflessioni, curiosità, informazioni, foto e video sul Brasile. Chi non conosce il Brasile deve sapere che questo Paese in realtà è un continente con territori vastissimi, disparità e differenze enormi tra una regione e l’altra. E’ difficile quindi raccontarlo in maniera unitaria. Il mio blog, diciamo che ha una visione più che altro São Paulo-centrica.

Vivere a San Paolo, Brasile

Oltre a frequentare l’Università, ti occupi di qualcos’altro?

Data la mia passione per il giornalismo, nel 2011 ho avviato una collaborazione come corrispondente dal Brasile per un paio di testate giornalistiche online: ArticoloTre e First online.

Qual’ è il tuo ruolo in queste testate giornalistiche?

Mi occupo principalmente di politica, attualità ed economia brasiliana. D’altronde, ho la fortuna di avere una visione privilegiata su questo Paese. Ed ogni settimana cerco di raccontarlo, offrendo spunti e mostrando anche ciò che possiamo imparare dai brasiliani e dal Brasile.

Ci racconti di come si vive in Brasile?

Non è semplice rispondere: diciamo senza dubbi, che il brasiliano medio se la passa molto peggio dell’italiano medio. Da un punto di vista economico il brasiliano medio, per raggiungere il benessere di un italiano medio, dovrà aspettare ancora 20 o 30 anni se la crescita del Paese continuerà su questi livelli. Al vertice della piramide poi, c’è una piccola percentuale di ricchissimi, mentre alla base ancora milioni di poveri. La situazione negli ultimi dieci anni è comunque decisamente migliorata, ma non va dimenticato che il Brasile rimane un Paese in via di sviluppo, quindi con molti limiti e problemi che da noi sarebbero impensabili. Lo stato sociale, la qualità dell’istruzione, la giustizia sociale, le infrastrutture, la sanità, la sicurezza urbana, sono tutt’oggi su livelli bassissimi rispetto agli standard europei. Per uno straniero ci vuole parecchio spirito di adattamento.

E’ facile trovare un lavoro o c’è crisi anche lì?

Per un brasiliano oggi è piuttosto facile inserirsi nel mondo del lavoro. A San Paolo ad esempio, il tasso di disoccupazione nel 2011 è stato del 6%. La manodopera specializzata è molto richiesta dal mercato e il Brasile sta attirando anche molti lavoratori qualificati dall’estero, visto che qui mancano. La crisi praticamente non si sente, nonostante l’economia sia cresciuta meno del previsto nel 2011. Tuttavia, per un italiano che voglia cominciare a lavorare in Brasile, non è semplice: ci sono questioni burocratiche (come quella del visto) difficili da superare. Se poi si vogliono svolgere lavori non qualificati, gli stipendi sono letteralmente da fame. San Paolo è una città molto cara, simile ai livelli europei. Facciamo degli esempi concreti per renderci conto: un biglietto dell’autobus, della metropolitana o un giornale, costano oggi, all’inizio del 2012, circa 1,20 euro, esattamente come in Italia. L’affitto di un bilocale di 50mq in un bel palazzo dotato di piscina e barbeque, situato in un quartiere sicuro della città, costa circa 800 euro al mese. Il prezzo medio al metro quadrato è invece di circa 2.500 euro. Questi prezzi si abbassano notevolmente fuori città, così come del resto anche gli stipendi. La benzina invece costa circa 1,3 euro al litro, mentre molti prodotti che in Europa sono considerati di largo consumo, qui sono classificati come prodotti di lusso e arrivano a costare anche il doppio: parlo di cellulari, computer, profumi, automobili, abbigliamento di marca.

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Vivere a San Paolo, Brasile

Puoi dirci qualcosa riguardo il sistema sanitario?

Il sistema sanitario pubblico ha una pessima fama. Infatti chi se lo può permettere, stipula un’assicurazione privata per ricevere un trattamento con standard europei. E’ consigliabile farla, per togliersi ogni preoccupazione ed avere una copertura completa in caso di necessità visto che, singole visite specialistiche o ricoveri d’urgenza, potrebbero rivelarsi dei salassi. Invece con una somma mensile, tutto sommato limitata, è possibile risolvere tutti i problemi.

In base alla tua esperienza, pensi che sia facile ricominciare una nuova vita in Brasile?

Non credo che sia facile da nessuna parte, tanto meno in Brasile. E’ la terra delle opportunità, ma non per tutti: ho conosciuto europei che dopo qualche mese non vedevano l’ora di andarsene. Le difficoltà sono tante: il caos, la disorganizzazione, la burocrazia, la mancanza di infrastrutture, vedersi davanti per la prima volta enormi problemi sociali che in Europa nemmeno immaginiamo, non è semplice. Ci vuole pazienza e soprattutto imparare dai brasiliani a non prendere le cose troppo sul serio, ad adattarsi e, come dicono qui, ad avere jogo de cintura (flessibilità), altrimenti non se ne esce più. In compenso riscoprirete una nuova umanità, relazioni più aperte, solari e amichevoli con le persone che vi circondano.

Hai parlato della difficoltà nell’ottenere il permesso di soggiorno. Puoi darci maggiori informazioni?

Sì, come ho accennato prima, ottenerlo non è affatto semplice. Per semplificare, ci si può sposare oppure fare l’união estável (che attesta la convivenza con un partner brasiliano, ma senza sposarsi); investire almeno 100.000 dollari in un’attività, essere assunti da un’azienda brasiliana o chiedere il trasferimento di pensione. In ogni caso, sul sito del consolato brasiliano in Italia, si trovano tutte le informazioni necessarie e dettagliate. La trafila comunque non è agevole e richiede parecchie carte bollate, pazienza e mal di testa.

Anche il Brasile, come tutti i Paesi del mondo, ha due facce, quella bella e quella brutta, che va oltre un primo sguardo. Quella che si perde nei viottoli abbandonati, dove la miseria fa da padrona. Cosa puoi raccontarci di queste due realtà?

E’ una delle cose che più colpisce all’inizio. Vedere quartieri di lusso e appena girato l’angolo, trovarsi davanti alle baracche delle favelas. E’ un rapporto stridente che in Europa non avevo mai visto e che non lascia indifferenti. Così come vedere quotidianamente decine di persone che vivono per strada, che dormono buttate sui marciapiedi scavalcate dai passanti. Comunque qualche mese fa, ho visitato una delle migliaia di favelas di São Paulo e posso dire che, per me, è stata una straordinaria esperienza. Ho trovato gente sorridente e disponibile che, nonostante i mezzi limitati, vive con una grandissima dignità, è sempre pronta ad accogliere l’ospite e vive in un rapporto di comunità molto più stretto rispetto a quanto fanno le classi sociali superiori. Certo ci sono problemi sociali gravissimi, dall’alcolismo ai drogati di crack, ma dei programmi sociali del governo e del boom economico, ne stanno beneficiando tutti gli strati della popolazione. E’ chiaro che, data la situazione, ci vorranno 20-30 anni, forse anche 40, prima di raggiungere standard europei sotto tutti i punti di vista.

Andrea Torrente, Scappo in Brasile san paolo

Tu che ormai ci vivi da diversi anni, che consiglio daresti a chi vorrebbe trasferirsi in Brasile?

Di non fare il salto nel buio e di non farsi inebriare dalle cronache che dipingono il Brasile come il paradiso. Venite a visitarlo, conoscetelo, informatevi e poi prendete la vostra decisione. Sicuramente per chi ha soldi da investire è un’ottima opportunità, nel settore immobiliare (il governo sta incentivando la costruzione di milioni di nuove case per i prossimi anni) o nel turismo (nel 2014 ci saranno i Mondiali di calcio e nel 2016 le Olimpiadi di Rio de Janeiro). Se invece credete che il Brasile sia solo mare, sole, caipirinha, belle ragazze e una vita senza pensieri, continuate a venire a trascorrere le vostre vacanze qui.

Per scrivere ad Andrea:

[email protected]

A cura di Nicole Cascione

Per avere maggiori informazioni su come trasferiri a vivere, lavorare o fare impresa in Brasile consigliamo il sito www.mollaretutto.com nella sezione Brasile.