“Pura vida” della Costa Rica

Dott.ssa Danila De Stefano Psicologa

In Centro America, la Costa Rica è un paradiso terrestre che divide Panama dal Nicaragua e accoglie ogni anno non solo migliaia di turisti, ma tantissimi espatriati. Anche italiani.

Fin dall’arrivo nell’aeroporto internazionale di San Jose, si può leggere “Bienvenidos y Pura vida“.

Pura vida” non è solo un saluto o un augurio, ma è uno stile di vita. E’ la testimonianza linguistica della calma, serenità, gentilezza e semplicità che appartengono a questo popolo e che, a mio parere, dovrebbe diventare contagioso per altre culture, soprattutto quelle occidentali come la nostra. Questo stile di vita è portatore di qualità della vita e benessere sia mentale che fisico, cosa che in molti casi a noi viene a mancare.

Pura vida è una filosofia di vita fatta di non molta ricchezza materiale, ma il sorriso sempre al suo posto. Un mood continuo e costante che porta gli abitanti di questo paese a vivere con serenità e senza stress.

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Significa “qui ed ora“, saper cogliere l’attimo e vivere serenamente senza essere influenzati negativamente dal passato o temere il futuro. Parole sentite e risentite mi direte, ed è vero. Ma in Costa Rica questo accade davvero.

I Ticos (costaricani) tagliano corto i litigi, pensando che non dovrebbero durare più di tre giorni. Accettano che il domani è incerto e sono ottimisti nel pensare che una soluzione si può sempre trovare, quindi tanto vale non preoccuparsi. I rancori non sono di casa, come anche il rifiuto a perdonare e i sentimenti di odio. Non hanno un’attitudine negativa alle cose, non si piangono addosso o si lamentano. Questa popolazione ha ben chiaro quanto questi sentimenti compromettono la felicità di ogni individuo e, quindi, per sentirsi felici, li rifiutano.

Un gesto ansioso, una richiesta nervosa di fare presto qualcosa, dell’ira ingiustificata ed eccessiva non sono comprese in questo paese. Quanto, invece, vi risultano familiari se pensiamo al nostro?

L’ansia, problema molto diffuso, è spesso collegata alla paura del futuro: l’ansia di fallire, l’ansia che un brutto evento accada, l’ansia che una nostra profezia negativa si avveri, l’ansia di prendere una malattia e così via.

La depressione, altro malessere diffuso, è spesso caratterizzata dalla ruminazione di eventi negativi accaduti nel passato.

Certo, se queste due problematiche sono già in atto e vi fanno vivere male, chiedere aiuto a un professionista è necessario.

Ma, in generale, fare un’esperienza a contatto con una popolazione che si nutre di questa filosofia di vita può cambiare la vita di chi, come noi, conosce bene il significato delle parole stress, rabbia, rancore, nervosismo, frustrazione.

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Avere l’opportunità di osservare quanto sia possibile sorridere sempre e avere un atteggiamento positivo alle situazioni, anche quelle molto negative, anche in situazioni di povertà, potrebbe far riequilibrare la nostra percezione di “priorità” che diamo alle cose della vita di tutti i giorni.

Se a casa ci disperiamo per qualche euro in meno, per un litigio in più e un’attenzione mancata, osservare per un periodo di tempo persone che hanno un’attitudine positiva a tutto, potrebbe risultare un toccasana. Chiamiamola “culturoterapia”.

Dott.ssa Danila De Stefano Psicologa

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