I profili professionali e lavorativi più richiesti in Italia

Dai laureati in lingue ai periti fino agli ingegneri, l’occupazione si rimette in moto ma mancano le professionalità. La colpa? Candidati poco qualificati o territorialmente distanti

Di Enza Petruzziello

 

L’anno è appena iniziato, e con esso incominciano ad intravedersi anche i primi, timidi, spiragli per l’occupazione in Italia. In tempi di campagna elettorale, di ennesime promesse di nuovi posti di lavoro, ai più sfugge però un dato: il lavoro c’è, ma a mancare sono i profili qualificati. Quali sono, dunque, le professioni più ricercate del 2018? Commessi, impiegati, infermieri, tecnici di laboratorio, chef e camerieri. E ancora i nuovi lavori come gli specialisti di intelligenza artificiale, esperti di privacy e blockchain oltre ad alcune figure che sembrano introvabili: fisici, chimici, tecnici informatici e ingegneri. A fotografare l’attuale situazione occupazionale del Bel Paese è il sistema informativo Excelsior di Unioncamere – Anpal che per quest’anno stima un aumento di 400mila posti di lavoro grazie all’incentivo volto alle assunzione dei giovani under 35.

Secondo il rapporto, infatti, le nostre imprese sembrano intenzionate ad assumere ma purtroppo faticano a trovare personale. Due le cause principali: non ci sono i profili professionali giusti o non ce ne sono a sufficienza. Un vero controsenso se si pensa alla disoccupazione, a quanti giovani e meno giovani facciano ancora fatica a trovare un impiego, o a riallocarsi professionalmente. Esaminando nel dettaglio i dati, risulta che nel 2017 su quasi 4,1 milioni di posti di lavoro offerti dalle imprese ben il 21,5%, vale a dire quasi 880 mila posizioni, è risultato di difficile reperimento.

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L’aumento rispetto al 12% del 2016 è netto, ma è ancora più forte nel settore dell’industria dove la discrepanza tra domanda e offerta di lavoro – in economia definito “mismatch” – è addirittura raddoppiato, passando da 13,3% al 26,6% con ben 317.300 posizioni difficili da coprire. In totale, si legge nel’ultimo rapporto Unioncamere-Anpal, lo scorso anno le imprese italiane hanno cercato 467mila dottori e 1 milione 415 mila diplomati. Una porzione consistente delle professionalità richieste risulta di difficile reperibilità: parliamo di un posto su 3 destinato ai laureati e di un posto su 5 ad appannaggio di diplomati. In totale sono ben 441mila posizioni che risultano introvabili.

LAUREATI. Per quanto riguarda i laureati le imprese fanno fatica a trovare 1 laureato su 3, cioè 151mila figure complessive. I laureati in lingue sono in assoluto quelli più rari da scovare: 8mila figure su 15mila previste in entrata comportano problemi di reperimento (il 57%). Seguono i laureati dell’indirizzo ingegneria elettronica e dell’informazione. Anche i laureati in ingegneria industriale sono tra i più introvabili, tanto che le imprese hanno difficoltà a reperire quasi metà di quelli previsti in entrata. Seguono poi i laureati in campo scientifico-matematico-fisico, e quelli in ingegneria gestionale e altri indirizzi minori di ingegneria.

DIPLOMATI. Passando ai diplomati in cima alla classifica degli “introvabili” ci sono i diplomati in informatica e telecomunicazioni, diplomati in elettronica-elettrotecnica e i diplomati con indirizzo meccanica-meccatronica-energia.

POCHI CANDIDATI E GEOGRAFICAMENTE DISTANTI. Tra le ragioni per cui le imprese fanno fatica a reperire personale qualificato, come si legge in un articolo pubblicato recentemente su Il Corriere della Sera, c’è la mancanza di candidati con formazione adeguata, molti senza nemmeno le competenze di base necessarie. E poi tanti aspiranti con caratteristiche personali giudicate poco adatte alle mansioni richieste. Spesso, inoltre, le professionalità richieste ci sono ma in una regione distante. In altre parole l’imprenditore vuole un giovane già formato, che abiti vicino, che sia flessibile e costi poco. Magari quei profili esistono, ma si trovano altrove e con altri salari. E non vengono cercati perché non si ha tempo.

I LAVORI PIU’ RICHIESTI NEI PROSSIMI ANNI. E siccome gli italiani (e chi meglio del nostro magazine lo sa) sono pronti a trasferirsi ovunque pur di lavorare, vediamo quali saranno le professioni più richieste nei prossimi tre anni nel nostro Paese. Secondo le ultime stime a crescere saranno le figure con high skill ossia alta specializzazione e soprattutto competenze tecniche come, ad esempio, software developer e ingegneri della logistica. Guardando inoltre le offerte da parte delle agenzie per il lavoro, risultano in crescita settori come l’Ict, e-commerce, agroalimentare, lusso, metalmeccanica, automazione industriale e componentistica.

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Settore industriale. In questo comparto, dicono gli esperti, di qui al 2021 le imprese avranno bisogno di 272mila addetti in più da impiegare nei settori chiave della nostra manifattura: meccanica, chimica, tessile, alimentare e Ict. Nel 60% dei casi si tratta di periti e laureati tecnico scientifici.

Settore del technology. L’avvento dell’e-commerce e di Internet ha cambiato radicalmente il panorama lavorativo. In questo senso l’anno in corso si dimostrerà ancora più fluido e fertile soprattutto negli ambiti legati al mondo dello sviluppo tecnologico, collegato principalmente a una sempre maggiore necessità di misurazione dei dati in rete. Figure specialistiche la cui domanda crescerà del 20%, che fanno però registrare una carenza di offerta sul mercato italiano. Lo prevede Michael Page, società leader nel recruitment specializzato, che traccia il profilo dei professionisti più ricercati in Italia per il 2018. In particolare i profili più richiesti sono: i Devops (developer operations), figura di snodo tra lo sviluppatore e il sistemista nella produzione di software che ha l’obiettivo di pubblicare software testati nelle tempistiche corrette e senza bag; il Full Stack Developer, uno sviluppatore che conosce sia il mondo funzionale (Back-End) sia il mondo visibile all’utente (Front End); e il Blockchain Developer, che sa come sviluppare contratti intelligenti integrati e distribuirli sui server in base alla tecnologia Blockchain.