Paolo e il suo sogno di ritornare in Africa

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa bella lettera da Paolo.

Sono Paolo e scrivo dall’Italia, ho 40 anni e sogno di andarmene da qui (come tanti altri..). La mia storia e la mia vita iniziano in Africa, nell’ormai lontano 1971. Sono nato a Dar es Salaam in Tanzania: i miei genitori si trasferirono per motivi di lavoro (di mio papà) nel 1964 proprio in Tanzania, mio padre lavorava per una “compagnia” che sviluppava attività di tutti i generi (strade, allevamenti, meccanica, logistica, ecc..) ed è stato uno degli ultimi “pionieri” europei in quel continente. La strada, per esempio, che da Lusaka (Zambia) porta alle cascate Vittoria fu costruita da loro con sforzi immani per i trasporti in mezzo al bush, per la “conquista” del territorio (a quei tempi davvero selvaggio), per gli approvvigionamenti, per l’energia elettrica che non esisteva e per la malaria che affliggeva tutta l’area…

I miei genitori si sposarono proprio a Dar…avevano 20.000 lire in banca e tanto senso dell’avventura…erano tempi meravigliosi! Nel ’68 nasce mio fratello e poi, nel ’71, nasco io…il primo ricordo che ho della mia vita e che per anni mi era sembrato quasi un sogno, era il caldo; mi ricordo questa sensazione di “abbraccio” del calore e del sole che quasi impediva la vista ai miei occhi di bambino, un calore che partiva dalla testa, mi cingeva le spalle e poi giù fino ad arroventare i polpacci ed i piedi. L’abbraccio caldo e benevolo di una “madre universale” che mi accoglieva e mi dava il benvenuto…e questa è per me l’essenza dell’Africa; una madre per tutti, buona, calda, sorridente ed “essenziale”. Mi trovai subito a mio agio!

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Paolo Fede africa

L’altra cosa che ricordo dei miei primi anni era l’effetto del camminare (il più delle volte) a piedi nudi…sulla sabbia della spiaggia di Kigamboni, bollente sopra e fresca appena sotto la superficie e le onde dell’oceano sulla cresta delle quali mi facevano volare…e poi, colore, tanti colori ovunque: il cielo, le piante, le persone di tutte le nazionalità esistenti, l’acqua, la frutta (manghi e papaie più dolci di un tiramisù!!) e gli animali, numerosi a quei tempi. Il tempo trascorse e dopo 3 anni a Dar ci trasferimmo a Lusaka, capitale dello Zambia. Lo Zambia è un enorme altipiano a circa 1500 mt di media, il che condizionava il clima in maniera da percepire una frescura deliziosa all’ombra delle piante ed un caldo bruciante al sole (la grande madre mi seguiva ovunque..) e le “buganville” profumavano l’aria circostante, rendendola quasi tangibile…spessa…

Ricordi di gite in barca, visite nei parchi, feste in maschera e sorrisi, tanti sorrisi di grandi e bambini e sempre questa “natura” sterminata, dominante, onnipresente, vigile e generosa! Altri anni trascorsero…poi, lo Zimbabwe ad Harare…si sarebbe detto che il paradiso fosse caduto sulla terra sotto forma di meraviglia, in ogni cosa…non trovo le parole per descrivere… Altri anni ed alla fine di questa avventura unica ed indimenticabile trascorremmo gli ultimi 2 in Nigeria, a Lagos. Un paese devastato dalla povertà, dal regime totalitario, dal sovraffolamento…un’ enorme megalopoli africana (chi ci è stato capisce), devastata da puzza di fogne a cielo aperto, intolleranza religiosa, abbandono, malattie…suicidi. Tornando da scuola vidi un uomo nudo che dopo essersi cosparso di sabbia, si gettò da un ponte che sorvolava un fiume senz’acqua…un’altra volta, eravamo in macchina in mezzo al traffico paralizzato e vedemmo una folla che correva all’interno di un grosso canale di scolo…stavano inseguendo un ladruncolo, un ragazzo, reo di aver sottratto un frutto dalla bancarella…dieci minuti dopo lo linciarono, abbandonandolo ai topi, morto. Anche questa è l’Africa; non solo spiagge, bungalow e danze per turisti, ma, fame, povertà, apartheid (c’è ancòra, vi assicuro). Se ami l’Africa devi saper focalizzare ed interpretare ogni suo aspetto e trarre insegnamento umano, spirituale, primordiale se vogliamo. Io non dimenticherò mai!!!

Rientrammo in Italia, atterrando a Milano in un giorno grigio di Novembre; nebbioso e gelido…ero spaesato…così tanti “bianchi” tutti insieme e il caldo abbraccio che non c’era più…gelavo, sentivo questo posto ostile, già lo odiavo!! Nel corso degli anni successero tanti avvenimenti; morì mia madre e nel 2003 anche mio fratello…tempi difficili, disperati, dei quali non riesci a farti una ragione e intanto ricordi, pensi e c’è quella grande madre che ti chiama tutti i giorni, come se ti volesse là con lei…sogni quell’abbraccio rovente e benevolo che ti senti ancora addosso! Nel 2009 sono tornato in Zambia per un mese e nel 2010 (dovevo farlo!!) tre mesi di viaggio tra Zambia e Tanzania con bussola e cartina. Ricordo il mio ingresso a Dar quella sera…sapevo di essere lì per mia mamma, per mio fratello, mio padre e per me, ma, non sapevo della forza d’urto che avrei dovuto sopportare…un palazzo di ricordi, nostalgie, dolori, tempi belli e terribili che mi è crollato sulla testa…uno tsunami…ero lì, al punto di origine, dove tutto era iniziato come una favola, la mia origine…ero tornato a casa!!!! Sapete, è tanto che provo a tornare a vivere lì…ma non ci sono ancora riuscito, non ho soldi da investire e anche se ho lavorato nel turismo non salta fuori un’occasione buona…Chissà se qualcuno, leggendo questo mio sfogo, capirà esattamente cosa mi lega all’Africa e le mie motivazioni…Non so se pubblicherete questa lettera, probabilmente no…ma, grazie lo stesso, grazie a te che stai dall’altra parte del video a leggere. Un bacio a tutti i “mzungu” che amano davvero l’Africa…kwuaheri!!!

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Paolo Fede

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