Paolo – La mia storia fra dune e templi, senza alcuna definizione

Sorseggia lentamente un succo al mango, i capelli al vento e lo sguardo che insegue il passaggio di un motorino con in bilico una pila di casse di legno che passa lungo la strada. Paolo sorride, nel calore umido di Siem Reap, cittadina della Cambogia nota per essere la porta di accesso allo splendido complesso archeologico di Angkor.

Ne ha fatta di strada, Paolo, per arrivare fin qui. Fino ai 30 anni la sua vita ha seguito i binari considerati tradizionali: la famiglia, la carriera, i ruoli strutturali…

Quel percorso lo ha portato a diventare dirigente di una multinazionale giapponese ma, in seguito all’incidente di moto in cui ha perso il fratello, Paolo ha ripercorso le tappe del loro ultimo viaggio insieme, fra la Corsica e la Sardegna, e, durante una sosta all’isola della Maddalena, ha deciso di cambiare vita.

La Maddalena è diventata la sua casa per cinque anni. Paolo vi ha lavorato come skipper su un catamarano a vela, che si spostava tra l’arcipelago e la Corsica. Quello è stato l’inizio di una lunga fase dedicata al mare e agli affetti, che lo ha visto anche nel ruolo di comandante di un motor yacht privato ad Antibes per la famiglia di un pilota di F1.

Rientrato in Italia per motivi sentimentali, Paolo ha lavorato come consulente e formatore per una multinazionale automotive americana per poi trasferirsi in Puglia, dove ha fondato la sua scuola di formazione indipendente, PMDE Lab, focalizzata sul Life & Professional Coaching.

Attratto dall’architettura islamica e da una natura in grado di racchiudere un intero continente in una sola nazione, Paolo ha iniziato a scoprire il Marocco. Con il tempo, la sua permanenza è diventata sempre più stabile grazie alla dimensione umana del Paese e in particolare all’incontro con la cultura berbera (Amazigh), caratterizzata da valori di accoglienza e integrazione.

Nel 2012, quindi, Paolo si è trasferito a Marrakech, dove ha aperto un riad nella Medina. L’affitto di una casa in stile locale nella Medina parte da 200€ al mese, a seconda delle dimensioni e delle zone. Le case si dividono in “appartamento”, “Douria”, “Riads” e “Palaia”. Queste ultime categorie sono quasi introvabili come abitazione privata in affitto.

Se gli edifici vengono convertiti in Maison d’Hotes (tipo B&B), i prezzi vanno da 1200€ in su, per le zone lontane da Piazza Jamaa El Fna. I costi per gli edifici convertiti ubicati nei quartieri più vicini alla celebre piazza – come Mouassine, Dar Bacha, Larousse, Bab Doukkala, Dar Dabachi o Riad Zitoun o Mellah –vanno da 500€ a stanza. Gli edifici di solito hanno 5 stanze.

Il mercato immobiliare oggi è saturo e piuttosto caro. Il termine “riad”, poi, viene spesso usato in modo improprio. I riad tradizionali sono scarsi. Un riad è una casa tradizionale araba con il patio al centro e le camere che si sviluppano tutt’intorno su uno o due livelli, oltre il piano terra. Perché un riad possa considerarsi vero, la sua piantumazione dev’essere in terra e dovrebbe esserci una fontana, che invece al giorno d’oggi è spesso sostituita da una piscina.

Le ultime tendenze in fatto di ristrutturazione, poi, cercano di mettere la piscina sul tetto. Non è facile riuscirci ma alcuni ce la fanno. I controlli si sono intensificati rispetto agli anni passati e per muoversi sul posto è necessario essere lì e crearsi i propri canali.

Paolo ha sempre viaggiato liberamente in Marocco, andando anche oltre i sentieri più battuti, spesso in solitaria e spostandosi in auto o camper. Questo stile di vita e di viaggio gli ha permesso di entrare genuinamente in contatto con le persone del posto. I rapporti con loro sono sempre nati in maniera naturale, con l’interesse e la curiosità di Paolo come fondamenta delle relazioni.

Paolo ha anche iniziato a proporre dei tour, diretti principalmente ai clienti dei riad o ad amici, per poi ampliarsi a coloro arrivati a lui grazie al passaparola, tutti accomunati da un’unica regola, viaggiare con programmi “rigidamente flessibili”, ovvero basati sulla possibilità di un cambio di rotta o di un incontro fortuito che prima di partire non puoi sapere che accadrà.

Il proverbio arabo “مصادفة خير من ألف ميعاد” (“Un imprevisto è meglio di un appuntamento fissato”) evoca la magia dell’imprevisto e celebra la bellezza delle cose spontanee.

Secondo Paolo, sono questi incontri e accadimenti spontanei a portare opportunità e felicità più di quanto non possano fare gli appuntamenti presi da tempo.

Dal punto di vista burocratico, Paolo ha sempre fatto il visto all’ingresso per poi aprire una società, tramite professionisti locali, per gestire l’attività. Paolo ha scelto di non occuparsi della burocrazia marocchina, che reputa piuttosto complessa, delegando il tutto alla sua ex compagna o al commercialista.

Il Marocco è stato la base principale di Paolo sino al 2025, anche se nel 2018 è rientrato parzialmente in Italia, pur continuando a gestire riad, progetti di interior decor e tour su misura, tutti caratterizzati dalla filosofia del “rigidamente flessibile”.

Il costo della vita a Marrakech ultimamente è aumentato, anche se le spese per le uscite tradizionali, lo street food e il bar locale possono variare molto da una persona all’altra. La colazione tipica marocchina fatta per strada costa da 8 a 10 dirham (rapporto semplificato con l’euro: 10 dirham/1 euro). Le crepes marocchine (M’semen) costano da 4 a 10 dirham, a seconda del locale in cui ti fermi a comprarle, mentre il costo dei frullati cambia a seconda della location. In periferia costano 10 dirham, in piazza 20 e seduto nei bar 30.

Se mangi come i locals, puoi rientrare nei 7/9 euro il giorno ma se scegli sempre locali turistici medi puoi spendere da 20 euro a pasto e in quelli alla moda ancora di più, con la soglia che lievita anche a seconda della fama dello chef del locale.

Le escursioni di gruppo più note partono da 30 euro ma prevono anche 20 o più persone che viaggiano insieme. Queste sono esperienze assai lontane dai tour proposti da Paolo perché vedono delle tappe commerciali obbligatorie e seguono percorsi turistici.

Uscendo dallo standard marocchino, i prezzi per gli altri beni o per i servizi sono paragonabili a quelli delle grandi città europee di media/grande importanza.

Nel 2026, però, è iniziato un nuovo capito per Paolo, che adesso si trova all’ombra dei templi di Angkor, in Cambogia. Paolo ha la sua casa in affitto e la sua routine a Siem Reap, cittadina dalla vita semplice, dal forte spirito comunitario e piena di angoli tutti da scoprire.

Prima di fermarsi a Siem Reap, però, Paolo ha attraversato il Vietnam, il Laos e la stessa Cambogia in moto, trovando in questi luoghi un’energia vitale profondamente affine al periodo che sta vivendo. Paolo ha scelto il sud-est asiatico per poter vivere serenamente gli anni della pensione in una parte di mondo non ancora del tutto sviluppata, in cui è possibile ritrovarsi in contesti autentici e in cui la vita può ancora essere più leggera di quella media in Occidente. Il buddhismo, poi, è una filosofia di vita che gli risuona molto.

Paolo infatti non ama descriversi attraverso le etichette o in base a chi è stato in passato. Si considera semplicemente un essere umano, svincolato da dogmi, condizionamenti sociali o confini burocratici, ben oltre l’appartenenza geografica alla sua terra d’origine. La sua è una spiritualità personale, vicina al Sufismo di Rumi e al Buddhismo, nata e nutrita da ogni singola esperienza vissuta attraverso i sensi e il corpo.

Questo spostamento dall’altra parte del mondo rispetto al Marocco è stato dato anche dalla modernizzazione che, secondo Paolo, ha cominciato ad alterare gli equilibri autentici che lo avevano conquistato all’inizio. L’affetto per l’Alto Atlante e l’atmosfera della Medina restano ma ora Paolo ha una vita semplice e ricca al tempo stesso nella soleggiata Siem Reap.

L’affitto di un appartamento costa 200/250 USD il mese, le spese fisse ammontano a circa 50 USD il mese e per il cibo spende 250 USD il mese (mangiando sempre fuori). Paolo non è interessato a pub e affini ma ogni 15 giorni si concede un fine settimana a Phnom Penh, capitale del Paese. La Cambogia ha anche un’ottima posizione geografica, che gli permette di accedere facilmente ad altre affascinanti nazioni, fra cui il Laos e il Vietnam.

Anche la sua esplorazione fotografica è parte di ogni sua esperienza. Il suo progetto “Absolute Eye” vuole osservare la vita mentre accade o nell’attimo che precede qualcosa. Anche un dettaglio, un piccolo gesto, una scena apparsa come dal niente sono soggetti interessanti, anzi, sono quelli che più catturano la sua attenzione.

Per Paolo, i vari luoghi geografici hanno un valore relativo. Quello che conta è la disposizione d’animo, ovvero ciò che viene prima delle convenzioni e delle sovrastrutture del sistema, quell’espressione vitale che ci unisce tutti. Questa si traduce nel bisogno di comunicare, condividere, amare ed essere amati.

Come ricordava Alan Watts, noi non veniamo “nel” mondo ma ne usciamo fuori come le foglie da un albero. Eckhart Tolle, invece, c’insegna che l’unica dimensione è il “qui e ora”.

Paolo non ha progetti per il futuro ma un qualcosa che cerca di esprimere ogni giorno: la liberazione dall’ego e l’essere totalmente nel presente.

Per seguire e contattare Paolo:

Instagram (Pattern Morocco Different Exp):

https://www.instagram.com/pattern_morocco_different_exp?igsi=N3BlNjdkMWNuYWRu

Instagram (The Absolute Eye):

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