Paola: dalla provincia di Napoli a Londra

A cura di Maricla Pannocchia

Mamma di due figli adolescenti e con un marito malato, in Italia, Paola aveva tante responsabilità. Quando i figli, ormai cresciuti, si sono trasferiti a Londra, la donna è andata a trovarli e, in appena 15 giorni, si è innamorata della capitale inglese, “Ho sentito che Londra è la città in cui avrei voluto vivere ‘per sempre’”. Dopo aver venduto la casa ed essere stata raggiunta anche dal marito, Paola si è gettata a capofitto nella sua nuova vita londinese, svolgendo tanti lavori ma, come dice la donna stessa, “non avevo lasciato l’Italia per continuare con i lavori precari. Volevo creare qualcosa di mio.”

E così, la donna ha dato vita a “Mamma Paola”, un catering – che partiva dalla casa di Paola e della sua famiglia – per uffici del centro di Londra e altre realtà, ovviamente a base di cibo italiano. “Le difficoltà sono state tante, all’inizio ero spaventata per via della prospettiva di rimanere senza soldi e non sapevo se il business avrebbe decollato”, racconta la donna, che ha coinvolto anche i figli e il marito nell’impresa, “ma ‘Mamma Paola’, alla fine, è durato ben 10 anni e ha avuto un grande successo.”

A chi non è più giovanissimo e vorrebbe cambiare vita, ma magari ha paura di farlo, Paola suggerisce di buttarsi, perché è sempre meglio che vivere di rimpianti.

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Ciao Paola, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…

Mi chiamo Paola Bravaccino, sono nata a Marano di Napoli, sono sposata e ho 2 figli, di cui sono molto orgogliosa, Biagio e Giuseppe.

Hai deciso di lasciare l’Italia a 50 anni. Come mai?

Dopo 50 anni di vita in Italia presi la decisione migliore, quella di cambiare radicalmente la mia esistenza. Ne avevo avuto abbastanza dell’Italia. Mi sono sempre data daffare per non arrivare mai a fine mese. La mia vita non è stata facile, avendo un marito malato di fegato per tanti anni in lista di attesa per un trapianto alle Molinette di Torino, che poi non ebbe mai (un vero miracolo). Avevo anche 2 figli adolescenti che andavano ancora a scuola, ed ero sola ad affrontare problemi più grandi di me.

Perché hai scelto proprio Londra?

I miei figli avevano questo sogno di venire a Londra perché uno di loro è musicista (Giuseppe), e non potrò mai dimenticare quel giorno in cui sono partiti. Ero stata io a spingerli e loro erano preoccupati all’idea di lasciarmi da sola, per via della salute del padre. Quando ho visto il loro aereo allontanarsi sempre di più, ho provato una stretta al cuore.

La mia casa divenne vuota e triste ed io, per distrarmi, mi dedicai alla mia passione per la pittura. Dopo 3 mesi andai a trovarli. Non avevo mai volato prima, ma il desiderio di rivedere i miei figli mi fece superare la paura dell’aereo.

Bastarono 15 giorni per farmi innamorare di Londra. Ebbi la netta sensazione che quella era la città dove avrei voluto vivere “per sempre”, un luogo particolare, ricco di opportunità, multi-etnico… direi che Londra è unica, ed io l’amo.

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Come hanno reagito le persone accanto a te di fronte alla tua scelta?

Dopo 2 anni che i miei figli vivevano lì, io presi la mia grande decisione. La paura era tanta e tutte le persone, amici e parenti, non facevano altro che farla aumentare. Queste persone mi davano della pazza ma io ero decisa a cambiare vita.

Pensi sia indispensabile conoscere la lingua?

La cosa che più mi spaventava era la lingua, quindi frequentai un corso di pochi mesi prima di partire, giusto per acquisire le basi.

Come ti sei organizzata prima di trasferirti a Londra?

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Liberai casa, anche se mio marito mi raggiunse dopo 2 mesi. Prima il cane, poi lui.

Ricordi che cos’hai provato durante i primi giorni di vita lì?

Durante i miei primi giorni a Londra mi sembrava di vivere in una favola.

Quali sono le maggiori difficoltà del vivere a Londra?

Dopo una settimana trovai lavoro come chef in una rosticceria francese a Notting Hill Gate. Fu davvero un incubo, era un lavoro molto duro, adatto a un uomo, ma io avevo bisogno di lavorare perché non avevo tanti soldi da parte.

Dopo 2 mesi è arrivato anche mio marito dall’Italia, ed io lasciai il lavoro. Era agosto, non si trovava niente e cominciai ad avere paura. Mi chiedevo che cos’avrei fatto se i soldi fossero finiti. Non parlavo l’ inglese e non ero tanto giovane. Non pensai neanche di tornare indietro, in primis non avrei più avuto una casa, ma poi proprio non volevo, così iniziai a lavorare part-time insieme a mio figlio in un coffee shop, poi come donna delle pulizie, in varie zone, per degli italiani e come baby-sitter. Lavoravo tanto e guadagnavo bene.

Quali sono i pro del vivere a Londra?

Dopo 2 anni, mi ero integrata a sufficienza sia con la lingua sia con la città, quindi decisi di dare una svolta alla mia vita. In fondo, non mi ero trasferita per continuare a fare lavori precari. Volevo creare qualcosa di mio e Londra me lo permetteva. Se hai un’idea, qui la puoi materializzare, devi solo avere coraggio e un grande mordente.

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Hai fatto tanti lavori. Ti va di raccontarcene qualcuno?

Sì, come dicevo, iniziai una mia attività (Italian catering). Questa idea mi frullava nella mente già da un po’, tuttavia non avevo mai fatto niente del genere. Ero brava a cucinare e avevo molta fantasia nel creare. La mia prima passione è dipingere, però non mi portava guadagni.Inizialmente volevo fare la chef a domicilio per le cene, però io avevo bisogno d’introiti giornalieri, così, pian piano, nacque “odori e sapori”. Chiesi a mio figlio di stamparmi dei volantini con menù settimanale e prezzi e iniziai a distribuirli nella zona di Hyde Park, uno di quei volantini finì nelle mani dell’editore dell’Al-Jazeera TV araba (Claudio Lavanga) e tutto è iniziato da lì. Non posso dire che sia stato facile, per tanto tempo ho lottato, da sola, per far diventare realtà questa mia idea. Volevo trascinare anche i miei figli in quest’impresa, e quindi abbiamo iniziato a parlare di vivere insieme.

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È facile trovare alloggio a Londra?

A noi serviva una casa grande, perché l’avremmo usata anche per il business, ma non fu facile trovarla. Avevamo bisogno anche di un garage. In 6 mesi, tutti i nostri risparmi si volatilizzarono per la casa e ricordo che mio figlio Giuseppe iniziò a lavorare nel mio business e, solo nel week-end, per Habitat.

Il business era all’inizio e non sapevo se avrebbe funzionato. Avevo una gran paura per la questione soldi. Intanto partecipai a un evento italiano, “La dolce vita”. Ricordo che, per partecipare, pagai 1.400£.Intanto il business cresceva e cambiò anche nome, diventando “Mamma Paola”. Andavamo nei prestigiosi uffici del centro di Londra, all’ora di pranzo, con i nostri trolley con il cibo. Ci dividevamo le zone. Il business è durato 10 anni e ha avuto un grande successo.

Hai dei suggerimenti per chi non è  più tanto giovane e vorrebbe cambiare la propria vita, ma ha paura di farlo?

Il consiglio che posso dare è cominciare dall’analizzare la propria vita. Se non si è contenti bisogna agire, altrimenti non cambia niente. Il coraggio nasce da una grande motivazione. Io ne avevo tanta e il mio orgoglio più grande è stato  dare l’ input ai miei figli, facendo capire loro che, che se vuoi cambiare, devi agire, perché la fortuna aiuta gli audaci. Infatti i miei figli hanno seguito la mia scia. Giuseppe è diventato un grande pianista qui a Londra. Biagio, il mio primogenito, è sposato e vive in Brasile, dove insegna lingue.

.Io oggi mi sto riposando perché ho lavorato davvero tanto nella mia vita. Inoltre, sono malata di fibromialgia e, forse, se così non fosse, darei lezioni di cucina e preparerei il cibo per piccoli eventi, ma sono comunque felice perché sono riuscita a realizzare il mio sogno.

Per contattare e seguire Paola:

Email:mamapaola.food@gmail.com

Instagram: paolabravaccino