Mollo tutto e vado a vivere in Camper

A cura di Nicole Cascione

“Inseguire i propri sogni forse è l’unica cosa che veramente conta in questa vita che, fino a prova contraria è l’unica che abbiamo e non sappiamo quanto dura”.

A parlare è Daniela, che nel 2018, ha deciso di mollare tutto per inseguire il suo più grande sogno: viaggiare.

Ormai sono tre anni che Daniela gira l’Italia e l’Europa in camper.

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Una vita “vagabonda” che le regala grandi gioie e soddisfazioni.

Mollo tutto e vado a vivere in Camper

Chi era Daniela prima di prendere la decisione di mollare tutto e partire?

Ero una ragazza “normalissima” che conducevo una vita sempre “normalissima” con casa, lavoro, macchina, amici, famiglia, fidanzato. Ero una maestra di ballo, quindi facevo serate e organizzavo eventi. Ero comunque una viaggiatrice e una sportiva. Diciamo che tutto sommato non sono cambiata, sono ancora quella Daniela lì: normalissima.

Come e quando è nato il desiderio di mollare tutto?

Ad un certo punto ho cominciato ad interrogarmi se mi piacesse veramente quello che stavo facendo, la vita che stavo conducendo e soprattutto il modo in cui vivevo. Tutto andava bene, facevo quello che mi piaceva, lavoravo poco e avevo tanto tempo libero, seguivo le mie passioni, viaggiavo tantissimo, in aereo, in treno, in auto. I miei viaggi erano sempre low cost, ho sempre viaggiato con pochissimo, ho sempre prenotato i voli con Ryanair a due euro, ho dormito in ostelli a sette euro a notte. Ma ad un certo punto ho cominciato a domandarmi se questo modo di vivere fosse quello giusto. Perchè? Perchè rientravo da ogni viaggio sempre controvoglia.Tornavo in un posto fisso ad un lavoro fisso, per guadagnare soldi per poter programmare il prossimo viaggio e ripartire. Ormai era quello che stavo facendo. Alla fine mi son chiesta: possibile che non ci sono alternative a quello che mi hanno sempre insegnato? Ovvero acquista una casa, lavora e quando hai i giorni liberi e 500 euro in più parti? Durante gli ultimi due anni da camperista, mi ero resa conto di quanto poco riuscivo a spendere, tra il gasolio, il cibo e le attività che facevo in giro. Così, quando ho capito che per vivere in camper ci voleva poco ho pensato: “Se riesco a trovare dei lavoretti in giro sporadici, stagionali, alla fin fine lavoro un mese se ne sto in giro tre”. E così ho fatto. O quanto meno ci ho provato. Da settembre 2018 ancora sono in giro.

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Vivere e girare in camper sicuramente ha i suoi costi. Come riesci a sostenerti?

Ha i suoi costi ma molto contenuti rispetto al vivere in una casa, perchè fondamentalmente non hai bollette, che è tanta roba. E comunque con un lavoretto stagionale di due mesi, riuscivo a viaggiare per sei mesi. Nel frattempo ho cominciato così per gioco a creare dei contenuti sulla mia pagina Facebook, su Instagram, sul mio blog e sul canale You Tube, dove raccontavo quallo che facevo e davo consigli a chi me li chiedeva. Ad oggi posso dire che questo è il mio principale lavoro. Si può dire che sono una travel blogger, esperta di viaggi in camper. Faccio anche consulenze private, quindi sono una specie di camper coach. Diciamo che ci sono veramente migliaia di modi per sostenersi facendo questa vita.

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Qual è il momento più bello della giornata?

Non c’è “Il” momento più bello della giornata. Può essere un giorno in cui mi sveglio e mi trovo in un posto meraviglioso. Tiro giù la tendina e vedo il mare. Apro la porta e il mio cane scorrazza felice. Come può essere una giornata come quella di oggi. Sono in un parcheggio di una città, fuori piove e magari il momento più bello della giornata sarà stasera, quando mi metterò sul divano con il mio cagnolino e strimpellerò il mio pianoforte. Come potranno essere le due ore in cui deciderò di andare a fare kite surf o kayak. Non essendoci una giornata tipo, mi faccio sorprendere dagli eventi.

Mollo tutto e vado a vivere in Camper

Quali zone hai visitato fino ad ora?

Fino ad ora ho visitato più volte tutta l’Italia, quindi tutte le regioni italiane, mi manca solo la Valle d’Aosta. Come Paesi europei ho visitato la Francia, la Spagna, Gibilterra, Svizzera, Austria, Germania, Slovacchia, Slovenia, Croazia e San Marino. Sono arrivata anche in Marocco.

Ci sono mai dei momenti in cui ti pesa la lontananza dagli affetti più cari?

Diciamo che non sono mai stata una persona attaccata morbosamente alle persone, adoro le relazioni “leggere”, quelle non troppo appiccicose, che non richiedono il doversi sentire o vedere quotidianamente. Anche nella mia vita precedente ero comunque una persona curiosa a cui piaceva conoscere sempre persone nuove, cambiare, fare cose differenti. Mi piaceva passare dallo snowbord in montagna, ai tacchi per la serata caraibica; dal mettere la juta e andare a fare kite surf, allo zaino in spalla per partire con la tenda per un viaggio da zingara. Mi piace fare un po’ di tutto e questo “tutto” è impossibile farlo con la stessa comitiva. Io poi ho viaggiato tantissimo, ho vissuto in tantissimi posti, ho vissuto in Calabria, in Toscana, in Lombardia. Almeno due anni della mia vita li ho vissuti viaggiando. Quindi per forza di cose non ho mai avuto legami troppo stretti. Il bello è stato creare legami ovunque io sia andata. Legami con persone con cui veramente mi sono rivista più volte, su cui posso contare e ho potuto contare. In alcune occasioni mi sono state vicino persone che conoscevo da soli due giorni.

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Cosa ti manca della Daniela di prima e cosa invece hai volutamente scelto di lasciarti alle spalle?

Non mi manca nulla, assolutamente niente. Forse la spensieratezza. Quando acquisisci delle consapevolezze e cominci a darti delle risposte, all’inizio è difficile, poi entri in un meccanismo dove hai tutto chiaro. Ma questa cosa da una parte è bella, da un’altra è tosta. Perchè perdi un po’ di quella spensieratezza di prima, di quando facevi le cose senza farti troppe domande. Essendoti analizzata bene, sai perfettamente determinate dinamiche, come se conoscessi un po’ il copione della vita e avessi già sempre subito la risposta a tutto, in maniera consapevole e umile. Ormai è come se sapessi perfettamente tutte la dinamiche della vita, è come se perdessi il gusto di sbattere la testa, di mettermi in gioco. Entri in un meccanismo dove tutto è più semplice, ma proprio perchè tutto è più semplice arrivi a perdere l’alto e il basso della vita. Tendi ad avere una vita più moderata, equilibrata e quell’alto e basso arriva a mancarti. Il fatto di non buttarmi più nelle cose senza pensare molto fa perdere quel pathos. Come quando impari a guidare l’auto. All’inizio hai un po’ di paura, ansia, tante emozioni che poi con il tempo e l’esperienza passano.

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Seguire i propri sogni, quanto è importante oggi?

Se me lo avessi chiesto prima della pandemia ti avrei detto che è molto importante, perchè i sogni ci rendono vivi. Dopo la pandemia ti dico che non vedo alternative, non vedo altro modo di vedere la vita se non seguendo i miei sogni e basta, perchè tanto non vale la pena rinunciare ai propri sogni per delle cose che poi si rivelano fuffa, fumo. Non c’è nessuna sicurezza nella vita. La pandemia ci ha dato un bello schiaffo. Mi dispiace solo che le persone se ne siano dimenticate, che siano tornate alla loro rabbia, e alle cavolate per cui arrabbiarsi. Inseguire i propri sogni forse è l’unica cosa che veramente conta in questa vita che, fino a prova contraria è l’unica che abbiamo e non sappiamo quanto dura. Ti parlo di una storia che mi ha sconvolto. Un ragazzo di nome Davide, mio coetaneo, aveva deciso di andare a vivere in camper come me, insieme al suo gatto. Nel primo video su You Tube si presentava così: Ho deciso di prendermi del tempo per godermi un po’ la vita. Dopo circa un anno ha avuto un infarto e ci ha lasciati. Questo per far capire quanto è veramente importante inseguire i propri sogni e di quanto sia altrettanto importante farlo il prima possibile.

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