Massimo e la sua vita a Guadalajara

Ho intervistato Massimo una fredda sera d’inverno, davanti al camino acceso. Erano le 5 del pomeriggio, mentre da lui, in Messico, erano le 10 di mattina, il sole brillava alto ed era a maniche corte. La prima cosa che mi ha detto è stata questa “ Tra un po’ è natale, ma qui non riesco a sentirlo più come una volta. Sai … natale in t-shirt non è natale!” Sarà anche vero, ma sarebbe così bello passarlo in t-shirt e pantaloncini, in una spiaggia bianca sotto il sole caldo del Messico! Per il momento però, non ci resta che leggere la sua testimonianza di vita a Guadalajara, in una terra ricca di storia, musica e di affascinanti contrasti.

Italiani in Messico: Guadalajara

Massimo, cosa puoi raccontarci del percorso lavorativo e personale che ti ha condotto in Messico?

Sono una persona che ha sempre viaggiato molto, sono stato in Francia per un Erasmus e in diversi altri Paesi del mondo per vacanza. Poi, nel 2003, precisamente un paio di settimane dopo la laurea, ho preso la decisione definitiva di partire per il Messico, precisamente a Guadalajara Jalisco, questo dovuto in parte anche a questioni sentimentali. Infatti mia moglie è del posto e questo mi è stato di grande aiuto, perché avere qui una famiglia che ti accoglie, ti permette di entrare più rapidamente nella mentalità e nell’ottica messicana.

E’ stato facile per te, trovare un lavoro in Messico?

Sinceramente no. Purtroppo, come architetto, ho dovuto lavorare parecchio per impormi professionalmente, c’è voluto tanto tempo e tanta pazienza. Qui è molto più facile trovare dei lavoretti informali, specialmente in zone turistiche come Riviera Maya, Puerto Vallarta, ecc. Ci sono molti stranieri che lavorano come camerieri, insegnanti di lingua italiana in scuole private e così via. Il Messico è un bel Paese, con molte opportunità, ma ha anche i suoi lati oscuri.

Italiani in Messico: Guadalajara

Cosa intendi per lati oscuri?

E’ un Paese in cui risulta sempre più difficile vivere sotto l’aspetto della sicurezza personale. Qui purtroppo, la corruzione, i borseggi, gli omicidi, sono all’ordine del giorno. Ti faccio un esempio, in 4 anni di lotta al narcotraffico, sono morte più o meno 50000 persone e non è poco …

Oltre al problema della sicurezza, chi volesse trasferirsi in Messico, quali altre difficoltà si troverebbe ad affrontare?

In primis, si troverebbe ad affrontare lo scoglio culturale. Entrare nella logica della gente di qui, è abbastanza difficile. Hanno un modo tutto loro di vivere la vita, di ridere delle cose, di ironizzarci sopra, addirittura anche nelle cose di cui parlare. Pensa che noi, in Italia, siamo abituati a parlare di politica, qui invece nessuno ne parla. Tutto sommato però, si vive bene. Questo è un Paese dove puoi vivere agiatamente se hai una piccola sicurezza economica, perché i servizi come elettricità, acqua e gas hanno dei costi irrisori, rispetto a quelli italiani. Per quanto riguarda le case, l’offerta residenziale è immensa, dalla stanza con bagno a 120 euro al mese, alla villa con piscina e personale di servizio annesso, a 2000 euro al mese. In merito al cibo invece, conviene sempre acquistare prodotti nazionali dal supermercato, perché più economici rispetto ai prodotti importati, considerati un lusso. Qui la maggior parte della gente sopravvive, anche perché, lo stipendio medio di un operaio è pari a 300 euro al mese. Nulla a che vedere con quello di un dirigente, pari a uno stipendio europeo…

Guadalajara

E della situazione sanitaria, cosa puoi dirci?

Qui un lavoratore dipendente, ha diritto al seguro social, la nostra “mutua” italiana e posso dirti che il livello delle infrastrutture è pessimo, così chi può, stipula un’assicurazione privata che permette di accedere a ospedali privati e cliniche di ottimo livello. Ovviamente questa assicurazione, ha dei costi abbastanza elevati per gli standard del posto e un operaio con figli a carico, non riuscirà mai a pagarla.

Per quanto concerne l’aspetto burocratico, è stato facile per te ottenere il permesso di soggiorno?

Si, è stato abbastanza facile. Attualmente, chi intende trasferirsi deve dimostrare di avere una proposta di lavoro e poi procedere con la richiesta di Visto. Altrimenti, deve dimostrare di avere un’idea imprenditoriale da proporre.

Cosa puoi dirci riguardo all’istruzione?

Qui la scuola pubblica ha un livello discreto, ma è sovraffollata e chi può, manda i propri figli nelle scuole private, che sono care ma buone, con infrastrutture molto simili a quelle che si possono trovare negli Stati Uniti, con piscine, campi da calcio, sale di musica attrezzatissime, ecc…. Purtroppo, questo modo di vivere, non fa altro che incentivare il sistema delle “caste”, dove i figli delle persone benestanti, hanno maggiori possibilità di studio e di assistenza, rispetto ai figli delle persone “normali”.

Pensi che ci siano possibilità lavorative maggiori rispetto all’Italia, per i giovani che vorrebbero trasferirsi in Messico?

Ci sono sicuramente tante possibilità, ma ci tengo a dire che qui non è l’El Dorado. Ci vuole tempo e tanta pazienza. Bisogna entrare negli schemi culturali locali, farsi conoscere per poi poter crescere professionalmente ed economicamente. Ho visto tanti italiani venire qui a cercare fortuna e tanti sono ritornati in Italia. A chi intende trasferirsi, consiglio di venire a vivere in Messico per un periodo di prova di circa 6 mesi, prima di prendere una decisione definitiva.

Italiani in Messico: Guadalajara

Perché?

L’aspetto culturale del posto crea una grande differenza, che alla lunga pesa…

Come sono visti gli italiani?

Abbastanza bene. Abbiamo fama di creativi, simpatici, aperti, anche se poi, sul posto di lavoro, dobbiamo sudare come gli altri. Non possiamo dormire sugli allori solo per il fatto di essere italiani.

In questo momento di crisi italiana, pensi ci voglia più coraggio ad andare via o a restare?

Onestamente penso che ci voglia coraggio in entrambe le situazioni. Qui devi avere coraggio nel saperti adattare, nel lottare. In Italia invece, devi cercare di essere competitivo in un mercato che si contrae sempre di più. Ma sono ottimista, per esperienza lavorativa, poiché viaggio moltissimo per lavoro, ho visto che la nostra professionalità è rispettata in diversi Paesi del mondo.

Pensi di tornare in Italia prima o poi?

Non so, per il momento no. Però … mai dire mai.

Per scrivere a Massimo:

massimonobili@yahoo.it

A cura di Nicole Cascione